lunedì 17 agosto 2009

La bambina che giocava con il fuoco - Lin Anderson



Strana la vicenda di questa scrittrice, nasce come insegnante, scrive sceneggiature per poi dedicarsi a tempo pieno alla scrittura e con notevole successo visto che ogni suo libro (ad oggi sono sei i romanzi pubblicati da Lin Anderson) diventa un best-seller in Inghilterra.
Grazie alla Newton Compton, arriva finalmente in Italia il suo primo romanzo, quello d' esordio che tanto vendette anni fa nel Regno Unito, "La bambina che giocava con il fuoco", titolo che però mi lascia fortemente perplesso visto che in tutto il romanzo tra i personaggi chiave, non compare mai una bambina, e dal titolo originale: "Driftnet"
Il romanzo è una spirale di intrighi che nasce col ritrovamento di un giovane ragazzo ucciso e mutilato degli organi genitali strappati a morsi, presumibilmente, dopo aver avuto rapporti omosessuali un pò "troppo" spinti colmati con la sua uccisione per mano di un maniaco pedofilo che colleziona vittime con lo stesso movente apparente, l' orgasmo.
Scene che saltellano in maniera molto sapiente da un personaggio all' altro lasciando ad ogni fine capitolo, col patos e con la voglia di sapere cos'è successo.
Un' avvincente vicenda che a tratti mette anche un pò a disagio per la crudezza degli scenari descritti e la sopraffina capacità nel portare agli occhi del lettore crime-scene realissime, questo merito anche della consulenza del padre (ex detective) di cui si è avvalsa la Anderson.
Il personaggio principale è il medico legale Rhona MacLeod, giovane donna che si trascina da anni il rimorso di aver fatto adottare da giovane, il figlio appena nato e proprio questo suo richiamare vecchi drammi mai sopiti, la spingeranno a cercare di capire chi e cosa si cela dietro gli omicidi a sfondo sessuale che infestano Glasgow.
Gli unico indizi che accomunano la vittima col figlio sono, una voglia nella coscia, la stessa voglia che anche il suo Liam aveva appena nato e il volto che è palesemente somigliante alla nostra Rhona.
La provenienza di Lin Anderson, Edimburgo, porta inevitabilmente al confronto con un maestro del crime thriller, Ian Rankin e in questo caso il confronto è giustificato. La dottoressa Rhona MacLeod, come l'ispettore John Rebus di Rankin, è simpatica, ma con un vissuto alle spalle abbastanza duro da rendere il personaggio, abbastanza credibile.
Siamo abituati oramai da anni a leggere di detective che si fanno di alchool a fiumi, belli e maledetti con le donne e che affrontano il loro lavoro quasi perchè non hanno nulla da fare. Il personaggio di Rhona invece, vive il suo lavoro quasi morbosamente, ed è vulnerabile quanto sfigata col sesso opposto. Un personaggio di cui spero di leggere anche gli altri libri, sperando chiaramente nell' indiscutibile capacità edtoriale della Newton Compton :)
Davvero un bel romanzo che di certo farà crescere la wishlist dei nostri corpi freddi.

Articolo di BodyCold




Dettagli del libro
  • Formato: Brossura
  • Pagine: 235
  • Lingua: Italiano
  • Titolo originale: Driftnet
  • Lingua originale: Inglese
  • Editore: Newton Compton
  • Anno di pubblicazione 2009
  • Codice EAN: 9788854115125
  • Traduttore: L. Rodinò

3 commenti:

IL KILLER MANTOVANO ha detto...

Bella recensione Enzo, completa ed esaustiva. Ho acquistato questo romanzo al mare e sono felice di avere fatto una scelta giusta a sentire le tue parole.
La N&C sta lavorando davvero bene in ambito thriller e si sta costruendo un rooster davvero niente male.

allanon ha detto...

Sottoscrivo i complimenti a Enzo.Interessante questo romanzo. Ho però ancora lì "Il collezionista di bambini" di McBride che credo leggerò nei prossimi mesi e poi farò mente locale su questo. Anche i complimenti alla Newton sono giustificati. Anche nel campo dei romanzi storici sta pubblicando cose interessanti (a parte la solita quintalata di romanzi con vampiri protagonisti..ma è il genere che tira e quindi fanno bene)

Lofi ha detto...

Complimenti per la recensione. Quì tocca mettere via dei soldini per l'acquisto.