sabato 13 giugno 2009

La virtù del cerchio – Dario Falleti



Questo libro l’ho acquistato al mio primo raduno dei Corpi Freddi a Milano, nonché alla libreria del giallo di Tecla, nella mia prima e purtroppo unica visita, vista la chiusura.
Ho comprato questo libro per tre ragioni:

1) La fascetta in copertina gridava: ‘Premio Azzeccagarbugli anno 2008 – Miglior opera prima’. Sono rimasta colpita, non perché conoscessi il premio, ma perché mi suonava bene il nome. 2) Un autore italiano. Il pensiero è stato, ‘incoraggiamo l’editoria di casa nostra’. 3) Il titolo, mi intrigava.

Chiuso il libro il mio primo pensiero è stato:
Basta!!! Abbiamo capito!
Abbiamo capito che lo scrittore conosce la lingua italiana e i termini più o meno astrusi o desueti, ma che non li metta ogni tre pagine!
Basta!!! Con ‘sto commissario Negroni che partirà anche bene, ma poi interviene... la perfezione!!!

Il Commissario Negroni, capisce di musica, di arte, di letteratura, di vini, di wiskey al sapor di torba, di mangiar bene, gli piacciono le citazioni latine, fuma sigari. Fa e sa talmente tante cose che il lettore si chiede: 'ma questo quando avrà trovato il tempo per diventare commissario?'
Insomma il materiale ci sarebbe pure, ma è decisamente troppo, le imperfezioni rendono umani... e piacciono ai comuni mortali nonché lettori.
Passiamo al libro.
La trama che si dipana, fin dalle prime pagine, segue un percorso più o meno mentale del commissario Negroni, ma non sempre in modo molto chiaro per il lettore.
Giallo che si legge veloce, scritto molto bene, ma che non stimola a voltar pagina.

Articolo di Marta

4 commenti:

Matteo ha detto...

Oddio e quest'altro Faletti (non Giorgio) da dove sbuca? Mi vogliono accerchiare? Eh no eh...:-)

Marta ha detto...

@Matteo
fanne tranquillamente a meno e comunque questo è Falleti due L e una T :D

Marta ha detto...

@Body
è sbagliato il nome dell'autore
ihihhihhihhiiihhihi

Carol ha detto...

Ahahahah Marta, bellissima questa recensione!! Sei un fenomeno :D