lunedì 28 novembre 2011

Intervista a: Maurizio De Giovanni di Cristina Marra (Per mano mia - Einaudi)


Cristina Marra: Con il romanzo “Per mano mia” (Einaudi) Maurizio de Giovanni inaugura il nuovo ciclo delle feste dedicato al commissario Luigi Alfredo Ricciardi. Sei stato ospite al Festival Getafe Negro di Madrid. Com’è stato accolto Ricciardi dai lettori spagnoli? Com’è considerato il giallo italiano in Spagna?

Maurizio De Giovanni: Sono molto contento dell’esperienza spagnola. Ho trovato un ambiente curioso, assetato di novità e molto disponibile nei confronti delle storie che venivano dal nostro Paese. L’Italia era la nazione ospite, e l’accoglienza è stata calorosa. Il mio editore spagnolo, la Lumen Random House, ha organizzato una serie di interviste presso i maggiori giornali, e sono stato coadiuvato da un’interprete assolutamente eccezionale. Ricciardi sembra molto ben accetto, nelle librerie spagnole. Speriamo bene

CM: Dopo la quadrilogia delle stagioni edita da Fandango nuova serie e nuova casa editrice. Anche il commissario Ricciardi riserva novità?

MDG: La storia di Ricciardi evolve di romanzo in romanzo, e come ti ho detto altre volte io non sono affatto incline a pianificarne le vicende. I personaggi decidono da soli da che parte andare e non mi chiedono certo il permesso. Già in questo romanzo, comunque, ho notato importanti cambiamenti

CM: La costruzione narrativa di “Per mano mia” rispecchia quella del Presepe tradizionale a tre livelli. Com’è stato il tuo lavoro di ricerca?

MDG: Cerco sempre di essere rigoroso nel mio lavoro di ricerca; man mano che la platea di Ricciardi si allarga, diventa maggiore il “rischio” di incontrare persone che siano a conoscenza dei fatti di storia sociale del periodo e che quindi siano in grado di rilevare incongruenze. Col presepe è stato facile, sono tantissimi gli appassionati che ancora lo costruiscono attenendosi alle regole tradizionali. Inoltre a Napoli esiste il Museo del Presepe, presso la Certosa di San Martino, che offre stupendi esempi di arte presepiale e consente un’analisi precisa di uno dei vanti artistici della città. Mi sono anche avvalso dell’aiuto di un caro amico, Michele Nevola che ho ringraziato in appendice al libro, che è un cultore delle tradizioni e delle molteplici simbologie che il Presepe napoletano nasconde e che sono splendide da raccontare

CM: Ognuno dei sospettati interviene nel romanzo. La loro voce fuori scena diventa una confessione?

MDG: La voce fuori scena, che mi piace tanto utilizzare, è un modo per affacciarsi nelle anime di tutti quelli che partecipano alla vicenda, senza farne il nome. Ogni introspezione diventa una confessione, nel momento in cui riflettendo la propria anima nello specchio ciascun personaggio si vede nudo con le proprie emozioni e le passioni infette che coltiva nell’anima. Hai decisamente ragione, la voce in corsivo è un’istantanea cruda di se stessi

CM: Maione si libera della sua ossessione. Fa da apri pista alle evoluzioni di altri personaggi? Da lui parte il cambiamento?

MDG: Maione ha bisogno di aiuto, senza saperlo. Deve decidere, e decidere in fretta, tra differenti codici di comportamento, tra diversi condizionamenti ai quali ha sin qui improntato l’esistenza. I personaggi del mondo di Ricciardi hanno fortissime relazioni tra loro, nessuno può cambiare senza provocare effetti su tutti gli altri, come in una fitta rete fatta di affetto o odio o antipatia. E’ fatale che le conseguenze di un comportamento si ripercuotano su tutti gli altri, con effetti imprevedibili

CM: Il mare in tempesta e il vento freddo. Il tempo atmosferico diventa messaggero di verità?

MDG: Sai che l’elemento atmosferico nelle mie storie ha un’enorme rilevanza. Permea di sé la storia, investe e travolge i personaggi cambiandone l’umore e provocando azioni e reazioni che in altre situazioni non si sarebbero verificate. In prossimità del mare, per sua natura soggetto e oggetto di variazioni del clima, questo diventa ancora più vero. I personaggi devono fare i conti con i capricci del tempo, da cui dipende la loro stessa sopravvivenza. Il mare è madre e matrigna, accoglie e respinge indifferente e partecipe. E’ nel mare e sul mare che i personaggi di “Per mano mia” incontrano il loro destino

CM: Come vive il Natale De Giovanni? Che vorresti trovare nel tuo Presepe?

MDG: Amo il Natale, quella dolce malinconia che ti stringe a chi c’è e ancora di più a chi non c’è ma è presente nel cuore e nei ricordi. Vorrei trovare ancora una carezza, lo sguardo dolce di un genitore, la risata di un figlio, la luce negli occhi di una donna innamorata. Le cose per cui, in fondo, vale la pena vivere. E qualche nuova bella storia da raccontare

CM: Cosa bolle in pentola per il 2012?

MDG: Forse un romanzo che non riguarda Ricciardi. Poi teatro, incontri coi miei lettori, e una nuova storia di Ricciardi in autunno. E soprattutto tante, tante belle parole da mettere in fila

Intervista di Cristina Marra

Dettagli del libro
  • Titolo: Per mano mia. Il Natale del commissario Ricciardi
  • Autore: Maurizio De Giovanni
  • Editore: Einaudi
  • Collana: Einaudi. Stile libero big
  • Data di Pubblicazione: 2011
  • ISBN: 8806203428
  • ISBN-13: 9788806203429
  • Pagine: 313
  • Formato: brossura
  • Reparto: Gialli > Giallo storico

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