giovedì 9 agosto 2012

Punto di rottura - Simon Lelic (TimeCrime 2012)


Punto di rottura... Con l’ispettore Lucia May...

Io non c’ero. Non l’ho visto. Ero con Banks giù al laghetto, stavamo cazzeggiando col carrello di Sainsbury’s che avevamo trovato al parco. Eravamo già in ritardo e quindi abbiamo deciso di fare sega. Banks mi fa: Vai dentro. Vacci tu, gli dico. Alla fine ci vado io. Vado sempre io per primo. Per un po’mi spinge sul prato ma le ruote si bloccano di continuo, anche se l’erba è corta e non piove da un mese. I carrelli di Sainsbury’s fanno schifo. C’è un Waitrose che ha appena aperto dove prima c’era il Safeway, ha dei carrelli che sembrano le Volkswagen. Quelli di Sainsbury’s sono francesi o italiani o coreani o qualcosa del genere. Sono come le Daewoo. Anche se Ming dice che Daewoo vuol dire vaffanculo in cinese, che è l’unico motivo per cui ne comprerei una. 

Una mattina d’estate in una scuola dei sobborghi di Londra. Assemblea plenaria, l’insegnante Samuel Szajkowski spara sui presenti: quattro morti, tre studenti ed un insegnante. Poi un colpo alla testa e fine della sua vita.
A condurre le indagini l’ispettore Lucia May che non vuole arrendersi all’evidenza del caso: perché ha sparato? Chi voleva colpire?. Dalle dichiarazioni degli interrogati (flusso a ruota libera secondo la psicologia di ciascuno) un ritratto dell’omicida e un quadro personale della vicenda insieme ad una diversa spiegazione dei possibili moventi.
Un fatto è certo: Samuel non restava simpatico ed era soggetto ad ogni tipo di scherzi avvilenti e cattivi da parte di certi alunni e certi professori, maltrattato e ostacolato perfino dal Preside. Una breve storia con una collega colpita da questa fragile figura terminata con uno strappo doloroso. Diversi elementi, dunque, potevano costituire l’oggetto di una specie di vendetta (e ci viene quasi l’istinto di scusarlo).
Parallelo il fatto drammatico di un ragazzo picchiato duramente da un gruppo di compagni più grandi (finirà all’ospedale) pochi minuti prima dell’episodio delittuoso, senza che venga presa alcun provvedimento da parte della scuola. Dunque il problema del bullismo tollerato e non sanzionato, un piccolo, significativo squarcio di società, i difficili rapporti fra i ragazzi, i difficili rapporti fra gli adulti.
Al centro l’ispettrice May sotto pressione del capo Cole che vorrebbe chiudere velocemente il caso ( un classico) e sotto gli “attacchi” maschilisti di Walter, stupido compagno di lavoro. Lettrice accanita, libri di storia, libri gialli, Rankin, Cornwell, Dexter (mica male, eh), perfino “Il Codice da Vinci” (insomma…) che le è pure piaciuto. Colloquio con la madre “Noi sopportiamo, Lucia. Puoi chiamarti May ma tu sei una Christie. E i Christie sopportano”.
Non sarà così. In crisi, è vero, trentadue anni e già si sente “obsoleta, esclusa”, alti e bassi (rapporto finito con il fidanzato, qualche lacrima) ma non si arrende e continua testarda ad andare avanti per cercare di rendere responsabile chi dovrebbe esserlo  (il Preside, gli insegnanti, le famiglie stesse).

Una piccola eroina, o forse una stupida idealista come afferma il suo capo, che ho seguito con istintivo affetto e affettuosa simpatia.
Il linguaggio è fresco, diretto, un miscuglio di espressioni da lingua parlata e spontanea coniugata con un notevole approfondimento psicologico ed un accrescersi graduale della tensione narrativa. Un bel libro senza bisogno di passaggi spermatozoici o di sospirini struggentini ad ogni piè sospinto che vanno tanto di moda.

Articolo di Fabio Lotti

Dettagli del libro

  • Titolo Punto di rottura
  • Autore Lelic Simon
  • Prezzo di copertina € 10,00
  • Dati 2012, 300 p., rilegato
  • Traduttore Maldera L.
  • Editore Time Crime  (collana Narrativa)



2 commenti:

Forrest ha detto...

Ottima l idea e lo sviluppo di un punto di vista alternativo, anche l alternanza di capitoli di testimonianze dirette e proseguimento della storia. La trama e il finale sono deboli e piuttosto scontate. Arriva comodamente alla sufficienza ma nulla di più e credo che fosse esattamente quello che l autore volesse fare. Svegliandoci però dal torpore con cui leggiamo i fatti di cronaca, dandogli una prospettiva altra

www.lassaggialibri.it ha detto...

Punto di rottura è un libro unico che rasenta la perfezione. Un thriller giallognolo che ha il ritmo di un’opera di narrativa. Un viaggio allucinante nella cattiveria e nell’ignoranza umana che quasi si diverte e demolire la precaria apparenza per spiazzare i sentimenti del lettore. Colpevoli, innocenti, vittime e carnefici si scambiano i ruoli al ritmo delle pagine di Lelic che sceglie di raccontare questa vicenda utilizzando in alternanza due registri. Da una parte c’è il percorso che compie Lucia, prima alla ricerca della “verità” e poi dentro sé stessa. Dall’altra ci sono professori, studenti e genitori le cui voci, dai pensieri così materici, raccolte dalla detective sono sbobinate direttamente sulle pagine del libro: in un crescendo di raccapriccio e sgomento per una vicenda di bullismo e piccolezza umana apparentemente così lontana eppure così tristemente plausibile. Tutti innocenti, e tutti colpevoli. Per un finale tristemente salvifico.