venerdì 9 aprile 2010

Intervista a Patrizia Rinaldi



Definire Blanca un giallo è riduttivo. Abbiamo già avuto modo di recensire il libro su questo blog ma la storia mi ha appassionato talmente tanto che avevo voglia di fare a Patrizia Rinaldi delle domande, e da qui è nata l’idea dell’intervista.

Corpi Freddi: Il titolo è un chiaro omaggio ad un altro splendido libro, Il tempo di Blanca di Marcela Serrano. Ne deduco che è una delle tue scrittrici preferite.

Patrizia Rinaldi: Leggo e rileggo i libri della Serrano: l’inizio de Il tempo di Blanca è una dichiarazione d’amore molto forte per la lettura. La sento mia.

CF: Sono poche le scrittrici italiane di giallo/noir o forse sono poche quelle che trovano un editore disposto a scommettere su di loro. Hai avuto difficoltà a farti apprezzare?

PR: Finché non ho incontrato nel 2007 Flaccovio, l’editore che mi ha dato fiducia, sì. Anche in questo lavoro per le donne emergere è più difficile.

CF: Blanca è un giallo anomalo. Protagoniste sono delle figure femminile tra le più belle che mi sia capitato mai di leggere. Di solito nei gialli le donne hanno solo il ruolo di vittima. Tu invece le hai rese protagoniste. Forse perché per una donna è più facile parlare di donne e dar loro uno spessore? 

PR: Ti ringrazio molto per il giudizio incoraggiante. Detesto l’omologazione corrente del mondo femminile: ogni donna significativa che ho incontrato ne contiene tante. Il desiderio mio, mentre scrivevo Blanca, era raccontare caratteristiche dissimili e affascinanti, che mi accompagnano nei giorni comuni e che spesso mi consolano o mi divertono.

CF: Quanto di te c’è nelle donne di cui parli. Ti rispecchi in una in particolare? 

PR: Sono presente in ognuna, non per circostanze narrative, che sono del tutto inventate, ma di sicuro per aspetti sentimentali: sento vicina Blanca, che riesce a riconoscere il mondo oltre il dettato degli occhi, ma anche Ninì, che crescerà abbracciata a un dolore prematuro, Carmen e la sua rabbia di vita, Marinella forte, giovane, con un carattere selvatico.


CF: Anche Napoli ha un ruolo importante nella storia. Nel tuo romanzo è’ una città molto viva e chi legge lo avverte. Quanto sei legata alla tua città? 

PR: Sono legata a Napoli in maniera appassionata: non provo certo un amore in pianura. Emotivamente nessuno che la abiti può trascurare il danno della criminalità, che ci offende, resta però una città viva, che riesce a segnare, ad afferrare con la possibilità di osservare da vicino bene e male abbracciati stretti. Abbiamo inoltre una tradizione culturale e linguistica addirittura ingombrante.

CF: La maternità come rapporto esclusivo madre/figlio, rapporto da cui spesso gli uomini sono lasciati fuori. Non trovi che sia sbagliata questa visione della famiglia? 

PR: Più che la famiglia volevo raccontare la cura: quel desiderio che ci spinge a occuparci anche degli altri a non isolarci sempre in uno sguardo sterile e auto compiaciuto. L’attitudine ad occuparsi dei figli per gli uomini è un dato comunque molto recente.

CF: Cosa significa per te raccontare delle storie? 

PR: E’ una necessità, un modo di guardare, di cambiare i ricordi, di intervenire nel caos privato, di sanare lacerazioni. E’ il gusto primitivo di restare in compagnia grazie alle parole.

CF: A parte Marcela Serrano ci sono altri scrittori che hanno influenzato il tuo modo di scrivere? 

PR: Spero Simenon, anche solo per dettagli minimi. Mi basterebbero.

CF: E’ prevista un’altra avventura per il commissario Martusciello o stai lavorando ad altro? C’è la possibilità di vederlo in tv? 

PR: Sì, scriverò ancora di Martusciello, di Liguori, di Carità e di Blanca, che ormai è entrata a pieno titolo nel gruppo dei protagonisti fissi. Per la tv … preferisco leggere la domanda come un augurio e ti ringrazio. Ti ringrazio ancora di più per come mi hai letto e per aver voluto trascorrere un po’ del tuo tempo con me.

CF: Grazie a te per il tempo che ci hai dedicato.

Intervista di Marianna "Mari" De Rossi

La recensione a Blanca può esser letta cliccando sul seguente LINK

1 commento:

Stefania ha detto...

Uhm...autrice che mi incuriosisce...me la segno...chissà se potrebbe essere nelle mie corde?