martedì 30 giugno 2009

La donna che vestiva di rosso - Elizabeth George


Il sovrintendente Thomas Lynley fa ritorno alla propria regione di origine, una Cornovaglia fuori stagione, meta dei patiti del surf. Durante uno dei suoi vagabondaggi lungo le coste, si imbatte nel cadavere di un ragazzo alla base di una rupe a picco sul mare dal quale è precipitato durante una arrampicata. Incidente? O piuttosto omicidio?
In un caso o nell’altro, questa morte scuote gli animi, riesuma tensioni e sospetti repressi, risveglia odi e rancori dimenticati e spinge ogni abitante della piccola comunità a fare i conti con il proprio passato. Grazie alla capacità descrittiva della scrittrice americana, respiriamo gli odori e ascoltiamo i suoni del mare agitato e delle onde che si schiantano consumando gli scogli, così come il peso del passato logora a poco a poco l’anima di ciascuno. Il palcoscenico è pronto. Si alzi il sipario e facciamoci condurre dalla George lungo i labirinti più astrusi della psicologia e dei sentimenti umani. Il morto è l’unico che finalmente può riposare in pace.
Come in quasi tutti i romanzi della George, il delitto è semplicemente il quid per avviare il racconto. In quest’ottica il “perché” di un crimine assume un ruolo assai più rilevante del “chi” l’ha commesso. L’assassino e la successiva indagine non sono altro che il tramite per scavare nei segreti e nella complessità dell’animo umano e per sondare senza alcuna remora o timore i lati più oscuri delle emozioni di ognuno e delle sue motivazioni. E tale modo di intendere la scrittura trova in questo romanzo il suo vertice, a tratti in maniera addirittura eccessiva, tanto che le storie dei vari personaggi (anche minori e di assoluto contorno) schiacciano fin troppo l’indagine poliziesca. Per contro, quello che potrebbe apparire, da una prima analisi, come il difetto maggiore del romanzo, cioè un numero abnorme di personaggi, che troppo spesso nel corso della trama tendono a comportarsi un po’ sopra righe tanto da risultare a volte fastidiosi se non falsi, diventa anche l’atout della scrittrice di romanzi gialli di razza, in quanto ciascuno di essi può, alla fine della storia, essere presentato come un colpevole assolutamente credibile. Lo stile della George, a cui per altro ci ha abituato, è sicuramente ricercato, assolutamente mai banale. Qui una volta di più conferma di essere sicuramente una “Grande Scrittrice” a tutto tondo: non una parola, un dialogo o una descrizione viene buttata lì tanto per fare o risulta fine a sé stessa. La trama, come al solito, non è adrenalinica ma procede con un ritmo ormai diventato tipico: con lenta costanza, con l’aggiunta in ogni scena di un qualcosa finalizzato a tenere desta l’attenzione del lettore e invogliarlo a voltare pagina. Che dire ? Il romanzo, nonostante la complessità della trama, si legge bene, ma secondo me pecca proprio sotto l’aspetto dell’indagine poliziesca che rimane leggermente defilata e procede un po’ alla cieca. Ma tant’è. Gli amanti della George già sanno che da un suo libro devono, (vogliono?) e possono aspettarsi, qualcosa di diverso, qualcosa di molto di più di una “semplice” e classica storia “omicidio- investigazione – soluzione”, il cui unico scopo è ristabilire l’ordine delle cose, per consentire alla vita di tornare a scorrere sui suoi binari ordinari. Queste storie sono per gli autori “normali”. Non per Queen Elizabeth.

Articolo di Allanon

Dettagli del libro
  • Titolo: La donna che vestiva di rosso
  • Autore: Elizabeth George
  • Editore: Longanesi
  • Collana: La gaja scienza
  • Pagine: 576
  • Data di Pubblicazione: maggio 2009
  • ISBN: 9788830423985
  • Traduttore: Pietri M. C.

lunedì 29 giugno 2009

Coraline - Neil Gaiman



Spinta dai commenti entusiastici di alcuni amici Corpi freddi e sull’onda del film in uscita nelle sale in questi giorni, ho comprato Coraline di Neil Gaiman.
Copertina accattivante, trama ancor di più.
Presto comprato e presto letto, in realtà me la sono cavata in un paio d’ore.
Nonostante le premesse, non mi ha entusiasmato, al punto che non sono riuscita a quantificare le stellette di giudizio in termini aNobiiani.
La trama, vista da lato bambino è sicuramente paurosa e affascinante, perché, se da un lato tocca punti delicati e paure tipiche: l’abbandono dei genitori, il buio, la paura di perdere le cose familiari, al tempo stesso esalta l’avventura, l’esplorazione, la scoperta dell’ignoto.
Beh qualcuno potrà dire, “embé che ti aspettavi è un libro per bambini 7-11 anni!” Appunto non dovrei stare qui a ‘lamentarmi’ ma di libri per bambini e ragazzini ne ho letti abbastanza e questo davvero mi è parso un po’ troppo troppo per bambini.



Articoli di Marta

Dettagli libro
  • Formato: Cartonato
  • Pagine: 182
  • Lingua: Italiano
  • Titolo originale: Coraline
  • Lingua originale: Inglese
  • Editore: Mondadori
  • Anno di pubblicazione 2009
  • Codice EAN: 9788804591931
  • Traduttore: M. Bartocci


venerdì 26 giugno 2009

Retrospettiva su Joe R. Lansdale



Joe R. Lansdale è nato e cresciuto in Texas. Nato a Gladewater nel 1951 si trasferì prestissimo a Nacogdoces dove risiede ancora oggi.
Questo non è un semplice dato anagrafico. Per comprendere veramente Lansdale bisogna sempre ricordare che è texano fino al midollo. D’altra parte è quasi impossibile non ricordarselo visto che ogni sua pagina scritta parla del “Lone Star State”, lo Stato della Stella Solitaria. Ma dimenticate il Texas stereotipato di molti film western, tutto deserti, polvere e cactus. Il Texas di Joe è il Texas Orientale. È un posto umido, quello. Come dice in “The bottoms” (In fondo alla palude), è più facile perdere un raccolto per un’alluvione che per siccità, da quelle parti.
Boschi, fiumi, paludi, selvaggina d’ogni specie. Ecco l’ambiente in cui ci si viene a trovare, quando si ha in mano un suo libro.



Circa tre anni fa, dopo averne sentito dire un gran bene, mi decisi a comprare un libro di Champion Joe, come lo chiamano i suoi fan.
Il libro era “Tramonto e polvere” ed iniziava così: “Il pomeriggio che piovvero rane, pesci grossi e pesci piccoli, Sunset scoprì che non ci voleva nulla a buscarne tante come Jack Tre Dita. Ma a differenza di Jack, che la sua ripassata l’aveva presa in pieno sole, a lei era capitato in casa propria, nella coda di un ciclone, con le finestre che minacciavano di scoppiare e su un pavimento di legno freddo come il marmo”.



Bang. Mi colpì subito. Violenza, degradazione e crudeltà rappresentati con ironia sempre latente e, spesso, esplicita e dirompente. Irruzione, nelle vicende umane, di una natura imbizzarrita ed irrefrenabile. Tutto raccontato con una prosa rapida e lineare. E questo era evidente già nelle prime quattro righe.

Quel libro lo finii rapidamente. Altrettanto rapidamente lessi “La sottile linea scura” e “In fondo alla palude”, due splendidi libri di formazione ambientati sempre nell’amato Texas Orientale.



Finito di leggere “L’ultima caccia”, un romanzo di poche pagine, credetti di aver trovato l’inizio e la fine dei temi e delle ambientazioni cari a Lansdale: la furia degli elementi, il passaggio traumatico dall’infanzia all’adolescenza, la violenza spicciola che tormenta deboli ed emarginati e, come contraltare e riferimento, padri coraggiosi, leali, integri.
Violenza, dunque, spesso efferata, mai compiaciuta. Secondo l’etica Lansdaliana chi subisce un sopruso ha il dovere di difendersi (Joe è un appassionato di arti marziali ed ha studiato, tra le altre, Daito Ryu Aikijujutsu, Combat Hapkido, American Combat Kempo ed Aikido. Ha addirittura creato una arte marziale, la Shen Chuan, riconosciuta a livello internazionale). Chi per liberarsi del proprio aguzzino usasse mezzi estremi non solo troverebbe comprensione in Joe ma pure la lode.



In tal proposito, Lansdale dice di aver scritto il suo primo romanzo, “Atto d’amore”, perché era “incazzato” per l’attenzione che il mondo prestava al carnefice piuttosto che alla vittima.
Ad ogni modo, certo di ritrovare questi temi negli altri libri, portai a casa “La notte del drive-in”, un volume edito da Einaudi che racchiude Drive-in e Drive-in 2. Ne rimasi stravolto. Mi trovai di fronte ad un’allucinazione ad occhi aperti. Mai mi era capitato di leggere qualcosa del genere. Delirante e travolgente ad un tempo. Ironico, acido, orrorifico. Capitava di girare una pagina ridendo di gusto e di trovare, nella pagina successiva, orrore e disgusto. A parer mio questo è un libro geniale, in particolar modo il primo episodio, quello ambientato all’interno del Drive-in.
Terminata la lettura mi pareva chiaro che le etichette che avevo inopinatamente appiccicato ai lavori di Lansdale me le potevo friggere.



Da allora decisi di non farmi scappare più nessun libro di questo texano e così ho scoperto la serie di romanzi dedicati ad Hap e Leonard, due allegri compari di disavventura che si barcamenano tra criminali da strapazzo, delinquenti professionisti, svitati in libera uscita ed idioti a tempo pieno. Le loro storie sono raccontate con un’ironia ed un umorismo tale che spesso capita di interrompere la lettura con sonore risate tra lo stupore di chi, per caso, si trovi a passare accanto. Leggendo si viene catapultati in quelle storie. Pare quasi di vederli, quei due, di poterli toccare e sentire. Sembra possibile andare a passare una serata da loro, bevendo birra e mangiucchiando biscotti alla vaniglia mentre, dallo stereo, Hank Williams ci ricorda che, quando si è in Texas, la musica country è proprio quello che ci vuole.
A chi mi chiede che genere di romanzi scrive Lansdale, lo avrete già capito, rispondo con difficoltà. Questo autore non è facilmente catalogabile. Ha scritto romanzi e racconti western, noir, horror, thriller, ha scritto racconti di fantascienza ed ha sceneggiato fumetti e cartoni animati. Ama moltissimo rimescolare i generi tra loro dando così vita a storie incredibili, come quella narrata in “Fuoco nella polvere” dove la testa di Buffalo Bill viene tenuta in vita dentro un vaso di vetro appoggiato su un robot guidato da un nano (se considerate poi che il tutto è ambientato in un dirigibile in rotta verso il giappone, capirete di che guazzabuglio si sta parlando).
In Italia Joe è arrivato con “La notte del drive in” e “Il giorno dei dinosauri” (che sarebbero Drive-in 1 e Drive-in 2) pubblicati su URANIA Mondadori rispettivamente nel 1993 e nel 1994.



Il grosso della produzione è stata pubblicata da Einaudi e Fanucci (che oggi detiene l’esclusiva). Altre opere, quelle un po’ più particolari (adatte, per lo più, agli “scoppiati” come me) sono state pubblicate da case editrici minori. BD Edizioni ha pubblicato, per esempio, “La lunga strada della vendetta” (romanzo dedicato a Batman) e “Assassini nella giungla” (titolo originale “Tarzan: the lost adventures”).
In questi giorni Joe si trova in Italia per seguire il lancio di “Sotto un cielo cremisi”, ultima avventura di Hap e Leonard. Vi invito ad andarlo a conoscere personalmente, scoprirete una persona simpatica, solare, diretta, disponibile. Lo scorso anno, ad una bambina di dodici anni che gli chiedeva un consglio da seguire per diventare scrittrice, per iniziare disse: “Metti il culo sulla sedia e scrivi!”. E poi continuò parlando di dedizione e costanza.
Due piccole curiosità e chiudo.
A proposito di Bush, ha detto: “io sono più texano di lui, Bush è nato in Connecticut”.
Del proprio nome, invece, Joe R. Lansdale dice che R. sta per Renegade, Rinnegato.
Buona lettura.


Bibliografia essenziale.

Ciclo di Hap e Leonard:
  • 1. Una stagione selvaggia (Savage Season, 1990), Einaudi-2006
  • 2. Mucho Mojo (Mucho Mojo, 1994), Einaudi-2007
  • 3. Il mambo degli orsi (Two-Bear Mambo, 1995), Einaudi-2001
  • 4. Bad Chili (Bad Chili, 1997), Einaudi-2003
  • 5. Rumble Tumble (Rumble Tumble, 1998), Einaudi-2004
  • 6. Capitani oltraggiosi (Captains Outrageous, 2001), Einaudi-2005
  • 7. Sotto un cielo cremisi (Vanilla Ride, 2009), Fanucci-2009

Ciclo del Drive-in:
  • 1*. La notte del drive-in (The Drive-in, 1988), Mondadori Urania n. 1214
  • 2*. Il giorno dei dinosauri (The Drive-in 2, 1989), Mondadori Urania n. 1224
  • 3. La notte del Drive-in 3. La gita per turisti. (The Drive-in. The Bus tour, 2005), Einaudi-2008
  • * La notte del Drive-in, Einaudi 2004 [Racchiude i primi due volumi della saga]

Trilogia di Ned la foca:
  • 1. Fuoco nella polvere (Zeppelin West, 2001), Fanucci-2008
  • 2. Flaming London 2006 [non ancora edito in Italia]
  • 3. The sky done ripped [non ancora pubblicato]

Mistery fiction:
  • Atto d'amore (Act of Love, 1980), Fanucci-2003
  • Il lato oscuro dell'anima (The Nightrunners, 1987), Fanucci-2005
  • Freddo a Luglio (Cold in July, 1989) , Fanucci-2004
  • L'ultima caccia (The Boar, 1998), Fanucci-2006
  • Freddo nell'anima (Freezer Burn, 1999), Fanucci-2007 [già pubblicato nei Neri Mondadori col titolo Fiamma fredda]
  • In fondo alla palude (The Bottoms, 2000), Fanucci-2004
  • La sottile linea scura (A Fine Dark Line, 2002), Einaudi-2004
  • Tramonto e polvere (Sunset and Sawdust, 2004), Einaudi-2005
  • Echi perduti (Lost Echoes, 2007), Fanucci-2007
  • La ragazza dal cuore d'acciaio (Leather Maiden, 2007), Fanucci-2007

Western-Horror:
  • La morte ci sfida (Dead in the West, 1986), Fanucci-2008
  • Il carro magico (Magic Wagon, 1986), Fanucci-2008

Raccolte di racconti:
  • Maneggiare con cura, Fanucci-2002
  • In un tempo freddo e oscuro, Einaudi-2006

Altri romanzi:
  • Assassini nella giungla (Tarzan: the Lost Adventure ,1995), BD Edizioni-2008
  • La lunga strada della vendetta (Batman:Captured by the Engines, 1991), BD Edizioni-2007
  • Bubba Ho-Tep, (2004, Addictions-Magenes Editoriale)

Fumetti:
  • Jonah Hex : Two Gun Mojo (1993, DC Comics)
  • Conan and the Songs of the Dead (2006)

Articolo di Jimbose
Videointervista BodyCold

Ricordiamo inoltre che come Corpi Freddi, abbiamo avuto la fortuna di videointervista il nostro Lansdale durante la presentazione del libro "Sotto un cielo Cremisi" nella libreria Fanucci di Roma


giovedì 25 giugno 2009

La faccia nascosta della luna - Carlo Lucarelli



Di sicuro esiste una faccia nascosta delle star. Soprattutto quelle del cinema e della musica, e in particolare in quella più maledetta: il rock… strane storie di omicidi, sparizioni, incidenti, suicidi, guai giudiziari ma anche di episodi incredibili che restano misteriosi.[…]
Stiamo parlando di grandi interpreti, stiamo parlando di arte e di cultura, di sperimentazione e di ricerca, o molto semplicemente di poesia.
Però stiamo parlando anche di genio e quindi – non sempre ma molto spesso – anche di sregolatezza. Dell’inquietudine e della solitudine della creazione artistica. Della trasgressione ribelle che è il punto di partenza per scardinare tutte le regole e inventare qualcosa di nuovo. E di fortissime personalità, ma spesso fragili e troppo esposte, perché vivere lassù, sull’altra faccia della luna, non è facile

(dall’introduzione al libro)

Non è un thriller né un noir, ma ha tutti gli ingredienti per interessare e affascinare anche noi lettori appassionati di thriller e noir: protagonisti famosi e affascinanti, storie incredibili condite con elementi da far spesso invidia al più truce dei noir, talvolta anche il colpo di scena e la sorpresa finale (come nella storia di Darby Crash). Ma in ogni thriller che si rispetti fondamentale è la figura dell’investigatore: qui l’investigatore “supremo” è lui, Carlo Lucarelli, che rivisita vicende oscure, personaggi della musica e del cinema, storie già note al grande pubblico. Ma lo fa col suo stile, quello stile asciutto ed essenziale a cui ci ha abituati nelle sue trasmissioni televisiva, quando parla di cronaca nera.
E così in Morti misteriose si scoprono i particolari che hanno fatto diventare famose le morti di Jimi Hendrix, John Belushi, Brandon Lee, Heath Ledger… In Sympathy for the Devil Lucarelli indaga se davvero il rock è la “musica del diavolo”. In Scena del crimine racconta omicidi degni dei migliori noir, con protagonisti che hanno i nomi di Marvin Gaye, Christian Brando, O. J. Simpson, Tupac Shakur. Infine ne L’isola dei famosi troviamo coloro che sono diventati così popolari e hanno affascinato così tanto il pubblico da entrare nel mito e da far desiderare per loro l’immortalità.
Questo libro è una lettura adatta anche all’estate e alle nostre vacanze, perché ogni storia è una storia a sé e si possono leggere fra un libro e l’altro, lasciandole e riprendendole a seconda dei propri gusti. Io mi sono appassionata a queste storie, che in parte già conoscevo: Lucarelli mi ha fatto scoprire particolari, risvolti inediti, ma anche i sentimenti e le passioni spesso fatali nascoste dietro la facciata di queste star. Alcune storie mi hanno fatto rabbrividire, altre mi hanno lasciato una profonda, struggente malinconia. Una su tutte: la storia di Jeff Buckley. Così come la racconta il grande Lucarelli: “Jeff Buckley, una meteora che passa alta nel cielo e per guardarla c’è bisogno di alzare la testa.”

Articolo di Palazzo Lavarda

Dettagli del libro
  • * Titolo: La faccia nascosta della luna
  • * Autore: Carlo Lucarelli
  • * Editore: Einaudi
  • * Collana: Stile libero Big
  • * Data di Pubblicazione: 2009
  • * ISBN: 9788806195410
  • * Pagine: 223
  • * Prezzo: € 17,00

mercoledì 24 giugno 2009

Reliquary - Douglas Preston & Lincoln Child



Laggiù nelle viscere fino all'attico del diavolo....


Reliquary rappresenta il sequel ufficiale dell’ottimo romanzo d’esordio della coppia di scrittori Douglas Preston & Lincoln Child (Relic) e chiude con i fuochi d’artificio una storia magnificamente congegnata che rimarrà per sempre impressa nella mia memoria di lettore.
Ambientata un anno e mezzo dopo i tragici avvenimenti accorsi nel museo di Storia naturale di Manhattan, la vicenda prende il via con il ritrovamento nell’impianto fognario della città di due scheletri che presentano caratteristiche che fanno tornare alla mente della squadra investigativa inquietanti deja-vu di un passato non ancora sepolto e dimenticato.
Preston & Child si confermano due scrittori straordinari capaci di unire all’abilità di costruire storie solide e avvincenti una preparazione scientifica encomiabile grazie alla quale il lettore si abbevera deliziato di nozioni e concetti affascinanti e soprattutto credibili; d’altronde i temi della mutazione genica e dello studio del DNA sono settori della medicina e della scienza che nascondono tutt’oggi moltissime domande ed interrogativi.
Probabilmente Reliquary non raggiunge la qualità dell’originario inarrivabile “Relic” ma presenta un aspetto capace di elevarne il fascino in maniera esponenziale: la location. L’idea di ambientare prevalentemente la vicenda nei labirintici sotterranei di Manhattan è un vero colpo da maestro: la loro descrizione è praticamente un libro nel libro, il senso d’inghiottimento e di paura è vivo e tangibile; alcune scene (come ad esempio l’assalto dei raggrinziti nella metropolitana) sono letteralmente terrorizzanti .
Forse un leggero calo (secondo il mio parere) incorre nella parte finale dove la vicenda assume connotati da blockbuster cinematografico, detto volgarmente la classica Americanata; resta comunque il fatto che il colpo di scena finale è davvero gradevole e soprattutto inaspettato.
Davvero bello il cast di personaggi protagonisti della storia: dal tenebroso Pendergast, al concreto e risoluto tenente D’Agosta alla coraggiosa e volitiva antropologa Margo, trio che tornerà nei successivi capitoli della saga creata dalla coppia di talentuosi scrittori.
Per chi cerca un action thriller al fulmicotone con questo romanzo non rimarrà deluso.

Articolo de Il Killer Mantovano

Dettagli del libro
  • Titolo: Reliquary
  • Autori: Douglas J. Preston, Lincoln Child
  • Editore: Brilliance Corporation
  • Data di Pubblicazione: April 2008
  • ISBN: 1423356330
  • ISBN-13: 9781423356332
  • Reparto: Horror - General

martedì 23 giugno 2009

Roma si libra. Festa dell’editoria romana - 27.06/05.07 2009


Roma si libra si svolgerà dal 27 giugno al 5 luglio in Piazza del Popolo, nel salotto più bello della città eccezionalmente concesso nella sua interezza. Nove giorni per conoscere da vicino una realtà fortemente in espansione sul territorio e che sarà rappresentata da oltre 50 stand e ospiti di grande livello. Le tensostrutture apriranno al pubblico dalle ore 18 alle 23, la piazza verrà animata da una serie di eventi - tavole rotonde, reading, incontri, dibattiti – con protagonisti alcuni tra i più importanti editori, scrittori, giornalisti, esponenti delle istituzioni pubbliche e della cultura, nonché personaggi del mondo dello spettacolo. Hanno dato la loro adesione, tra gli altri, Massimo Carlotto, Angelo Guglielmi, Linda Ferri, Valerio Massimo Manfredi, Piera Degli Esposti, Marina Ripa di Meana, Livia Turco, Moni Ovadia, Roberta Angelini, Yahya Pallavicini, Carla Cucchiarelli, Isabella Rauti, Vincenzo Mastronardi, Franco Ferrarotti, Andrea Frediani. Oltre 50 appuntamenti già confermati in calendario e ospitati all’interno di tre grandi spazi organizzati nella piazza dai soggetti promotori della kermesse.

Sarà inoltre allestita una grande libreria gestita dall’A.Li. (Associazione Librai di Roma e Provincia), per accogliere altre decine di piccoli e medi editori che hanno reso fiorente negli anni questo settore.


Articolo di

Trastevere Noir - 26 giugno/05 luglio 2009



Dal 26 giugno al 5 luglio presso il Chiostro del Museo in Trastevere, in Piazza S. Egidio, e presso l’Antica Casa di Correzione “Carlo Fontana”, in Via di San Michele n. 25 si terrà il Trastevere Noir Festival.

Negli ultimi anni il noir si è affermato quale genere di grandissimo successo, un vero e proprio fenomeno culturale che ha permeato letteratura, teatro, fiction e cinema. Una nuova forma espressiva tipica del contemporaneo, divenuta uno strumento interpretativo della società di oggi e della sua complessità. La rassegna intende promuoverne gli aspetti più originali della letteratura, della fiction e della real tv.

In occasione del Festival il pubblico potrà partecipare agli incontri con gli scrittori noir più affermati, tra i quali Andrea Camilleri e Alicia Gimenez-Bartlett, assistere a rappresentazioni teatrali inedite e a fiction di grande successo, alcune delle quali a cura di Fox Crime in prima visione assoluta . Un’opportunità per rileggere alcuni grandi fatti di cronaca diventati ormai storia. La partecipazione agli incontri è gratuita.


Articolo di BodyCold

lunedì 22 giugno 2009

Intervista a Giacomo Bevilacqua e Giulio Gualtieri




Intervista a soggetto, Giacomo Bevilacqua e Giulio Gualtieri


Corpi Freddi: Giulio, Giacomo, da quali idee prende spunto Homo Homini Lupus e come nasce la collaborazione tra di voi?


Giacomo: La collaborazione è nata in un bar della Magliana un paio di anni fa.
Giulio era studente alla scuola internazionale di comics, e, due volte a settimana, io pranzavo assieme a Lorenzo Bartoli, noto sceneggiatore ed insegnante di Giulio presso la scuola, a questi pranzi era spesso presente anche lui, e, proprio in occasione di uno di questi, mi parlò di HOMO HOMINI LUPUS, l’idea mi piacque subito tantissimo.
Da lì il passo è stato piuttosto breve.
Giulio: confermo quanto detto da Giacomo. Per me questa collaborazione è stato un vero colpo di fortuna, perché sono convinto che siano stati i disegni di Giacomo a spingere il progetto verso la pubblicazione. D'altronde il fumetto è arte visiva, e una buona storia da sola non può convincere nessun editore, figuriamoci qualche lettore.

CF: Giulio, per il titolo hai addirittura scomodato Macchiavelli, letteralmente significa che ogni uomo è lupo per un altro uomo. Perché questo titolo?

Giulio: è molto semplice. Questa frase è da sempre la più gettonata tra coloro che hanno una visione pessimistica della natura umana: da Plauto ad Hobbes, passando per il già citato Machiavelli, l'uomo è sempre considerato come un essere malvagio pronto a nuocere ai suoi simili. Ora, avendo come protagonisti un gruppo di simpatici Serial Killer, credo che la scelta fosse piuttosto obbligata, anche se in questo caso la cattiveria dei protagonisti va oltre l'essere umano, e finisce per riversarsi addirittura su quelli che normalmente identifichiamo come nostri carnefici: vampiri e lupi mannari. Per dirla con una battuta, il vero mostro siamo noi!

CF: In Italia, il fumetto non sempre ha ricevuto la giusta attenzione dalla critica. Molti editori, però, hanno aumentato le loro pubblicazioni nell’ambito del fumetto. Secondo te il cambiamento avviene perché l’editoria ha smosso qualcosa o sono gli autori ad aver attirato l’attenzione della critica, innovando i contenuti?

Giacomo: Il fumetto è un media largamente sottovalutato. Ultimamente molte più case editrici stanno aprendo gli occhi e si stanno rendendo conto che, rispetto agli altri, il fumetto, è uno dei media più completi che esistono, e si stanno muovendo in tal senso.
Il fumetto è,dopo la televisione, il media d’evasione più a basso costo che esista, cosa che, in periodo di crisi, non è affatto da sottovalutare.
Giulio: Io credo che il problema sia più legato alla critica che al pubblico. In Italia i fumetti vendono da sempre tanto, addirittura tantissimo se compariamo i dati delle edicole nostrane con quelle delle tirature americane. Non esiste però una vera e propria critica specializzata, e quindi nonostante sia un media tra i più popolari non riesce a godere di quella dignità che ottengono cinema e letteratura. Ultimamente qualcosa sta cambiando perché attraverso l'invenzione del termine graphic novel i fumetti rimangono spesso gli stessi di prima ma vengono considerati in un modo nuovo da quella critica che prima li snobbava.

CF: Quali sono i personaggi che ti hanno maggiormente influenzato, non necessariamente autori o protagonisti di fumetti?

Giacomo:
Se parliamo di figure reali e a me vicini, mio padre e mio nonno, il primo, collezionista di fumetti, il secondo, pittore, hanno entrambi avuto un ruolo di estrema importanza nella mia formazione.
Se parliamo di autori, molti autori americani e francesi.
Se parliamo di personaggi di fantasia, qualora avessi avuto la facoltà di dialogare con alcuni di essi, credo mi sarei rivolto ad uno specialista.
Giulio:
il maestro rimane Lorenzo Bartoli, che mi ha insegnato quel poco che so sulla sceneggiatura, ed anche molto di più sulla vita, l'Universo e tutto quanto ( con Lollo c'è sempre da imparare) .
Se devo parlare di influenze, allora vado sul classico con Pratt, Sclavi, Gaiman, Moore, Miller ed Ennis.

CF: Il fumetto è un linguaggio sincretico e in quanto tale si serve anche di altri linguaggi, come quello del cinema o della fotografia, per rendere efficaci le sue modalità espressive. Quanto è stato importante impiegare strategie simili a quelle del cinema, come ad esempio per le inquadrature, per generare determinati effetti di senso?

Giacomo: Il fumetto e il cinema sono strettamente collegati, non per niente, in tutti i film americani (da un po anche in quelli italiani) il regista ha bisogno di uno storyboard per girare tutte le scene.
E lo storyboard altro non è che uno still di una scena che poi, nel film, risulterà in movimento.
E il principio è lo stesso che nel fumetto.
Infatti la nomenclatura dei piani e delle inquadrature, nel fumetto, non differisce da quella cinematografica.
Giulio: il fumetto è cinema fermo, per cui tra le due forme di espressione c'è grande interscambiabilità di tecniche narrative, come è tra l'altro dimostrato dal saccheggio che Hollywood sta portando avanti negli ultimi tempi nei confronti dei fumetti più di successo, in alcuni casi ( come ad esempio nel recente Watchmen) assolutamente ricalcati sul grande schermo, e basta guardare con attenzione per ritrovare inquadrature identiche nei due media.

CF: È facile creare suspense e terrore attraverso il fumetto? Cosa cambia, facilita la lettura o la rende più complessa, secondo te, rispetto ad un film?

Giacomo: Come dicevo prima, un’ inquadratura cinematografica che provoca nel fruitore un certo tipo di emozione altro non è che un movimento della telecamera.
Nel fumetto, basta trovare i punti chiave di questo movimento e usarli per il medesimo scopo.
Una quinta al posto giusto. Delle pause narrative adeguate. Il linguaggio del fumetto si assimila con il tempo, e una volta acquisita una certa padronanza, è come il matrix, si piega facile.

CF: All’estero, in parecchie facoltà universitarie, dal Giappone al Canada, si fanno studi sul fumetto. Quanto, secondo te, è importante portare il fumetto nelle università italiane?

Giacomo: Il fumetto è un fenomeno culturale in continua mutazione ed espansione, a mio avviso dovrebbero dargli la stessa importanza che si da a un qualsiasi altro media del nostro tempo. Sempre più “artisti” adottano il fumetto come forma d’espressione.
Sempre più persone scelgono di abbandonare lo scetticismo derivato dal connotato negativo che la parola “fumetto” si porta dietro, e sempre più lettori si rendono conto che, in effetti, c’è molto altro dietro al muro.
Giulio: Il fumetto è cultura, e come tale deve essere analizzato e studiato in tutte le sue sfaccettature, e portarlo all'Università non potrà che fargli del bene.

CF: Con quale maestro del fumetto, da oriente a occidente, rimetteresti, con piacere, le mani su una delle tue tavole?

Giacomo: Non rimetterei mano alle mie tavole, perché sono pigro e perché se dovessi toccarne anche solo una, mi accorgerei che in effetti sono TUTTE da rifare.
Mi crollerebbero tipo castello di carte.

CF: Cosa leggi al momento, fumetti e non?

Giacomo: Leggo per lo più fumetti americani, dai supereroistici agli indipendenti, un paio di manga, Naruto e One Piece, e qualche cartonato francese in lingua originale, di cui però capisco quasi solo le parolacce.
Giulio: Tutto quello che mi capita sotto mano, da Bonelli al più indipendente degli indipendenti.

CF: Stai lavorando ad una nuova storia, a personaggi inediti?

Giacomo: Per ora, oltre a continuare il mio lavoro per l’EURA EDITORIALE con Lorenzo Bartoli su John Doe e Easter (una nuova serie dai toni horror che uscirà sulle pagine di Lanciostory dal 3 agosto 2009), e il mio Panda (www.pandaliles.com) non sto facendo nulla di nuovo…ma questo non vuol per forza dire che non ci sto pensando.
Appena si apre un piccolo spiraglio di tempo libero magari inizierò a tirare giù qualcosa di nuovo. Non so.
Giulio: La vita è sempre una storia nuova.

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Intervista di Cristina Greco "Lotgirl"

domenica 21 giugno 2009

Consigli per gli Acquisti: Giugno pt. 3



L'eco dell'inferno assedia la mente di Marie Parks, profiler dell'FBI: le inquietanti esperienze vissute durante l'ultima indagine - la più difficile della sua vita, la prima a toccare il nucleo pulsante delle sue angosce hanno infranto ogni speranza di normalità, lasciandola in balia di ricordi che le consumano l'anima e il corpo. E di una visione ossessiva, incancellabile: una bambina, sperduta in mezzo a una folla sgomenta, che sembra invocare il suo aiuto. Mentre Marie si chiude nella disperazione, nel mondo si aprono nuove ferite: una serie di decessi, causati da un'inspiegabile accelerazione del processo d'invecchiamento, sembra preludere a una spaventosa epidemia. Poi un uragano devasta la costa meridionale degli Stati Uniti, gettando nel caos altri innocenti. E, a unire le due sciagure, la presenza di alcuni individui vestiti di nero, che stavano accanto alle vittime pochi istanti prima della loro morte e che adesso si aggirano tra case distrutte ed esistenze spezzate... D'un tratto, Marie capisce: la sua visione è la chiave di tutto e quella bambina smarrita incarna la paura che sta divorando il mondo. Ma è in pericolo e deve essere salvata. Perché è l'unica in grado di fermare gli uomini che hanno dato inizio all'Apocalisse.

Dettagli del libro
  • Titolo: L' Apocalisse secondo Marie
  • Autore: Graham Patrick
  • Traduttore: Dompè M.
  • Editore: Nord (collana Narrativa Nord)
  • Data di Pubblicazione: 2009
  • ISBN: 9788842916208
  • Dettagli: p. 525
  • Reparto: Narrativa straniera


Eric Orso ha tutto quello che si può desiderare: successo, una casa di lusso, una moglie bellissima. Sa di essere molto fortunato, perché non molto tempo addietro la sua vita era una corsa forsennata tra malefatte di ogni tipo, droga e locali malfamati; e la sua compagnia abituale era una gang agli ordini di un noto boss della malavita di Mollisan Town, Nicolas Colombo. Ma il passato non è del tutto sepolto come Eric Orso pensava. Nicolas Colombo torna, una mattina, con la sua banda di scagnozzi piumati, a fargli visita e a mettere a soqquadro la sua vita, oltre che la sua bella casa. Colombo è molto chiaro: sa di essere finito sulla Lista della morte ed Eric deve toglierlo da lì. Altrimenti, a farne le spese, sarà la sua bella, Emma Coniglio, zampa per zampa. Eric Orso è allora costretto a rintracciare i suoi vecchi compagni di crimine, tutti un po' imbolsiti ma sempre pronti al rischio, per sventare il pericolo più serio in cui poteva cacciarsi: Tom Tom Corvo; Sam Gazzella; Serpente Marek. Li attende una impresa quasi impossibile: trovare la Lista che nessuno ha mai trovato, di cui si dubita pure che esista; e depennare il nome di Nicolas Colombo. Ma, soprattutto, Eric deve trovare un Orso che lo sostituisca in tutto e per tutto con Emma Coniglio affinchè nulla si sappia del suo oscuro passato. Chi meglio del gemello buono di Eric? Un noir insolito, politicamente scorretto, sensuale e divertente.

Dettagli del libro
  • AUTORE: Tim Davys
  • EDITORE: BOMPIANI
  • COLLANA: LETTERARIA STRANIERA
  • PAGINE: 308
  • PREZZO: 18,50 Euro
  • ANNO DI PRIMA EDIZIONE: 2009
  • ISBN: 45262838


Torna l’avvocato Rebecka Martinsson, un milione di copie vendute nel mondo! Affari, politica, famiglia: tra i boschi di Kiruna e le miniere dell’Uganda, il nuovo libro di Åsa Larsson è una storia di intricati rapporti d’amore e amicizia --- Ancora molto scossa dall’esito della sua ultima indagine, Rebecka Martinsson decide di lasciare lo studio di Stoccolma e accetta l’incarico di sostituto procuratore a Kiruna. Ma la quiete della sua nuova vita viene presto interrotta da un omicidio. La vittima è Inna Wattrang, dirigente della Kallis Mining, grande impresa di estrazione di minerali preziosi fondata da Mauris Kallis, un uomo che è riuscito dal nulla ad accumulare una ricchezza smisurata. Una fortuna che deve in parte proprio a Inna e al fratello di lei, Diddi, nonché a una serie di traffici non propriamente leciti…Uno strano triangolo d’affari e sentimenti, una storia d’ossessione e commerci rischiosi, dove girano molti, molti soldi.

Dettagli del Libro
  • Autore: Larsson Åsa
  • Editore: Marsilio
  • Genere: letterature straniere: testi
  • Collana: Farfalle
  • ISBN: 8831797948
  • ISBN-13: 9788831797948
  • Data pubblicazione: 10 Jun 09


Con i racconti di questo terzo volume si entra nella fase più affascinante della narrativa di Philip K. Dick, quella collocabile alla fine degli anni Cinquanta, durante la quale l’autore comincia a delineare con precisione la tematica della realtà vista come un gigantesco inganno in cui per l’uomo diviene sempre più difficile distinguere le persone ‘reali’ dai simulacri e dalle contraffazioni prodotte in serie. Una magistrale raffigurazione di una società del futuro ogni giorno più schizofrenica e divisa, in cui l’umanità sente imperiosamente il bisogno di prendere le distanze da sé stessa, intenta ad assimilare rappresentazioni fittizie invece di esperienze genuine. In questi scritti Philip K. Dick si rivela come anticipatore delle tematiche della fantascienza, nelle sue visioni folgoranti e ancora incredibilmente attuali.

Dettagli del libro
  • Tutti i racconti 1955-1963
  • di Philip K. Dick
  • Collana: Collezione Immaginario Dick
  • Genere: Fantascienza
  • Anno: 2009
  • Pagine: 624
  • Euro 25


Rachel continua a vivere con la sua amica Ivy – un vampiro – in un’antica chiesa nel cui giardino abita il suo aiutante, il folletto Jenks. Potrebbe essere una situazione normale, se non fosse per il continuo desiderio che Ivy ha di nutrirsi di esseri umani, per la lingua tagliente che Jenks non sa tenere a freno e per l’incredibile abilità di Rachel di infilarsi sempre in situazioni al limite del mortale. Stavolta tutto inizia quando accetta di indagare su una serie di omicidi che sta gettando scompiglio nella comunità di streghe della città. Il suo compito è quello di fingersi una studentessa dell’università, in modo da poter spiare una professoressa sulla quale ricadono molti sospetti. Rachel però è convinta di seguire la pista sbagliata, e che Trent Kalamack, colui che l’aveva costretta a lottare in un combattimento fra ratti quando si era trasformata in un visone, sia il vero colpevole: e per dimostrare la sua tesi affronterà rischi e situazioni inimmaginabili.
Un nuovo incarico per Rachel Morgan, la strega ex agente della Inderland Security che ha deciso di lavorare per proprio conto come cacciatrice di taglie alla ricerca di demoni e vampiri criminali.

Dettagli del libro
  • Il demone malvagio
  • di Kim Harrison
  • Collana: TIF Extra
  • Genere: Narrativa
  • Anno: 2009
  • Pagine: 512
  • Euro 14,9


New York. L'anziano portiere di un grattacielo di Madison Avenue viene freddato con due colpi di pistola. Per il tenente Reynolds, accorso sulla scena del crimine, l'omicida è uno dei tanti balordi che infestano Manhattan. Poche ore più tardi, però, viene richiamato sul posto: in un appartamento del diciannovesimo piano sono state massacrate altre sei persone. Una mattanza d'altri tempi. Tra le vittime c'è il padrone di casa. Rocco Fedeli, calabrese di San Piero d'Aspromonte. Le carte dicono che non aveva precedenti, era un signor nessuno, solo un emigrante che ha fatto fortuna in America. Eppure secondo gli inquirenti l'omicidio è da collegare a una faccenda di droga e di 'ndrangheta. Per questo, quando l'FBI richiede la collaborazione della polizia italiana, entra in gioco il commissario Michele Ferrara, funzionario della Direzione investigativa antimafia. Per lui, dopo tanti anni di servizio in Calabria, la 'ndrangheta non ha più segreti. E anche se la malavita è ormai globale, per risolvere il caso sarà necessario insinuarsi nel cuore dell'Aspromonte, dove tutto sembra ancora inchiodato alle leggi della "famiglia". Il nuovo thriller di Giuttari, che la 'ndrangheta l'ha vista e combattuta in prima persona, è il primo romanzo, dopo la strage di Duisburg e il clamore suscitato in tutto il mondo, a raccontare da vicino la "mafia di esportazione", quella meno conosciuta e più spietata.

Dettagli del libro
  • Titolo: La donna della 'ndrangheta
  • Autore: Giuttari Michele
  • Editore: Rizzoli (collana Rizzoli best)
  • Data di Pubblicazione: 2009
  • ISBN: 9788817032278
  • Dettagli: p. 397
  • Reparto: Narrativa italiana

Articolo di BodyCold

Il cinese - Henning Mankell



«La verità non è mai semplice. È uno dei difetti di voi occidentali. Credete che sia possibile appurare la verità in poco tempo. Ma la verità ha bisogno del suo tempo»

100.000 copie vendute in Svezia, 210.000 in Germania, di prossima pubblicazione nel resto dell’Europa e nel mondo

In una fredda giornata di gennaio, un lupo affamato arriva a Hesjövallen, nel nord della Svezia. Sente l’odore del sangue. Nel villaggio ci sono i corpi di diciannove persone: di fronte a una strage così feroce e assurda, la polizia pensa al gesto di uno squilibrato. Può davvero la follia essere così ben pianificata? Il giudice Birgitta Roslin non lo crede e, in nome del legame che la unisce ad alcune delle vittime, decide di occuparsi del caso. Seguendo la pista di un nastro di seta rossa ritrovato nella neve, unica traccia in un’indagine che sembra senza via di uscita, Birgitta arriva a Pechino, alla ricerca del nesso misterioso tra un diario scritto più di cento anni prima e la violenza senza senso che si è scatenata in quello sperduto villaggio. Coinvolta in un diabolico conflitto intestino al governo, dove in gioco ci sono la supremazia e l’assetto del paese, Birgitta dovrà confrontarsi con le nuove forze al comando nella Cina che si prepara alle Olimpiadi, novelli mandarini pronti a rivendicare il loro posto sulla scena internazionale, e constatare cosa può succedere quando una grande potenza non ha risolto la questione della democrazia. Considerato dalla stampa svedese tra le migliori opere di Mankell, Il cinese è un thriller politico che tocca tutti i temi a lui più cari, una storia di soprusi e vendetta, dove gli errori del passato riemergono in un presente di sconvolgenti lotte di potere.

«Un libro che non potrebbe essere più attuale… emozionante, un intrigo geniale, una grande storia di rabbia, odio e vendetta, ma anche di forti legami con la famiglia e la propria terra»

Articolo di BodyCold

Dettagli del Libro
  • Autore: Mankell Henning
  • Editore: Marsilio
  • Genere: varia
  • Collana: Farfalle
  • ISBN: 8831797875
  • ISBN-13: 9788831797870
  • Data pubblicazione: 24 Jun 09
  • Traduzione: Giorgio Puleo

sabato 20 giugno 2009

Il figlio del cimitero - Neil Gaiman



"Terza lapide a sinistra, non può sbagliare. E' accanto alla tomba dei ghoul!"

Chi ha letto la raccolta di racconti brevi Il cimitero senza lapidi (e altre storie nere), già conosce il personaggio di Nobody Owens - Bod, per gli amici - un ragazzino allevato dai defunti all’interno di un cimitero abbandonato che sorge in cima a una collina. Questa volta, però, scopriremo anche il suo passato, di come, ancora infante, fuggì dalla culla durante la notte in cui tutta la sua famiglia venne sterminata da Jack Frost, un uomo qualunque che prosegue un fine preciso e oscuro.
Il figlio del cimitero è una gran bella favola dark, dall’atmosfera gotica e decadente, che si sviluppa nelle diverse avventure che il giovane Nobody vive durante la propria crescita, legate l’una all’altra da una sottotrama che sboccerà solo nel finale.
È un peccato che Gaiman abbia deciso di non svelare di più su alcuni personaggi (come Silas, il tutore di Nobody, giusto per citarne uno) ma, forse, la sua scelta è stata la più saggia: la storia è vissuta dagli occhi di Bod, dapprima ingenui e curiosi, poi profondi e maturi. Vedere altro, di quel mondo al di là della vita, avrebbe disperso, a mio avviso, parte della magia e dell’alone di mistero che permea ogni pagina di questo romanzo.
L’edizione è molto ben fatta: all’inizio di ogni capitolo, infatti, ci sono delle “stilose” illustrazioni in bianco e nero, dai toni cupi e grigi che si adattano alla perfezione alla trama.

Articolo di Ariock74

Dettagli del libro
  • Formato: Cartonato
  • Pagine: 344
  • Lingua: Italiano
  • Titolo originale: A Graveyard Book
  • Lingua originale: Inglese
  • Editore: Mondadori
  • Anno di pubblicazione 2009
  • Codice EAN: 9788804587668
  • Traduttore: Giuseppe Iacobaci