martedì 8 settembre 2009

Intervista a Giallo a cura di Fabio Lotti - 4nd Part





R- Oggi ti vedo un po’ inquieto, Giallo.

G- Di’ pure che sono incacchiato fradicio.

R- Cos’è che ti spinge a cotanta ira?

G- Che fai, prendi in giro?

R- No, volevo elevare un po’ il tono della conversazione, che siamo stati tacciati di linguaggio scurrile.

G- Ma fammi il piacere…

R- E dunque, mio caro amico, quale tristo figuro ti ha reso così vulnerabile al peccato degli iracondi che il sommo poeta, nevvero…

G- Un po’ tutti. Gli editori, i lettori, la critica…

R- E qual ne fu l’infame ragione?

G- Ma perché vogliono che sappia tutto, che discetti su tutto.

R- Bravo, discettare, un verbo ricercato che eleva la nostra conversazione per i nostri amabili lettori.

G- Abbiamo dei lettori?

R- Certo. Che aumentano sempre di più, ingrossano le fila, si ammassano, spingono, si urtano come la folla di manzoniana memoria.

G- Per fare che cosa?

R- Per acquisire i posti a sedere, per ascoltarci, per…

G- Hai bevuto?

R- Uno spumantino leggero leggero…

G- Che ti ha fatto venire la testa pesante pesante. Rimandiamo l’intervista?

R- Non sia mai. I lettori saranno già seduti nei loro magnifici scranni e pronti a pendere dalle nostre labbra…

G- Uno spumantino leggero leggero…eh? E poi?

R- Seguito da un piccola, esile, insignificante libagione di vino in onore degli dei anch’esso leggero leggero…E dunque, fratello mio…

G- Non sono tuo fratello. E dunque mi tocca fare la parte del Tuttologo! Non basta la sola vicenda poliziesca. Nei romanzi bisogna infilarci un po’ di filosofia, un po’ di psicologia, un po’ di sociologia e… insomma tutto quello che finisce in ia…

R- Triste e penosa conclusione già da tempo prevista da quel gran critico tutto d’un pezzo, da quel pozzo di scienza, da quell’acuto osservatore che si cela sotto il nome di Bafio Tolti.

G- Vorrai dire da quel gran bischero di Bafio Tolti che va in giro per tutti i blog a rompere li co…

R- Non abbassiamoci al turpe linguaggio delle bettole e dei lupanari…

G- Di che?

R- dei lu…ma lasciamo stare. Piuttosto, o dolce amico, esponi in brieve ciò che ti tormenta più che questo letto.

G- E dopo il Porto?

R- Un piccolo, minuscolo, infinitesimale contatto con un amaro di cui ora mi sfugge il nome.

G- La finiamo qui?

R- Ma no, che i nostri delicati lettori già stanno pregustando questo nostro incontro così informale, così fuori della norma…

G- Bravo, un incontro fuori della norma. Anormale.

R- Ma lasciati andare e spiega le ali al folle volo.

G- Ma quale folle volo? Io sono incacchiato a bestia. Mi tocca studiare dalla mattina alla sera e tu te ne vieni fuori con questi rimandi letterari che non sanno di nulla, con questa intervista di m…

R- Non pronunciare l’orripilante parola. La poesia rende leggero ogni dolore e vince di mille secoli il silenzio.

G- Quello degli altri, ma non il tuo! In questo caso il mio. Ah, bei tempi quando si poteva scrivere una bella storia poliziesca con i suoi bravi morti ammazzati, l’assassino, il detective che indagava…

R- Le donne, i cavallier, l’arme, gli amori…

G- I puzzle si ricomponevano quasi da soli…

R- Chiare, fresche e dolci acque…

G- E non c’era bisogno di fare tanto i saputelli…

R- Sempre caro mi fu quest’ermo colle…

G- Allora la vuoi finire?

R- Quant’è bella giovinezza che si fugge…

G- Piantala!

R- …tuttavia. Ei fu. Siccome immobile…

G- Tiè! Tum tum.

R- dato il mortal…

G- Tum tum. Ora è immobile anche lui.


Articolo di Fabio Lotti

3 commenti:

Anonimo ha detto...

Volevo solo dire agli amici del blog che se qualch pezzo si merita osservazioni critiche, piace poco o non piace per niente intervenite lo stesso! Che altrimenti due palle...

Marta ha detto...

Leggo oggi il nuovo pezzo dell'intervista a giallo e mi pare un pezzo di transizione, carino l'omaggio a grandi poemi.

Stefania ha detto...

Letto ora...era una settimana che non entravo nel blog tra un impegno e l'altro e mi sto rimettendo alla pari. Quoto marta, piacevole, ma devo leggere ancora quella precedente. Complimenti comunque per l'idea :)