venerdì 18 dicembre 2009

La Strada delle croci - Jeffery Deaver



Quanti scrittori raggiungono un apice soggettivo per poi cadere rovinosamente al suolo? Allora, o Deaver non ha ancora raggiunto l' apice, oppure è uno dei rari casi di autori che dopo più di 20 romanzi non hanno ancora terminato le cose da raccontare.
Non posso dire che sia uno dei suoi romanzi più belli, posso però dire tranquillamente di averlo letto molto volentieri e di aver divorato le pagine una volta entrato nel vortice della trama. inesistenti questa volta le scene da tacchicardia compulsiva, le pagine dove ci si dimentica ti respirare in questo libro deaver le ha omesse, in cambio però ha puntato su un lavoro investigativo coi "controcavoli" mandando a sbattere il lettore contro muri invalicabili e strade chiuse come in un labirinto e, chi legge appunto, si trova a fare supposizioni tanto e quanto Kathryn Dance, seguendola nei suoi appostamenti e riflessioni dimenticando di essere sui nostri comodi letti invece che al suo fianco.
inutile dire che deaver scrive bene, descrittivo quanto basta senza mai annoiare nessuno.
Come ho detto prima...il classico Jeffery, nel qual caso classico riassume tuti i pregi di un genio del thrillering (non so se esista questo termine).
Il lettore che ha seguito l' autore nei suoi vari progetti, tutti tra l' altro ben riusciti e accettati a pieni voti da qualsiasi tipo di critica, avrà sicuramente notato la sua voglia di spaziare tra argomenti sempre diversi l' uno dall' altro, senza un filo conduttore particolare tra la trama di un romanzo e quello successivo, a sua volta originale rispetto al precedente, sviluppando temi che allo scrittore stavano a cuore in quel dato momento e ambientando le vicende in un contesto rappresentante quella data contemporaneità. Ha raccontato il mondo degli hacker quando ancora il World Wide Web non era pane per tutti, ci ha proposto l' immigrazione cinese nel momento esatto nel quale si stava percependo il fenomeno come globale e per molti preoccupante, e chi più ne ha più ne metta. Fino ad arrivare alla "Strada delle croci" dove ci si ritrova a remare in un fiume che solo nell' ultimo periodo si sta facendo conoscere dalla massa di smanettoni (e non): quello dei Forum.
In questo libro Deaver ci vuole accompagnare alla scoperta dei Social Network, dei Blog, dei giochi di ruolo, di tutte quelle stanze dove la gente può discutere, abbracciare le idee altrui o attaccarle senza rimorso, aiutati anche dal fatto che chi esprime un concetto è di fatto invisibile, senza un volto e quindi un qualsiasi "nessuno".
E' proprio questo il fattore deaveriano contro il quale andiamo a sbattere in questo lavoro: possiamo davvero scrivere quel che vogliamo su internet? Siamo sicuri che uno schermo ci possa proteggere dalle conseguenze dei nostri discorsi? E se qualcuno sentisse il bisogno di uscire dall' universo dell' etere e crearsi una sorta di giustizia personale in quello reale? Esiste uno studioso in particolare che abbia mai tranquillizzato sul fatto che i giochi di ruolo non abbiano ripercussioni sulle emozioni personali? E che queste emozioni non facessero diventare un ragazzo "tranquillo e sempre sorridente" in un killer? E infine qualcuno ha mai relegato dietro un muro invalicabile gli avatar del cyber spazio senza pensare che possano abbattere quella parete e agire tra le vie che noi tutti la mattina percorriamo.
Questo e altro è LA STRADA DELLE CROCI.

Articolo di dampy

Dettagli del libro
  • AUTORE: Jeffery Deaver
  • EDITORE: RIZZOLI
  • COLLANA: NARRATIVA STRANIERA
  • PAGINE: 504
  • PREZZO: Euro 21,50
  • ANNO DI PRIMA EDIZIONE: 2009
  • ISBN: 17036818

6 commenti:

IL KILLER MANTOVANO ha detto...

Bella recensione Dampy.
Il becchino della Florida continua a sfornare best-seller come una catena di montaggio.
Mi piace molto lo scrittore nonostante qualche caduta di tono. In ogni caso uno dei maestri del thriller contemporaneo.

Lofi ha detto...

Molto bravo. Complimenti.

Matteo ha detto...

Bella recensione.
Io ho perso un po' il passo con Deaver, devo un po' rincorrerlo. Arriverà anche il momento Deaveriano, diciamo che in questo periodo c'è bisogno di altri tipi di letture per me.

Palazzo Lavarda ha detto...

Insomma per noi che nei Social Network e nei blog ci passiamo parte notevole del nostro tempo libero, questo libro dovrebbe essere 'doveroso' ^__^
Bravo, dampy.

Mottino **Massimo** ha detto...

Ottimo commento Dampy, mi hai incuriosito ed allora presto questo titolo sarà nella mia libreria

Stefania ha detto...

Che bella recensione Dampy! La mia libreria , meglio la mia e di Massimo insieme, conta circa una ventina di titoli di Deaver, per ora ne ho letti "solo" 3/4 (tra cui il Capolavoro "Il collezionista di ossa") e devo rifarmi al più presto. Questo è stato l'anno de Lo scheletro che balla e del secondo della saga di Pellam, piacevoli entrambi ma non da entusiasmarmi alle stelle. E questo è stato l'anno anche in cui ho potuto stringere la mano all'autore che è venuto a presentare il libro anche nella mia piccola città. Una grande emozione. Questo sicuramente non potrà non piacermi, tratta argomenti più che interessanti direi! :)