giovedì 30 aprile 2009

Cadaveri Innocenti - Kathy Reichs



Arriva appena alla sufficienza questo mio secondo romanzo di Kathy Reichs, dopo Corpi Freddi, discreto thriller dal ritmo serrato e dalla lettura scorrevole. E mai titolo fu più azzeccato, dato che di poveri cadaveri innocenti, ammuffiti, martoriati, carbonizzati, in questo romanzo ce n'è per tutti i gusti: quello di una suora morta alla fine del 1800, quelli di un'intera famiglia con due gemelli neonati morti in un incendio doloso, quelli di una ragazza unitasi ad una misteriosa setta religiosa.
I principali difetti che vi ho riscontrato, e senza i quali il livello qualitativo del romanzo sarebbe sicuramente stato più alto, sono due, il primo dei quali, già presente in Corpi Freddi, penso sia una "firma" dell'autrice, un segnale distintivo di tutta la sua produzione, intimamente e necessariamente legato alla professione della sua eroina, l'antropologa forense Temperence Brennan: mi riferisco alle sue continue analisi delle ossa dei cadaveri, infarcite di minuziosi particolari anatomo-patologici, comunque istruttivi e funzionali alla caratterizzazione professionale della protagonista ma che a lungo andare rischiano di rendere la lettura un po' pesante e descrittiva.
In secondo luogo, l'intreccio dei diversi casi apparentemente slegati fra loro, iniziati, accantonati e ripresi in punti diversi del romanzo, rende la trama un po' complessa e poco omogenea, così come il parallelo cambio di scena rischia di causare nel lettore una sorta di "straniamento": ho avuto come l'impressione che l'autrice volesse arricchire la trama creando situazioni sempre nuove, spostando in continuazione lo sfondo della narrazione e aggiungendo nuovi casi...e il risultato di questa troppa "carne al fuoco" è stata una sorta di perdita della focalizzazione sul punto centrale del romanzo, con difficoltà stessa dell'autrice a trovare, alla fine, un punto unificatore per i vari casi analizzati.
Come in Corpi Freddi, tra gli aspetti da premiare metto invece una scrittura sintetica, immediata, scorrevole, nonchè la capacità dell'autrice di tenere alto il grado di suspense per tutto il romanzo, grazie anche all'inquietante scomparsa di un personaggio femminile (in Corpi Freddi c'era l'amica, qui c'è la sorella di Temperance), scomparsa che poi risulterà essere legata ai casi principali.

Articolo di Doceluna

Dettagli del Libro:
  • Autore: Reichs Kathy
  • Editore: RL Libri
  • Genere: letteratura straniera
  • Collana: Superpocket. Best thriller
  • Traduttore: Giagheddu A. E.
  • Pagine: 400
  • ISBN: 8846202155
  • ISBN-13: 9788846202154
  • Data pubblicazione: 2002

mercoledì 29 aprile 2009

La casa delle anime morte - Stuart MacBride


Il 9 aprile ci ha regalati il quarto romanzo in Italia del per me mitico Stuart MacBride, che grazie sempre a una più prolifica che mai, Newton Compton, ci sforna dopo Il collezionista di bambini (Barry Award come miglior romanzo d’esordio), Il cacciatore di ossa e La porta dell’inferno anche il quarto romanzo, "La casa delle anime morte".
In primo piano il ritorno del nostro sergente Logan McRae , figura cardine degli altri 3 romanzi, che questa volta si torva davvero a dover districare un enigma difficilissimo.
In una cittadina scozzese, viene ritrovato in un freezer di un capannone alimentare una quantità raccapricciante di resti umani. Tutto porta a pensare che il "macellaio" uscito di galera qualche giorno prima del ritrovamento dei cadaveri fatti a pezzi, sia tornato ad uccidere, ma non sempre tutto è così facile.
Del nostro spietato serial killer, Ken Wiseman, tornato libero dopo 20 anni di carcere, non c'è alcuna traccia sul posto e quindi il suo coinvolgimento non sembra avere basi. Almeno fin quando l' ispettore Insch non viene catturato e rapito da........ ma non spoileriamo :D
Quanto il Daily Mirror, lo recensisce con la frase: "Un libro dalla ferocia inaudita. Vi toglierà il sonno." pensavo fosse un esagerazione, ma rimarrete stupiti per quanto sia coinvolgente la scrittura di Stuart MacBride.
Un libro assolutamente da avere e da leggere. Se non avete gli altri 3 romanzi sguinzagliate i cani perchè sono da possedere assolutamente. Un romanzo in pieno stile Corpi Freddi.
In attesa che in America esca a maggio il suo ennesimo romanzo della saga del sergente Logan McRae intitolatoBlind Eye (Hardcover), gustiamoci questo "La casa delle anime morte".

Articolo di BodyCold

Dettagli del libro

* Titolo: La casa delle anime morte
* Autore: MacBride Stuart
* Editore: Newton Compton
* Data di Pubblicazione: 2009
* Collana: Nuova narrativa Newton
* ISBN: 8854114456
* ISBN-13: 9788854114456
* Pagine: 480
* Reparto: Narrativa straniera

martedì 28 aprile 2009

Tokyo noir - Kenzo Kitakata


leggi i primi capitoli in anteprima

L' ormai non più giovanissimo Kenzo Kitakata, è finalmente arrivato in Italia, grazie alla Newton Compton, con un romanzo hardboiled scritto nel 1983 intitolato "Chi" in giapponese ma che in italiano è stato stampato col titolo "Tokyo noir. Chi semina odio raccoglie vendetta!".
Maestro del noir e dell' hardboiled in patria, Kenzo ci ha regalato un romanzo davvero ben fatto con un linguaggio che scorre piacevolemente dopo aver fatto pratica coi nomi nipponici dei personaggi. La storia è permeata di violenza ma mai fine a se stessa e il protagonista, Takino, che dopo aver vissuto metà della sua vita per la mafia giapponese, riesce ad aprirsi un piccolo supermercato e con molta difficoltà tenta di abbandonare il suo passato nella yakuza. Ma qualcosa non funziona e scatta in lui un delirio selvaggio che lo riporta ad esser il killer spietato di un tempo. Sangue, violenza, agguati e pistole gli ingredienti di questo fantastico libro. Molto cinematografico nella sua stesura, immaginavo un Takeshi Kitano, interpretare Takegi, lo sbirro che darà la caccia a Takino senza sosta.
Spero davvero vengono importati altri romanzi di questo genio nipponico che di certo farà felice molti Corpi Freddi.

Articolo di BodyCold

Dettagli del libro

* Titolo:
* Autore: Kitakata Kenzo
* Traduttore: Falcone P.
* Editore: Newton Compton
* Data di Pubblicazione: 2009
* Collana: Nuova narrativa Newton
* ISBN: 8854113034
* ISBN-13: 9788854113039
* Pagine: 327
* Reparto: Narrativa straniera

lunedì 27 aprile 2009

Delitto nel vicolo dei desideri - Dominique Sylvain



Parigi. Vanessa Ringer, vent'anni non ancora compiuti, di professione assistente sociale, viene trovata morta nel suo letto nell'appartamento di passage du Désir che divide con due amiche. Nessun segno di scasso né di violenza carnale. L'assassino conosceva bene la vittima e, dopo averla strangolata, le ha mozzato i piedi e ha "firmato" il delitto lasciando nella sua camera una bambola che le assomiglia in modo impressionante. I sospetti dell'ottuso commissario Grousset, incaricato del caso, ricadono ben presto su Maxime Duchamp, ex fotografo di guerra ora titolare del Belles de jour comme de nuit, il ristorante dove lavorano le due amiche di Vanessa, nonché presunto amante della ragazza.
Ma Ingrid Diesel - una giovane e atletica massaggiatrice americana, stabilitasi anche lei in passage du Désir dopo aver girato mezzo mondo - ha idee diverse. Convinta che qualcuno stia cercando di incastrare il suo amico Maxime, decide di indagare di propria iniziativa per scovare il vero assassino e scagionare l'affascinante proprietario del ristorante.
Nel suo disperato tentativo, l'aitante americana chiede dunque aiuto a un'avventrice del ristorante: l'ex poliziotta in pensione Lola Jost, che affoga nella solitudine e nella passione per i puzzle i complessi di colpa che si porta dietro a causa di un luttuoso passato. I rapporti fra Ingrid e Lola sono all'inizio tutt'altro che semplici, dato che la burbera ex poliziotta non ne vuole sapere di farsi trascinare di nuovo in un'indagine. Ma l'entusiasmo dell'iperattiva e svagata Ingrid la conquisterà suo malgrado, e l'improbabile coppia di investigatrici entrerà in azione.
Delitto nel vicolo dei desideri è un poliziesco ricco di suspense e di azione che non perde mai la leggerezza, riuscendo a restituirci in modo partecipe quel senso travagliato di umanità che tiene tutti sospesi sul filo e fa sì che, a volte, sia solo il caso a decidere se farci cadere dalla parte dei cattivi o da quella dei buoni.

Articolo di BodyCold

Dettagli del libro

Editore: Mondadori
Anno: 2009
Collana:Omnibus
Pagine: 288
Formato: 14,0 x 21,5
Legatura: cartonato con sovraccoperta
Prezzo: 18.50 €
ISBN: 978880458824

domenica 26 aprile 2009

Il fuoco - Katherine Neville




A dodici anni, Alexandra Solarin era già una grande promessa degli scacchi, conosciuta a livello internazionale. Ma è stata costretta a rinunciare alla sua grande passione dopo aver assistito alla morte del padre, ucciso da un cecchino sulla gradinata di un monastero presso Mosca dove lui l'aveva accompagnata a un torneo nell'autunno del 1993. Poco prima, una misteriosa donna aveva consegnato alla ragazzina uno strano biglietto che le raccomandava "attenzione al fuoco", strumento principale della trasformazione per la scienza alchemica.
Oggi Alexandra vive a Washington e lavora in un rinomato ristorante. Quando l'eccentrica e solitaria madre le lascia un messaggio sulla segreteria telefonica per invitarla alla sua festa di compleanno sulle montagne del Colorado, dove vive, non esita a mettersi in viaggio. Al suo arrivo, però, non solo scoprirà che la madre è scomparsa nel nulla, ma nella sua casa troverà anche numerosi indizi che rimandano a un'antichissima scacchiera, conosciuta con il nome di Scacchi di Montglane: un oggetto di straordinaria bellezza che da sempre si ritiene racchiuda un grande potere.
Proprio per questo la scacchiera è rimasta sepolta per mille anni in un luogo sicuro dei Pirenei, finché, agli albori della Rivoluzione francese, non è stata dissotterrata e i suoi pezzi sparpagliati in ogni angolo del mondo per impedire che cadessero nelle mani sbagliate. La stessa Alexandra ne aveva ammirato assieme al padre la Regina Nera, esposta per la prima volta proprio nel monastero vicino a Mosca.
Ma tutto lascia sospettare che qualcuno sia riuscito a ritrovare tutti i pezzi, e ad Alexandra spetta il compito di appurarlo. Perché, se così fosse, vorrebbe dire che è ricominciata la "Grande Partita" iniziata ai tempi di Carlo Magno e proseguita fino all'Ottocento, in grado di portare il mondo verso la salvezza eterna. O, forse, alla sua inevitabile distruzione...
A quasi vent'anni di distanza da Il segreto del Millennio, Katherine Neville ci consegna un altro grande romanzo ad altissima tensione, che si snoda sullo sfondo di uno scenario globale fondendo con maestria storia, scienza, mito e suspense.



L'AUTORE - Katherine Neville (Missouri 1945) è salita alla ribalta internazionale con Il segreto del Millennio (Mondadori, 1991), è l'autrice anche di The Magic Circle e di A Calculated Risk, tutti best seller tradotti in più di trenta lingue. In un sondaggio indetto dal quotidiano spagnolo "El País", Il segreto del Millennio è stato votato come uno dei dieci migliori libri di tutti i tempi. L' autrice vive tra la Virginia e Washington.

Articolo di BodyCold

Dettagli del libro
  • Editore: Mondadori
  • Anno: 2009
  • Collana:Omnibus
  • Pagine: 432
  • Formato: 14,0 x 21,5
  • Legatura:cartonato con sovraccoperta
  • Prezzo: 20.00 €
  • ISBN: 978880458900
  • Traduzione: Katia Bagnoli

sabato 25 aprile 2009

L'oligarca - Robert Littell




L' oligarca di Robert Littell è uno spy story ben struturato che ha come personaggio principale l' ex agente della CIA, ed oggi detective privato, Martin Odum.
Martin, accetta di aiutare un agente del KGB a ritrovare il marito di sua figlia e costringerlo a concederle il divorzio entro i termini di legge della religione ebraica, alla quale l’uomo ha finto di appartenere per nascondere il proprio legame con un criminale russo noto come ‘Oligarca’. E mentre indaga, si interroga non solo su quell’uomo svanito nel nulla, ma anche su sé stesso.
Ogni giorno l’impegno più duro da affrontare è ricostruire la verità – anche su sé stesso – in un dedalo di ricordi e identità del passato, create dai servizi segreti in modo talmente accurato da insinuare perfino in chi le impersona il dubbio che possano essere reali.
Chi è davvero Martin Odum? È anche lui un personaggio creato ad arte nel quartier generale della CIA di Langley? La confusione di cui soffre è dovuta a un disordine della personalità, a un lavaggio del cervello o si tratta di un semplice esaurimento?

Personalmente non mi ha entusiasmato più di tanto questo romanzo, anche se devo ammettere è ricchissimo di azione e un bel finalone.
Robert Littell, viene disegnato come uno dei massimi esponenti dello spy story e francamente spero di leggere almeno un altro romanzo di quest' autore tanto acclamato negli States.

Articolo di BodyCold

Dettagli del libro

* Titolo: L' oligarca
* Autore: Littell Robert
* Editore: Fanucci
* Data di Pubblicazione: 2008
* Collana: Gli aceri
* ISBN: 8834713753
* ISBN-13: 9788834713754
* Pagine: 416
* Reparto: Narrativa straniera



venerdì 24 aprile 2009

Uomini che odiano le donne - IL FILM in anteprima nazionale a Torino


Marsilio Editori e Bim Distribuzione in collaborazione con Cinema Pathè Lingotto organizzano

l’anteprima nazionale del film Uomini che odiano le donne

regia di Niels Arden Oplev, cast Noomi Rapace, Michael Nyqvist


giovedì 14 maggio alle ore 21 sala 7 Cinema Pathè Lingotto via Nizza 262 – Torino

Il film, tratto da Uomini che odiano le donne di Stieg Larsson, pubblicato in Italia da Marsilio Editori, sarà nelle sale cinematografiche a partire dal 29 maggio.

Per assistere all’anteprima del film è necessario inviare un’email di richiesta all’indirizzo info@marsilioeditori.it e ritirare il biglietto (biglietti disponibili fino ad esaurimento posti) presso lo stand Marsilio, Fiera del libro di Torino, padiglione 3 stand R52 entro le ore 18 di giovedì 14 maggio.

Articolo di BodyCold



Retrospettiva su: Marco Mavaldi




Oggi proverò a parlare di un giovane autore italiano, forse non troppo noto, che mi ha conquistato fin dalle prime pagine, Marco Mavaldi.
Una premessa credo che sia fondamentale, scrive romanzi godibilissimi, ma non c’è sangue a fiumi, non ci sono membra dilaniate, né violenza gratuita, in compenso troverete una “sana” e variegata umanità, condita da battute mordaci, espresse in dialetto toscano, (quindi comprensibilissime), personaggi strampalati, vecchietti setta-ottuagenari non così saggi come la loro età vorrebbe che fossero.
In realtà il più assennato e giudizioso è proprio il più giovane della combriccola, nonché nipote del vecchietto, toscanaccio, un po’ sboccato, lapidario nei suoi detti dal sapore antico.
Facciamo chiarezza, allora Marco Malvaldi ha pubblicato al momento:

  • La briscola in cinque
  • Il gioco delle tre carte


In entrambi i volumi troviamo lo stesso paese, Pineta, collocato, ma non identificato, lungo la costa livornese-pisana.
Le frequentazioni di un bar, il BarLume, soprannominato “l’asilo senile” dal proprietario e “barrista”, Massimo Viviani, nipote di Ampelio e i suoi tre amici della briscola, Aldo Pilade, il Del Tacca del Comune, Gino il Rimediotti; che passano i pomeriggi nel bar di Massimo giocando a briscola, provando ad accendersi una Stop senza filtro in barba ai divieti, il tutto mentre discutono dei pettegolezzi locali, ‘arricchendoli’ dei loro commenti personali:

- Come ha detto si chiama questo troiaio nòvo?
- Uàirless, serve per interne’
- Ho capito. Te arrivi ar barre e invece di parla’ con Ugo e Gino ti colleghi a interne’ e guardi cosa succede in Australia, a du’ metri da te Ugo e Gino parlano di come tromba bene la tu’ fidanzata!!!



La forza di questi romanzi non è la trama gialla, un po’ labile in verità ma proprio il quotidiano dei protagonisti, le riflessioni sugli avvenimenti, la vita di provincia, il tutto condito da riflessioni sulla società moderna.
Non manca una buona dose di ironia e sarcasmo, anche nei dialoghi fra nonno e nipote. Dove comunque si coglie sempre il grande affetto che il “barrista Massimo” prova per il nonno Ampelio:

Esatto. Sono l’unica cosa non in vendita nel bar. Se vuole uno di questi soprammobili a forma di vecchio, lì può avere. Le consiglio quello col bastone, costa poco”.

- A cosa lo vuoi, il gelato?
- Colla cioccolata e lo yougurt. Grazie, bimbo.

Insomma se volete rilassarvi, non pensare, farvi due risate, provate con queste letture.

Marco Malvadi è nato a Pisa, dove vive, nel 1974. Attualmente ha un assegno di ricerca presso il Dipartimento di Chimica Bioorganica dell’Università di Pisa.

Articolo di Marta

giovedì 23 aprile 2009

Un cielo troppo blu - Francisco J. Viegas



Bella sorpresa regalataci da Francisco J. Viegas, un bel noir che in effetti non regala nulla dinuovo nel panorama romanzesco del genere giallo, ma la poesia del testo, il sapore del mare portoghese e della sua cucina (sembra buona sta francesinha hehehe) si sente man mano che il lettore va avanti nella lettura.
La trama, come detto prima, non da spunti di originalità, tutto gira attorno a Jaime Ramos, ispettore della polizia giudiziaria di Porto, in Portogallo.
Un ispettore che ricorda molto Pepe Carvalho, solitario, riflessivo, triste e amante della buona cucina che inizia un indagine senza buoni propositi. Ha tutto già pianificato, ferie comprese, quando il suo ispettore capo gli affida un caso di omicidio che lui accetta con una certa riluttanza proprio perchè in procinto di partire.
Deve capire cosa ci facesse in un bagagliaio, il figlio di un alto dirigente ministeriale, in passato militante comunista e oggi noto pubblicitario portoghese appena tornato da un viaggio in Messico e Cuba. Non mancheranno momenti introspettivi del nostro ispettore che diverranno magicamente anche i nostri visto e considerato che molte delle sue riflessioni potrebbero essere legate a chiunque..
Davvero un libro ben fatto che diverte perchè il personaggio è al quanto fuori le righe ma che nello stesso tempo ci pone davanti alcuni interregotavi.
Se bisogna a tutti i costi trovare una pecca, mi chiedo come mai in Italia si stampano anche le istruzioni su come usare una lavatrice spacciandoli per gialli o noir e abbiamo dovuto aspettare 12 anni (!!!!) prima che una casa editrice si decidesse a tradurre e distribuire per noi questo piccolo gioiellino. Il romanzo infatti è datato 1995 in Portogallo e solo grazie all' arguzia della casa editrice La Nuova Frontiera possiamo goderci "Un cielo troppo blu" di Francisco J. Viegas.

Articolo di Bodycold




Dettagli del prodotto

  • * Titolo: Un cielo troppo blu. Le indagini dell'ispettore Jaime Ramos
  • * Autore: Viegas Francisco J.
  • * Traduttore: Magi S.
  • * Editore: La Nuova Frontiera (collana Liberamente)
  • * Data di Pubblicazione: 2008
  • * ISBN: 9788883731181
  • * Dettagli: p. 283
  • * Reparto: Narrativa straniera

La traiettoria della neve - Jens Lapidus




Mrado Slovovic è un picchiatore della mafia slava di Stoccolma, un capobranco gonfio di anabolizzanti che gestisce il giro delle estorsioni con dedizione assoluta. Ma è anche un padre che adora la figlia piccola e cerca disperatamente di stabilire un rapporto con lei. Da quando però il capo è cambiato, Mrado ha dei problemi: la sua posizione nell'organizzazione è sempre più difficile, e da un momento all'altro potrebbe venire scaricato.

Jorge Salinas Barrio è un ragazzo di origini sudamericane, figlio di uno dei quartieri più disastrati della capitale, finito in prigione per spaccio di cocaina dopo essere stato tradito dai suoi datori di lavoro. Ha aspettato a lungo il momento giusto per evadere, pianificando meticolosamente la fuga, e ora è fuori grazie a una spettacolare evasione. Ma non ha mai pensato sul serio a cosa fare una volta libero. È solo, non può nemmeno contattare la sorella, l'unica persona alla quale è affezionato, e ha un disperato bisogno di soldi.
Johan Westlund, per tutti JW, è un giovane studente di economia, sempre vestito alla moda e instancabile frequentatore dei migliori locali di Stoccolma. Quello che però i suoi ricchi compagni di bagordi non sanno è che JW in realtà è uno spiantato ragazzo di campagna, che lavora di notte come tassista abusivo per pagarsi i lussi e far parte del jet set. Ma quanto potrà durare la sua farsa?
Tre criminali dall'inquietante inventiva, disposti a tutto pur di riuscire a fare il salto. È il traffico di cocaina a farli conoscere e a metterli sulla stessa rotta, ma anche a catapultarli nella sfera di interesse di Radovan, il capo della malavita slava, che pochi hanno visto di persona ma che governa i destini della droga a Stoccolma, e di chiunque ne faccia smercio...

Dando vita a tre personaggi indimenticabili, Jens Lapidus racconta come nessun altro prima di lui il mondo criminale di Stoccolma offrendoci, allo stesso tempo, il migliore e più sconcertante spaccato delle nuove mafie nell'Europa delle migrazioni.

Articolo di BodyCold

Dettagli del libro

  • Editore: Mondadori
  • Anno: 2009
  • Collana:Omnibus
  • Pagine: 540
  • Formato: 14,0 x 21,5
  • Legatura:cartonato con sovraccoperta
  • Prezzo: 20.00 €
  • ISBN: 978880458901

mercoledì 22 aprile 2009

Recensione e Intervista a Barbara Baraldi

La collezionista di sogni infranti

Devo ammettere che "La collezionista di sogni infranti" è il primo libro della Baraldi che leggo, e non sapevo nemmeno io cosa aspettarmi tra le trame della sua scrittura... Inizialmente ho un pò faticato a capire e distinguere i dialoghi senza che ci fosse una punteggiatura di riferimento, ma alla fine diventa abbastanza naturale entrare nel meccanismo della scrittura di Barbara.
Questo romanzo, definito un pò da tutti, favola gotica, è caratterizzato da due personaggi da cui riesce a tirar fuori sin dalle prime batture, le ansie, le angoscie, le paranoie e le elabora facendole diventare quelle del lettore che tanto rimarrà rapito pagina dopo pagina, rigo dopo rigo...
Il mondo in cui gira inizialmente il tutto, è quello tanto caro alla scrittrice stessa, del Web. In "La collezionista di sogni infranti", due ragazze iniziano a chattare tra di loro per poi alla fine decidere di incontrarsi ed è quindi adesso che Amelia, incontra Marina. Ma la chat è un luogo virtuale e come spesso accade, non si racconta mai la verità assoluta, è un posto dove ci si può inventare un personaggio virtuale ed evidenziare positivamente ciò che invece abbiamo noi di negativo, ed è quel che succede ad Amelia e Marina...
Un libro assolutamente da divorare nel vero senso paranoico del termine ;)



La casa di Amelia


Dopo “La collezionista di sogni infranti”, ritorna Amelia la triste Amelia, l' Amelia che ci aveva lasciato pieni di dubbi nel romanzo precedente e che in questo ci conduce per mano all' interno di un altro sogno dark pieno di dolcezza e terrore.
Anche in questo caso la Baraldi è stata maestra nel diffondere insicurezze e tensione al proprio personaggio che naviga persa tra i suoi ricordi e i suoi stati d' animo. Francamente, questo nuovo romanzo, "La casa di Amelia" l' ho sentito ancor più claustrofobico rispetto al primo. Anche in questo caso è prerogativa della scrittrice quello di rendere la fluidità della scrittura quasi evanescente che scivola allo sguardo attento del lettore in maniera davvero agile. Come ha fatto presente anche durante l' intervista, nella sua scrittura ci sono forti influenze del cinema horror italiano anni 70 ed è proprio questa la sensazione che questo romanzo dà.
Sta di fatto che se si prende "La collezionista di sogni infranti" non si può far a meno di leggere anche "La casa di Amelia" anche se a onor di cronaca possono essere letti separatamente senza problemi...
Brava, brava, brava....


BodyCold - B. Baraldi - Lotgirl

Per farvi un idea di quanto Barbara Baraldi, sia un icona per i suoi lettori accaniti, vi svelo un aneddoto... a fine presentazione del libro del 17 aprile presso la libreria Liberamente, c'era una ragazza che non riusciva a farsi una decente foto con la Baraldi, gliela feci io con la mia macchina fotografica e gliela passai via facebook, dove ho scoperto che sta ragazza ha fatto spostare i suoi genitori da Rieti proprio per la Baraldi e ha POSTICIPATO LA PARTENZA del Santiago De Compostela dove sta facendo l' Università O_O
Detto ciò, gustatevi la videointervista live fatta quel giorno a Barbara Baraldi ....





Articolo, Recensione di BodyCold
Intervista, Montaggio e Musiche di BodyCold

martedì 21 aprile 2009

Ospiti Fiera del libro 2009 Torino




Grandi nomi, grandi temi

Imponente l'elenco dei grandi nomi che animano l'edizione 2009. In testa a tutti il Nobel turco Orhan Pamuk, che torna al Lingotto dove era già stato ospite nel 2001, prima della laurea svedese. Salman Rushdie presenta il suo nuovo romanzo. David Grossman, particolarmente caro ai lettori italiani, il cinese Yu Hua, uno dei grandi narratori del suo Paese. Il poeta franco-siriano Adonis, lo svedese Björn Larsson, con i suoi racconti sul piacere della ricerca dedicati a Primo Levi, il danese Mikkel Birkegaard, l'argentino Alberto Manguel, gli spagnoli Alicia Giménez-Bartlett e Arturo Perez-Reverte, il maestro del thriller Jeffrey Deaver in dialogo con il giovane collega italiano Donato Carrisi, gli americani Percival Everett, Todd Hasak Lowy, James Frey e Garth Stein; l'inglese Howard Jacobson, l'israeliano Yehoshua Kenaz, l'americano André Aciman, la tedesca Julie Zeh, il macedone Luan Starova, i libanesi Salwa Al-Neimi e Naiwa Barakat, l'indiano Indra Sinha. John Simenon ricorderà il padre Georges.

Scrivere la Palestina

Tornano in Fiera gli scrittori palestinesi. Figure rappresentative, come quelle di Ibrahim Nasrallah, poeta e narratore, autore di due romanzi tradotti in italiano (Febbre e Dentro la notte); Sayed Kashua, il giovane autore di Arabi danzanti (Guanda), un arabo israeliano che dà voce alla minoranza palestinese; la scrittrice e regista Liana Badr, che vive a Ramallah dove collabora con il ministero della cultura palestinese e ha pubblicato diversi racconti e romanzi che affrontano temi quali la condizione femminile, la donna, la guerra, l'esilio e il dramma palestinese. Del futuro prossimo della questione palestinese dopo Gaza discuterà in Fiera lo storico Ilan Pappé. Nato ad Haifa da una famiglia di ebrei tedeschi, e oggi professore a Exeter, è il critico più radicale delle politiche sioniste dal 1948 a oggi, e di quella che, come recita il titolo di un suo volume tradotto da Fazi, definisce la «pulizia etnica della Palestina».

Gli scrittori italiani

Presenti al Lingotto molti dei protagonisti della stagione letteraria. Dopo la prolusione inaugurale di Umberto Eco, in dialogo con Jean-Claude Carrière sul futuro del libro, sono attesi Simonetta Agnello Hornby con il suo perturbante romanzo sugli abusi infantili, Alberto Bevilacqua nel segno del ritorno della sua Califfa, Gianrico Carofiglio con una conversazione sulla «Manutenzione delle parole», Erri De Luca con la sua fortunata storia di un'infanzia napoletana, Giorgio Faletti con il suo nuovo, atteso romanzo, Claudio Magris che riceverà un importante riconoscimento dalle mani del ministro spagnolo della cultura, Cesar Antonio Molina. E ancora Mauro Corona, Margaret Mazzantini che legge pagine del suo romanzo, Valerio M. Manfredi, Paolo Giordano che presenta quattro nuovi scrittori italiani, Lidia Ravera, Pino Roveredo in dialogo con Susanna Tamaro, Ugo Riccarelli, Antonio Scurati, Giuseppe Culicchia ed Emmanuelle de Villepin.

È scritto direttamente in italiano anche il libro-rivelazione del giovane Nicolai Lilin, Un'educazione siberiana, travolgente racconto autobiografico di un'epopea criminale ai confini dell'Ucraina.

Domenica sera, un reading in onore dei quattro tra i più importanti libri di poesia pubblicati in questi mesi. Sono quelli di Ottavio Fatica, Giancarlo Majorino, Davide Rondoni, Cesare Viviani.

The Lost Symbol - Dan Brown

New York, NY (20 aprile 2009) Dan Brown e il nuovo romanzo

L'atteso seguito del suo romanzo, Il Codice Da Vinci, che è stato il romanzo bestseller di tutti i tempi con 81 milioni di copie in stampa in tutto il mondo , verrà pubblicato negli Stati Uniti e in Canada dalla Doubleday il 15 settembre, 2009.

"The Lost Symbol" verrà stampato inizialmente in 5 milioni di copie, tiratura record per la casa editrice che lo pubblicherà, e vedrà come protagonista, l' indimenticabile personaggio principale del "Codice Da Vinci", Robert Langdon.
L' annuncio è stato dato oggi, 21 aprile 2009, da Sonny Mehta, presidente e redattore capo della Doubleday Knopf Publishing Group.

"This is a great day for readers and booksellers," said Mehta." The Lost Symbol is a brilliant and compelling thriller. Dan Brown's prodigious talent for storytelling, infused with history, codes and intrigue, is on full display in this new book. This is one of the most anticipated publications in recent history, and it was well worth the wait." "

"Questo è un grande giorno per i lettori", ha affermato Mehta. "The Lost Symbol è un thriller avvincente e brillante. Il prodigioso talento per la narrazione di Dan Brown, mescolato con la storia, i codici e gli intrighi, è tutto concentrato in questo nuovo libro. Questa è una delle pubblicazioni più attese nella storia recente, e ne è valsa la pena aspettarne l' uscita. "

Jason Kaufman, Vice President ed Editore Esecutivo della Doubleday ha detto: "Nulla è mai come appare in un romanzo di Dan Brown. La narrazione di questo libro si svolge in un periodo di dodici ore, e sin dalla prima pagina, i lettori si sentiranno trasportati dalle scoperte del personaggio principale, Robert Langdo. "The Lost Symbol" è piena di sorprese ".

"Questo romanzo è uno strano e meraviglioso viaggio", ha detto Dan Brown. "Mi ci son voluti cinque anni di ricerca per una storia che si svolge in dodici ore di tempo, ed è stata una sfida entusiasmante".

"Il Codice Da Vinci", pubblicato da Doubleday il 18 marzo 2003, ha trascorso 144 settimane sulla classifica del "New York Times" e 54 di essi al numero 1 così come il numero 1 è stata la posizione in cui ha debuttato. Il romanzo è stato tradotto in 51 lingue.

Il film del Codice Da Vinci è stato campione d' incassi al box office, quando è stato rilasciato dalla Columbia Pictures, nel maggio 2006 con la direzione di Ron Howard e Tom Hanks nei panni del protagonista Robert Langdon, incassando $758 millioni di dollari.
Lo stesso team farà uscire "Angeli e Demoni" nelle sale di tutto il mondo il 15 maggio 2009.


23 Aprile - Giornata Mondiale del Libro





Il 23 aprile si celebra in tutto il mondo la Giornata Mondiale Unesco del Libro e del Diritto d’Autore. La data ricorda la scomparsa, nello stesso giorno del 1616, di Miguel de Cervantes, di William Shakespeare e dell’Inca Garcilazo de la Vega.

Obiettivo della Giornata Mondiale del Libro è soprattutto quello di stimolare i decisori e di sensibilizzare l’opinione pubblica nella direzione della costruzione di politiche nazionali del libro, realizzate con il concorso e con l'equo contemperamento degli interessi di tutti gli operatori coinvolti.

Iniziative a Roma:

Tipologia di iniziativa: liberazione di libri con il bookcrossing
Località di intervento: Milano, Roma e Bologna
Data: 23/04/2009
Realizzato da: www.bookcrossing-italy.com
In collaborazione Baldini Castaldi Dalai
Descrizione sintetica del progetto
Baldini Castaldi Dalai libererà diverse copie di due sue nuove uscite: Gli occhi gialli dei coccodrilli di Katherine Pancol e Un semplice caso crudele di Juli Zeh che sarà in libreria dal 21 aprile.

Tipologia di iniziativa: Spettacolo/reading
Località di intervento: Roma
Data: 23 aprile 2009
Realizzato da: Libreria Gabi International (Via Gabi 30)
In collaborazione con Leggere:tutti
Descrizione sintetica del progetto
Allestimento spettacolo/reading “Palcoscenico e camerino” con Serena Damiani e Marco Tullio Dentale.

Tipologia di iniziativa: Bookcrossing
Località di intervento: Roma
Data: 23 aprile 2009
Realizzato da: Gelateria di Claudio Torcé Via dell’Aeronautica 105
In collaborazione con Leggere:tutti
Descrizione sintetica del progetto
Allestito uno spazio bookcrossing e organizzata una lettura per bambini del libro di San Giorgio, il drago e la rosa. Inoltre ai clienti verrà offerto il gelato di rose.

Tipologia di iniziativa: Letture
Località di intervento: Roma
Data: 23 aprile 2009
Realizzato da: Libreria Liber.menTE e Associazione Culturale Donne di Carta
In collaborazione con Leggere:tutti
Descrizione sintetica del progetto
Evento “Il Piacere di leggere” (ore 18.30, Via del Pellegrino 94) incentrato su letture a voce alta, digressioni e commenti intorno al piacere di leggere. L’ingresso è gratuito per i soci di Donne di Carta. E’ inoltre prevista una promozione speciale di tutti i libri presenti alla libreria Liber.menTE con il 30% di sconto.

lunedì 20 aprile 2009

E' morto lo scrittore J. G. Ballard



E' morto a 78 anni, dopo una lunga malattia, lo scrittore britannico J. G. Ballard, famoso per alcune pietre miliari della letteratura fantascientifica, e per L'Impero del Sole, racconto della sua infanzia trascorsa in un campo di detenzione giapponese. Nato a Shanghai nel 1930 da genitori britannici, durante la seconda guerra mondiale Ballard viene internato con la famiglia nel campo di prigionia giapponese di Lunghua. L'evento ispira il romanzo autobiografico L'impero del sole da cui Steven Spielberg ha tratto nel 1987 l'omonimo film. Dopo la guerra, nel 1946, Ballard si trasferisce in Gran Bretagna. Qui inizia gli studi di medicina, che non porterà mai a termine. Dopo una serie di lavori occasionali (ad esempio come venditore di enciclopedie porta a porta) si sposta in Canada con la Royal Air Force e qui scopre la fantascienza.

Congedatosi dalla RAF e tornato in patria, Ballard inizia a scrivere racconti. Il primo romanzo che gli darà la notorietà - ma che in seguito rinnegherà - è del 1962, The Wind from Nowhere (Vento dal nulla) che apre una tetralogia di genere catastrofico. Gli altri tre libri sono The Drowned World (Il mondo sommerso), The Burning World (Terra bruciata) e The Crystal World (Foresta di cristallo). Nel 1970 viene pubblicato The Atrocity Exhibition (La mostra delle atrocità), considerato il suo capolavoro: si articola in quindici racconti, legati da un'ossessione maniacale per la guerra in Vietnam, la psicopatologia, la pornografia, il potere dei media, le vittime di incidenti stradali e le icone del sogno americano. Nel libro si profetizza, fra l'altro, l'elezione di Ronald Regan alla Casa Bianca.



Di tre anni dopo è Crash, in cui viene ripreso il tema della perversione per le vittime di incidenti stradali e la fusione di carne e macchine. Dal romanzo, nel 1996 è stato tratto un film omonimo diretto da David Cronenberg. La sua ultima opera è Kingdom Come (Regno a venire), del 2006. Nel marzo del 2008 è uscita l'autobiografia di Ballard, intitolata Miracles of Life (I miracoli della vita), nella quale l'autore rivelò di essere affetto da una malattia terminale.

"Ho sempre scritto sul cambiamento questo a partire dagli anni Cinquanta, quando vennero introdotti tutti questi elementi della modernizzazione: la televisione, i media di massa, i supermercati, le tangenziali. Sentivo un irresistibile bisogno di scriverci sopra. Cambiamento: ecco la cosa che fonda la fantascienza".

dal sito di repubblica




R.I.P. Mr. Ballard

Un luogo incerto – Fred Vargas



Qual è il luogo incerto? Dov’è?
È un luogo reale, fisico? È il bosco che custodisce la tomba del vampiro?
O è un luogo dell’anima? Dove l’odio scaturito da una faida antica di secoli sedimenta e porta le persone a compiere crimini efferati…
Oppure è il luogo del cuore dove un antico amore ha lasciato tracce che portano Adamsberg, lo svagato “spalatore di nuvole”, a scoprire un nuovo se stesso, quasi un alter ego?
Sono molto importanti i luoghi, in questa storia forse più che nelle precedenti. E le descrizioni evocative della Vargas li rendono ancor più affascinanti. Il vecchio cimitero di Highgate con le sue tombe gotiche, le sculture egizie, i mausolei sparsi in un tipico giardino inglese: evoca in me il ricordo del cimitero veneziano visitato l’anno scorso, il fascino esercitato dalle vecchie tombe rovinate dal tempo, le statue ormai sbrecciate, ma che parlano ancora di persone reali, di storie interessanti da raccontare…
E poi ancora, nel romanzo, i villaggi e i boschi della Serbia, qui non teatro di guerre fratricide, ma luoghi di leggende, di vampiri e di tombe abbandonate.
Quel microcosmo che è l’Anticrimine di Parigi stavolta passa quasi in secondo piano, come luogo. Ma ritroviamo con piacere i personaggi che lo popolano: il colto Danglard, il giovane ed ingenuo Estalère, l’aggressivo Mordent, Retancourt, che di nome fa Violette, ma che è un donnone di un metro e ottanta per oltre 110 chili di peso. E su tutti spicca Adamsberg, commissario molto sui generis: per amarlo e affezionarsi a questo personaggio bisogna riuscire a entrare in sintonia col suo modo di pensare, con le sue circonvoluzioni mentali, i processi di idee che non si sa bene dove portano, finché non ti trovi davanti ad una verità limpida e cristallina. E ti stupisci di non aver saputo vedere una soluzione che era lì di fronte al lettore già da tempo.
Un libro da leggere e da assaporare per le sue atmosfere, seguendo il filo di un’indagine che ci porta in luoghi magici e misteriosi e anche nei meandri della mente umana, sia quella dai ragionamenti sconclusionati del commissario che quella di un astuto assassino.

Articolo di PalazzoLavarda

In memoria di Orlando, bibliotecario e amico, che mi ha fatto scoprire e amare Fred Vargas.

Dettagli del libro
  • * Titolo: Un luogo incerto
  • * Autore: Fred Vargas
  • * Editore: Einaudi
  • * Collana: Stile libero Big
  • * Data di Pubblicazione: 2009
  • * Traduttore: Margherita Botto
  • * Titolo originale: Un lieu incertain
  • * ISBN: 9788806196899
  • * Pagine: 391

domenica 19 aprile 2009

Recensione e Intervista a Stefano Massaron





In Ruggine, il ritmo è molto incalzante, la lingua assai diretta, l’argomento molto tosto tale da chiuderti lo stomaco; anche la costruzione è molto interessante in quanto i punti di vista sono tre: quello dei bambini, quello degli adulti che una volta erano quei bambini, e quello del pedofilo.
La storia è narrata attraverso i loro occhi; si hanno quindi tre visuali e tre linguaggi diversi. Quello semplice dei bambini, quello di loro da grandi che ricordano e rielaborano i fatti alla luce di una certa maturità, e quello del maniaco, ovviamente folle e delirante. Si capisce che dietro questi linguaggi, ci sono sicuramente uno studio e un lavoro non da poco.
Massaron sa dipingere molto bene al lettore (forse perché lo ha anche vissuto), un quadro di una Milano periferica alla fine degli anni Settanta, marcia e disagiata, dove i bambini, nonostante l’orrore che sono costretti a subire, guidati dalla loro fantasia, riescono lo stesso a giocare e divertirsi come solo i bambini sanno fare, fino a quando purtroppo il deposito di rottami, che per loro è il regno dei giochi e della magia, si trasforma in un incubo. Ed è lì che finiscono i sogni e finisce anche l’infanzia.
E' proprio vero, come è già stato detto, che questo libro, per come è scritto e per come descrive luoghi e sensazioni, ti lascia addosso l'odore della ruggine...e quando un libro è in grado di fare questo, io mi inchino.

Articolo di Vivara

Dettagli del libro


* Titolo: Ruggine
* Autore: Massaron Stefano
* Editore: Einaudi
* Data di Pubblicazione: 2005
* Collana: Einaudi. Stile libero
* ISBN: 8806173154
* ISBN-13: 9788806173159
* Pagine: 238
* Reparto: Narrativa italiana

Intervista

Corpi Freddi: Salve Stefano, grazie per la disponibilità e per avermi sopportato per giorni con i miei sfottò a sfondo calcistico via anobii...Tornando seri, chi è Stefano Massaron?

Stefano Massaron: Un pianista mancato. Sarebbe stato quello il mio sogno, se avessi potuto scegliere: ma mancava il talento. Quindi, a un certo punto, dovevo avere più o meno sedici anni, ho deciso di scrivere. Non l'avevo mai fatto in vita mia, ma mi è venuto abbastanza bene. Con il tempo, è diventata una passione.

CF: Esistono o sono esistiti veramente gli “Alveari” nella periferia di Milano raccontati in "Ruggine"?

SM: Sono esistiti. Ora non ci sono più. Nel romanzo li ho "cambiati" un poco, trasformandoli in quello che mi sembravano da bambino: degli orrori. Diciamo che io sono cresciuto, ma insieme a me sono cresciuti anche gli alveari: la proporzione nell'altezza e nell'ampiezza è rimasta la stessa.

CF: In “Ruggine” c’è qualcosa della tua infanzia quindi?

SM: Molto, moltissimo. I giochi in cortile, le bande di ragazzini, la gioia di giocare sul cemento e di esplorare luoghi che sembravano soltanto strani e non squallidi (lo squallore è un concetto che, almeno per me, è entrato un po' più tardi a far parte della mia estetica). Più che altro, della mia infanzia c'è... la nostalgia.

CF: Cosa è rimasto ora a Milano, della periferia degli anni Settanta?

SM: Molto, ma ha cambiato "destinazione d'uso". Per esempio, le "casette" ci sono ancora. Un tempo erano posti orribili, dove abitavano famiglie povere, prefabbricati ammassati l'uno sull'altro a creare vicoli stretti e reticolari. Ora, ho scoperto (con mio grande stupore) che le "casette" sono di proprietà, e vengono affittate a prezzi esorbitanti agli studenti che arrivano a Milano da altre parti d'Italia. Il deposito di rottami è esistito veramente, ed era esattamente come l'ho descritto nel romanzo: in questo caso, non ho esagerato affatto. Le dimensioni erano immense, i pericoli insiti nel giocare e nel fare acrobazie tra le travi e le lamiere, magari a dieci metri di altezza, erano reali... ma a noi non importava. Nel 1995 l'hanno demolito, e ora al posto del deposito di rottami c'è il parcheggio di una palestra e due palazzi di uffici (solo questo dovrebbe far capire quanto fosse enorme in realtà).

CF: “Ruggine” racconta la periferia di Milano; “Residui” (altro tuo libro) racconta di vite marginali al Parco Lambro di Milano…c’è qualche nesso? Sembra che ti sia cara la Milano “meno bene”, se così si può dire.

SM: E' assolutamente vero. Sono convinto che gli impulsi creativi, nell'Italia di adesso, non possano che arrivare dalle periferie. Non ho nessun interesse, né mai lo avrò, a raccontare di gente ricca. Non solo per una scelta politica, ma proprio perché li ritengo meno interessanti: se uno non deve lottare per ottenere qualcosa, la sua vita è noiosa. Non a caso, chi scrive libri con protagonisti alto-borghesi, finisce sempre per scrivere menate pazzesche introspettive o a descrivere il sesso svogliato tipico di chi ha molto tempo da perdere e troppi soldi da spendere. Ma non ne faccio una colpa "diretta" agli scrittori: sono i loro personaggi che sono noiosi fino alla disperazione.

CF: Come ti è venuto in mente di scrivere una storia su un tema molto forte come quello della pedofilia?

SM: Volevo qualcosa che minacciasse l'infanzia dei bambini, la loro innocenza, e che al tempo stesso mi permettesse di tenere del tutto al di fuori gli adulti e la polizia dal romanzo. Gli adulti non li volevo proprio (idealmente, mi piaceva un mondo "alla Peanuts", in cui lo sguardo non va mai oltre le ginocchia della mamma di turno). E, scusa se ti sembro esterofilo (ma per quanto riguarda la narrativa lo sono), la figura dell'appuntato, o del brigadiere, o del poliziotto alla Commissario Rocca la trovo veramente stucchevole. Se ci fai caso, in "Ruggine" la polizia c'è credo in tre o quattro pagine. Tornando alla domanda specifica, mi serviva un personaggio del genere, che fosse sufficientemente "rispettabile" esternamente da impedire ai bambini di confidarsi con i genitori. Le parti scritte in prima persona, "nella testa del mostro", mi sono costate parecchio: a un certo punto, me lo sognavo anche di notte, e ho deciso di contravvenire a una delle mie regole: ho scritto senza rispettare l'ordine cronologico. Le parti del pedofilo mi davano così fastidio, mi turbavano così tanto, che le ultime cinque o sei le ho scritte tutte insieme... giusto per togliermelo di dosso.

CF: Ti sei ispirato per caso a qualche fatto di cronaca accaduto realmente?

SM: No. L'ambientazione è in gran parte reale, e l'atmosfera pure, ma -- che io sappia -- nella quartiere in cui sono cresciuto non è mai accaduto nulla del genere.

CF: Nei tuoi libri, ti sei ispirato a qualche scrittore? Qual è il tuo modello di riferimento, se c’è un modello?

SM: Non si può fare a meno di farlo, se si legge tanto. Io, poi, non leggo scrittori italiani, li trovo veramente troppo noiosi per essere veri. Le uniche eccezioni sono Niccolò Ammaniti, che è un grande narratore, Aldo Nove, che è letterariamente e culturalmente anni luce avanti a tutti, e Marilù Manzini, che riesce nell'impresa impossibile di scrivere di ragazzi ricchi senza farmi addormentare. Quindi, i miei modelli sono tutti stranieri. Per esempio, quando qualcuno mi ha detto che "Ruggine" gli ricordava l'atmosfera di "Stand by me" di Stephen King, ho provato l'impulso di baciarlo. Mi piacerebbe poter scrivere come Ian McEwan, ma è su un altro pianeta.

CF: Tu sei anche un traduttore…hai tradotto scrittori come Joe Lansdale, Jonathan Coe e Jeffery Deaver. Pensi di esserne stato influenzato in qualche modo?

SM: Anche il mio lavoro di traduttore mi porta a infilarmi completamente nei libri di altri, e quindi di assorbire molto del loro stile e del loro metodo. Più il metodo che lo stile, in realtà. Lansdale è unico, per esempio, mentre Jeffery Deaver è probabilmente l'autore più "perfetto" nella costruzione di una trama. Non si può non imparare da gente come loro...

CF: E’ in cantiere il film tratto da “Ruggine”… stai lavorando anche alla sceneggiatura? Ci puoi anticipare qualcosa?

SM: No, non posso. Nel senso che non parteciperò alla sceneggiatura. Sinceramente, non mi è stato offerto di farlo. E, altrettanto sinceramente, avrei rifiutato: so bene cosa sono in grado di fare e cosa no (al contrario di molti miei colleghi), e di sicuro non sono in grado di scrivere qualcosa usando soltanto i dialoghi. Non è proprio il mio genere di scrittura, mi troverei ad annaspare in cerca d'aria, a implorare mentalmente che mi diano la possibilità di scrivere qualcosa al di fuori delle virgolette.

CF: Qual è il libro o racconto che hai scritto, al quale sei più legato e per quale motivo?

SM: "Residui", senza dubbio. E' stato il mio primo progetto veramente ambizioso, e ne è venuto fuori un romanzo di quasi 1000 pagine che ha occupato sei anni della mia vita. Ho voluto bene e amato tutti i personaggi, dal primo all'ultimo. E' stata un'esperienza fantastica, che mi piacerebbe ripetere. Mi spiego subito: non mi piace scrivere libri brevi, anche se gli editori preferiscono così. Ho sempre amato i libri lunghi, corposi, dove accadono mille cose in ottocento pagine, quelli che quando li finisci hai la sensazione di essere stato per qualche giorno in un altro mondo, da un'altra parte. Ecco, se ne avessi il tempo, mi piacerebbe riprogettare un altro romanzo di questo genere. Alla "It", o alla "The Stand", o alla "Swan Song", tanto per intenderci.

CF: Hai in programma di scrivere qualcosa in futuro? Se sì, qualche anticipazione?

SM: Sì, certo. Sto scrivendo un nuovo romanzo, che magari per molti "aficionados" sarà un po' una delusione, visto che è un romanzo molto leggero, scritto in modo (spero) divertente. Non ci sono mostri, non ci sono tragedie, non ci sono morti, non ci sono violenze. Il fatto è che, se dopo "Ruggine" avessi scritto un altro romanzo del genere, l'etichetta non sarei più riuscito a togliermela. Invece vorrei che il pubblico si abituasse ad essere sorpreso: il mio scopo (il mio sogno) è che qualcuno compri un mio romanzo non perché sa già di che tipo di storia si tratta, ma perché sa che l'ho scritto io. Un po' ambizioso, vero? Lo so, lo so...

CF: Un saluto ai Corpi Freddi che ti hanno letto e che ti leggeranno in futuro

SM: Nessun saluto, ma un grazie. Perché non si scrive mai senza avere in mente qualcuno che ti leggerà. Anzi, diffidate dagli scrittori che dicono il contrario: mentono. Non si scrive per se stessi e basta. Se fosse così, la scrittura sarebbe un atto che si autocompleta nel momento in cui termina il racconto o il romanzo. Invece non è così: la pubblicazione è la prova che ogni scrittore pensa ai suoi lettori mentre sta scrivendo. Per questo motivo il mio è un "grazie" e non un saluto.

BodyCold: Ci gridi FORZA JUVE? hahahahaaah

SM: Mai. Non credo che riuscirei a farlo nemmeno in cambio di un Oscar come miglior soggetto. In cambio di un Nobel per la Letteratura dovrei pensarci, e non sarebbe comunque una scelta facile... :)


Intervista di BodyCold e Vivara

sabato 18 aprile 2009

Pietra - Kristle Reed


Lo ammetto, quando ho letto “horror” in bella vista sulla copertina, un po' mi sono preoccupata: adoro i thriller, i gialli e libri del genere, ma l'horror – così come lo splatter – l'ho sempre tenuto un po' a distanza, ritenendolo poco credibile, poco avvincente ed a volte anche troppo ricco di.... eccessivi “effetti speciali”.

Devo dire però che Pietra è stato decisamente una bellissima sorpresa!! Mi ha presa fin dalle prime pagine in un modo totale, tanto che ho fatto uno sforzo ad interrompere la lettura quando gli impegni richiedevano che mi dedicassi ad altro e – appena avevo 5 minuti di relax – mi fiondavo a leggere!

Ambientato in un paesino isolato e quasi deserto del Carso, i protagonisti sono due fratelli gemelli, Barry e Jonathan, che tornano nel paesino luogo di origine, dove da piccoli hanno trascorso tutte le estati - per effettuare degli scavi archeologici, non immaginando però che riporteranno alla luce atroci segreti, che avrebbero dovuto restare sepolti.

Una necropoli illirica, una presenza misteriosa e crudele, assurde e sanguinose tradizioni che si perpetuano da secoli, fanno da sfondo ad una storia avvincente che riesce a trasmettere - quasi con prepotenza - emozioni quali l'amore fraterno, il dolore per la perdita di una persona cara ed il dolore fisico, la paura, fino al punto da risultare addirittura commovente!

Semplicemente, un libro da leggere... e per approfondire, l'intervista fatta da BodyCold.

Articolo di Sharmas

Dettagli del Libro:

- Autore: Kristle Reed
- Editore: www.ilmiolibro.it
- Genere
: Horror

- Pagine: 212
- Data pubblicazione: 2008


Scheletri - Stephen King



Risulta francamente difficile giudicare questa raccolta di racconti del "Re", una ventina abbondante di storie che abbraccia un notevole arco temporale della carriera dello scrittore.
Se il giudizio fosse limitato alle capacità narrative di King non basterebbero il massimo di 4 stelle, questa oramai è cosa risaputa; se invece dobbiamo giudicare le storie il discorso è ben diverso: si tratta in larga parte dei casi di racconti brevi pubblicati come appendice a riviste e fanzine in varie epoche, alcuni veramente trascurabili e nati molto probabilmente con l'unico scopo di sbarcare il lunario quando l'autore era ancora agli albori della sua nascente carriera.
Rimango comunque dell'idea che la dimensione ideale dello scrittore si colga pienamente nel romanzo lungo dove è recepibile in maniera forte quella caratteristica che è la miglior arma di King e paradossalmente anche forse il suo maggior difetto: quella sindrome che lui stesso simpaticamente definisce "elefantiasi letteraria" ossia quello suo stile insuperabile, maestoso e fottutamente autocompiacente.
Ahimè in "Scheletri" davvero in pochi casi mi sono sentito veramente coinvolto nella lettura: la palma del migliore racconto va senza dubbio a "L'arte di sopravvivere" dove King affronta alla sua maniera il tema del cannibalismo.......davvero agghiacciante.
Altri interessanti racconti sono "La nonna" e "Nona" che virano maggiormente verso l'horror psicologico.
Discreti pure "La zattera" e "La scimmia", storie horror più tradizionaliste.
Per il resto davvero poche emozioni, almeno per il sottoscritto, anche "La nebbia" il romanzo breve da cui è stata realizzata la trasposizione cinematografica "The mist" mi ha abbastanza deluso (secondo me l'idea fa molto il verso al racconto "Brivido" contenuto in una delle precedenti raccolte "A volte ritornano").
Solo ed esclusivamente per i patiti del Re che vogliono leggere tutto del loro scrittore preferito.

Articolo de Il Killer Mantovano

Dettagli del Libro:
  • Autore: King Stephen
  • Editore: Sperling & Kupfer
  • Genere: varia
  • Collana: PANDORA S&K
  • Pagine: 560
  • ISBN: 882000853X
  • ISBN-13: 9788820008536
  • Data pubblicazione: 1993


venerdì 17 aprile 2009

Marked - P.C. e Kristin Cast



«Un romanzo che conquista subito e che si divora in un attimo.»
The New York Times

"Proprio quando pensavo che la giornata non potesse andare peggio di così, vidi il morto che se ne stava in piedi vicino al mio armadietto. Kayla stava sparando a raffica le sue solite kaylate e manco si era accorta di lui. All’inizio. A dire il vero, adesso che ci penso, nessuno si era accorto di lui finché non aveva parlato, dettaglio che, tragicamente, è una prova in più della mia anomala incapacità d’integrarmi con gli altri. «Ma no, Zoey, giuro su Dio che Heath non era poi così sbronzo dopo la partita. Non dovresti essere tanto dura con lui. » «Sì, già . Certo », le avevo risposto distratta. Poi mi ero messa a tossire. Di nuovo. Mi sentivo da schifo. Dovevo essermi presa quella che Mr Wise, il mio non-proprio-solo-un-po’ pazzo insegnante di biologia, chiamava peste dei teenager. Se muoio, pensavo, posso saltare il compito di geometria di domani? Sperare non costa niente..."

Ecco un altro esame da superare... Chi mi conosce sa quanto io sia diffidente sui libri che provengono dalle alte posizioni della classifica di vendita. I BestSeller, i numeri uno delle vendite, i tanto acclamati dalla stampa internazionale, quei libri che tutti leggono e di cui tutti hanno un ottima opinione.
Generalmente, rimango sempre fuori da quest' ottica e il fatto di essere diffidente da questi esemplari di Freak da baraccone dorato, mi porta quasi sempre ad avere pregiudiziali verso ciò che devo recensire.
Ma andiamo con ordine e professionalità :)

Copertina molto carina con in rilievo i ricami che riprendono quelli che si stamperanno sulla fronte della protagonista. Inizialmente la prima cosa che mi ha attirato verso "Marked" è stato che le autrici , P.C. e Kristin Cast, altro non sono che madre e figlia, cosa abbastanza anomala in effetti. E a dirla tutta speravo anche non mi piacesse nemmeno sto libro, vuoi perchè è il primo di una serie (il che significa che adesso mi tocca comprarla tutta hehehe), vuoi perchè avevo paura di trovarmi di fronte a un incrocio tra Harry Potter e Twilight...
Beh, il libro invece merita tantissimo, non è un vero e proprio libro adolescenziale come invece molti credono. E' un libro crudo con una scena di sesso orale raccontate con dovizia di particolari, tanto patos, moltissima azione e suspense.
E' la storia di uan vampira sedicenne Zoey, che frequenta una sorta di scuola che serve ai vampiri per saper usare bene i loro poteri anzicchè rimanerne uccisi, ma dopo poco si rende conto di avere delle doti che sono inusuali anche rispetto agli altri vampiri e questo la porta a vivere la propria vita in maniera più "roccambolesca".
Non voglio anticiparvi ma credetemi, rimarrete incollati alla trama, alle parole, alle immagini che vi inventerete mentre leggete questo libro.
In America è gia uscito il seguito ("Betrayed") e a dirla tutta non vedo arrivi anche in Italia.
Un altro colpo messo a segno dall' Editrice Nord

Dettagli del libro

  • Titolo: Marked
  • Autori: Cast Kristen; Cast P. C.
  • Prezzo: € 16,50
  • Pagine: 333 p
  • Tipo: rilegato
  • Anno: 2009
  • Editore: Nord
  • Collana: Narrativa Nord
  • Genere: Gialli-horror-noir


giovedì 16 aprile 2009

News incontri Autori - Roma



Data: venerdì 17 aprile 2009
Ora: 19.00 - 20.00
Luogo: Roma
Indirizzo: Via Del Pellegrino, 94 - 00186, Roma
Città/Paese: Rome, Italy



Alessandra Buccheri presenta Barbara Baraldi e il suo nuovo libro,
"La casa di Amelia".

Evento in collaborazione con l'associazione "Donne di carta"
Letture e qualche sorpresa.

A seguire, brindisi finale e buffet di Amelia ;)

La sera la festa per "La casa di Amelia" continuerà anche dopo la presentazione libraria con una performance gothic-horror al SM Club a cura di Luciana Cameli, ispirata alle pagine del romanzo.

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HOMO HOMINI LUPUS a FORBIDDEN PLANET

Data: Sabato 18 aprile 2009
Ora: 16.30
Luogo: Fumetteria FORBIDDEN PLANET
Indirizzo: Via Pinerolo, 11/15 - Roma
Città/Paese: Rome, Italy


Giulio Antonio Gualtieri e Giacomo Andrea Bevilacqua presenteranno al pubblico HOMO HOMINI LUPUS, la nuova Graphic Novel edita da EDIZIONI BD, e saranno disponibili per curiosità, domande e disegni. Saranno in vendita, solo in questa occasione, delle litografie della copertina, in edizione limitata di sole 200 copie, numerate e firmate da Giacomo Bevilacqua e Gabriele Dell'Otto.



Per i primi 5 che acquisteranno una copia di HOMO HOMINI LUPUS, in omaggio, una litografia.