lunedì 12 aprile 2010

L’esca – Donald E. Westlake



Quanto era stato stupido a fare quella proposta a Wayne Prentice!….Gli era saltata in testa un’ideuzza e lui si comportava come se fosse un fatto reale, perdio. La metteva in scena come se l’immaginazione potesse diventare realtà. Lascia l’idea fra le tue carte, si disse Bryce. Ma era troppo tardi”.

Bryce Proctorr è uno scrittore di successo.
Dal suo appartamento con vista su Central Park riesce a dominare New York così come i suoi libri sono abituati a dominare le classifiche di vendita dei bestseller.

Wayne Prentice è uno scrittore misconosciuto.
Qualche romanzo andato abbastanza bene e poi l’oblio….calo della distribuzione, calo delle vendite….una vittima dello spietato mondo dell’editoria.

Da giovani i due scrittori erano amici. Frequentavano le stesse feste, gli stessi locali, poi, come spesso succede, la vita ha fatto si che si perdessero di vista per vent’anni. Fino al giorno in cui Brice vede Wayne in biblioteca assorto in una ricerca e decide di salutarlo.
Anche Brice ha dei problemi ultimamente. Sta affrontando un divorzio difficoltoso e l’ansia, lo stress e le preoccupazioni hanno bloccato la sua vena creativa. Non scrive più nulla da molto, troppo tempo, ed è in ritardo con la consegna del nuovo libro.
In realtà non ha nessun nuovo libro.
Ascoltando il racconto dell’amico sulla sua carriera ormai alla deriva, Brice gli propone un accordo.
Wayne dovrà cedere a Brice Proctorr il suo libro in cambio di cinquecentocinquantamila dollari e inoltre, condizione fondamentale, dovrà uccidergli la moglie.

Inizia senza troppi preamboli L’esca, il bel romanzo nato dalla fervida mente di Donald E. Westlake.
Già dalle primissime pagine si è al centro della storia, curiosi di sapere se Wayne Prentice accetterà la proposta di Bryce Proctorr e quali ne saranno le conseguenze.
Un romanzo semplice, asciutto ma non per questo privo di colpi di scena e suspence. La trama è accattivante e mai noiosa.
La cosa che colpisce di più è il cinismo dei personaggi e la freddezza con cui agiscono, si muovono e parlano. Sembrano quasi non accorgersi della drammaticità degli eventi, come se fossero spettatori di altre vite. Il distacco e l’indifferenza con cui affrontano il susseguirsi delle azioni è quasi irritante.

Non hai bisogno di dirlo a chiare lettere, Wayne, sappiamo tutti e due di cosa stiamo parlando.”
….
Voglio che rimaniamo insieme, in questo appartamento e con questa vita. Voglio continuare a fare il mio lavoro e non voglio che qualcosa di esterno faccia crollare il nostro mondo come un castello di sabbia.

Il finale poi…toglie il fiato!

Donald E. Westlake per me è stata una scoperta. Morto da poco più di un anno è considerato da molti uno dei più grandi autori gialli di tutti i tempi. E’ famoso per aver inserito l’umorismo nelle sue trame poliziesche/noir. Molti film sono stati tratti dai suoi romanzi e tra le sue opere migliori ricordiamo quelle scritte con lo pseudonimo di Richard Stark che hanno come protagonista il rapinatore professionista Parker.

Articolo di Marianna "Mari" De Rossi

Dettagli del libro
  • Formato: Brossura
  • Pagine: 269
  • Lingua: Italiano
  • Editore: Alacran
  • Anno di pubblicazione 2009
  • Codice EAN: 9788863610031
  • Traduttore: E. Levi 

4 commenti:

Anonimo ha detto...

O Mariannina, fermati un attimo, non ce la faccio più a starti dietro!...:-)

Anonimo ha detto...

Scusate, quello di sopra sono io.
Fabio Lotti

Anonimo ha detto...

Scusate, quello di sopra sono io.
Fabio Lotti

Cristing ha detto...

Lo voglio!!!