sabato 4 dicembre 2010

Un caso per tre detective – Leo Bruce (Polillo 2010)


I Bassotti n. 87

Quando in una bella dimora georgiana nella tranquilla campagna inglese, i signori Thurston, affiatata coppia di padroni di casa, ricevono un gruppetto di amici che amano la buona conversazione (e il buon whisky), l'atmosfera è serena e rilassata e tutti si apprestano a godersi il fine settimana. Ma se improvvisamente il tema di discussione diventa il delitto, l'atmosfera cambia e tutto può succedere. Come di sentire improvvisamente delle grida nella notte e di trovare la padrona di casa uccisa, con la gola squarciata. Viene chiamata la polizia e le indagini iniziano, come nel più tipico dei gialli classici. Uhm, tutto molto noioso e già letto decine di volte?
No, perché la trovata insolita di Leo Bruce è di inserire nella storia tre investigatori particolari: Lord Simon Plimsoll, nobile dandy, un po' frivolo, accompagnato dal valletto Butterfield; monsieur Amer Picon, strano e buffo ometto con la testa grossa e le orecchie ovali, che usa spesso un intercalare in francese e si vanta delle sue capacità; monsignor Smith, piccolo ecclesiastico, carico di pacchi e ombrello, sempre un po' perso dietro i suoi pensieri e preoccupato dalla presenza del male. Quando entrano in scena, la loro figura ci sembra già familiare ed è facile riconoscere in loro i modelli su cui Bruce si è basato, tre investigatori del giallo della Golden Age: Lord Peter Wimsey, creato da Dorothy L. Sayers; l'Hercule Poirot di Agatha Christie; e il Padre Brown di Chersterton. La parodia che ne fa Bruce è irresistibile e divertentissima, ritroviamo tutte le idiosincrasie dei tre famosi investigatori: l'arguzia e la sicurezza molto snob di Wimsey; la prosopopea, la pomposità e la mania dell'ordine di Poirot; la mitezza e l'aria attonita, ma che nascondono una mente pronta dalla grande intuizione, di Padre Brown.
Plimsoll, Picon e monsignor Smith sembrano procedere con grande sicurezza verso la soluzione del caso, sulle orme dei loro modelli, surclassando il placido sergente Beef, mandato dalla polizia del luogo ad indagare. Ognuno dei tre investigatori dilettanti però propone una sua soluzione, ognuna egualmente plausibile e ben argomentata. Il lettore quindi è curioso non solo di scoprire l'assassino, ma anche CHI lo smaschererà. La sorpresa è assicurata, anche perché questo sembra un abilissimo diversivo messo in atto dallo scrittore. Per l'ansia di seguire le ipotesi dei vari investigatori, ci si dimentica quasi dell'indagine in sé e per sé e, quando finalmente si capisce verso quale soluzione si sta orientando Bruce, tutto diventa improvvisamente chiaro. E ci fa esclamare: "Ma ovvio, il colpevole non può che essere uno solo." L'autore ci ha abilmente preso in giro, facendoci comunque divertire molto e regalandoci un giallo godibilissimo.
Questo è il primo libro giallo scritto da Leo Bruce, pseudonimo di Rupert Croft-Cooke, già critico letterario e scrittore di poesie, testi radiofonici, saggi e commedie. Il placido e ottuso sergente Beef, che compare per la prima volta in questo libro, fu poi protagonista di otto storie in tutto: oltre a questa, le migliori sono Delitto senza cadavere (1937) e Stesso giorno, stessa ora (1951). Dopo l'ultima avventura di Beef (Sangue freddo, 1952), però Bruce è costretto a interrompere la sua attività di scrittore per un processo per omosessualità, dove viene condannato a sei mesi di prigione. Dopodiché Bruce decide di lasciare per sempre l'Inghilterra e si trasferisce a Tangeri. Qui riprende a scrivere e crea il nuovo personaggio di Carolus Deene, che secondo certi critici è modellato sull'autore stesso. Deene è un ricco professore di storia, appassionato di libri antichi come Bruce e investigatore dilettante, e sarà protagonista di ben 23 romanzi in 20 anni.

Articolo di Martina "Palazzo Lavarda" Sartor

Dettagli del libro
  • Titolo: Un caso per tre detective
  • Autore: Leo Bruce
  • Editore: Polillo
  • Collana: I Bassotti - n. 87
  • Titolo originale: Case for Three Detectives
  • Traduttore: Giovanni Viganò
  • Anno: settembre 2010
  • Pagine: 265
  • ISBN: 9788881543601
  • Prezzo: € 13.90 

3 commenti:

IL KILLER MANTOVANO ha detto...

Nonostante l'innumerevole quantità di gialli classici che ho letto nella mia carriera, questo è uno di quelli che ricordo ancora in maniera indelebile.
Ho letto altri romanzi di Leo Bruce ma questo è, a mio parere, il migliore. Mi piace moltissimo la figura di Beef, un sergente molto fuori dalle righe.
Romanzo da non perdere. Complimenti a Martina.

Martina_PL ha detto...

E' innegabile che la collana dei Bassotti regala parecchie belle sorprese nel giallo classico, almeno a chi come me non li aveva mai letti prima in altre edizioni (i Bassotti non inediti, ovviamente).
E questo è stato una di queste belle sorprese.

Anonimo ha detto...

Brava Martina. Tra l'altro un libro piacevole e scorrevolissimo.
Fabio