giovedì 2 aprile 2009

Estranei - Taichi Yamada




Inizio dicendo che Taichi Yamada, nonostante il suo nome non dico molto al più dei lettori, viene tuttora considerato come uno dei massimi esponenti della narrativa giapponese, alla stregua del ben più noto Koji Suzuky (autore della trilogia di “ring”). Tra i suoi estimatori troviamo i grandi Stephen King e Bret Easton Ellis, i quali hanno più volte riconosciuto al nostro un’immensa capacità artistica. Sfortunatamente i suoi romanzi tradotti in lingua italiana sono solo due, entrambi editi da Nord.
“Estranei”, a mio parere, non è un vero e proprio romanzo, bensì un lungo racconto, una storia che si snoda in un brevissimo lasso di tempo. Al centro della trama uno sceneggiatore di Tokyo, il quale, improvvisamente, incontra i genitori dopo una ventina di anni dalla loro morte. Un episodio che darà il via ad una catena di eventi inquietanti, che non permettono di staccarsi dalle pagine di questo libro assolutamente degno di nota.
Yamada, proprio come molti altri scrittori del suo paese, utilizza un fraseggio semplice, veloce da intendere, senza troppe metafore, giri di parole o tecnicismi vari. Il suo obbiettivo è quello di farsi capire nel più breve tempo possibile, e ci riesce brillantemente. Il tutto risulta tremendamente scorrevole e ammaliante, preciso e netto come la lama di un rasoio. Un linguaggio impeccabile, diretto, scarno ma al tempo stesso altamente evocativo. Con poche, pochissime parole, Yamada rende le idee che vuole esporre, dà vita alle cupe atmosfere nelle quali vuole immergere il lettore. “Estranei” non è un horror, bensì una ghost-story dal sapore antico, nella quale prendono forma spettri ed emozioni che toccano nel vivo l’animo umano. È certamente riconoscibile lo stile giapponese, ma penso che in questo caso l’autore sia riuscito ad andare oltre, avvicinandosi molto allo stile narrativo del ben più noto Paul Auster.
La delizia di questo libro sta nel rendersi conto di come l’autore si trovi a suo agio nel parlare di soprannaturale, di eventi impossibili, e di come sfrutti questi elementi per scavare nella vita del protagonista, costringendolo a continui tuffi nel passato ed estenuanti dubbi che ne offuscano il presente. Elementi che l’autore viviseziona e studia con lucidità, senza farsi attrarre dal fascino esercitato dal sangue e dalle presenze inquietanti che in moltissimi libri abbiamo amato.
“Estranei” parla del rapporto che sussiste tra razionale e irrazionale, e lo fa in modo intelligente e pacato, riuscendo a garantire brividi a volontà.

Articolo di Deathline

Dettagli del Libro

  • Autore: Yamada Taichi
  • Editore: Nord
  • Genere: letteratura straniera
  • Collana: Narrativa Nord
  • Traduttore: Martini A.
  • Pagine: 209
  • ISBN: 8842913669
  • ISBN-13: 9788842913665
  • Data pubblicazione: 2005

8 commenti:

Carol ha detto...

Concedimi un commento poco fine: abaaaaav!!!! :D
Altro libro che mi attira da morire! Peccato che non l'ho mai trovato in giro, penso che l'avrei notato!! Ma ora lo cercherò con molta più attenzione... Grande Death!!

Linda80 ha detto...

Bellissima rece death!!! Altro libro da mettere in wishlist... maledetti!!!
;-)

Linda80 ha detto...

Appena aggiunto all'ordine IBS, visto che è un remainder al 50%!!! ;-)

IL KILLER MANTOVANO ha detto...

Interessante, tra l'altro bellissima cover imho.
Non sapevo assolutamente nulla, bella rece del Death!!

Marta ha detto...

Bellissima recensione Death, mi hai quasi convinta, quello che ha focalizzato la mia attenzione è stata la frase ghost-story dal sapore antico mi piace troppo!

Stefania ha detto...

Splendida copertina! Bravo Death...poi conosci benissimo i miei gusti e sai che ci sguazzo dentro storie horror/gotiche/fantasmi jappo sia film che romanzi. Peccato pure io mai visto in giro questo autore. Me lo segno e appena trovo un suo romanzo lo farò mio ... e delle mie paure :p Perchè poi sono quella che legge tutto d'un fiato per guardare sotto il letto prima di andare a dormire :p

skunkie ha detto...

mi e' suonato il campanellino leggendo le prime righe (Suzuki)
ed e' entrato immediatamente in wish!

Anonimo ha detto...

Bel libro, peccato che sia una traduzione della traduzione. quanto fa schifo l'editoria italiana in queste cose... tolti Pastore e Armitrano, i traduttori seri del giapponese non esistono dalle nostre parti. Peccato un vero peccato, scommetto che avrebbe un altro sapore tradotto direttamente dal giapponese. ma anche così, resta comunque un bel libro. assai godibile.ciao

Asoka
http://asoka.splinder.com