sabato 6 marzo 2010

Signoria - Jaume Cabré


Quando la vita con tutte le sue vittorie e sconfitte, faceva pace con l'individuo, bisognava ritenere di essere stati felici; ma se l'angoscia costante, il batticuore, la paura di scoprire un potenziale nemico in agguato dietro ogni angolo, erano la norma, voleva dire che la felicità era svanita come il fumo, irrecuperabile, persa per sempre.

Nella opulenta e viziata Barcellona, nell' anno 1799, la cantante francese Marie de l' Aube Desflors viene trovata morta in albergo, uccisa a coltellate. Per il Capitano Generale si tratta di un omicidio inopportuno, certo non sta bene che una straniera venga uccisa in Spagna, no di certo, non è una bella pubblicità.
Incaricato delle indagini è Don Rafel Massò, Sua Signoria, ci tiene tanto che lo si chiami così, Cancelliere del Regio Tribunale di Barcellona. Uomo ambizioso, disonesto quanto basta e quanto serve per farsi strada, la sua casa è un Palazzo, partecipa alle feste importanti, vive circondato dalla servitù, perché come dice sua moglie, la pia e devota Marianna, si deve fare e lei ha sempre ragione. In fin dei conti apparire è più importante che essere….Ma è insoddisfatto e invidioso delle vite degli altri. Soprattutto della felicità altrui perchè lui “ è come Giove: troppo grande, troppo ambizioso, troppo voluminoso per essere un pianeta solido; troppo piccolo troppo debole per trasformarsi in una stella di fuoco, con tanto di energia e luce propria”.
Dell' efferato omicidio viene accusato ingiustamente Andreu Parramont giovane poeta squattrinato, che in realtà ha avuto con lei un unico incontro amoroso la notte stessa in cui è stata uccisa. Se ci fosse almeno il suo amico Fernando Sters a testimoniare che la donna era ancora viva quando lui ha lasciato dall' albergo!!! Ma se ne è andato in guerra….. Quando si dice la sfortuna…...
I loro destini si incrociano. Sua Signoria ha paura è convinto che Andreu sia a conoscenza del suo segreto e quindi deve chiudere in fretta le indagini, poco importa se è innocente, deve far contento il Capitano Generale e soprattutto spera che con Andreu vengano sepolte anche le sue malefatte. Ma, come si dice, il diavolo fa le pentole, non i coperchi.

Gioca con noi Jaume Cabrè a partire dall' originale stile narrativo, ogni personaggio esprime in prima persona i suoi pensieri, passando per la descrizione accurata di Barcellona e della sfrenata vita sessuale della sua nobiltà, per finire alla sottile ironia, a volte neanche troppo sottile, (”Dicono che le hanno tagliato la testa signore” “Si dice decapitata” “Le hanno tagliato la decapitata signore”), con cui cerca di distrarci, senza peraltro riuscirci, dalla drammaticità della storia stessa. Magistralmente ci cambia le carte in tavola, l' omicidio che all' inizio è il fatto principale ed essenziale, passa in secondo piano, il denaro e il potere sono i veri protagonisti di questa storia, se ne hai, sei il padrone del mondo perché puoi avere e comprare tutto e tutti, se non ne hai non sei nessuno, non hai modo di lottare contro le ingiustizie perchè chi ha il potere giudica e chi giudica vince, quasi sempre.

Articolo di Cristing

Dettagli del libro
  • Autore/i: Jaume Cabré
  • Tradotto da: U. Bedogni
  • Editore: La Nuova Frontiera
  • Collana: Liberamente
  • Pagine: 352
  • Prezzo € 17.50
  • Formato: Libro in brossura
  • Data di pubblicazione: 2009

4 commenti:

IL KILLER MANTOVANO ha detto...

Bellissima recensione di un romanzo che ho acquistato un paio di mesi fa.
L'analisi di Cristina mi fa capire che anche questa volta ci ho visto giusto.
Un romanzo di cui però, mi pare di capire, la componente "gialla" è solo un elemento di una storia che mischia storia e intrighi.
Ricordo che pure l'autorevole Donatella Capizzi ne aveva parlato molto bene.

Martina_PL ha detto...

Sembra proprio un libro per me, visto che mi piacciono da morire i gialli storici.

Cristing ha detto...

Killer ci hai visto giusto. Come hai detto tu la componente "gialla" passa in secondo piano quello che cattura molto sono proprio gli intrighi e la descrizione storica ma sopratutto lo stile narrativo unico di Cabré. E' un libro che va letto sarebbe un peccato non farlo...
Martina sono certa che ti piacerà.

Anonimo ha detto...

Come sempre le ottime recensioni di cristing vanno oltre la storia stessa.Cristing sa leggere oltre le righe,va fino all'anima del libro,e questo non può che invogliare anche noi a insericri nelle dinamiche che lei ci fa presenti.come?leggendo il libro.Brava!Francesca F.