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lunedì 10 agosto 2009

Retrospettiva su Henning Mankell



HENNING MANKELL e il Commissario Kurt Wallander

Sull’onda dell’entusiasmo per gli autori scandinavi si rischia di perder di vista il primo autore svedese che ha avuto una discreta in diffusione Italia: Henning Mankell.
Ho iniziato a leggere del Commissario Wallander nel 2003, quindi eravamo ancora lontani dalla ‘moda di Larsson’ e a dire il vero ciò che mi ha spinto ad avvicinarmi alla lettura di Mankell, non è stato né l’autore, né la fama, né perché ne avessi sentito parlar bene. Mi ha spinto la necessità di ritrovare un po’ di Svezia dopo il mio ritorno in Italia.
Ed è proprio la mia esperienza svedese, l’aver vissuto due anni a Goteborg a farmi apprezzare maggiormente le descrizioni della società che quest’autore non si stanca mai di dare nei suoi romanzi.
Una Svezia lontana dal mito del paese perfetto, una Svezia fragile, dove i problemi sono tanti. Dall’alcolismo, alle violenze domestiche, dall’immigrazione massiccia, alla perdita dei valori, (sì anche gli svedesi ne hanno), dai disadattati sociali, ai problemi con gli anziani.
Una Svezia dove il motto è: “Dalla culla alla tomba” inteso come: “lo stato pensa a te in tutti i secondi della tua vita”.
Di conseguenza l’approccio a Mankell deve essere fatta anche sotto quest’ottica i suoi non sono mai semplici gialli, a volte sembrano più che altro un modo per mettere a nudo il mondo svedese.
Detto ciò possiamo parlare dei romanzi. Di sicuro i gialli più noti di Mankell sono quelli col commissario Kurt Wallander della polizia di Ystad cittadina della Scania, nel sud della Svezia.

La serie col commissario Kurt Wallander è così strutturata:

  • Assassino senza volto
  • I cani di Riga
  • La leonessa bianca
  • L'uomo che sorrideva
  • La falsa pista
  • La quinta donna
  • Delitto di mezza estate
  • Muro di fuoco
  • Piramide (In realtà Piramide è una serie di racconti dove troviamo le prime indagini di Wallander, a mio parere nulla aggiungono alla figura del Commissario).
  • Prima del gelo (Dove protagonista più di Wallander è la figlia Linda ed un ‘giovane poliziotto’ che si è già incontrato ne ‘Il ritorno del maestro di danza’).

E’ proprio sul ‘Il ritorno del maestro di danza’ a mio giudizio vale la pena di spendere alcune parole.
Giallo che non ha per protagonista Wallander ma Stefan poliziotto in congedo per malattia (che per sfuggire all’attesa dello scorrere del tempo che gli dirà se vivere o morire), si butta a capofitto in un’indagine che ci porta a cavallo fra il presente e la realtà della seconda guerra mondiale insieme ai fantasmi del nazismo.
Ed è lo stesso Stefan che ritroviamo in ‘Prima del gelo’ a dare una mano a Linda Wallander. Questa ‘casualità’ insieme alle dichiarazione di Mankell che ha affermato che ormai tempo per Wallander di andare in pensione, mi spinge a pensare che i nuovi gialli saranno incentrati sulla coppia.

A parte il filone Wallander, dobbiamo ricordare che Mankell è uno scrittore molto prolifico e oltre al già citato ‘Il ritorno del maestro di danza’ è autore anche di:

  • Joel e le lettere d’amore
  • Il figlio del vento
  • Commedia infantil
  • Il segreto del fuoco
  • Il cane che inseguiva le stelle
  • Nel cuore profondo
  • Il cervello di Kennedy
  • Il ragazzo che dormiva con la neve nel letto
  • Scarpe italiane
  • Il cinese (ultima uscita e già recensita sul nostro sito)

Bisogna anche dire che della fortunata serie di Kurt Wallander sono stati realizzati numerosi film ed una serie tv.

Ora dopo aver riassunto la cronologia del commissario ed aver illustrato un po’ l’ambito sociale in cui agisce e fa agire i suoi personaggi, rimane un quesito:
Vale la pena di leggere Mankell?

La risposta onestamente è:
Non lo so”.

Il mio giudizio nei confronti di Mankell, così come per gli altri autori svedesi è ‘viziato’ dall’affetto e dall’effetto che mi fa di ritrovar scorci di paesaggi svedesi e della società.
Posso però tranquillamente dire che i gialli di Mankell non mi lasciano mai uno stato di esaltazione dopo la lettura, ma per me è come ritrovare un caro buon e vecchio amico con cui rammentare fatti e luoghi passati.

A voi, altri lettori, l’ardua sentenza.

Articolo di Marta

22 commenti:

Martina S. ha detto...

Ottima retrospettiva di Marta: come al solito molto precisa e dritta al punto. E, per rispondere alla sua domanda... sì, vale la pena leggere Mankell, almeno 'per conoscenza' e per capire che il giallo scandinavo non è nato con Larsson, ma esisteva già molto prima che diventasse una moda. Ma io sono di parte: Mankell è uno dei miei preferiti.

Carmen G. Cima ha detto...

Verissimo, il giallo scandinavo non è affatto nato con Larsson, ma ha solide radici ben più indietro nel tempo - ve lo dice una che (oltre ad aver tradotto Larsson stesso) ha tradotto e traduce altri autori svedesi di polizieschi/thriller/gialli, tutti molto validi, magari non in maniera così immediata ed eclatante di Larsson, ma degnissimi di essere letti!

IL KILLER MANTOVANO ha detto...

Bravissima Marta. Retrospettiva molto interessante e utilissima per conoscere in maniera analitica la produzione dello scrittore.
Vado un attimo in OT: mi piacerebbe sapere il parere della Sig.ra Cima su un autore svedese che amo tantissimo: Jo Nesbo (nel caso ovviamente lo conosca)

Scéf ha detto...

Innanzitutto ringrazio Marta sempre bellissimo leggere le sue retrospettive :) e un enorme saluto alla mia amica Carmen G. Cima che spero presto di coinvolgere sul blog heheeheheh

Martina S. ha detto...

Wow! E' bellissimo sapere che anche traduttori come Carmen G. Cima ci seguono. E' una mia fissa da sempre, da quando ho iniziato a schedare i miei libri anni fa, segnarmi anche i traduttori. Quindi, quando ho letto il suo nome, mi è suonato subito familiare.

Scéf ha detto...

eh Carmen è assidua frequentatrice del sito hehehehe

LuisaMiao ha detto...

Ottima e onesta retrospettiva!
Ho messo uno dei supi libri in wish list: grazie!!

Anonimo ha detto...

grazie Marta, con queste parole semplici, ma efficaci, che non spingono il lettore a buttarsi su Mankell perche' e' imperdibile, quanto per le sensazioni che puo' lasciare (in particolare a chi come te ha vissuto in quelle zone, o come me le ha visitate spesso), mi hai decisamente interessata all' autore, che inseriro' presto tra le mie letture!

IL KILLER MANTOVANO ha detto...

Ho letto il primo romanzo dello scrittore poco tempo fa (Assassino senza volto)e a dire il vero sono rimasto abbastanza deluso.
Rimane il fatto che intendo leggere altri romanzi per farmi un'idea più precisa.

Carmen G. Cima ha detto...

per il Killer Mantovano: conosco Nesbo solo di nome - è norvegese e non svedese, e purtroppo il mio limite è che riesco a seguire solo la letteratura svedese (del resto traducendo una media di 5 libri l'anno e dando parere su almeno altri 20 è un po' inevitabile...). E, quanto a Mankell, è autore che rispetto ma non amo particolarmente, l'unico suo libro che ho tradotto era molto noioso. Uno che adoro in maniera assoluta è Nesser.

Marta ha detto...

Grazie a tutti sempre troppo buoni :)
Io metto solo il mio parere di lettore e le sensazioni che me ne vengono.

OT: sono arretrata sulla lettura del blog, mi rifarò presto!

Anonimo ha detto...

Aggiungo i miei complimenti ma la risposta di Marts che si definisce "lettore" mi convince sempre di più che dietro certi nomi femminili si nascondano delle belle palle da bilirado...:-)
Fabio
P.S. Okey la parola "lettore" può anche comprendere i due sessi...

IL KILLER MANTOVANO ha detto...

@Fabio: ti posso confermare che la nostra Marta è proprio un esemplare femminile a tutti gli effetti, con due fanaloni azzurri davvero conturbanti (posso testimoniarlo dato che ero al raduno).
Non per niente l'ho soprannominata "occhi da cerbiatta"

Anonimo ha detto...

Meno male. Allora Marta complimenti anche per i "fanaloni azzurri" che hanno stordito il killer mantovano.
Fabio

Linda80 ha detto...

Grazie Marta per l'interessante retrospettiva! Di Mankell ho letto un solo libro e, se devo essere sincera, non ricordo niente O_O
Ma davvero hai vissuto due anni in Svezia??? WOW!!!

Marta ha detto...

@Fabio @killer
confermo sono femmina ed ho pure gli occhi verde/azzurro :) grazie killer :)

@Linda
si due anni immensamente interessanti e che mi hanno lasciato un po' di rimpianto :)

Anonimo ha detto...

Ho letto i primi due episodi con Wallander protagonista. Il primo mi é piaciuto con moderazione, I cani di Riga invece é stato piuttosto deludente. Sono invece molto curioso dell'ultimo lavoro, Il cinese, di cui ho sentito dire un gran bene.
Non vorrei fare i complimenti a Marta per il post, che poi pare che ci diamo delle pacche reciproche sulle spalle, ma é stata davvero convincente nella sua moderazione.
Jimbose

allanon ha detto...

Marta come al solito è perfetta.....Secondo me di Mankell vale la pena leggere sicuramente "Delitto di mezza estate" "La quinta donna" e "La falsa pista". I primi in ordine cronologico (che infatti e credo non a caso, sono stati pubblicati mi pare dopo quei 3) sono piuttosto noiosini e capisco che chi inizia da quelli non sia molto invogliato a continuare la lettura della serie

IL KILLER MANTOVANO ha detto...

@Carmen: mi accorgo solo adesso della sua risposta....grazie per il consiglio su Nesser.
Lei ascolti me e dia una chance a Nesbo...sono curiosissimo di sapere il suo parere da esperta del filone mystery nordico

Stefania ha detto...

Splendida retrospettiva Marta! Ora ho una voglia pazza di tornare a leggere Mankell. Come ha già scritto Allanon sopra ho letto alcuni anni fà "la quinta donna" e "Delitto di mezza estate" e ne conservo un ricordo piacevolissimo. Anzi, se non sbaglio li divorai! Non li ho letti in ordine e non so se possa essere negativo o meno. Nella libreria mi rimane "Assassino senza volto" .

Vivara ha detto...

Bellissima recensione, soprattutto perchè molto sentita...grazie Marta!

Anonimo ha detto...

io i libri di mankell li ho letti quasi tutti, sono rimasto un po' sorpreso dai vostri post, molto "tiepidi" nei suoi confronti. io credo sia il più grande autore di thriller contemporaneo, almeno tra quelli che ho letto. è vero, forse non ha un gran ritmo narrativo, però a me non piacciono quei gialli dai dialoghi serrati e dove ogni 2-3 pagine deve per forza succedere qualcosa di scioccante e che poi alla lunga risultano poco credibili... sto leggendo la falsa pista che è molto ben fatto, ma i cani di riga, l'uomo che non sorrideva mai, la quinta donna e la leonessa bianca sono smplicemente stupendi.