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venerdì 5 febbraio 2010

Scorre la Senna – Fred Vargas



Tre storie poliziesche, tre inquietanti, gelidi tocchi di atmosfera, tre crimini da risolvere per l’amato commissario Adamsberg.”

Salute e libertà
“Danglard, lei crede che sempre che non combino un accidente con la scusa che non combino un accidente. La realtà non è così semplice, e lei lo sa meglio di chiunque altro.”
In questa definizione che Adamsberg dà di se stesso si riassume perfettamente il metodo d’indagine del commissario più svagato di Francia. Ma veniamo alla trama di questo primo racconto.
Tutte le mattine un vagabondo viene a sostare sulla panchina di fronte al commissariato del 5° arrondissement. Si fa chiamare Vasco, come il grande navigatore Vasco de Gama, perché “viaggia” e le panchine sono le sue navi, portandosi dietro un ammasso di carabattole, da un servo muto a una lampada da ufficio mezza rotta. Al tenente Danglard l’uomo dà sui nervi, mentre Adamsberg è distratto da una serie di lettere anonime che iniziano ad arrivargli e che lo accusano di essere un cretino. Cosa c’entrano le lettere col vagabondo? Come fa Adamsberg a cogliere il nesso fra Vasco e le lettere? E come risolve il caso?
Svagatamente come suo solito, nell’afa di un luglio parigino, dove una vecchia lampada rappresenta la dignità di un uomo.

La notte efferata
È la notte di Natale, la “notte efferata” perché la gente si sente in dovere di divertirsi e invece finisce per scoppiare e poi succedono i drammi.
Adamsberg è di turno con uno nuovo, Deniaut, un tipo meticoloso e preciso, il suo esatto opposto. Alla fine della nottata in cella ci sono solo alcuni ubriachi, fra cui uno strano tizio vestito all’inglese che reclama invano una stampella per i suoi abiti. Nessun omicidio, nessun dramma. Ma Adamsberg non s’inganna, sa che ci vuole solo un po’ più di tempo e dopo qualche giorno verranno a galla le vere tragedie, quando le sbornie natalizie saranno passate. Perché Adamsberg è così: sa le cose prima di tutti gli altri, prima che accadano. Infatti un paio di giorni dopo Natale, la Senna restituisce il corpo di una donna annegata.
Solo una stampella darà al commissario l’illuminazione per risolvere il caso. Una stampella e un particolare insignificante: la quisquilia che “sta alla base del grande inghippo dell’inghippo.”

Cinque franchi l’una
Un personaggio più bizzarro persino del commissario Adamsberg: Toussaint Pi e il suo carrello da supermercato chiamato Martin, col quale va in giro per la città a vendere spugne a cinque franchi l'una. Una donna che viene quasi uccisa all'improvviso. E il venditore di spugne si ritrova di fronte ad Adamsberg, impegnato in uno scambio di battute che, più che un normale interrogatorio, sembra un dialogo surreale fra i due.
Alla fine la soluzione del tentato omicidio è quasi banale, mentre invece la soluzione del problema di Pi, il venditore che non riesce a vendere le sue spugne, è quanto mai in linea con la particolarissima personalità dell'eccentrico commissario.

In definitiva tre racconti in cui, più che il caso da risolvere e la trama, contano i personaggi, le atmosfere, Parigi e la sua varia umanità. E quel “capolavoro” di personaggio che è Adamsberg. O lo si adora o lo si detesta, uno così, non ci sono vie di mezzo. Per questo motivo i racconti saranno senz'altro apprezzati di più da chi ha già familiarità con lui e con il suo stravagante mondo interiore.

Articolo di Martina Sartor

Dettagli del libro

  • * Titolo: Scorre la Senna
  • * Autore: Fred Vargas
  • * Editore: Einaudi
  • * Collana: Stile libero Big
  • * Data di Pubblicazione: 2009
  • * Traduttore: Margherita Botto
  • * Titolo originale: Coule la Seine
  • * ISBN: 9788806200060
  • * Pagine: 95
  • * Prezzo: 13,00 €

8 commenti:

Lofi ha detto...

Mi piace molto il personaggio Adamsberg. La sempre brava Martina sa mettere in risalto i punti giusti del libro.
Sui punti è d'obbligo l'abbinamento con un grande pittore morto a soli 32 anni.
http://www.settemuse.it/pittori_scultori_europei/seurat/georges_seurat_018_senna_a_la_grande_jatte_1884.jpg

Anonimo ha detto...

Complimenti a Martina. Il personaggio di Adamsberg è uno di quelli che non si dimenticano.
Fabio Lotti

Martina S. ha detto...

Non potevi trovar quadro più adatto, Lofi :-)
E sì, Fabio, Adamsberg è il protagonista indiscusso di questi racconti.

Marta ha detto...

Io della Vargas, amo di più gli altri personaggi Adamsberg mi disturba un po'.
resto dell'opinione che 13 euro per un libricino di scarse 90 pagine sono troppe ed esagerate e quindi pur avendo tutti i libri della Vargas questo non lo comprerò.

Martina S. ha detto...

Infatti, Marta, io l'ho preso e letto dalla biblioteca comunale ^__^

Anonimo ha detto...

;) l' ho preso un paio di giorni fa e letto la prima storia......carino, approfondiro' piu' avanti perche' ho da finire gia' due libri e Adamsberg mi manda in confusione gia' da solo hehe

skunkie (sto blogghettino non mi lascia accedere sgrunt)

Anonimo ha detto...

;) l' ho preso un paio di giorni fa e letto la prima storia......carino, approfondiro' piu' avanti perche' ho da finire gia' due libri e Adamsberg mi manda in confusione gia' da solo hehe

skunkie (sto blogghettino non mi lascia accedere sgrunt)

11 febbraio 2010 02.18

Unknown ha detto...

La quisquilia sta alla base del grande inghippo dell'Inghippo. Questa frase è diventata un mantra nel mio immaginario.Adamsberg è formidabile come la sua autrice. ❤