domenica 16 maggio 2010

Prigionieri del cielo - James Lee Burke


"Quando il sole splendeva attraverso la pioggia, mio padre diceva:” E’ così che Dio ti avverte che non durerà a lungo”

L’ultima volta che ho sentito Streak, il mio amico Robicheaux, aveva appena lasciato la Omicidi. Mi ha detto poco dei perché, qualcosa che si è rotto dentro, una storia di innocenza violata, di armi per sopprimere, e poi il sudiciume addosso, come il fango che schizza da un’auto in corsa. Con Dave non hai bisogno di tante parole, basta guardare il fuoco che brucia negli angoli degli occhi mobili, la piega amara della bocca e il contrarsi continuo delle sue grandi mani. E’ una tensione che trasmette, una vibrazione che si irradia dal corpo lentamente. L’eccitabilità gli si stempera, si placa, trova un suo equilibrio, laggiù tra i cajun nella sua Louisiana. Lo trovi con lo sguardo perso, scivolare sulle bromeliacee in caduta libera, posarsi tra le azalee sgargianti dei sentieri, immergersi tra le ninfee dorate dove nuotano gli abramidi alla pastura. E’ il suo modo di parlare con Dio, come darsi una calmata quando tutto si agita sotto la pelle. E quella musica che ascolta, senti che ti strappa il cuore, qualcosa tipo Jolie Blon, canzone per un amore fuggito.
Si è ritirato a vita privata, ha lasciato New Orleans per un casa a sud di New Iberia, ora vive di noleggio barche e vendita di esche (che è quello a cui penso anch’io, quando mi lascerò tutta questa munnezza alle spalle, qui, sulla costa ovest). Soprattutto si è trovato una donna, l’ha sposata: Annie, la sua ragazza del Kansas, riccioli dorati sulla nuca e un blu elettrico che le danza nelle iridi illuminandone il viso. Annie è l’ancora a cui si aggrappa quando i suoi incubi personali, i demoni che lo visitano periodicamente, minacciano di rovesciare come un guanto quelle poche sicurezze che si è costruito. Stare con Dave è come avere sempre un piede nel baratro, è prepararsi al peggio fingendo che tutto stia andando per il meglio. C’è qualcosa di ineluttabile che l’accompagna, una mala sorte, una voce dall’inferno, al cui richiamo non sa resistere. Come il ferro per il magnete, si attirano, ma a volte mi chiedo chi di due inizi per primo.
Quando ho saputo quello che era successo non mi sono sorpreso affatto. E’ tipico suo, non riesce a lasciar perdere, se qualcosa non gli gira va avanti a testa bassa. Come per quel bimotore che è precipitato loro davanti, scomparendo sotto la superficie del bayou Teche, nel punto più profondo del Pass. Dicono che si sia tuffato per cercare di salvarne gli occupanti, due donne e il pilota, ma che fossero tutti morti. Ora invece so che non è così, ha trovato viva una bambina e, solo lui sa perché, se l’è portata a casa senza dirlo a nessuno. A chi lo chiede risponde che si chiama Alafair, sua figlia. E’ ispanica come gli altri ospiti dell’aereo, anche se ne manca uno. Negli atti della polizia l’uomo dalla camicia rosa è scomparso, eliminata ogni traccia, ma c’è da crederci quando Dave dice che è ritornato al relitto per recuperarla, la camicia rosa, e nel taschino ha trovato quella bacchetta da cocktail da cui è iniziato tutto. Se c’è un covo di serpenti puoi scommettere che Dave ci mette un piede dentro, così finisce a molestarne il più pericoloso, quel Bubba Nocque che al liceo mangiava lampadine e adesso gioca con la benzina accesa. Questa volta però gli si sono avventati contro, non se lo aspettava: un pestaggio umiliante, una minaccia troppo seria per lasciarla cadere. In una notte in cui la luna è di cattivo augurio, odore di pioggia e di zolfo nell’aria, tre colpi di fucile a pompa lo separano dalla metà del cielo. Così il conto in sospeso con i suoi spiriti è diventato più pesante. Quante volte gliel’ho detto: non ti fare cercare, nascondi gli affetti, trovati un riparo. Devi esser preparato, sempre, capisce? , ma non mi ascolta, no, non ascolta nessuno se è per questo. Dave, mon ami Dave, stattene accuorto va.

Frankie Macchiano

Jolie blonde, regardez donc quoi t'as fait,
Tu m'as quitte pour t'en aller,
Pour T'en aller avec un autre, oui, que moi.
Jolie blonde, pretty girl,
Flower of my heart,
I’ll love you forever
My jolie blonde.
(http://web.ukonline.co.uk/pdcmusic/cajun-music-jolie-blonde.html)

La maggior parte della gente pensa che la violenza sia un’astrazione. Non lo è mai. E’ sempre brutta, avvilisce e disumanizza, scandalizza e ripugna sempre, lasciando coloro che ne sono testimoni scossi e nauseati. Ed è fatta proprio a questo scopo.

Articolo di Frascari "Franchie Machine" Michele

Dettagli del libro
  • Autore: Burke James L.
  • Editore: Baldini Castoldi Dalai
  • Genere: letterature straniere: testi
  • Collana: Romanzi e racconti
  • ISBN: 8885987427
  • ISBN-13: 9788885987425
  • Data pubbl.: 1994

9 commenti:

Lofi ha detto...

Frankie number one!

Mari ha detto...

...adoro Lee Burke e adoro le recensioni di Frankie!

Stefania ha detto...

ma che Meraviglia!!! Bravissimo, splendida recensione!
Non conosco l'autore e non so se potrebbe piacermi ma il tuo commento è un invito a ... provarlo! :)))))

Anonimo ha detto...

Burke mai da perdere e bella l'idea di Michele.
Fabio Lotti

Cristing ha detto...

Mi incanto a leggere le tue recensioni. Ottimo MIchele.

Martina_PL ha detto...

Che recensione, Frankie!!! Mi fa venir voglia di iniziare subito a leggere tutto di Burke.

Anonimo ha detto...

@Martina.
Non sarebbe una cattiva idea.
Fabio Lotti

Frankie Machine ha detto...

Mari c'è già caduta, Stefi Marti e Cris mi farete felice quando vi iscriverete al club dei fedeli lettori della gesta di Robicheaux. E poi credo che sarebbe proprio nelle vostre corde.

Mari ha detto...

E' vero quando conosci Robicheaux non puoi più farne a meno, di lui, dei colori della Louisiana, del suo mondo insomma....!