mercoledì 6 ottobre 2010

Opera sei – David Riva


E allora il bisturi per seni e fianchi | una vertigine di anestesia | finché il mio corpo mi rassomigli | sui lungomare di Bahia. (da Prinçesa,Fabrizio De Andrè)

Cosa si cela nella psiche e nei pensieri di chi si sottopone ad un intervento di chirurgia estetica o decora il suo corpo con piercing e tatuaggi?. Sarebbe banale e limitativo dire che ognuna di queste pratiche nasconde esclusivamente una ricerca di perfezione o di accettazione di sé. Come depauperante è , per alcuni casi, definirlo un semplice fatto di costume della nostra consumistica ed edonistica società. Perforazioni, inserimenti di oggetti sottocutanei o corpi che raccontano sogni o imprese violente sono presenti in epoche differenti e sotto diversi cieli. Dagli innuit del polo ai maori dell'Oceania, dal popolo del mondo fluttuante agli antichi Egizi, dalla yakuza alle carceri , etc..etc..
In molti casi il corpo è stato lo strumento con cui “gridare” al mondo un'appartenenza ad una tribù. Un'individualità che sceglie di non appartenere solo a se stessa ma ad un più ampio cerchio, per riconoscersi, per non perdersi. Riscatto, redenzione, affrancamento da una moltitudine solitaria. In Thailandia per i Padaung vale il famoso detto “non è bello ciò che è bello ma è bello ciò che piace”, intendendo con questo che i cerchi utilizzati intorno al collo , fin dalla più tenera età, dalle donne della tribù, per allungare il collo come un cigno , possono destare turbamento negli estranei, ma sono considerati una prova di bellezza tangibile.
Qui nella nostra epoca, nelle nostre supertecnologiche e “civili” società occidentali, chi non ha mai pensato, di fronte a bellezze photoshoppate da copertina o all'ultima starletta di hollywood , di concedersi il lusso e il piacere di modificare il proprio corpo , anche solo un “angolino”, per suscitare ammirazione, per essere un degno concorrente nel gioco della seduzione ? Se la natura non ha regalato tratti, curve, colori corrispondenti ad uno standard di bellezza cosi elevato, si può ingannarla con il botulino, plasmarla con un lucente bisturi,ridimensionarla con infinite diete e pericolosi digiuni.
Un calvario di sangue e dolore che può diventare, (chi non ricorda la trasmissione “Bisturi” di alcuni anni fa?), già di per se stesso un palcoscenico in cui suscitare interesse ed ammirazione.
Uniformarsi, rendersi piacevoli, rispondere positivamente ai canoni. Ecco di nuovo, l'individuo che cerca di elevarsi dalla massa eterogenea ma rimanendo comunque parte della comunità. Accettazione di sé nel “riconoscimento” altrui.
Ma in una società in cui l'apparire risulta molto più importante dell'essere, con buona pace di Fromm, il rischio che si corre è quello di “spingere” alcuni individui ad un'estrema ricerca di unicità, per sottolinearla ed affermarla prepotentemente.
Così accade che alcuni individui ricorrino ad una modificazione estrema del proprio corpo per quindici minuti di orwelliana notorietà o per un record da inscrivere nella storia. I nuovi freaks, non per natura stavolta, ma per autonoma decisione.
O all'estremo opposto che altri scelgano di sottolineare una vera e propria differente individualità. Basti pensare ad Orlan e la sua Arte Carnale. Un arte che ha come tavolozza il volto della Orlan e la cui filosofia è la negazione dei canoni di bellezza, anche classici non solo moderni, il rifiuto dell'aspetto masochistico del dolore , a differenza della body art, e la sfigurazione e la rifigurazione del sé attraverso la chirurgia.
“ E allora il manifesto di questa estrema forma di espressione recita: posso vedere il mio proprio corpo aperto senza soffrire! Posso guardarmi fin dentro le mie interiora, un nuovo stato del guardare. Posso vedere il cuore del mio amante e il suo splendido disegno non ha niente a che vedere con sdolcinatezze simboliche. Cara, amo la tua milza, amo il tuo fegato, adoro il tuo pancreas e la linea del tuo femore mi eccita .L'Arte Carnale ama il barocco e la parodia, Il grottesco e le mode informali, poiché l'Arte Carnale si oppone alle pressioni sociali che si esercitano tanto sul corpo umano quanto sul corpo delle opere d arte. L'Arte Carnale è antiformalista e anticonformista.”


In “ Opera sei “ anche il dottor Hao Myung è un artista, o quantomeno si ritiene tale, più che un semplice chirurgo estetico. La sua prima creazione, Daniel Crosby, viene “alla luce” per una serie di coincidenze fortuite. La speculazione di alcuni spregevoli individui che intravedono nelle sue opere d'arte, una fonte di grandi guadagni è appena dietro l'angolo. Creeranno Metafisica, una clinica all'avanguardia, mezzi e denaro in quantità a disposizione del dottor Hao.
Se uno dei principi base dell'Arte è sperimentare ed il genio è colui che “sposta” gli orizzonti fino ad allora conosciuti , creando un nuovo limite da superare, l'arte chirurgica di Hao è genio, è il nuovo limite.
Inserimento di cilindri cavi, calotte craniche trasparenti, prolungamenti in plexiglass dell'aorta, luci e led sottocutanei, le modifiche eseguite su i primi cinque volontari. Come Daniel, anche gli altri quattro, hanno richiesto l'intervento senza sapere di diventare, dopo l'esecuzione, oggetto di vendita per il miglior offerente.
La spinta ad attraversare il confine è per ognuno di essi diversa, la ricerca di sé non è la sola ragione.
Delle cinque opere solo una sembra trovare la realizzazione del desiderio che l'ha originata, seppure solamente nascondendo proprio ciò che era stato portato alla luce. Ester è la prossima. Ester è bellissima, ed è proprio questa sua bellezza perfetta ad impedirle paradossalmente di essere vista. E' una sorta di ambrosia di Teti che la rende, più che immortale, imperscrutabile agli occhi altrui. Il suo “tallone scoperto” è il suo spirito, la sua mente e il suo cuore desideroso di sentirsi vivo oltre gli sguardi. Per Ester il dottor Hao, conosciuto ad una mostra, è colui che la potrà rendere viva. Sottratta al mondo per tornarvi mutata, non dà più notizie di sé, se non attraverso delle lettere alla sua amica Delia. La madre, Magdalina, non si dà pace e chiede ad Ivan di trovarla e riportarla a casa. Ivan con un passato non troppo lontano alla Richard Sorge. Una spia delle spie. Un cacciatore implacabile che tenterà il tutto per riportare a casa Ester e sottrarla alla sua stessa decisione di diventare l'opera sei.
David Riva ci consegna un'opera originalissima e terribilmente reale, con uno stile asciutto, scorrevole, inteso ed oscuro. Le pulsioni, i desideri più o meno limpidi nascosti dietro scelte che hanno il sapore amaro della cenere, proprio perchè nascono da una necessità figlia di un'umanità che ha perso il senso dell'appartenenza, che è arrivata alla luce delle stelle perdendo il rame del sangue ed il sapore della terra.

Articolo di Daniela "eccozucca" Contini

Dettagli del libro
  • Formato: Brossura
  • Pagine: 204
  • Lingua: Italiano
  • Editore: Edizioni XII
  • Anno di pubblicazione 2010
  • Codice EAN: 9788895733203 

3 commenti:

IL KILLER MANTOVANO ha detto...

C'è solo un difetto nelle recensioni di Daniela: che fanno passare in secondo piano il libro, è troppo brava.
Scherzi a parte, opera forse un po' fuori dai miei binari ma comunque interessante.

Frankie Machine ha detto...

A forza di inchinarmi alle favolose recensioni della Dani, che sono anche altro, sconfinanti espressioni dall'interno, mi stan venendo i reumi alle ginocchia, ahi ahi carmencita. ;pp

Stefania ha detto...

Daniela da brividi!
Straordinaria!
Mi hai fatta tremare!
E mi fa tremare la trama di questo libro.
Vorrei leggerlo e nel contempo ne sono spaventata e turbata solo dalla trama...brrrr...peccato non averlo mai visto in giro, vado a cercare notizie in rete dove reperirlo!
Ancora un mega applauso Daniela! :)))))))))))