martedì 25 agosto 2009

Il suggeritore - Donato Carrisi



Alla spasmodica ricerca della sesta bambina......

Debbie, Sabine, Anneke, Melissa, Caroline: sono i nomi di cinque sfortunate bambine scomparse il cui braccio sinistro brutalmente amputato viene ritrovato sotterrato in cinque piccole fosse scavate in un terreno boscoso a formare un lugubre campo di morte.
Ma i conti non tornano….viene immediatamente dissotterrato un sesto braccio appartenente ad una sesta vittima la cui scomparsa non risulta accertata; chi è la sesta bambina?
Questo affascinante incipit segna l’esordio letterario in pompa magna del giovane Donato Carrisi, debutto sapientemente gestito sotto la prosperosa mammella di Longanesi che ha deciso di puntare notevoli risorse finanziarie su questo progetto.
Perché diciamoci la verità: non basta avere il buon manoscritto, bisogna saperlo vendere e per arrivare a questo obiettivo (così ci hanno insegnato le produzioni di oltreoceano) bisogna investire; troppi talenti Italiani sono stati gettati in pasto alle masse senza il minimo sforzo di marketing, sia lode pertanto alla casa editrice Longanesi per avere capito che se spinto a dovere il thriller in Italia “tira” alla grande, e a quanto pare i risultati le stanno dando ampiamente ragione.
Ma a conti fatti come si rivela questo romanzo?
Il suggeritore” è veramente un buon thriller, certamente non il libro perfetto ma comunque un ottimo punto di partenza. Carrisi mira a sdoganare il prodotto made in Italy verso un più ampio respiro internazionale e si abbevera a dosi abbondanti dalla scuola dei maestri indiscussi di genere: Thomas Harris e Jeffery Deaver su tutti. “Il suggeritore” è un thriller malato, cupo e molto tetro il cui maggior pregio è il ritmo incalzante e senza tregua, dall’inizio alla fine. Come da tradizione delle migliori opere Deaveriane “Il suggeritore” non concede momenti di sosta, ogni capitolo è condito da rivelazioni, cambi di prospettiva e sorprese che ti spingono a proseguire in un vortice inarrestabile. E forse proprio questo continuo gettare benzina sul fuoco si rivela il vero cavallo di Troia del romanzo, causando qualche pericoloso deragliamento in situazioni un po’ forzate, in qualche pericoloso clichè e tradendo un po’ d’ingenuità in alcuni aspetti della sceneggiatura.
Personalmente non ho particolarmente gradito la decisione dello scrittore di ambientare il romanzo in un luogo non specificato e l’assegnare ai protagonisti della vicenda nomi stranieri: queste caratteristiche lo hanno reso ai miei occhi impersonale e privo di un’identità ben specifica.
Ottimo invece il lavoro di documentazione e ricerca nel campo, sono particolarmente evidenti gli studi dello scrittore in materia di criminologia.
Come da tradizione nei romanzi molto pompati dal marketing che hanno goduto di un notevole riscontro commerciale (vedi Faletti) anche “Il suggeritore” non sfugge alla regola del rapporto amore - odio dove i pareri entusiastici e le stroncature feroci si susseguono donandone l’alone di opera controversa.
Ma questo necessariamente non è un male: come diceva John Milton in uno dei suoi più famosi aforismi: “Meglio regnare all'Inferno, che servire in Paradiso

Clicca qua per un anteprima del libro



Articolo del Killer Mantovano

Dettagli del libro
  • Formato: Rilegato
  • Pagine: 468
  • Lingua: Italiano
  • Editore: Longanesi
  • Anno di pubblicazione 2009
  • Codice EAN: 9788830426443


21 commenti:

Principessa ha detto...

Grande Killer!!!! In questi giorni andiamo avanti a pane e Carrisi.... ahahahahah... e adesso mi tocca anche leggerlo.... meno male che almeno non devo anche comprarlo.... comunque devo dire che le tue recensioni con il passare del tempo sono sempre più entusiasmanti.... smack ^__*

Blueberry ha detto...

Ottima recensione! Killer lo confesso, mi hai spronato a leggerlo e volevo fare orecchie da mercante perchè la mia coda di lettura è lunga... ma quanto leggo le tue recensioni fai di me la tua vittima e immancabimente il libro finisce in wishlist!

Palazzo Lavarda ha detto...

Come già detto, la lettura è al cardiopalma. Mi ha sconcertato un po' l'ambientazione indefinita e certe soluzioni 'forzate' nel finale.
Ottima recensione, però, Killer.

Palazzo Lavarda ha detto...

SPOILER



Devo aggiungere una nota che mi è venuta in mente ora che ho finito di leggere il saggio di Pierre Bayard "Chi ha ucciso Roger Ackroyd". La particolarità che dà il titolo al libro di Carrisi (che cioè esistono persone che con tecniche subliminali incidono sulla psiche di altre persone e ne fanno emergere il lato oscuro trasformandoli in killer) era già stata usata da Agatha Christie in uno dei suoi libri più famosi, "Sipario", scritto negli anni '40 e pubblicato poco prima della sua morte. Pure in Sipario la tesi di fondo è che ciascuno è un potenziale assassino e il vero criminale del libro è un personaggio che non uccide mai materialmente, ma si avvale della sua influenza per indurre altri a uccidere.

IL KILLER MANTOVANO ha detto...

@Martina: davvero azzeccato il tuo riferimento.
@tutti: mi auguro che Donato voglia commentare pubblicamente sul blog. E' nata una bellissima discussione su anobii a riguardo con lo scrittore e sarebbe bello condividerla con tutti i lettori del sito.
Grazie a tutti, ho cercato di essere obiettivo e GIURO che non ho letto alcun parere prima di scriverla per evitare condizionamenti.

dampy ha detto...

come ho già detto nella libreria di marco, il libro non l' ho ancora letto ma è lì in aspettativa, non mi trovo d' accordo sulla questione dei nomi, in quanto anche a me come lettore, non mi direbbe niente un personaggio chiamato gaetano o giacomo, forseper abitudine i nomi più ricercati sonoq uelli che più si incollano al personaggio; se carrisi ha deciso di usare nomi stranieri al posto dei soliti italiani, per me ha fatto solo bene. altra cosa è che l' autore prende spunto da fatti realmente accaduti e non penso che si voglia considerare l' opera come una true story riportata su carta, quindi si tratta di pura invenzione, se Carrisi avesse voluto parlare di pappagalli assassini (la prima ca***a che mi è venuta in mente) al posto dei medium, poteva farlo liberamente, sarà poi il pubblico a dire se soggettivamente è stata un' esagerazione o se la trama è riuscita a conquistarli!
Da sottolineare che è importante distinguere la finzione dalla realtà. gente come Chikatilo e Pacciani sono realmente esistiti e mi viene la varicella al solo pensiero, ma se io dovessi prendere in mano qualsiasi romanzo thriller o noir e credere che potrebbe essere una fotocopia della realtà, sarei io il primo a diventare uno psicopatico e dormirei con la luce accesa e mille peluche.
Il suggeritore quindi è una "fantasticata" con sotto delle influenze provenienti da storie vere... è giusto rimuginare quindi sui fatti senza guardarli con occhi infantili, ma è ancora più giusto saper leggerlo come una storia nata dalla mente di un uomo!
Non avendolo ancora letto evito ovviamente commenti sulla storia in sè e sul modo di raccontarla, ammetto che però marco è sempre diretto e trasparente, cosa che apprezzo molto...
grande sill!

Palazzo Lavarda ha detto...

@dampy: proprio perchè distinguiamo finzione da realtà, ammetto che mi sarebbe piaciuto un finale meno crudo e più 'morale', per dirla con l'articolo di Freeman apparso sul blog.

Tommy ha detto...

Anche se non ancora devo leggerlo, Marco hai fatto un grandissimo lavoro.
Complimenti

allanon ha detto...

Concordo con Tommy....grande recensione Marco..ormai tra i grandi "Suggeritori" del blog. Smaltisco un po' di acquisti arretrati e ci faccio un pensierino

sergio ha detto...

in generale, ogni romanzo è una storia di fantasia. sennò sarebbe un articolone di cronaca. ma esiste fantasia che non sia ispirata dalla realtà?

Stefania ha detto...

Concordo assolutamente splendido commento, tanto che mi ha convinta a leggere il libro :) Credo proprio che lo acquisterò a Mantova!

dampy ha detto...

@ sergio... la fantasia è ispirata alla realtà, per il semplice fatto che è l' unica cosa che conosciamo (o pensiamo di conoscere), ma questo non vuol dire che deve essere confusa o sovrapposta.

Lofi ha detto...

Saggezza indiana dice:"Killer non sbaglia mai recensione".

Stefania ha detto...

@lofi : ahahahah...splendida definizione ^__^
inoltre è riuscito a convincere la sottoscritta...se acquisterò anche un solo libro a Mantova, sarà proprio quello :)))

Matteo ha detto...

Ma è vero che è molto amico di Federico Moccia? Se si, ditegli a Mantova che frequentare certe compagnie nuoce gravemente alla salute e...porta pure un po' sfiga:-)))

Matteo ha detto...

Ma è vero che è molto amico di Federico Moccia? Se si, ditegli a Mantova che frequentare certe compagnie nuoce gravemente alla salute e...porta pure un po' sfiga:-)))

IL KILLER MANTOVANO ha detto...

Da quello che so io è molto amico di Faletti, non di Moccia :-)

Matteo ha detto...

E' lo stesso ahahahaaha.

Marta ha detto...

Finito a tempo di record 'Il suggeritore' la perplessità me la son portata dietro.
Devo dire ad onor del vero che 'l'argomento' mi ha infastidito perché tocca paure inconsce, ma nell'oggettività di un giudizio devo dire che il libro scorre veloce.
Il giudizio è offuscato dal troppo-troppo che dalla metà del libro fa capolino fra le pagine e di alcuni innesti, come la medium, che se anche non aggiunge nulla alla soluzioni delle indagini ha un ruolo che potrebbe tranquillamente non esserci.
Comunque libro che si becca un bel 7!!!

Anonimo ha detto...

Il problema che esponi, cara Marta, (non so se vale anche per questo che non ho letto) è proprio di tanti, troppi libri. Pagine, capitoli interi infilati a forza, spesso senza sugo, senza costrutto tanto per creare quello che io definisco il Malloppone.
Fabio Lotti

IL KILLER MANTOVANO ha detto...

Il giudizio di Marta mi sembra obiettivo e prova perplessità che ho avvertito pure io.
Resta il fatto che "Il suggeritore" rimane un thriller davvero avvincente.
Con tutto il materiale presente avrebbe potuto tranquillamente farci materia per 3-4 romanzi.
Donato Carrisi è stato più ingenuo che calcolatore, senti la passione e l'entusiasmo di un'autore alle prese con un'opera prima.
Però non condivido la sua categorizzazione nei "Mallopponi alla Lotti", "Il suggeritore" scorre che è un piacere e nonostante la tanta carne al fuoco non concede tempi morti e si lascia gustare dall'inizio alla fine.