lunedì 4 ottobre 2010

Ciao Papà - Juan Damonte


Riuscii a baciarlo sulla fronte prima che una cannonata si portasse via l’ultima parete che ci faceva da parapetto di fronte a questa realtà di merda.

Humor nero, anzi negro come direbbero i latinos. Nero che cola sulla scia vertiginosa di un tango nuevo, un groove ritmato a colpi di armi da fuoco con tanto di jam finale che abbatte letteralmente le mura di casa. Una pietra preziosa che la Elliot ha scovato tra gli scaffali della letteratura sudamericana di genere che, in quanto a contributi, non brilla certo di grandi firme.
Fu pubblicato nel ’95 in Messico e premiato l’anno seguente con il "Dashiell Hammett" di Gijòn, durante la settimana del giallo che Paco Taibo II organizza in questa località delle Asturie spagnole. Opera prima, unica e per questo inarrivabile del genio creativo di uno dei Damonte (Copi, il più celebre, un mitico disegnatore), una ricca famiglia argentina che per la troppa liberalità di pensiero si trovò a dover lasciare Buenos Aires negli anni della dittatura.
Ed è appunto in questo scenario, tra il ’76 e l’83, gli anni della guerra sporca, con il dramma dei desaparecidos arrestati in migliaia dal regime per le presunte posizioni sovversive, che Damonte immagina sotto una luce brillantemente comedy, e per questo ancora più eversiva e sferzante, la spedizione pericolosa di Carlos Tommasini, un piccolo mafioso di origine italiana che, sebbene cinico, impudente e tutt’altro che retto, decide di muoversi alla ricerca del cugino sinistrorso rapito dai paramilitari dell’Alianza Anticomunista Argentina.
E’ una figura singolare quella del malavitoso, sprezzante e amorale a palate nei confronti di preti, militari, codardi e servitori, parenti invadenti ai quali riserba scherzi cattivi, ma determinato a intervenire in soccorso di chi invoca il suo aiuto. Ebbro della libertà raggiunta con l’uscita dal carcere, alla ricerca di una rivincita lungo la scala della gerarchia criminale, la sua è una battaglia persa, strattonato com’è tra la necessità di darsi una regolata e la tentazione di sanare i conti ancora in sospeso.
E infatti di nuovo fra pari che ne esigono la ragionevolezza e che, come in ogni famiglia che si rispetti, ne lusingano l’ego con la prospettiva di una rapida carriera sotto la copertura di un’officina. Pur desideroso di compiacere la parentela al vertice, i cui dialoghi tra appellativi allegorici ed epiteti indecenti moltiplica le risate isteriche, inscimmiato duro con la neve che gli piove dal naso come polveri sottili, Carlitos violerà gli ordini di scuderia dando vita ad una scorribanda sanguinosa, seminando cadaveri al suo passaggio, finendo, in una scena surreale con rivelazione filiare inattesa, per sparare contro i carri armati. Un noir in cui l’arte dello sberleffo pare eclissare il contesto storico in cui si svolge la narrazione, mentre invece ne fuoriesce esaltato in tutto il suo orrore e bestialità.

Articolo Michele "Frankie Machine" Frascari

Dettagli del libro
  • Autore/i: Juan Damonte
  • Tradotto da: R. Schenardi
  • Editore: Elliot
  • Collana: Raggi
  • Prezzo deastore.com (info) € 14.50
  • Formato: Libro in brossura
  • Data di pubblicazione: 2009 

1 commento:

IL KILLER MANTOVANO ha detto...

Accipicchia che due articoli questo lunedì su corpi freddi.
Qua ci si sta trattando di lusso veramente.
Altro romanzo che finisce in WL senza passare dal via.
Frankie come al solito da fantascienza.