lunedì 14 dicembre 2009

Il fiore del male - Renato Vallanzasca e Carlo Bonini



Non so quando rubare smise di essere un passatempo per diventare una professione. Sarà perchè non mi pare di aver fatto altro nella vita. Certo, non provenivo da una famiglia ricca. Ma non è questo il motivo per cui cominciai. Non avevamo problemi che giustificassero le mie scelte. Ho cominciato e basta. C'è chi nasce per fare lo sbirro, chi lo scienziato, chi per diventare madre Teresa di Calcutta. Io sono nato ladro”.


A dieci anni esatti dalla prima edizione la Marco Tropea Editore riporta alle stampe, con una nuova e toccante prefazione, “Il fiore del male” autobiografia di Renato Vallanzasca, scritta in collaborazione con il giornalista Carlo Bonini. Da questo libro Michele Placido sta per girare un film proprio in questi giorni con protagonista Kim Rossi Stuart nella parte del bel Renè.
Il libro ci racconta la storia di questo bandito dagli occhi di ghiaccio, rapinatore gentiluomo, re delle evasioni, pluriomicida, giustiziere dei pentiti, rapitore di ragazzine condannato a quattro ergastoli e duecentosessanta anni di carcere. La sua prima grande azione la compie ad otto anni.
A Lambrate, quartiere storico milanese, arriva il Circo Medini. Renato assiste alle percosse di un domatore ad una tigre che non voleva restituire una parte di cibo che qualcuno le aveva dato erroneamente.

Non ci vidi più dalla rabbia. Sti cornuti si atteggiano tanto ad amici degli animali e poi li trattano così. Mi venne l'idea di liberare tutte le bestie del Circo".
 
Si porta dietro il fratellino Roberto di cinque anni, che avrebbe dovuto occuparsi delle gabbie più facili quelle di capre, elefanti, scimmie. Renato avrebbe liberato le bestie feroci perchè in gabbie chiuse da lucchetti. Finì dritto al Beccaria, carcere minorile milanese, dove rimase solo mezza giornata per tornarci però più a lungo negli anni a venire. Viene espulso da tutte le scuole d'Italia dopo aver picchiato un professore di matematica che aveva inflitto, con uno scudiscio di cuoio, una violenta punizione corporale a un suo compagno di classe: 

Provati ancora a toccarlo che quell'affare te lo ficco dove sai. Il capoccione del Professore per non perdere la faccia gli menò una scudisciata ancor più forte. Ma non fece in tempo a proseguire. Gli diedi una di quelle sveglie da non dimenticarsene anche se fosse campato cent'anni. E gli andò bene che me lo tolsero di mano.”

Nel 1969 entra a San Vittore per la prima volta dopo che un furto a un portavalori si era trasformato in una rapina. Ci esce dopo pochi mesi grazie ad un condono. Da lì un escalation che non si fermerà più: rapine a supermercati con sparatorie con le Forze dell'Ordine; rivolte carcerarie; evasioni da film.  

In qualunque carcere finissi mi informavo su chi fosse affetto da epatite. E, accertato che fossero ragazzi affidabili, li vampirizzavo. Gli toglievo il sangue e me lo iniettavo senza stare troppo a sottilizzare sul gruppo sanguigno più o meno compatibile. Sono arrivato a siringarmi fino a cinque centimetri cubici del sangue di chi era giallo come un limone. E meno male che a quei tempi l' Aids era ancora di là da venire. Andai avanti a iniezioni di urina nel sangue. La mia perchè sono un tipo schizzinoso. Contemporaneamente mi sottoposi a una cura di uova marce e pippavo il gas delle bombolette del fornelletto della cella. Il gas è perfetto sballa le transaminasi

Quando finalmente riesce a farsi trasferire in ospedale tutti sanno che evadere sarà un gioco da ragazzi. Ma la latitanza ha un costo e cosi Vallanzasca decide di passare ai sequestri di persona. Tra il novembre del 1976 e il gennaio 1977 ne compie quattro, due dei quali mai denunciati dalle vittime. Rimarrà nella storia, anche per la presunta relazione sentimentale fra i due, quello di Emanuela Trapani, figlia sedicenne di un famoso industriale.
Il libro scorre veloce e ha il pregio di raccontarci un pezzo di storia criminale della nostra Italia che non va dimenticato. Sta a noi lettori farci un giudizio su quest'uomo che, indubbiamente dotato oltre che di fascino e leadership anche di intelligenza e coraggio fuori dal comune, ha scelto , purtroppo per le vittime che lo hanno contrastato e gli innocenti che hanno avuto la sfortuna di trovarsi fra lui e la libertà e per lui stesso, la via sbagliata per dimostrare al mondo la propria esistenza.
Vallanzasca oggi, dopo quasi trentotto anni passati in galera, molti dei quali in quelli di massima sicurezza , è sicuramente una persona diversa da quella che durante gli anni 70 spadroneggiò, con rapine, sequestri ed omicidi, nella sua Milano. Un uomo che non si è pentito di tutte le azioni criminali commesse ma che crede di aver pagato in maniera equa gli errori compiuti. Nel 2005 ha chiesto la grazia al Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi. Grazia che gli è stata negata.

Articolo di Lofi

Dettagli del libro
  • Autori: Bonini Carlo Vallanzasca Renato
  • Editore: Tropea
  • Genere: problemi e servizi sociali
  • Collana: I Trofei
  • Pagine: 277
  • ISBN: 8855800795
  • ISBN-13: 9788855800792
  • Data pubblicazione: 8 Oct 09

9 commenti:

BodyCold ha detto...

io ho avuto modo di leggere questa recensione prima degli altri chiaramente..
risultato? o preso il libro!
e quando una recensione ti spinge a comprare un libro vuol solo dire che è un ottima recensione. bravissimo Lofi :)

IL KILLER MANTOVANO ha detto...

Lofi è bravissimo e molto dettagliato nel descrivere il romanzo.
Apprezzo molto il suo modo di recensire.
Complimenti amico.

Marta ha detto...

Lofi bravissimo come al solito :)

Palazzo Lavarda ha detto...

Sì, Lofi ha recensito così bene il libro che mi tenta molto, anche perché me lo ricordo bene come negli anni '70 le imprese del "bel Renè" riempissero le pagine dei rotocalchi, fra rocambolesche evasioni e donne che gli si gettavano ai piedi pure quand'era in carcere.

Mrs Teapot ha detto...

Magnifica recensione: voglio il libro!!!!!!!
Un bacio a tutti

Lofi ha detto...

Troppo buoni. Il libro imho merita assolutamente di essere letto

Stefania ha detto...

Mi era sfuggito. Splendida recensione. Agghiacciante il personaggio. Un libro che vorrei e non vorrei leggere insieme.

Anonimo ha detto...

SEI UN GRANDE RENATOOOOOOOOOOO!!!!!!!

Anonimo ha detto...

caro renato sia come sia se non volevi essere famoso la sarai per generazioni. comunque sei stato figlio dei tuoi tempi, il ventennio 60/80 è stata un'epoca di tale progresso che persone co grandi capacità sono divenuti veramente grandi, nel bene o nel male ovvio. ma al di la di analisi socilogiche sugli anni del boom economico, al di la del bene e del male, tu sei stato un uomo che ha osato fino in fondo ed è riuscito completamente a compiere le proprie volute azioni. peccato solo che la tua grandezza è stata criminale ma non poteva essere altrimenti. l'epoca degli ideali era già tramontata ed inquinatissima, e tu l'avevi capito bene. rimaneva soltanto quindi il businness