sabato 31 ottobre 2009

The Cat Trap - Brian Freeman - Racconto in Esclusiva !!!

TRAPPOLA PER GATTI

Di Brian Freeman





Joachim Mauss si chinò sulla tela con la lama di un rasoio stretta fra il dito indice e il pollice. Una lente monoculare posata su un florido zigomo ingrandiva l’area dove stava lavorando. Grattò con delicatezza, usando la punta della lama per piazzare ciascuna goccia della sua pittura speciale, sollevando il liquido come se fossero state lacrime e disponendole secondo uno schema preciso.

Era particolarmente appassionato di cerchi. Ognuno doveva essere perfetto, i suoi punti dovevano essere della misura esatta, la sua circonferenza geometricamente livellata. Se faceva un errore, poi puliva meticolosamente la macchia e ricominciava da capo. Era un lavoro lento e sporco. Indossava un grembiule bianco per proteggere gli abiti dagli schizzi, aveva una maschera sul viso, e una cuffia di plastica che gli copriva la testa. Sembrava un chirurgo, vestito in quel modo. Solo le mani erano nude. Aveva provato a lavorare coi guanti, ma non aveva il controllo necessario con una barriera di lattice fra lui e la lama. Doveva trovarsi vicino alla tela, in modo da estrarne la vita, come se stesse facendoci l'amore. Non c'era niente di meglio della pelle contro pelle in quel tipo di lavoro.

Dipingeva in silenzio, tranne che per il ticchettio dell'orologio in ottone di sua madre che regolava il ritmo del suo lavoro come un metronomo. Non faceva attenzione al tempo, comunque. Le sue creazioni non potevano essere realizzate in fretta. Spesso lavorava a notte fonda e poi dormiva durante la giornata. Il giorno significava gente, rumore, e distrazione. Per realizzare quello che stava facendo, Joachim aveva bisogno di una bolla di concentrazione che si poteva infrangere facilmente, e una volta infranta, doveva sprecare lunghi minuti per riottenerla.

Come ora.

Joachim arretrò spaventato da un rumore improvviso proveniente dalla finestra dietro di lui. A causa di quel rumore inaspettato fece una sbavatura sulla tela, ed imprecò infastidito. Sobbalzò. La finestra del seminterrato era coperta da una tenda spessa, con cautela scostò un lembo del tessuto e sbirciò fuori. Lo studio nel seminterrato si affacciava su un pozzo quadrato di cemento dove una scala di ferro scendeva dal vicolo e dove i passanti gettavano bottiglie e immondizia. Era una notte d'inverno; la neve si era accumulata sul davanzale. Strizzò gli occhi ma non vide nulla. Quando il rumore non si ripeté, si preparò a tornare al lavoro, ma in quel momento trasalì nuovamente sentendo un miagolio gutturale.

Qualcosa di piccolo, bagnato, e scuro saltò dal vicolo giù sul davanzale e lo fissò con occhi giallo-verdi.

Un gatto.

Joachim detestava i gatti. Odiava i loro modi solenni e furtivi. Quando era bambino, sua madre aveva posseduto un gatto che lo aveva graffiato quando lo prendeva in braccio, e lui si era succhiato il sangue dalla faccia e aveva nutrito astio verso quella cosa rognosa. Gli anni non avevano fatto nulla per diminuire la sua rabbia infantile. Quando vedeva dei randagi nel parco, diventava furibondo di fronte ai loro sguardi di ghiaccio. Si sentiva come se lo stessero guardando e seguendo.

“Vattene!” gridò, battendo sulla finestra con tale forza da temere che il vetro sarebbe andato in frantumi. Era una cosa sciocca da fare, ma non riusciva a contenere l'agitazione. Il gatto sul davanzale non scappò né mostrò alcuna paura. Saltò con nonchalance dal davanzale sul pavimento di pietra e salì con passo felpato i gradini di ferro tornando sulla strada. Joachim vide il gatto voltare il capo per guardarlo con occhi velenosi prima di scomparire.

Scostandosi dalla finestra, Joachim contemplò il pasticcio che aveva fatto coi colpi vaganti della lama. Un'intera sezione di tela, almeno quattro centimetri quadrati, avrebbe dovuto esser ripulita attentamente e rifatta. Erano andate a monte due ore di lavoro come minimo. Le mani gli tremavano di rabbia. Guardò l'orologio della madre e vide che erano quasi le tre del mattino, sapeva che non sarebbe stato in grado di concentrarsi di nuovo prima che facesse giorno. Non c'era molto di più che potesse fare. Il gatto aveva sabotato la sua magnifica opera.

Joachim si tolse con cura grembiule, cuffia e maschera, che ora erano tutti schizzati, e non più bianchi. Li appese a un filo sopra un telone di plastica impermeabile. La plastica era stesa anche sotto la tela, altrettanto macchiata. Piegò la testa, guardando la tela e l'opera che aveva compiuto fino ad allora, poi spense la luce e salì furtivamente i gradini di legno fino al piano di sopra, dove c'era la sua camera da letto.

Si spogliò e si preparò per andare a dormire. Le tende nella sua minuscola camera erano spesse come quelle della stanza di sotto, perché molte volte stava a letto durante il giorno. Era sdraiato sulla coperta, che era ruvida sulla sua pelle e puzzava di muffa. Aveva gli occhi spalancati, fissi nel buio. Di solito gli sembrava che, se teneva gli occhi aperti, poi si sarebbero finalmente chiusi spontaneamente, e lui si sarebbe rilassato nel sonno. Amava quella sensazione, quando finalmente il suo corpo si liberava della tensione che rendeva i suoi muscoli così tesi durante le ore di veglia. Quando alla fine la sua mente iniziò a mollare la presa sulla realtà, chiuse gli occhi e sorrise, ma si svegliò di colpo sentendo di nuovo un rumore graffiante, frusciante e fastidioso alla finestra.

Joachim tirò indietro la tenda per vedere cosa lo aveva disturbato.

Vide gli stessi occhi giallo-verdi. Il gatto era tornato.



* cf *



Era un gatto di strada, gelido e calmo, un predatore. Aveva il pelo ispido e corto, a chiazze nere e arancioni, con una striatura nera sulla bocca simile a dei baffi storti. Vide dei buchi logori nella sua pelliccia. Un orecchio era mozzato, come se fosse stato morsicato durante una lotta. I suoi baffi erano innaturalmente lunghi, simili a robuste setole di una spazzola per capelli.

Il gatto sedeva sui suoi lombi magri, fissando Joachim, con le zampe ordinatamente accostate. Poiché erano separati dal vetro, non erano lontani più di quindici centimetri, occhi negli occhi. Il gatto lo guardava con tale calcolata freddezza che egli si sentì come se avesse avuto di nuovo sei anni, arrabbiato ed impaurito, col sangue sulle dita. A Joachim non piaceva quella sensazione di impotenza. Durante la sua vita molte donne lo avevano fatto sentire così. Sua madre. Le sue insegnanti. Le ragazze a scuola. Esse lo avevano tiranneggiato dominandolo e lo avevano fatto sentire intimorito e impotente.

Joachim non era alto. Altri uomini erano più alti, più robusti e più forti. Lui aveva lineamenti sottili, femminei e una pelle rovinata. Aveva mani delicate, così utili per il suo lavoro, ma non erano mani dai pugni potenti. I capelli erano biondi come la paglia. Talvolta pensava di esser nato donna egli stesso, poiché era un uomo così miserabile.

Era come se il gatto sapesse tutto ciò. Il gatto poteva vedere i suoi fallimenti. Quando Joachim gridò di nuovo e colpì il vetro freddo con una mano, il gatto non reagì. Desiderò poter aprire la finestra e tirar dentro quella cosa bestiale, ma aveva timore dei suoi denti e dei suoi artigli. Lasciò cadere la tenda e rimase a cuocere nella sua vigliaccheria.

Joachim si stese a letto, ma sentiva la presenza del gatto attraverso la tenda pesante. Non si addormentò. Dopo un'ora passata a rigirarsi, si sedette, col bisogno di sapere se il suo tormentatore era ancora lì. Tirò indietro un pelo la tenda con dita esitanti. In cielo, poteva vedere il bagliore rosa dell'alba di quel giorno di gennaio. Sul vetro si erano formati cristalli di ghiaccio.

Emise un grande sospiro di sollievo. Il gatto se ne era andato.




* cf *



Joachim si sentiva sotto pressione man mano che si avvicinava alla fine di ogni creazione. Più tempo trascorreva nell’aria viziata dell'appartamento, più l’umidità e il colore sulla tela cambiavano. Il tempismo era tutto. Se avesse completato l’opera troppo in fretta, il risultato non sarebbe stato all’altezza dei suoi standard. Ma se avesse aspettato troppo, la freschezza e le tinte si sarebbero rovinate. Il suo primo lavoro era stato sciatto poiché ne stava ancora apprendendo l’arte, ma ora tela dopo tela stava diventando sempre più esperto. Sapeva esattamente cosa doveva esser fatto e quando farlo. Il giorno seguente rimase sveglio quasi ventiquattr’ore, in modo da poter terminare il lavoro al momento ideale.

Il suo ottavo grandioso dipinto in un anno!

Sedette su una sedia di legno nello studio al piano di sotto ed esaminò i risultati della sua fatica con soddisfazione. Nessuno più di Joachim era critico nei confronti del suo stesso lavoro, ma non vide difetti. Perfino la zona dove aveva fatto un pasticcio per colpa del gatto ora era perfettamente sistemata. Usando il monocolo per ingrandire il lavoro, riesaminò ogni cerchio, ogni goccia, ogni linea, e ne valutò disposizione, rotondità, raddrizzamento e misura. Era soddisfatto.

Tutto ciò che rimaneva da fare era preparare la tela per l’esposizione pubblica. Joachim salì dallo studio in cucina, e mentre era lì, si accorse di essere affamato. Si diede il tempo di farsi un panino e bere una birra. Era più rilassato di quanto fosse mai stato da giorni e giorni. Sapeva che l’indomani sarebbe stato di nuovo nervoso mentre aspettava le recensioni. I grandi artisti erano spesso incompresi, ma Joachim non poteva resistere alla tentazione di leggere ciò che dicevano della sua opera, ed era ossessionato dalla ferocia dimostrata da qualche stupido. Grottesco, aveva detto una donna. Disgustoso, un’altra. Come se pensassero di poter fare di meglio. Comunque le loro parole non lo dissuadevano. Le critiche lo portavano a lavorare meglio a ogni tela.

Era ora di tornare di sotto e farla finita.

Esitava sempre a questo punto, quando bisognava fare il lavoro duro. Ecco perché rimandava mangiando e bevendo. Odiava sapere che, la volta successiva, avrebbe ricominciato con una tela nuda. Ogni opera richiedeva una tale passione. Le persone non capivano quanto fosse difficile.

Joachim tornò nello studio.

La scena che lo aspettava era quasi troppo orripilante da immaginare. La sua meravigliosa tela, frutto di giorni e giorni di lavoro, era distrutta. Graffiata. Imbrattata. Calpestata. La sua pazienza, la geometria perfetta rovinate. E al centro del dipinto stava il colpevole, il responsabile.

Il gatto.

In qualche modo il gatto era entrato nell’appartamento! Stava lì ritto sulle zampe in mezzo alla tela, con la coda arruffata ed eretta, i muscoli del dorso arcuati, il pelo macchiato di rosso e irto come uno di quegli adolescenti punk del paese.

Joachim spalancò la bocca. “Oh, mio Dio! Oh, mio Dio! Cos'hai fatto!”

Joachim fece un passo, e il gatto scoprì i denti e sibilò, un rumore come un soffio umido proveniente dal profondo della sua gola. I suoi occhi brillavano di un fuoco giallo. Le zampe tese come se si fosse preparato a saltargli addosso. Joachim alzò le mani davanti al viso e indietreggiò.

“Esci, bestiaccia orribile! Esci!”

Ma il gatto teneva duro con intensità feroce. Il suo ringhio era basso e pericoloso.

Joachim strinse i pugni e si sentì come un allocco, impotente e furioso. Batté i piedi e agitò le braccia, ma il gatto tirò solo indietro le orecchie sulla testa e sibilò più forte. Si curvò sulle zampe sfoderando gli artigli. Non avrebbe permesso a Joachim di avvicinarsi alla tela in alcun modo, non finché era ancora vivo.

Gridò.

“Come osi!”

“Tu cosa orribile!”

“Va via, pezzo di merda!”

Il gatto lo fissò semplicemente con ferrea risolutezza.

Joachim fece appello a tutto il suo coraggio. Malgrado fosse basso, era molto più grosso di quel piccolo animale. Quando Joachim si mosse di nuovo, comunque, il gatto spalancò la bocca scoprendo gli incisivi, appuntiti e bianchi, e Joachim poté immaginare quei denti affondare nelle sue membra come nel burro, mentre gli artigli del gatto gli graffiavano e scorticavano la pelle.

Egli non riusciva a sopportare il dolore.

Joachim scappò. Sbatté la porta dietro di sé, chiudendo dentro il gatto assieme alla tela.





* cf *



Passarono due ore.

Joachim era seduto sul pavimento appoggiato alla porta e piangeva di frustrazione. La situazione era intollerabile. Questa cosa aveva contaminato la sua creazione e occupato il suo studio. Era là dentro, ridendo di Joachim, nello stesso modo in cui le donne avevano riso di lui per anni e anni. Senza dubbio anche il gatto era una femmina.

Doveva fare qualcosa.

Joachim non possedeva una pistola e non poteva permettersi di far rumore facendo accorrere altra gente. Poteva mettere del veleno in un piatto di cibo, ma chi lo sapeva se ci sarebbero volute ore o giorni prima che il gatto fosse tentato dalla fame? Joachim non aveva tempo di aspettare.

No, la risposta era già nelle sue mani.

Aveva portato con sé dalla cucina una mannaia, con una grande lama rettangolare, argentea e affilata. Così affilata che avrebbe potuto separare una testa dal corpo con un solo colpo ben assestato. Era tutto ciò di cui aveva bisogno – avvicinarsi abbastanza alla bestia in modo da poter sferrare la sua vendetta con un colpo della lama. Sarebbe stato un lavoro sporco ma non difficile. Joachim sapeva che il sangue non era nulla di cui aver paura. Il sangue, con la sua bellezza rosso rubino, era un po' come la pittura.

Il problema era che Joachim non era abbastanza coraggioso da affrontare il gatto faccia a faccia. Aveva bisogno di qualcosa per adescarlo, per attirare l'animale in una trappola e poi scivolare dietro di lui con la mannaia stretta in pugno. Oh, quanto sarebbe stato appagante tagliare in due quella cosa! Guardare quella deliziosa lama che attraversava pelo e ossa!

Una trappola per gatti. Ecco quello che gli serviva. Ma che tipo di trappola?

Joachim rifletté sulla cosa. Ogni due o tre minuti socchiudeva la porta dello studio per guardar dentro. Il gatto si era acciambellato in una palla di pelo e dormiva steso sopra la tela, ma ogni volta che Joachim faceva un passo furtivo, le assi del pavimento lo tradivano; gli occhi del gatto si aprirono in due fessure e la testa si tirò indietro dal corpo. Il brontolio d'allarme nella sua gola fece battere in ritirata Joachim.

Passarono altre due ore.

Quando Joachim pensò che la situazione non poteva più peggiorare, sentì da dentro la stanza un lamento funereo e soprannaturale che gli fece premere forte le mani sulle orecchie. Il gatto mugolava, come se fosse in calore, chiamando ogni altro gatto della città a scivolare al suo fianco attraverso le strade della notte. Il rumore era malvagio, forte. Joachim sbiancò dalla paura, immaginando il suono penetrare i muri del suo appartamento, mettere in allerta i vicini e attirare i passanti nel vicolo. Doveva fermarlo! Non poteva andare avanti! Si batté i pugni sulla testa, cercando di pensare.

E poi gli venne l’idea. Cosa c’era di meglio che intrappolare un gatto con un topo?

Quella sarebbe stata la sua esca. Qualcosa di irresistibile. Una preda per un cacciatore.

C’era un negozio di animali a meno di un isolato dal suo condominio. Joachim indossò il cappotto per proteggersi dai venti invernali e si spinse attraverso la neve alta fino in fondo all’isolato. Era da solo nell'oscurità, proprio come piaceva a lui. Le vetrine del negozio di animali erano illuminate per intrattenere i passanti, ma il resto del negozio era buio e chiuso. Vide una dozzina di gatti dietro le vetrine, che lo guardavano. Erano nelle loro gabbie, svegli, e si misero a miagolare e sbattere le zampe contro le sbarre quando lui si avvicinò.

Come se sapessero.

Serrò i denti e provò a scacciare dalla mente il terribile stridio dei gatti del negozio. Si assicurò che la strada fosse deserta e poi diede un calcio alla porta con lo stivale, mandando il vetro in frantumi che caddero nel negozio e fuori sulla neve. Joachim si guardò intorno ed entrò nel negozio. Il rumore dei gatti aumentò. Si gettarono contro le gabbie, cercando di raggiungerlo. Soffiavano. Ringhiavano. Miagolavano. Saltavano. Mordevano. Graffiavano.

“Basta! Zitti!” strillò. “Fermi, tutti quanti!”

Diede un calcio a una gabbia con furia, e il gatto che c’era dentro ruzzolò e poi si rialzò, sputandogli addosso il suo veleno.

Joachim corse nel retro del negozio. Trovò su uno scaffale una gabbietta, con dentro sei topi bianchi che correvano in cerchio eccitati, con gli occhietti rosa che brillavano nel buio del magazzino. Afferrò la gabbia per i manici e corse all’uscita, ignorando i lamenti furiosi dei gatti imprigionati. Il loro frastuono sgradevole lo seguì giù per la strada finché non fu di nuovo in salvo dentro il suo condominio.

Ansante, si rinchiuse nel suo appartamento e scese incespicando nello studio, con la gabbia dei roditori in mano. I topi squittivano ansiosamente, come se potessero sentire l'odore del gatto. Joachim socchiuse un pelo la porta, abbastanza per sbirciar dentro. Il gatto era sveglio. Era acciambellato sulla tela e lo fissava. Quando Joachim sgusciò dentro lo studio, gli occhi del gatto lo seguirono con curiosità malefica, attenti ai topi che zampettavano all'interno della gabbia.

Joachim spinse un tavolo di legno in un angolo della stanza e posò la gabbia nel punto più lontano, in modo che il gatto avrebbe dovuto voltargli la schiena per avvicinarsi ai topi. Recuperò la mannaia da macellaio dall'ingresso e scivolò a terra nell'angolo opposto dello studio, stringendosi con le braccia le ginocchia ossute. Voleva sembrare piccolo piccolo, per non apparire come una minaccia; voleva che il gatto si sentisse abbastanza sicuro da saltar giù dalla tela e abboccare all'esca dei topi disperati.

Aspettò. Il manico del coltello diventò scivoloso a causa del sudore. La stanza era silenziosa tranne che per gli squittii nell'angolo e il raspare di dozzine di minuscole zampette sul fondo d'acciaio della gabbia. La trappola attirò lentamente la piena attenzione del gatto. Questi girò la testa a fissare la gabbia. Tracciò pigramente con la lingua un cerchio umido attorno alla bocca.

Il gatto saltò sul pavimento. Joachim trattenne il respiro. Con passi leggeri, il gatto si avvicinò al tavolo nell'angolo dello studio. Si fermò alla base del tavolo e studiò Joachim con cautela. Joachim fissava il suo grembo facendo finta di ignorare l'animale, ma intanto le mani erano strette in una morsa attorno al manico di gomma del coltello.

Con tranquilla eleganza, il gatto saltò sul tavolo. I topi squittirono in preda al panico. Joachim si mosse silenziosamente col coltello pronto in mano. Il gatto lo ignorò mentre teneva d'occhio la gabbia. Strisciò basso sulla superficie del tavolo, con i muscoli tesi. Spostava avanti una zampa, poi l'altra. Gli occhi demoniaci erano incollati a quel bianco movimento confuso costituito da sei topi terrorizzati.

Joachim piegò il braccio sopra la testa col coltello pronto a colpire. Il gatto era distante quasi due metri, ignaro del pericolo alle sue spalle. Joachim si tese, pronto a colpire verso il basso e a squarciare la bestia. Sapeva che era facile. Poteva praticamente sentire l'odore del sangue e vederlo traboccare dal tavolo formando una pozza rossa. Come pittura.

Ma proprio mentre si preparava a colpire, il suo peso finì su un chiodo allentato. Il cigolio del legno mise in allerta il gatto mentre Joachim faceva oscillare la mannaia. Il coltello fendette l'aria con un soffio, ma il gatto balzò via, sano e salvo. La mannaia si piantò nel tavolo, e il gatto vi sfuggì per un soffio tanto che un ciuffo di pelo finì conficcato nel legno.

Joachim imprecò. Estrasse il coltello dal tavolo e lo roteò attorno a sé infuriato. Il gatto stava dritto su una sedia di legno dove Joachim si sedeva spesso a contemplare la sua tela. Joachim si scagliò contro la sedia e fece oscillare follemente la mannaia, ma di nuovo il gatto fu troppo veloce per lui. Fuggì sul pavimento mentre il coltello colpiva innocuamente la sedia, fendendo le assicelle superiori. Le schegge di legno volarono come polvere attorno al viso di Joachim.

“Ti ucciderò” strillò frustrato. “Dove sei?”

Localizzò il gatto acquattato in cima ad un alta libreria situata al centro del muro posteriore. Le zampe tremavano e si contraevano, il pelo danzava come fosse stato limatura di ferro su una calamita. Finalmente quella bestiaccia era spaventata! Bene! La libreria era alta, ma Joachim corse verso di essa, staccandosi da terra con un balzo e facendo oscillare la mannaia. Il suo corpo piombò con violenza contro lo scaffale; dei libri in edizione rilegata si rovesciarono e volarono attorno a lui. La libreria oscillò e cadde, e il gatto si lanciò giù dallo scaffale, scomparendo a mezz’aria. Joachim arretrò sbalordito, per schivare il pesante crollo degli scaffali sulla sua spina dorsale.

Dov’era il gatto?

Joachim era fermo in mezzo a un ammasso confuso di libri, frugando avanti e indietro con gli occhi fra la spazzatura sul pavimento. Nessuna traccia del gatto. Quella cosa schifosa era svanita, come se fosse stato un mago. Joachim era perplesso, ma poi sentì un grattare sopra la testa, e alzò lo sguardo.

Joachim sorrise.

Il gatto penzolava senza alcun sostegno da un piccolo cappio di filo elettrico che dondolava dai pannelli del soffitto. Le zampe erano strette attorno al cavo, mentre si teneva aggrappato e si contorceva sospeso a mezz’aria.

“Adesso ti prendo,” annunciò Joachim.

Prese attentamente la mira e scagliò la mannaia verso il gatto come se fosse stato un lanciatore di coltelli del circo. La lama ruotò e si abbatté con incredibile precisione, ma il gatto sfuggì via all’ultimo secondo e cadde sul pavimento con le zampe divaricate, atterrando dolcemente come se avesse avuto un paracadute. Il coltello schivò il punto esatto dove c'era stato il gatto e si piantò nel muro, oscillando e conficcandovisi, fuori dalla portata di Joachim.

“Maledetto va all’inferno!”

Joachim non aveva più il coltello, ma non gli importava. Avrebbe torto il collo al gatto anche a costo di dover sopportare i suoi artigli conficcati nella pelle.

“Dove pensi di poter andare, bestiaccia?” ringhiò Joachim.

Si accucciò con le mani tese e le sottili dita aperte. Il gatto si schiacciò contro il muro, messo all’angolo. La saliva gli sgocciolava dalla bocca mentre soffiava.

“Solo uno di noi lascerà vivo questa stanza,” disse Joachim al gatto.

Gridando fece un salto attraverso lo spazio che c’era fra loro, tendendo le braccia per prendere il gatto e stringerselo al petto, ma afferrò solo una manciata di pelo ispido prima che gli sfrecciasse via fra le gambe. L’impeto del salto sbalzò violentemente Joachim contro il muro, dove la sua testa colpì l’angolo bruscamente. Urlò di dolore e cadde bocconi, e immediatamente sentì il gatto atterrare sulla sua schiena., con gli artigli affilati che gli squarciavano la carne.

“Scendi!” gridò Joachim. “Basta!”

Batté la testa e le mani contro il muro , cercando di mandar via il gatto che era aggrappato a lui ferocemente. Tracce di sangue fiorivano come umide pennellate sulla sua camicia. Si contorse mentre le punte uncinate delle zampe lo colpivano ripetutamente, e quando finalmente trovò la forza di girarsi, il gatto filò via agilmente prima che Joachim potesse intrappolarlo col suo corpo.

Joachim era sdraiato sulla schiena nell’angolo, ansimante, con gli occhi chiusi e il corpo infiammato da sangue e ferite. Quando sollevò la testa dal pavimento, vide due cose.

Furono le ultime due cose che vide.

Il gatto si mise di nuovo ritto in cima alla tela vittoriosamente, ignorandolo mentre si lavava con calma.

E la mannaia conficcata vicino al soffitto si era staccata e stava cadendo con la lama orientata verso la sua testa, che si aprì come una noce di cocco pelosa, per poi scivolare nel soffice tessuto del suo cervello.




* cf *



L’ispettore Otto Bauer osservava il personale medico mentre si occupava della ragazza sul letto. “Che succede?” chiese loro. “Ce la farà?”

Il dottore che dirigeva la squadra di tecnici del pronto intervento rispose senza alzare lo sguardo dal suo lavoro. “Queste lacerazioni sono abbastanza profonde. Ha perso molto sangue, ed è disidratata, ma ce la farà.”
Bauer sospirò di sollievo.”E’ una ragazza fortunata. Da un anno questo sadico figlio di puttana lasciava corpi nel parco. Otto donne torturate, dipinte col loro stesso sangue, e poi decapitate. Dio onnipotente.”

Lasciò che i dottori continuassero il loro lavoro con la vittima sul letto e volse la sua attenzione verso i suoi stessi agenti di polizia, che stavano perquisendo l’appartamento. Joachim Mauss giaceva sul pavimento all’angolo opposto della stanza, supino, con gli occhi spenti spalancati per la sorpresa. Tanto per iniziare era un ometto, e sembrava sgonfiato, con la maggior parte del sangue che formava un lago sotto la sua testa.

“Allora cosa diavolo è successo qui?” chiese Bauer a uno dei giovani agenti, che era terribilmente pallido.

“I vicini hanno chiamato per protestare che c'era un animale che si lamentava nell’appartamento,” rispose il poliziotto. “Sono venuto qui e ho trovato questo. Mi ha fatto quasi venire un attacco di cuore. Joachim che si dissanguava sul pavimento e quella ragazza fatta a pezzi sul letto.”

“Cosa mi dici della gabbia di topi e delle tracce dell’animale?” chiese Bauer, guardando le orme insanguinate sparse sul pavimento e sul corpo nudo della ragazza.

“C’era un gatto chiuso dentro.”

“Un gatto?” chiese Bauer.

“Sì, è scappato via quando ho aperto la porta.”

“Di chi era il gatto?”

“Non ne ho idea. Joachim odiava gli animali. I gatti in particolare.”

“Così tu conoscevi questo bastardo?” chiese Bauer.

Il poliziotto annuì. “Sì, tutti lo conoscevano. Viveva in questo quartiere da tutta la vita. Sua madre abitava qui con lui, e poi è scomparsa un paio di anni fa. Non l’abbiamo mai trovata. Ci siamo chiesti se Joachim l’avesse uccisa – voglio dire, lei lo aveva oppresso per tutta la vita – ma non potremmo mai provarlo.”

Si grattò la barba ed esaminò i rottami dello studio. “Ecco quello che non capisco. Come diavolo ha fatto Mauss a morire? La ragazza è legata al letto, e Mauss è nell’altro angolo della stanza con la testa spaccata a metà. Allora chi è stato?”

“Forse lo ha ucciso il gatto,” rispose il poliziotto ridendo.

Bauer sogghignò. “Già. Proprio. Il gatto ha capito che il tipo era un serial killer e ha deciso di farlo fuori. Buona questa.”

“Bene, era il gatto a lamentarsi qui dentro, così in un modo o nell’altro ha salvato la vita della ragazza,” disse il poliziotto.

Bauer scosse la testa. Non riusciva a distogliere lo sguardo dalle impronte dell’animale, che dipingevano di rosso il pavimento dello studio col sangue di Mauss. Si immaginò il gatto lì dentro, che miagolava camminando nervosamente fra i due corpi.

“Forse il gatto stava proprio facendo quello che i gatti fanno di solito,” suggerì l’altro poliziotto.

“Ah sì? Cosa?”

“Che altro? Stava prendendo un Mauss¹.”


¹ Scritto così nel testo. L’autore gioca sull’assonanza fra il cognome del protagonista, Mauss, e la parola topo in inglese, mouse. (N.d.T.)







Articolo di Brian Freeman
Traduzione di Martina Sartor (Palazzo Lavarda)

Brian Freeman è l’ autore di quattro thriller psicologici in vendita in Italia,che sono POLVERE E SANGUE, LA DANZA DELLE FALENE, LAS VEGAS BABY, e IMMORAL. Potete trovare Brian su Facebook alla pagina www.facebook.com/bfreemanbooks.


THE CAT TRAP ©2009 by Brian Freeman. All rights reserved.



Racconto Originale non Tradotto



venerdì 30 ottobre 2009

La cattedrale del mare - Ildefonso Falcones



La mia opinione su questo romanzo di Falcones è quella di un libro buono ma un po' troppo sopravvalutato.
Mi spiego meglio. La vicenda è avvincente, l'azione e la storia hanno grande spazio e apprezzabili sono le descrizioni della Barcellona medievale che, alla fin fine, risulta la vera protagonista del romanzo stesso, con le sue vie, le sue piazze, le sue abitazioni, le sue attività e, chiaramente, la bella Cattedrale del Mare attorno alla quale ruota la vita del protagonista Arnau (o così Falcones vuole far credere, in realtà, a posteriori mi chiedo: "E' davvero così? ).
Apprezzabili sono anche le descrizioni dei quelle credenze, usanze, pregiudizi tipicamente medievali e che finiscono per determinare molto spesso in maniera funesta la vita dei personaggi, primi fra tutte le donne .. tra l'altro pare che dietro alla scrittura di Falcones ci siano studi e studi e che nulla sua inventato, eppure devo ammettere che l'ignoranza di quel tempo mi ha molto sorpresa e incuriosita. Sono stata contenta di aver letto un nuovo romanzo ambientato in questo periodo storico, ne sapevo, ma non così tanto.
In sostanza, il fascino di uno spazio suggestivo ben delineato e di un tempo antico e lontanissimo da noi in mentalità e usanze si sente e si apprezza pure.
Ma ci sono alcune cose che a mio avviso non vanno.
Innanzitutto la lunghezza, data dalla ripetitività di alcune azioni e scene (ovviamente su personaggi diversi): in genere difficilmente apprezzo i libri-mattoni a meno che la loro lunghezza non sia dovuta al desiderio di raccontare qualcosa di nuovo o sia funzionale ad altro. Qui mi pare solo finalizzata ad allungare un po' il romanzo, che appunto, alla lunga diventa un po' troppo ripetitivo.
Arnau, il protagonista, è ben caratterizzato da ogni punto di vista, ce lo si figura facilmente sotto agli occhi. E si arriva pure ad amarlo per la sua forza, per il suo coraggio, per il suo animo buono e fiero. Ma lo stesso non si può dire degli altri personaggi, e perchè? Sono decisamente troppi e l'autore non ha modo di approfondirli abbastanza (alcuni, tra l'altro, risultano poco credibili e contradittori in ciò che fanno, Joan fra tutti!).
Allo stesso modo Falcones non riesce ad approfondire bene alcuni temi importanti che comunque "tocca" più volte, primo fra tutti l'amore (vero, corrisposto) al quale avrebbe potuto dare decisamente più spazio. Viceversa spazio avrebbe potuto togliere a quelle parti in cui si sofferma su azioni e gesta di re e principi medievali. A che servono? Danno un tocco di credibilità alle vicende narrate, dimostrando che la storia è stato il punto di partenza dell'autore, ma risultano noiose.
In conclusione ho avuto l'impressione che Falcones volesse creare un capolavorone pieno di tutto, un tutto che poi non ha potuto approfondire come avrebbe voluto. Sicuramente una lettura piacevole per un libro più che discreto, ma nulla di più.

Articolo di Dolceluna

Dettagli del libro
  • Formato: Tascabile
  • Pagine: 642
  • Lingua: Italiano
  • Titolo originale: La catedral del mar
  • Lingua originale: Spagnolo
  • Editore: Tea
  • Anno di pubblicazione 2009
  • Codice EAN: 9788850220342
  • Traduttore: R. Bovaia



giovedì 29 ottobre 2009

Quello era l'anno - Dennis Lehane




"Levò una mano, poi chiuse gli occhi e si dondolò leggermente avanti indietro.
-Ha ammazzato quel ragazzo?Senza motivo?
-Era nero e vivo, ecco il motivo."

Semplice ma diretta, la frase che a mio parere rappresenta e riassume nel migliore dei modi il romanzo più interessante ed emozionante dell' anno 2009, "Quello era l'anno" di Dennis Lehane, edito dalla Piemme.
Parla di razzismo soprattutto, di scioperi per i diritti dei lavoratori, parla di attentati anarchici e di scontri tra generazioni, di amori profondi e amicizie vere, parla della bravura di uno scrittore che, con un' esperienza tutt' altro che marginale, è riuscito a riportare penso in maniera dettagliata, una tra le realtà più difficili della storia, soffermandosi sulla Boston della prima guerra mondiale.
Tre storie di tre soggetti provenienti da realtà diametralmente opposte che si scontrano e si uniscono fino alla consapevolezza che il colore della pelle ha meno importanza di un vestito con il quale ci si presenta per le strade, fino al consolidamento di un legame talmente forte che nemmeno il tradizionalismo bianco può sfaldare. Un nero, emarginato per questo, un bianco figlio di un comandante di polizia e una irlandese relegata come schiava in quanto donna, tre persone reali che prendono per mano il lettore e lo accompagnano fino all' ultima pagina, strappandogli dal cuore emozioni che (io per primo) non credevo di aver la possibilità di provare nel momento che ho portato questo romanzo alla cassa della libreria!
Voci dicono che Lehane abbia creato questa storia nel giro di 5 anni, abbandonandola e riprendendola più e più volte, nulla a che vedere con la velocità con la quale ho mangiato le 600 pagine del romanzo ma, fin dalle prime pagine, durante la partita di baseball tra gli animali neri e i sovrani bianchi, non ho mai smesso di apprezzare il lavoro dell' autore, ed è la prima volta che mi rammarico dell' impossibilità di non poter contattare lo scrittore, magari anche raggiungerlo, per poter solo stringergli la mano!
Io sono sempre stato sensibile a queste argomentazioni, il primo libro che ho amato è stata la biografia di M.L. King, interessandomi poi a tutto ciò che riguarda il razzismo in tutte le sue sfaccettature; Lehane ci parla di un America meno lontana di quanto si possa pensare, ma non è difficile guardarsi intorno e rifletetre sul fatto che la fobia del diverso, dell' uomo nero, non sia ancora scomparsa (nel 2009!!) per una mentalità meno bigotta, anche se l' odio raziale a mio avviso si sta dirigendo verso altre culture e modi di vivere rispetto all' inizio secolo.
Non aspettatevi un Thriller come sempre lo scrittore ci ha abituati, ne ha solo qualche influenza, ma queste piccole tracce di un genere che adoriamo sono indispensabili per non far diventare l' elaborato un' opera storico-documentaristica che, MAGARI, avrebbe rallentato la lettura di molti, me compreso.
Scioperi sindacali, rivolte raziali, poliziotti corrotti, sopravvivenze stentate in una Boston tagliata nettamente in due, e ancora omicidi, zuffe, amori, e chi più ne ha più ne metta. tutto questo messo in un pentolone ha fatto nascere il PIU' BEL "INSIEME RILEGATO DI PAGINE" PRESENTE FINO AD ORA NELLA MIA LIBRERIA.
Complimenti Dennis

Articolo di Dampy

Dettagli del libro
  • Autore: Lehane Dennis
  • Editore: Piemme
  • Tradotto da: G. Lonza
  • Prezzo: € 22.00
  • Genere: letterature straniere: testi
  • ISBN: 8856601486
  • ISBN-13: 9788856601480
  • Data pubblicazione: 22 Sep 09


mercoledì 28 ottobre 2009

Vish Puri e il caso della domestica scomparsa - Tarquin Hall



 Che bella, anzi buona mangiata virtuale, barfi con tanto pistacchio e noce moscata ricoperto di una foglia d'argento commestibile, riso e lenticchie speziate, seekh-kebab con tanta salsa piccante e poi...il tè ...forse quello delle cinque?
Si proprio quello, come è routine per gli inglesi, non può mancare per gli indiani, anche nel bel mezzo di un processo, parliamo forse di Poirot?
No, no... parliamo di Vish Puri, della "Investigatori privatissimi Ltd", vincitore di un premio internazionale e sei nazionali 'discrezione' è la nostra parola d'ordine" (la migliore di tutta l'India).
Vish Puri è stato ideato da Tarquin Hall, questo è solo il primo episodio della serie dedicata a questo bizzarro e divertente investigatore, un uomo educato, preciso e "Cicciotto", con tendenza all'ipertensione e forse al diabete, con baffetti curati ed abbigliamento originale, una sorta di Sherlock Holmes indiano, ma guai a dirglielo in faccia.
I suoi collaboratori sono tutti veri stakanovisti ( ricordano un po’ Geronimo Stilton), tutti hanno un soprannome, i suoi migliori investigatori sotto copertura sono: Luce Al Neon e Sciacquone, la moglie Rumpi, l'autista Freno A Mano, il pigro fattorino Zerbino, una Mammina protettiva che va in giro con il contenitore della Tupperware pieno di cibo, poi anche lui ha la sua Lisbeth Salander, ovvero Crema Al Viso, una bella nepalese scappata di casa, ma ahimè sfornita dell’ultimo modello di palmare.
Oddio quanti profumi inebrianti si sentono in questo libro, a cominciare dalla piacevole copertina che ha il sapore di antico, di altri tempi, invece non è così, la storia è ambientata nei nostri giorni, tutto è semplice e poco complicato, la lettura è fluida ed è difficile staccarsene, niente estenuanti dilungamenti e logorree, i colpi di scena non mancano e si susseguono ben delineati e precisi.
Niente tecnologia, palmari, hackers, CSI o RIS, niente lavatrici, ma tanta servitu’ reclutata dalla campagna in una contemporanea India caotica , ricca di tradizioni e con un sistema giudiziario carente e sommario, a cui appartiene comunque una società non carente d’ironia.
Il delitto sta alla ricerca del colpevole come la risoluzione del crimine sta nelle mani di Vish Puri.
La ricetta? Intuito e le prove, come nei classici gialli.



Articolo di gracy

Dettagli del libro
  • Formato: Rilegato
  • Pagine: 271
  • Lingua: Italiano
  • Titolo originale: The Case of the Missing Servant
  • Lingua originale: Inglese
  • Editore: Mondadori
  • Anno di pubblicazione 2009
  • Codice EAN: 9788804592495
  • Prezzo di copertina: 18.50 €
  • Traduttore: Anna Luisa Zazo 

martedì 27 ottobre 2009

Il sentiero dei bambini dimenticati - Elly Griffiths



"All’improvviso ogni cosa si fa silenziosa, persino i gabbiani cessano di gridare come matti e di chiamarsi l’un l’altro. O forse continuano a farlo, e lei non li sente. Alle sue spalle Nelson respira affannato, ma Ruth è stranamente tranquilla. Sapeva cos’avrebbe trovato lì sotto."

Partiamo dal personaggio principale. Ruth Galloway, trentanove anni, ottanta chili di peso, “capelli castani lunghi fino alle spalle, occhi azzurri, carnagione pallida” con uno splendido sorriso. Nata a Londra, vive in un cottage sul limitare del Salmarsh, una distesa di paludi salate a ridosso della costa. Professoressa di archeologia forense all’università del North Norfolk, specializzata nella datazione delle ossa antiche. Due gatti, Flink maschio dal pelo fulvo e Sparky gattina dal pelo nero con il naso bianco a farle compagnia. Ha lasciato il marito Peter perché terminato l’amore, in conflitto con i genitori non sopporta il fratello Simon il “perfettino”. Sua amica Shona che insegna inglese all’università, adora Springsteen, Bruce, Rod e Bryan, legge volumi di archeologia, gialli, manuali di cucina, guide di viaggio, romanzi rosa. In continua lotta con il suo peso e in continua riflessione su se stessa e gli altri.

Si trova ad affrontare un caso particolare con l’ispettore Nelson, figura imponente e massiccia, sbrigativo nei modi, metodico nel lavoro, sposato con due figlie.

Sintesi: viene trovata una mano di una bambina leggermente chiusa con un braccialetto che sembra fatto di fibre vegetali risalente all’età del Ferro. Ritorna di attualità anche il caso di un’altra, Lucy Downey, scomparsa da circa dieci anni a cui si aggiunge quella improvvisa di Scarlet Henderson. Seguono lettere dell’assassino all’ispettore Nelson con passi tratti dalla Bibbia, di Shakespeare e di Eliot che alludono ad antichi rituali e sacrifici. A cui si aggiungono, come nel più classico dei classici, biglietti di minaccia alla stessa Ruth. Altri personaggi: Erik, suo primo tutor all’università; Cathbad suo “vecchio” studente; David, l’ornitologo vicino di casa e Peter l’ex marito, già menzionato. Da aggiungere la bambina rinchiusa in una stanza sotto terra la cui storia si evidenzia con le solite frasi in corsivo.

Un thriller psicologico che scava in profondità soprattutto nell’animo di Ruth (ma anche di Nelson), donna forte e coraggiosa, piena di dubbi che riesce in qualche modo a risolvere in positivo. Martellata dal significato nascosto delle lettere, dal presente e dal passato che riaffiora di continuo.

Un thriller con grosse venature di gotico: la paura, la corsa nella palude, il rischio della morte, l’incombere dell’assassino, l’arrivo del temporale, il tuono, le urla e insomma tutto l’armamentario usuale per creare ansia e terrore. E poi rivelazioni, colpi di scena, il sospetto riversato ora sull’uno ora sull’altro dei personaggi, la rivelazione finale, dubbia nella motivazione e di non difficile soluzione per i lettori più esperti.

La mano c’è, e si vede. Prosa sicura, efficace nella parte scientifica, nella delineazione dei personaggi o nella descrizione dell’ambiente interno ed esterno. Un libro godibile soprattutto all’inizio che scade poi piano piano nell’abituale cliché di storie complicate dal punto di vista sentimentale (risparmiata, fortunatamente, la solita scena sessuofobica) e anche della pura struttura narrativa piuttosto risaputa e sfruttata.

Articolo di Fabio Lotti

Dettagli del libro
  • Genere: Gialli, Horror, Thriller, Noir
  • Autore: Elly Griffiths
  • Traduzione: Massimo Gardella
  • Editore: Garzanti Libri
  • Anno: 2009
  • Collana: Narratori moderni
  • Informazioni: pg. 285
  • Codice EAN: 9788811670278

lunedì 26 ottobre 2009

Consigli per gli acquisti: Ottobre pt.2



Nicolo Ammaniti - Che la festa cominci

Nel cuore di Roma, il palazzinaro Sasà Chiatti organizza nella sua nuova residenza di Villa Ada una festa che dovrà essere ricordata come il piú grande evento mondano nella storia della nostra Repubblica.
Tra cuochi bulgari, battitori neri reclutati alla stazione Termini, chirurghi estetici, attricette, calciatori, tigri, elefanti, il grande evento vedrà il noto scrittore Fabrizio Ciba e le Belve di Abaddon, una sgangherata setta satanica di Oriolo Romano, inghiottiti in un'avventura dove eroi e comparse daranno vita a una grandiosa e scatenata commedia umana.
L'irresistibile comicità di Ammaniti sa cogliere i vizi e le poche virtú della nostra epoca. E nel sorriso che non ci abbandona nel corso di tutta la lettura annegano ideali e sentimenti.
E soli, alla fine, galleggiano i resti di una civiltà fatua e sfiancata. Incapace di prendere sul serio anche la propria rovina.

Dettagli del libro
  • In uscita a fine ottobre
  • Einaudi Stile libero Big
  • pp. 332
  • € 18,00
  • ISBN 9788806191016


Cormac McCarthy - Sutree

Per vivere Suttree pesca pesci gatto nelle acque limacciose del fiume Tennessee. E sul fiume vive, in una baracca galleggiante ai margini della città di Knoxville, fra ratti reali e metaforici. Ci si è trasferito dopo aver abbandonato un'esistenza di privilegi borghesi e pastoie religiose; l'ha fatto per vivere. Ora nel suo nuovo mondo impara ciò che il fiume insegna: che nel tutto in movimento - quel flusso ora grigio, ora bruno, nero, marrone, color peltro, ardesia, inchiostro o carbonio della cloaca maxima - «il colore di questa vita è acqua» e perciò solo «le forme più primitive sopravvivono».
Alcune di esse finiscono impigliate nelle sue reti di pescatore e, volente o più spesso nolente, Suttree deve tentare di portarle in secca, magari immergendosi con loro in liquidi a più alta gradazione.
Prima fra tutte la forma di uno spassoso troglodita come Harrogate, giovane topo di campagna con una passione contronatura per i cocomeri e una determinazione tanto candida quanto feroce a trasformarsi in ratto di città. A fianco di questo novello Huckleberry Finn e dei suoi guai Suttree impara altri colori dell'infinito scorrere.
Un prisma che si accende di tonalità disparate: il vermilio del sangue che segna il corpo gigantesco del nero Ab Jones nella sua impari resistenza alla discriminazione razziale e l'oro smorto dei capelli della puttana Joyce nella sua scalata alla società, il nerobluastro della pelle antica della strega Mother She e il viola frusciante dell'abito da sera dell'androgino Di Fiore In Fiore. Il cenerino dei tanti vecchi, il rubizzo dei tanti ubriachi. Molti i colori che si spengono, inghiottiti da una città in piena trasformazione, un «accampamento dei dannati» che, stritolato, stritola.
Ulisse americano, Suttree osserva, partecipa, sbaglia e infine impara la più lapalissiana, la più vitale delle verità, «che di Suttree ce n'è uno e uno soltanto».

Dettagli del libro
  • In uscita a fine ottobre
  • Supercoralli
  • pp. 560
  • € 23,00
  • ISBN 9788806144401
  • Traduzione di Maurizia Balmelli 


Anne Holt - La porta chiusa

A soli quattro mesi dal giuramento, Helen Lardhal Bentley, primo presidente donna degli Stati Uniti, ha deciso che la sua prima visita di Stato sarà in Norvegia, suo paese d'origine.
Ma appena giunta a Oslo, Madam President sparisce dal suo albergo nel cuore della notte senza lasciare traccia. A indagare sul suo probabile rapimento, le menti migliori della polizia norvegese e dell'Fbi americano. Arriva cosí anche Warren Scifford, il responsabile dell'Unità di scienze comportamentali, col quale Johanne Vik ha avuto una contrastata storia d'amore. La sua presenza rischia di compromettere l'equilibrio di coppia di Vik e Stubø ma la posta in gioco è troppo alta per tirarsi indietro. E ben presto emerge, dal passato di Madam President, una immensa zona d'ombra capace forse di spiegare il motivo della sua scomparsa.

Dettagli del libro
  • 2009
  • Stile libero Big
  • pp. 434
  • € 18,50
  • ISBN 9788806200084
  • Traduzione di Giorgio Puleo 


Andrea Camilleri - La rizzagliata

Non può esserci posto per un commissario alla Montalbano nella Palermo di questo romanzo. Montalbano è, qui e ora, un’icona proverbiale distratta nei paesaggi remoti della giubilazione. Viene evocato, ma solo a sproposito. «Non è che ora ti devi mettiri a fari il commissario Montalbano», si dice; e l’iperbole è riservata alla vocazione investigativa di una segretaria, che è una «vera e propra minera di sparlerie, curtigliarate, maledicenze». Il romanzo si colloca nelle vicinanze della cronaca più recente. E dà una rappresentazione storicamente ravvicinata del generale insordidamento politico: delle occulte geometrie e delle segrete intese fra poteri forti trasversali alle colorazioni stinte dei partiti; degli strusciamenti della corruzione; delle collusioni mafiose; dei vari gradi di perversione del linguaggio velato o atteggiato, elusivo o reticente, ossequioso o intimidatorio. Le apparenze abbagliano. Ed è sconsigliato denudare le parole e interpretare i fatti. L’impermeabilità della politica irradia di sé le carriere, nelle aziende pubbliche, e i passaggi dei pacchetti azionari nella Banca dell’Isola; e persino le alcove: le fedeltà e le infedeltà coniugali; l’amor costante e le passioni tattiche.

Dettagli del libro
  • Autore: Andrea Camilleri
  • Titolo: La rizzagliata
  • Collana: La memoria
  • Num. di collana: 795
  • Anno: 2009
  • ISBN: 88-389-2436-8
  • Pagine: 224
  • Prezzo: 13.00 Euro


Paola Ronco - Corpi Estranei

Un poliziotto tormentato, una combattiva studentessa universitaria, una fragile addetta stampa precaria. Perché l’agente Cabras non parla con nessuno? Come mai ad Alessia si ferma il respiro in gola ogni volta che vede una divisa? E cosa impedisce a Silvia di cominciare con serenità una vita a due nella casa appena comprata? Tre esistenze, un filo sanguinoso che le unisce, otto giorni che potrebbero cambiarle per sempre, in una Torino che assiste immobile ai crimini di una banda inafferrabile.

Dettagli del libro
  • Corpi estranei
  • Paola Ronco
  • Perdisa Editore
  • Prezzo euro 14 Pagine 192
  • Isbn 978-88-8372-471-8


Grazie Verasani - Di tutti e di nessuno

Ci sono donne che non riescono a liberarsi dei fantasmi di altre donne, donne che valgono solo per gli uomini che riescono a tenersi, e donne che fuggono. Giorgia Cantini, dell'Agenzia Investigativa Cantini, ha passato da poco i quarant'anni, fuma ancora le Camel, e vorrebbe giocarsi tutti i ricordi in un colpo solo.
L'autunno di Bologna, ancora calda di vita, con i suoi figli di papà e le ombre degli emarginati, si raffredda quando la Cantini scopre la morte di Franca Palmieri, una donna vistosa ed eccentrica che abitava nel suo quartiere, dove da ragazza Giorgia trascorreva i pomeriggi insieme ai suoi amici dell'American bar. La donna uccisa introduceva allora i giovanissimi ai piaceri del sesso, senza chiedere nulla in cambio, solo forse un po' di compagnia, per finire poi per essere di tutti e di nessuno. Era sempre stata strana Franca, meglio conosciuta come la Ragazza dei Rospi, tanto da non destare stupore il fatto che negli ultimi anni si fosse messa a leggere il futuro nei tarocchi e nei fondi di caffè.
Intanto Giorgia è alle prese con il caso di Barbara, una diciottenne inquieta e dolente, appassionata d'arte che ha smesso improvvisamente di frequentare il liceo e si muove per la città come una scheggia impazzita. Mentre le tracce di Franca si perdono in un bar vicino ai palazzi popolari, la Cantini mette alla prova ancora una volta i suoi ricordi, degli anni in cui ballava We are Devo, in cui i Clash la facevano piangere, e Lucio Dalla guidava una Dyane 6 prima di scalare le classifiche.
Una doppia indagine per l'investigatrice anticonformista di Quo vadis, baby? , tra passato e presente, dritta nel cuore ferito delle donne, accompagnata questa volta da Genzianella, un'irresistibile assistente e una strepitosa invenzione narrativa.

Dettagli del libro
  • In libreria: 07 Ott 2009
  • Kowalski Editore
  • pagine: 240
  • prezzo: € 15.00
  • Sconto 10%: € 13.50
  • ISBN: 9788874966820



Simone van der Vlugt - La ragazza che viene dal passato


Quando il liceo di Den Helder, un paesino vicino Amsterdam, organizza una rimpatriata tra ex allievi, per Sabine è come ricevere uno schiaffo in pieno viso. Sono passati anni da quando frequentava quella scuola e Isabel era la sua migliore amica. Ora Sabine ha ventitré anni ed è reduce da un brutto esaurimento nervoso. E Isabel non c'è più, scomparsa misteriosamente un pomeriggio di maggio di nove anni fa. La bicicletta all'uscita da scuola, un furgone fermo al semaforo e poi il profilo delle Dune Nere, vicino al mare: Sabine non ricorda nient'altro di quel drammatico pomeriggio.
Ma rivedere i suoi ex compagni e la vecchia scuola di mattoni rossi riapre in lei una ferita mai sanata, e il passato, confuso e angosciante, torna a bussare alla sua memoria.
Che fine ha fatto Isabel?
Chi si nasconde dietro la sua scomparsa? Domande che sembrano cadere nel vuoto mentre alcune persone coinvolte nelle indagini appaiono ora sotto una luce nuova, inquietante: il bidello della scuola, il fidanzatino di Isabel...

Dettagli del libro
  • In libreria: 30 Ott 2008
  • pagine: 352
  • Kowalski Editore
  • prezzo: € 16.00
  • Sconto 10%: € 14.40
  • ISBN: 9788874966615 


Tolkien - La Leggenda di Sigurd e  Gudrun

Dopo I figli di Hùrin, dalle ancora non del tutto esplorate miniere letterarie di J.R.R.Tolkien emerge, grazie alle incessanti ricerche del figlio Christopher, un nuovo, prezioso inedito, per la gioia degli appassionati del “padre” di Il Signore degli Anelli e delle saghe nordiche. A esse, infatti, e in particolare al ciclo di Sigurd e di Gudrún, si rifà il grande narratore inglese ispirandosi all’Edda, alla Canzone dei Nibelunghi e alla Saga dei Volsunghi. Ecco allora susseguirsi prima le eroiche e tragiche avventure di Sigurd, l’uccisore del drago Fafnir che custodisce l’oro dei Nibelunghi, sino alla conquista della valchiria Brynhildr che Sigurd risveglierà dal suo sonno magico per poi inoltrarsi sul sentiero di un terribile destino sposando Gudrún. E quindi la storia della stessa Gudrún, inconsolabile vedova di Sigurd, di cui seguiamo, con tutta la suspense che l’epica autentica sa suscitare, la personale storia di vendetta che ricorda una tragedia greca trasporta nel Nord Europa. Una storia che passa attraverso il matrimonio con il malvagio re degli Unni, Atli attirato da Gudrún in una vera e propria trappola mortale. Un poema che affonda le sue radici nelle antichissime epopee mitiche della tradizione occidentale restituendocene l’afflato inconfondibile insieme a una sensibilità fantastica del tutto contemporanea, che da più di mezzo secolo continua ad affascinare lettori di ogni nazione e di ogni età.

Dettagli del libro
  • AUTORE: Tolkien
  • EDITORE: BOMPIANI
  • COLLANA: LETTERARIA STRANIERA
  • PAGINE: 448
  • PREZZO: 25,00 Euro
  • ANNO DI PRIMA EDIZIONE: 2009
  • ISBN: 45263439


Tom Clancy - Progetto Orion

A Cape Canaveral, Annie Caulfield guarda lo scheletro di uno shuttle annerito dal fuoco e si domanda cosa sia andato storto a sei secondi dal lancio dell’Orion. Nel Mato Grosso, la base della Stazione Spaziale Internazionale è presa d’assalto da uno spietato manipolo di uomini armati fino ai denti. Tra i monti dell’Albania, uno scienziato russo tradisce il proprio Paese vendendo a misteriosi stranieri un’arma di potenza inaudita. Roger Gordian, il visionario imprenditore a capo del colosso UpLink International, è un sognatore, ma non uno sprovveduto: ha capito benissimo che qualcuno sta tentando di impedire che la sua rivoluzionaria missione spaziale cambi per sempre il volto delle telecomunicazioni. L’unico uomo che può salvare il suo progetto e sventare la più devastante minaccia terroristica di tutti i tempi è l’ex Navy SEAL Tom Ricci, destinato a prendere il posto dello scomparso Max Blackburn al comando della Sword, la squadra di sicurezza interna della UpLink. Ma qualcuno è deciso a mettere fuori gioco anche lui...
Dopo L’avversario, Tom Clancy e Martin Greenberg ci consegnano un nuovo, trascinante episodio della serie Giochi di potere: un thriller adrenalinico con un finale a sorpresa spiazzante come una pallottola alla nuca.

Dettagli del libro
  • AUTORE: Tom Clancy
  • Martin Greenberg
  • EDITORE: RIZZOLI
  • COLLANA: NARRATIVA STRANIERA
  • PAGINE: 342
  • PREZZO: 20,00 Euro
  • ANNO DI PRIMA EDIZIONE: 2009
  • ISBN: 17027281


Alessandro Perissinotto - Per Vendetta

Efrem Parodi, trentacinque anni, è il nuovo professore di Storia contemporanea della Piccola Città, nel nord-ovest dell’Argentina. Quando arriva in Sudamerica vuole solo inseguire il miraggio di un Nuovo Mondo, dimenticare il proprio passato e lo squallido presente dell’Italia.
Alicia, seduta in prima fila, è l’alunna più brillante del corso. Lui ha il carisma, lei una bellezza selvatica che non lascia scampo. I due si osservano, poi si cercano con gli occhi e poi lo sguardo non basta più: quando infine si accende, la loro passione sembra assorbirli totalmente e placare le inquietudini di entrambi. Ma sotto quel carisma e quella bellezza si nascondono tragedie irrisolte, ferite aperte e profonde come quelle che ancora lacerano il continente sudamericano. E se le ferite tornano in superficie, l’amore si trasforma in follia. Mossi da una comune ossessione, Efrem e Alicia si spingeranno fino alla fin del mundo, in una ricerca destinata a riannodare i fili che uniscono l’Italia all’Argentina, i fili dell’emigrazione ma anche quelli che legano la P2 di Licio Gelli e il Vaticano alla feroce dittatura militare degli anni Settanta.
Partito dal poliziesco, Perissinotto approda a una detection diversa, che si snoda tra gli incubi e i fantasmi della Storia. Il suo ottavo romanzo diventa così un lucido viaggio nella coscienza di un uomo e di due Paesi, un percorso che propone senza ipocrisia il tema della vendetta come consolazione dell’innocente di fronte alle mostruosità del potere.

Dettagli del libro
  • AUTORE: Alessandro Perissinotto
  • EDITORE: RIZZOLI
  • COLLANA: NARRATIVA ITALIANA
  • PAGINE: 252
  • PREZZO: 17,50 Euro
  • ANNO DI PRIMA EDIZIONE: 2009
  • ISBN: 17033725



Valerio Evangelisti - Veracruz


Siamo nel 1683, due anni prima degli eventi narrati nel romanzo Tortuga. Il cavaliere Michel de Grammont, ultimo leggendario capo dei Fratelli della Costa che infestano il mar dei Caraibi, propone ai compagni un'idea folle: conquistare e saccheggiare Veracruz, la città più importante della Nuova Spagna, giudicata imprendibile. Un'impresa condannata anche da quella corona di Francia di cui i pirati si dicono gli agenti, che ha firmato con gli spagnoli un effimero trattato di pace.
Prende il largo dall'isola di Roatán la flotta più imponente che abbia solcato le acque centroamericane. Uomini spericolati, cinici, rotti a ogni crudeltà. Se esiste un ideale, è di arricchirsi in fretta e sperperare tutto nei pochi anni di vita che rimangono. Quanto all'orizzonte strategico che ispira chi manipola i fuorilegge del mare - togliere alla Spagna il monopolio dei commerci nell'area caraibica- è per gli equipaggi puro pretesto che legittima un'avidità sfrenata.
Hubert Macary, ufficiale al servizio del capitano Lorencillo, è uomo stolido, coraggioso e fedele, con un lungo passato militare. Considera una virtù l'obbedienza cieca, la gerarchia il perfetto assetto sociale. La ferocia dei pirati non lo turba: l'importante è obbedire.
Le sue convinzioni saranno scosse da due donne: Claire, la sorella del cavaliere de Grammont, imprigionata a Veracruz dall'Inquisizione come ugonotta, liberata ormai morente; e soprattutto l'affascinante Gabriela Junot-Vergara, in apparenza convenzionale femme fatale, seducente e irresistibile, ma forse mossa da ideali più nascosti e da finalità indecifrabili. Dopo la sanguinosissima presa di Veracruz saranno Claire e Gabriela, l'una moribonda e l'altra fin troppo viva, a guidare non solo Macary, ma l'intera Filibusta, verso l'abisso descritto in Tortuga.
Accanto ai personaggi principali, anima il racconto un'intera folla di comprimari: i capitani Lorencillo e Van Hoorn, i governatori corrotti coinvolti in complicati giochi geopolitici, le donne-bucaniere dai costumi disinvolti, i semplici marinai capaci di passare con indifferenza dalla generosità all'efferatezza. Un quadro dei Fratelli della Costa senza precedenti nella narrativa avventurosa, al tempo stesso crudamente realistico e oggettivamente pittoresco, ma documentato con serietà. Quasi l'antitesi del romanticismo salgariano, e dell'abbondante saggistica che ha letto l'epopea dei pirati della Tortuga in chiave di rivolta libertaria. Lo sfondo ambientale sono isolette suggestive, mari cristallini, sabbie bianchissime, città costiere protette da banchi di corallo. Chi ha detto che l'inferno abbia colori cupi?

Dettagli del libro
  • Editore: Mondadori
  • Anno: 2009
  • Collana:Strade blu
  • Pagine: 336
  • Formato: 15,0 x 21,0
  • Legatura:brossura con alette Prezzo: 17.50 €
  • ISBN: 978880459480
  • Stato: In lavorazione 


Dan Brown - Il simbolo perduto

Robert Langdon, famoso professore di simbologia ad Harvard, è in viaggio per Washington. È stato convocato d'urgenza dall'amico Peter Solomon, uomo potentissimo affiliato alla massoneria, nonché filantropo, scienziato e storico, per tenere una conferenza al Campidoglio sulle origini esoteriche della capitale americana. Ad attenderlo c'è però un diabolico individuo, tatuato dalla testa ai piedi, che progetta di servirsi di lui per disseppellire un segreto che assicurerebbe a chi lo possiede un enorme potere.
Langdon intuisce qual è la posta in gioco quando all'interno della Rotonda del Campidoglio viene ritrovato un agghiacciante messaggio: una mano mozzata col pollice e l'indice rivolti verso l'alto. L'anello istoriato con emblemi massonici all'anulare non lascia ombra di dubbio: è la mano destra di Solomon. Langdon scopre di avere solamente poche ore per ritrovare l'amico, sempre che sia ancora vivo. Viene così proiettato in un labirinto di tunnel e oscuri templi, dove si perpetuano antichi riti iniziatici. La sua corsa contro il tempo lo costringe a dar fondo a tutta la propria sapienza per decifrare i simboli che i padri fondatori hanno nascosto tra le architetture della città. Fino al sorprendente finale.
In questo nuovo capitolo del fenomeno mondiale che è stato Il Codice da Vinci, Dan Brown dimostra ancora una volta di essere uno dei più intelligenti scrittori contemporanei di thriller. Il simbolo perduto è una pietra miliare del genere, con una trama formidabile che si snoda a ritmo incalzante in una selva di simboli occulti, codici enigmatici e luoghi misteriosi.

Dettagli del libro
  • Editore: Mondadori
  • Anno: 2009
  • Collana:Omnibus
  • Pagine: 612
  • Formato: 14,0 x 21,5
  • Legatura:cartonato con sovraccoperta Prezzo: 24.00 €
  • ISBN: 978880459674
  • Stato: In lavorazione 


Vilmos Kondor - Budapest Noir

Per uno dei primi grandi noir che arrivano dall’Est, non poteva esserci ambientazione più adatta di questa cupa e affascinante Budapest d’anteguerra, con le sue notti torbidamente viziose, il fascismo sempre più aggressivo, le atmosfere di una grande capitale alla fine di un’epoca.
Budapest 1936. Il protagonista è Zsigmond Gordon, giornalista di cronaca giudiziaria. Un giorno, nell’ufficio di un poliziotto, scopre per caso due foto di una bella ragazza, verosimilmente una prostituta. Quella sera stessa si reca sul luogo in cui è stato trovato il corpo di una giovane donna in una zona malfamata. Con gran stupore di Gordon, la vittima è la stessa ragazza delle foto: gli agenti di polizia non hanno trovato nella sua borsetta nulla che possa far risalire alla sua identità, soltanto un Mirjam, un libro di preghiere femminili ebraiche.
L’indagine è difficile, e lo condurrà da una parte verso gli strati più alti della società, dall’altra nel sottosuolo della malavita, tra scenari di aberrante crudeltà e miseria.
Si forma il quadro di una storia romantica e tragica: un amore contrastato dai pregiudizi razziali e religiosi e da biechi interessi economici. Il tutto nel quadro desolante di un paese che sprofonda sempre più nella corruzione e nel crollo di ogni ordine morale.
Budapest Noir è il primo romanzo di una serie scritta da un nuovo autore ungherese di successo che si ispira ai grandi hard-boiled americani.

Dettagli del libro
  • Budapest noir
  • Vilmos Kondor
  • Collana: Dal Mondo
  • Area geografica: Letteratura ungherese
  • Traduzione: Laura Sgarioto
  • ISBN: 978-88-7641-877-8
  • Pagine: 272
  • Data di pubblicazione: ottobre 2009


Mary Higgins Clark, Carol Higgins Clark - Il biglietto vincente

Nella pittoresca cittadina di Branscombe, nel gelido New Hampshire, abitanti e turisti si preparano con entusiasmo alla prima edizione del Festival della Gioia. Alla vigilia dei festeggiamenti, un gruppetto di dipendenti del supermercato locale scopre incredulo di avere vinto una vera fortuna alla tradizionale lotteria di Natale: ben centottanta milioni di dollari. Nell'euforia collettiva del momento, decidono di dividere la vincita con il collega Duncan, che quest'anno per la prima volta ha deciso di dissociarsi dalla giocata. Forse su consiglio di una coppia di esperti finanziari di dubbia fama che sembrano però averlo influenzato non poco, ultimamente. Ma quando, tutti eccitati, lo cercano per comunicargli la buona notizia Duncan sembra svanito nel nulla. Intanto si diffonde la notizia che nessuno si è ancora presentato a incassare la vincita di un secondo fortunato biglietto, acquistato a pochi chilometri di distanza da Branscombe. Chi è il misterioso vincitore? È forse stato lo stesso Duncan a comprare il biglietto in gran segreto? Giunte da New York per una breve vacanza di relax, Alvirah Meehan, detective dilettante, e Regan Reilly, investigatrice di professione, vengono ben presto coinvolte nelle indagini per far luce sul caso. Si rendono subito conto che nella piccola cittadina la vita non è affatto tranquilla come appare, e quello che sarebbe dovuto essere un tranquillo weekend in campagna si trasforma in un intrigo che sembra non avere fine. Come sempre Mary e Carol Higgins Clark mescolano ad arte la suspense con una storia ricca di calore e di personaggi che restano nel cuore, nell'affascinante scenario di un New Hampshire ammantato di neve.

Dettagli del libro
  • Il biglietto vincente
  • Mary Higgins Clark, Carol Higgins Clark
  • 2009
  • pp. 240
  • € 17,90
  • 978882004793 


Stephen King - The Dome

È una tiepida mattina d'autunno a Chester's Mill, nel Maine, una mattina come tante altre. All'improvviso, una specie di cilindro trasparente cala sulla cittadina, tranciando in due tutto quello che si trova lungo il suo perimetro: cose, animali, persone. Come se dal cielo fosse scesa la lama di una ghigliottina invisibile. Gli aerei si schiantano contro la misteriosa, impenetrabile lastra di vetro ed esplodono in mille pezzi, l'intera area - con i suoi duemila abitanti - resta intrappolata all'interno, isolata dal resto del mondo. L'ex marine Dale Barbara, soprannominato Barbie, fa parte dell'intrepido gruppo di cittadini che vuole trovare una via di scampo prima che quella cosa che hanno chiamato la Cupola faccia fare a tutti loro una morte orribile. Al suo fianco, la proprietaria del giornale locale, un paramedico, una consigliera comunale e tre ragazzi coraggiosi. Nessuno all'esterno può aiutarli, la barriera è inaccessibile. Ma un'altra separazione, altrettanto invisibile e letale, si insinua come un gas velenoso nel microcosmo che la Cupola ha isolato: quella fra gli onesti e i malvagi. Tra i quali spiccano Big Jim Rennie, un politico che non si ferma davanti a niente - nemmeno l'omicidio - pur di tenere in mano le redini del potere, e suo figlio, che cova in sé un terribile segreto. Ma tutti loro, buoni e cattivi, dovranno fare i conti con la Cupola stessa, un incubo da cui sembra impossibile salvarsi. Ormai il tempo rimasto è poco, anzi sta proprio finendo, come l'aria... Visionario, emblematico, allegorico e con alcuni tra i personaggi più sinistri che Stephen King abbia mai creato, The Dome è epica allo stato puro.

Dettagli del libro
  • The dome
  • Stephen King
  • 2009
  • pp. 1056
  • € 23,90
  • 978882004766 


Samuel Marolla - Malarazza

È davvero con grandissimo piacere che annunciamo l'uscita, a novembre, del numero 8 della giovane collana Epix di Mondadori. Sì, perché l'autore di Malarazza lo conoscete bene: è il nostro ottimo Samuel Marolla; e il libro si preannuncia una leccornia per tutti gli amanti dell'horror puro.
In anteprima assoluta, potete vederne la cover qui di fianco e leggerne di seguito la quarta di copertina:
È l’ombra ignota che sussurra alle nostre spalle. È l’ultimo vicolo infame della megalopoli corrotta. È la mannaia incrostata con la quale vengono perpetrati orribili delitti. È la cantilena ossessiva ripetuta senza fine da voci maledette. È il cane mutilato che sembra uscito da un incubo allucinatorio. È la congregazione di dementi pronta allo sterminio nell’attesa dell’Apocalisse. È il calderone ribollente dal quale tracima schiuma nera e infetta. È l’affabulatore cieco che conosce tutte le strade del mondo dei non-morti. È l’indifferenza letale di chi sa ma sceglie di guardare dall’altra parte. Tutto questo e molto, molto di più, è il popolo delle tenebre, la Malarazza.

Dettagli del libro
  • Malarazza
  • di Samuel Marolla
  • Epix n. 8, Mondadori, 2009
  • Euro 4,90
  • In edicola da novembre


Harris Joanne - Il seme del male

Cimitero di Grantchester, Cambridge. L’iscrizione è nascosta dai rami uniti di un albero di biancospino e di un tasso. È quello di una donna: Rosemary Virginia Ashley. Alice Farrell, giovane pittrice in cerca di ispirazione, non sa perché è finita davanti a questa lapide. Non conosce quella donna e non sa che cosa l’abbia portata qui, sa solo che la lapide la mette profondamente a disagio. Una sensazione strana, simile a quella che prova quando conosce Ginny, la nuova fidanzata del suo ex, Joe. Forse si tratta solo di gelosia. Eppure c’è qualcosa di oscuro in quella ragazza dalla bellezza eterea, con i capelli rossi e una passione per i quadri preraffaelliti che ritraggono donne uguali a lei. Cosa si nasconde dietro quegli occhi enigmatici e inquieti? E perché Ginny di notte fa visita alla tomba di Rosemary, seppellita cinquant’anni prima, ma lungi dall’essere dimenticata? Che relazione c’è tra le due donne? La risposta forse è in un vecchio diario. Ma ormai passato e presente sono una cosa sola e Alice deve riuscire a distinguere tra sogno e follia, bugia e finzione. Perché ora quella che era solo una sensazione sta per trasformarsi in un’orribile realtà. Una realtà di orrore e morte, sangue e vendetta, ossessione e tradimento, passioni oscure e amicizia perdute. Romanzo rivelazione dell’autrice di Chocolat, che ha conquistato dodici milioni di lettori in tutto il mondo, Il seme del male, bestseller assoluto in Inghilterra, racconta una storia di vampiri senza mai usare la parola vampiro, una storia di fantasmi senza un fantasma, una storia horror in cui la vita reale si rivela più inquietante di qualsiasi mitologia. Un romanzo ipnotico che trascina il lettore in un vortice sensuale di amicizia perduta e ossessioni, arte e follia, amore e tradimento.

Dettagli del libro
  • Harris Joanne
  • Il seme del male
  • Autrice di Chocolat
  • Narratori Moderni
  • Traduzione dall'inglese di Laura Grandi.
  • 344 pagine
  • € 18.60
  • ISBN 978881167025-4 


Simone Sarasso - United We Stand

In un futuro prossimo e in un crescente clima di tensione internazionale, forze militari segrete che da sempre tramano all'ombra del tricolore prendono il potere con un violento colpo di Stato ai danni delle sinistre, che avrà luogo nel 2013, un minuto dopo l'elezione del primo Presidente del Consiglio donna della storia repubblicana. All'interno degli opposti schieramenti, i protagonisti affrontano i sentimenti del passato e le necessità di un presente caotico, mentre sullo sfondo il mondo intero osserva impotente l'evolversi di un conflitto di proporzioni mondiali: la guerra termonucleare fra Stati Uniti d'America e Repubblica Popolare Cinese. United We Stand è una graphic novel che parla di ribellione, vendetta e onore. È una storia di nostalgia, ricordi, affetti perduti e ritrovati. Un thriller fantapolitico che racconta del peggior conflitto bellico che l'Italia abbia mai dovuto affrontare dalla fine della Seconda Guerra Mondiale.
La graphic novel è un prolungamento nel futuro della trilogia noir di Simone Sarasso, di cui sono già usciti i primi due romanzi, Confine di Stato e Settanta

Dettagli del libro
  • pp. 176 con 169 ill. b/n, 
  • 1° ed. 
  • Euro 14.00
  • Marsilio
  • 2009 
  • isbn: 978-88-317-9866-2 



Henning Mankell - Piramide

Cinque racconti per un Wallander inedito, agente alle prime armi, che s'impadronisce del mestiere e fa subito capire che sarà un ottimo poliziotto. «Questi racconti rappresentano per me un punto esclamativo dopo il punto fermo posto alla fine di Muro di fuoco. Talvolta tornare indietro è utile. In altre parole, questo non è un epilogo, bensì un prologo» Henning Mankell «Dopo Piramide, l'editoria europea e i lettori di buoni libri si sentiranno decisamente orfani» John Harrison, the guardian

Dettagli del libro
  • Henning Mankell
  • Piramide
  • traduzione di Giorgio Puleo
  • pp. 416, 1° ed.
  • Euro 9.50
  • 2009
  • isbn: 978-88-317-9922-5 


Elizabeth Peters - Il mistero della città perduta

Adesso che anche l’ultimo cammello è morto, Amelia Peabody, suo marito Radcliffe e il loro vulcanico figlioletto Ramses sono veramente nei guai: la sterminata distesa di sabbia del deserto africano potrebbe diventare la loro tomba... Tutto era cominciato qualche mese prima, in Inghilterra, quando Radcliffe era stato contattato da Lord Blacktower, il quale aveva ricevuto un papiro d’incerta provenienza su cui erano riportati un enigmatico messaggio e una mappa. Secondo Lord Blacktower, quella era la prova che suo figlio, scomparso più di dieci anni prima in Sudan, insieme con la moglie, era ancora vivo. In realtà, Amelia aveva subito dubitato dell’autenticità del messaggio, ma la mappa, che suggeriva l’esistenza di una città egizia ormai perduta, era stata una tentazione troppo forte per lei. Ora che la vita dei suoi cari è in pericolo, tuttavia, Amelia è decisa a non arrendersi ed è pronta a risolvere un mistero che affonda le sue radici nell’antico Egitto e che ha già mietuto troppe vittime... 

Dettagli del libro
  • ELIZABETH PETERS
  • Il mistero della città perduta
  • Trad. di M.B. Piccioli
  • MYSTERY/THRILLER/ SUSPENSE - MYSTERY
  • TEADUE 1750;
  • pp. 360;
  • Prima edizione
  • Euro 8,60
  • ISBN 978-88-502-2013-7
  • Prima edizione 2009
  • Licenza Nord


Sebastian Beaumont - Il mistero del 13


Il 13 non è un numero, è uno stato d'animo.
E' questo l'unico enigmatico indizio che Stephen Bardot ha a disposizione per risolvere l'inafferabile e rischiosa sequenza di eventi nei quali viene improvvisamente coinvolto. Tassista di notte a Brighton, Stephen conduce un'esistenza apparentemente ordinata e costellata di vicende, sogni e ambizioni di persone che attraversano la città sul taxi. Fino al giorno in cui incontra Valerie, un'affascinante e fragile donna che abita in un palazzo al numero 13 di Wish Road.
Colpito dalla sua bellezza, Stephen si ritrova a passare per Wish Road nel tentativo di rivederla, ma ben presto si accorge che quel numero civico non esiste.Stephen non può credere a ciò che vede e tutti i tentativi di comprendere o svelare il mistero del 13 danno l'impressione di cadere nel vuoto, facendo crollare il confine tra il mondo reale e quello onirico.
Cosa rappresenta effettivamente il numero 13? E chi sono i curiosi e stravaganti personaggi che cercano di guidare Stephen nella sua indagine?
Catapultato in un pericoloso vortice a Stephen non rimarrà che affidarsi a ciò che rimane di sè stesso, andando fino in fondo per avvicinarsi alla verità, riacquistare la memoria e affrontare i ricordi che sembravano svaniti.

Dettagli del libro
  • collana COLLEZIONE VINTAGE
  • genere THRILLER E NOIR
  • Fanucci
  • anno 2009
  • pagine 240
  • prezzo € 16,00
  • isbn 978-88347-1509-3


Natasha Mostert - La figlia dell' Alchimista


Gabriel Blackstone, sedicente ladro di informazioni, viene contattato dal ricchissimo William Whittington per ritrovare il figlio misteriosamente scomparso. Gabriel nasconde un passato doloroso: era membro di un’organizzazione che sfruttava i poteri della mente per ritrovare oggetti e persone ed era il migliore, finché un giorno, per colpa della sua vanità, una donna è morta. Restio nell’usare di nuovo le sue capacità, si lascia convincere dalla sua ex fidanzata Frankie, ora divenuta la giovane moglie di William Whittington, e comincia a investigare con l’aiuto del suo amico hacker Isidore. L’indagine lo porta ben presto a fare la conoscenza delle sorelle Monk, donne dal fascino esoterico e ipnotico, dirette discendenti dell’alchimista John Dee e collegate alla scomparsa del ragazzo. E così, mentre tenta di scoprire se le sorelle sono veramente le responsabili di quanto accaduto al figlio di Whittington, Gabriel finirà per innamorarsi disperatamente di una delle due mettendo a rischio la propria vita e quella di chi gli sta vicino.

Dettagli del libro
  • collana GLI ACERI
  • genere THRILLER E NOIR
  • anno 2009
  • Fanucci
  • pagine 448
  • prezzo € 14,90
  • isbn 978-88-347-1515-4



Jane Austen e Seth Grahame-Smith - Orgoglio e pregiudizio e zombie

È cosa nota e universalmente riconosciuta che uno zombie in possesso di un cervello debba essere in cerca di altro cervello.
Così inizia Orgoglio e pregiudizio e zombie, versione fedelmente aggiornata del celeberrimo (e amatissimo) capolavoro di Jane Austen, grazie a numerose scene «inedite» in cui, a farla da protagonisti, sono appunto gli zombie. Pubblicato da una piccola casa editrice americana, questo romanzo ha suscitato l’entusiasmo sia dei neofiti sia dei più fanatici ammiratori della Austen, scalando in breve tempo tutte le classifiche di vendita e imponendosi come il fenomeno editoriale dell’anno. E il motivo di un successo tanto clamoroso è semplice: al fascino di una storia d’amore senza tempo, si aggiunge il divertimento di una lotta senza esclusione di colpi contro l’orribile flagello che si è abbattuto sull’Inghilterra, arrivando fino al tranquillo villaggio di Meryton, dove l’indomita Elizabeth Bennet, insieme con le sue sorelle, è impegnata a contrastare orde di famelici morti viventi. Un ruolo che le calza a pennello, almeno finché non arriva il bello e scontroso Mr Darcy a distrarla... Pieno di romanticismo e avventura, di cuori infranti e cadaveri affamati, di argute schermaglie e duelli all’arma bianca, Orgoglio e pregiudizio e zombie trasforma una pietra miliare della letteratura mondiale in un libro che si ha, finalmente, davvero voglia di leggere. O che non si vede l’ora di rileggere.

Dettagli del libro
  • Orgoglio e pregiudizio e zombie
  • Jane Austen - Seth Grahame-Smith
  • Traduzione di Isa Maranesi e Roberta Zuppet
  • Collana: Narrativa
  • Pagine: 368
  • Prezzo: € 15
  • Di prossima pubblicazione


Steve Alten - L' ultima Profezia. 2012 il testamento Maya

Che cosa lega tra loro la Grande Piramide di Giza, i templi indù di Angkor Vat in Cambogia e la Piramide del Sole a Teotihuacàn? Quale mistero racchiudono gli inspiegabili geoglifi della pianura di Nazca e gli imponenti megaliti di Stonehenge? L’archeologo Julius Gabriel ha consacrato tutta la sua esistenza allo studio delle popolazioni precolombiane ed è convinto che queste colossali opere sopravvissute intatte nel corso dei millenni nascondano un oscuro segreto. Dopo anni e anni di ricerche è convinto che quei monumenti non siano stati costruiti per ragioni di ordine religioso o cerimoniale. Sarebbero invece anelli di una catena di messaggi occulti collegati tra loro, che porterebbero alla risoluzione del più grande enigma della storia dell’uomo. Secondo l’antichissimo calendario dei maya, infatti, durante il solstizio d’inverno del 2012 dopo Cristo una terrificante apocalisse si abbatterà sulla Terra, e c’è un unico modo per sfuggire alla catastrofe... Ridicolizzato dai suoi illustri colleghi, Julius Gabriel muore dimenticato da tutti. Ma non da suo figlio Michael: rinchiuso da undici anni in un ospedale psichiatrico del Massachusetts, è lui l’unica persona al mondo a possedere le chiavi di un segreto che vale la salvezza dell’umanità.

Dettagli del libro
  • Steve Alten
  • L'ultima profezia. 2012, il testamento Maya
  • ISBN 978-88-541-1637-5
  • Newton Compton
  • Pagine 384
  • Euro 14,90
  • Nuova Narrativa Newton n. 193


Christopher Lincoln - Billy Bones. L'armadio dei segreti

Al Maniero delle Buone Maniere c’è un armadio molto speciale: è qui che vivono Billy, uno scheletrino dolce e sognatore, e mamma e papà Bones, i custodi dei bauli che contengono i segreti e le bugie della ricca famiglia Granserioso. Mentre i signori Bones si affaticano a gestire l’ingombrante e pericoloso bottino, Billy passa il tempo a fantasticare di pirati e tesori insieme al suo inseparabile amico Sgambetto, un maggiolino impavido e stravagante. Quando al maniero arriva Melisenda, nipote di Sir Granserioso da poco rimasta orfana, Billy diventa subito suo amico, salvandola dalla solitudine e dalla tristezza e aiutandola a difendersi dalle terrificanti incursioni della governante, Miss Superbetti. Insieme Billy e Melisenda incontrano fantasmi e altre misteriose creature, insieme vanno a caccia di avventure, scheletri e bugie, fino a quando non scoprono il più incredibile dei segreti... Strani avvenimenti stanno per stravolgere il Maniero delle Buone Maniere, ma soltanto Billy e Melisenda riusciranno a svuotare tutti gli armadi e svelare finalmente la verità.

Dettagli del libro
  • Christopher Lincoln
  • Billy Bones. L'armadio dei segreti
  • ISBN 978-88-541-1559-0
  • Pagine 336
  • Newton Compton
  • Euro 12,90 10,32
  • Nuova Narrativa Newton n. 175
Articolo di BodyCold