venerdì 26 novembre 2010

La dodicesima vittima – Iris Johansen (Fanucci/LeggereEditore 2010)


Quella ragazza era piena di vita. Era stata generosa con lui, e lui doveva ricompensarla. Kevin Jelak ne sistemò accuratamente il corpo nudo sull’erba. Le scostò dal viso i lunghi capelli biondi e chiuse quegli occhi azzurri puntati dritti al cielo. Ma non poté fare niente per la smorfia di orrore pietrificata sul suo volto. Non aveva compreso l’onore che le stava tributando.

Eve Duncan è una scultrice forense. Anni addietro le è stata rapita la figlia Bonnie il cui corpo non è mai stato trovato. La disperazione di Eve è tangibile e la continua ricerca della verità sulla scomparsa della figlia mette a dura prova il suo rapporto con Joe... e anche il lettore. Ci sono poche pagine in cui non si fa il suo nome, non si veda il suo fantasma e non si riviva la tragedia e, capisco il dolore di una madre, lo sconforto, ma quando è troppo è troppo, se proprio non sapeva come riempire le pagine la Johansen, poteva scriverne di meno! Torniamo alla storia. Kevin Jelak è un serial killer che uccide giovani donne tagliando loro la gola e bevendone il sangue, convinto com'è di essere un vampiro, e le lascia nude con un calice d'oro in mano pieno di sangue.
Il problema nasce quando Eve trova un calice identico, con tanto di sangue dentro il suo frigorifero.
Chiaro che è un avvertimento e che lei sarà la sua ultima vittima e si perchè, dimenticavo di dirvelo, più la donna è forte e coraggiosa e in qualche modo matura, più il sangue è buono e da forza al nostro pseudo vampiro e una volta raggiunto il numero di vittime stabilito lui godrà di una sorta di rinascita.
E vabbè! C'è anche da dire che Eve ha ucciso il compagnuccio inconsapevole di giochi di Jelak (uno ammazzava e l'altro arrivava e si beveva il sangue) e quindi magari è anche un po' arrabbiato con lei. Joe, il compagno di Eve, fa il poliziotto ed è a lui che viene affidato il caso della giovane Nancy Jo Norris, vittima dissanguata del nostro vampiro.
Ma il povero Joe non sa che, essendo stato toccato dalla medium Megan mentre questa era in trance (precedente libro) è stato “contagiato”, o meglio si sono sviluppate le sue “doti” paranormali latenti, ed ora anche lui vede e parla con i morti, immaginate lo spavento (e le mie risate) quando si è trovato davanti il fantasma di Nancy Jo e anche quello di Bonnie (tanto per parlarne un altro po'). Tutto si risolverà anche grazie al provvidenziale intervento di Caleb, personaggio sul quale neanche mi soffermo.
Questo è l'ottavo libro delle Johansen con protagonista Eve Duncan e ci sta che ad un certo punto si perde la vena creativa, l'ispirazione e magari si mettono insieme fantasmi, sette segrete, cacciatori paranormali e vampiri tanto per attirare il lettore, ma ci sta anche che forse è meglio prendersi un attimo di riposo, lavorarci su e aggiungere anche un pizzico di coinvolgimento che non guasta mai. Avevo deciso di abbandonarlo però mi sono fatta coraggio (tanto) ed ho continuato per giungere alla conclusione che avrei fatto bene a non tornare sui miei passi.
Fantasmi e vampiri a parte (non è assolutamente il mio genere), manca totalmente di suspence, è noioso, prolisso, i dialoghi sono irritanti, ripetitivi e i personaggi stanno li come bottiglie vuote, anche nei momenti che dovrebbero essere di panico, non trasmettono niente. Non mi è proprio piaciuto, l'ho finito con un sospiro di sollievo e con lil rammarico di aver dedicato parte del mio prezioso tempo libero a leggere il libro sbagliato.


Articolo di Cristina"cristing" Di Bonaventura

Dettagli del libro
  • Iris Johansen
  • La dodicesima vittima
  • Fanucci/LeggereEditore
  • Pagine 320
  • 15,00 euro
  • Isbn 978-88-6508-029-0

6 commenti:

Mari ha detto...

Più chiara di così non potevi essere Cri. Non è neanche il mio genere e ritengo che inoltre le librerie siano stracolme di libri su vampiri e simili. Non se ne può proprio più! Capisco che scrivere un altro Dracula è praticamente impossibile però un po' di originalità non guasterebbe!

Anonimo ha detto...

Come sopra.
Fabio

IL KILLER MANTOVANO ha detto...

Questa scrittrice proprio non mi ha mai ispirato a livello di sensazioni.
Cristina conferma il mio sesto senso!!!!
Scaffale.

Cristing ha detto...

Madò, è stata una faticaccia finirlo.......

Martina_PL ha detto...

Quando sono arrivata al povero Joe che toccato dalla medium parla pure lui coi morti, è venuto pure a me da ridere. Già vampiri, sangue e sette segrete o non mi vanno o mi han stufato. Ma quando è troppo, è troppo! Cri mi hai convinto a stare alla larga da quest'autrice ^__^

PS: fantasmi... sempre e solo rigorosamente nei gialli classici della golden age, stile Carr. Ma almeno lui era così bravo da illuderti che ci fossero sul serio e alla fine invece ti spiegava perchè era tutto dannatamente normale!!!!

Frankie Machine ha detto...

Sembra proprio un guazzabuglio inconcludente, anche di questo sconsiglio un grazie alla Cri. Peccato per la Johansen, l'avevo persa di vista ma nel '99 mi aveva lasciato un bel ricordo, un thriller malato dal titolo "Occhi innocenti" a cui avevo dato 4 stelle.