martedì 7 dicembre 2010

The Killer Inside Me - Jim Thompson (Fanucci 2010)


La terribile semplicità del Male…

Avete mai visto un pazzo? Un pazzo buono, uno che fa il buono, che aiuta il prossimo, che te lo dice subito, diretto, in prima persona “Perfino quando dormo penso a risolvere i problemi”, e tutti lo prendono per buono, lodano la sua pazienza “dove la prendi tutta ‘sta pazienza?”, lo avete mai visto? Lo avete mai incontrato? Uno che deve mandare via una prostituta dalla sua città, mettiamo da Central City degli anni cinquanta, e questo pazzo buono si innamora di lei, insomma si innamora, gli piace, è sicuro, scontato…
E questo pazzo buono, però, ha una certa malattia e cova dentro un qualcosa di poco buono questa volta per via, anche, del fratello adottivo Mike morto per una caduta da un palazzo mentre lavorava e un tale che era con lui, un poveraccio si diceva, partito dopo tre giorni dalla sua morte con una Chevrolet, ma allora c’è qualcuno dietro a questa brutta storia e non sarà mica quel gran pezzo di merda di Chester Conway padrone di merda della città, pensa il pazzo buono che non è buono e dunque gliela deve far pagare e c’è quel bischero di suo figlio Elmer innamorato della prostituta, due piccioni con una fava e tutti e due, appunto, dritti al creatore.
E non è finita qui, perché arrivano i sospetti da tutte le parti ma il pazzo buono poco buono è freddo, sicuro, sa che loro sanno ma non lo possono incastrare e fa sapere che lui sa e se c’è qualcuno che sa troppo…zac e il gioco è fatto, come tirare il collo a una gallina…
E il pazzo buono eccetera è Lou Ford, vicesceriffo di questa dannata Central City con il suo bel cappello Stetson in testa tirato un po’ indietro, la camicia rosa pallido con papillon nero, jeans blu, stivali Justin, magro e asciutto, che ci racconta la sua storia e ride, ride e ride, fuma i suoi sigari e ride…racconta la sua storia che fila via liscia che è una meraviglia, cerca la nostra comprensione, sapete dovevo farlo, o ci prende solo in giro, provate a leggerla e poi ditemi se non ho ragione…
Il finto pazzo buono ha una ragazza, Amy Stanton che vuole sposarlo, è innamorata, conosce il suo terribile segreto e allora deve farlo, per forza, lo capite, sì o no?, lo volete capire?…
“Ho ucciso Amy Stanton sabato sera 5 aprile 1952”, dice di volerlo raccontare per filo e per segno, ma non lo racconta subito, prima due settimane “veramente buone”, soltanto abbracciati molte notti, i due cuori che battono insieme, poi vuole dirlo, non come fanno certi autori che vanno in tilt nel momento cruciale, troppo pigri, e poi c’è la scena terribile ma così tremenda e semplice, così lineare, così scontata, doveva farlo, lo capite, lo volete capire?
Il pazzo buono eccetera si sta lì ad ascoltarlo, siamo invischiati come mosche in una ragnatela , qualche volta riesce quasi a trascinarci dalla sua parte, o forse non gliene frega niente di noi, no, non gliene frega niente e siamo lì che pendiamo dalle sue labbra e guardiamo dove vuole arrivare, ehi dove vuoi arrivare, diciamo, e poi c’è la scena, lo ripeto, di Amy, così fredda, semplice, così brutale, così naturale come terribilmente semplice è…è la fine del povero barbone che non c’entra niente, gli indizi sono troppi via, non la può scampare, il tremendo passato che ritorna e tutti lo lasciano solo, lui che ha aiutato tutti, non è giusto…ma è sempre freddo e lucido questo pazzo buono eccetera, forse la scampa, guarda lì come è tranquillo, se la ride…dico leggete, leggete, ragazzi, e poi ditemi se tutto quanto non è così semplice, così naturale, così scontato, doveva farlo, diavolo, non capite? Non ci arrivate?..O io, o io sono diventato pazzo, un pazzo buono, ma forse anche io ho dei segreti, un qualcosa che mi rode…Leggete, ragazzi, leggete. Il Male è così scontato, così semplice…

P.S.
“Recensione” diversa dalle altre. Di getto, con prosa volutamente sgangherata. Sul film tratto dal libro nada.

Articolo di Fabio Lotti

Dettagli del libro
  • collana CINEMA
  • genere CINEMA
  • anno 2010
  • pagine 224
  • Editore: Fanucci
  • prezzo € 16,00
  • isbn 978-88-347-1657-1
  • traduttore Anna Martini
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6 commenti:

IL KILLER MANTOVANO ha detto...

Recensione un po' pazza (ma buona). Romanzo assolutamente da riscoprire.

Anonimo ha detto...

In tutta la prima parte della recensione non ci ho capito 'na mazza, nella seconda ho arrancato e con la terza ho pensato che forse i matti buoni sono di più di uno solo! :S

Grisù

Anonimo ha detto...

Capisco i dubbi e accetto le critiche. Non è una recensione ma una, come dire, "interpretazione" a caldo dopo la lettura. Forse mi può comprendere meglio (spero) chi ha già letto il libro. Insomma ho voluto fare qualcosa di diverso e mi accollo il peso. Non abbiate remora a tirarmi i sassi...:)
Fabio

Anonimo ha detto...

Che dire? Non mi resta che accogliere il silenzio come una critica negativa. Il mio obiettivo era quello di ricreare l’ossessione spasmodica del protagonista, come se mi avesse in qualche modo coinvolto durante la “recensione”, anche attraverso un linguaggio ripetitivo a ruota libera. Evidentemente non ci sono riuscito. Un grazie ai due intervenuti.
Fabio
P.S. Ringrazio pure coloro che non sono intervenuti su mia sollecitazione, se lo hanno fatto per non procurarmi un dolore che avrebbe potuto rivelarsi fatale…:)

lideablog ha detto...

Recensione sicuramente anomala e diversa da quelle che scrive normalmente Fabio. Secondo me ha l'unico limite di essere forse poco chiara per chi non ha letto il libro, anche se, all'opposto, può risultare stimolante, proprio grazie o a causa del suo dire poco. Il flusso di coscienza di Fabio è inoltre addirittura più spinto di quello del protagonista Lou Ford, personaggio che nella sua malattia mentale ha una propria logica e razionalità, tanto che l'intera storia ha un suo sviluppo, un inizio e una fine. L'intento di Thompson, a mio avviso, era quello di descrivere il mondo interiore, la mente di un assassino psicopatico, di descriverlo da dentro e non da fuori, tanto che noi sappiamo più o meno tutto quello che sta facendo. La mia lettura è ovviamente non condivisa da tutti, rimando a Pegasus Descending, alla recensione del libro e alla bella discussione in calce. Poi, dici bene Fabio, l'importante è che si legga questo capolavoro assoluto delle letteratura, di genere e non.

Andrea

ps: Fabio, non sono intervenuto prima solo per motivi lavorativi, ieri ho fatto degli straordinari dell'ultima ora! :)

Anonimo ha detto...

La recensione "normale" e molto interessante di Pegasus qui http://lideablog.wordpress.com/2010/11/24/lassassino-che-e-in-me-the-killer-inside-me-jim-thompson/#comment-1748.
Non aggiungo altro che allora palloso è dir poco.
Fabio