martedì 11 agosto 2009

L'albero dei microchip - Francesco Abate e Massimo Carlotto



Ultima recente collaborazione del duo Carlotto - Abate che ci propone in questo piccolo libro di rapida lettura un inedito sguardo ai loschi e sotterranei crimini dello smaltimento dei rifiuti elettronici.
Dopo l'entusiasmo generato dalla lettura di "Mi fido di te" (precedente lavoro della coppia) mi sono gettato con notevole entusiasmo nel loro ultimo lavoro ma devo purtroppo constatare che le mie aspettative non sono state soddisfatte.
La vicenda è ambientata tra Liberia e Piemonte dove un tenente Libanese e un ufficiale della Guardia di Finanza uniranno le loro forze per cercare di contrastare una potente organizzazione che lucra sui traffici illeciti di rifiuti elettronici nelle zone del Terzo Mondo.
E' necessario subito chiarire che questo racconto non è propriamente un noir come citato in copertina ma più che altro un libro-documento (nonostante la storia sia frutto della fantasia) che ha l'obiettivo di sensibilizzare l'opinione pubblica sui problemi dell'ambiente (non per niente nel libro campeggia pure il logo di Legambiente).
Ne deriva un ibrido romanzo-analisi giornalistica che seppur lodevole come impegno sociale risulta scarsamente incisivo; devo dire inoltre che ho sentito meno evidente del solito la "penna graffiante" di Carlotto. Anche i personaggi lasciano una scarsa impronta nella memoria e la storia si trascina senza particolari sussulti sino alla fine.
Consiglio di avvicinarsi al romanzo solo se veramente interessati alle tematiche trattate che sotto questo aspetto risultano descritte con profonda dovizia di particolari.



Articolo di Killer Mantovano

Dettagli del libro
  • Autori: Carlotto Massimo Abate Francesco
  • Editore: Edizioni Ambiente
  • Genere: letteratura italiana: testi
  • Collana: Verdenero. Storie di ecomafia
  • Volume n.: 11
  • ISBN: 8889014903
  • ISBN-13: 9788889014905
  • Data pubblicazione: 2009


2 commenti:

Matteo ha detto...

Sono sempre molto molto scettico sulla scrittura italiana di oggi. Non riesco a sciogliermi e non riesco a leggere scrittori italiani. Non lo so come mai. Sono molto, per alcuni fin troppo, esterofili.

Marta ha detto...

Visto che il duo non mi aveva entusiasmato in 'Mi fido di te' direi di tralasciare il titolo :) ma di buttarsi su altro di Carlotto!