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venerdì 30 gennaio 2009

Fatherland - Rober Harris


Harris prova a cambiare la storia.... e crea un thriller fantapolitico assolutamente geniale.
Siamo negli anni 60 e il nazismo domina l'Europa; sono i giorni di festeggiamento per il 75° compleanno del Fuhrer e il paese è scosso da una serie di omicidi di personaggi influenti che sembrano essere legati a furti di opere d'arte. In realtà il disegno è molto più complesso e
nasconde agghiaccianti verità,.... (continua)

Non voglio dire oltre per non rovinare il piacere della sorpresa ma solo consigliare caldamente
questo fantastico romanzo che porterò sempre nel mio cuore di lettore. Premetto che non è un romanzo affatto semplice: anzi in alcuni passaggi è molto articolato e appesantito da risvolti sociali e politici ma sono comunque necessari per tenere in piedi il complesso meccanismo
costruito dallo scrittore Americano.
Harris descrive una Germania all'apparenza forte e indistruttibile che nasconde invece un potere
corrotto fatalmente destinato alla disgregazione. La parte finale è meravigliosa: sentita, toccante e fortemente commovente. Voglio condividere con voi un passaggio del romanzo in cui il commissario della polizia tedesca oramai consapevole delle barbarie naziste commenta:
"Cosa si può fare se si dedica la vita a smascherare i criminali e a poco a poco ci si accorge che i veri criminali sono quelli per cui si lavora?" "Immagino che si perda la ragione...oppure può succedere di peggio....la si può ritrovare"

Meditate gente....
Immenso Robert Harris... un capolavoro!!!!

Articolo de Il killer Mantovano

Altri dati

Formato: Libro
Pagine: 370
Lingua: Italiano
Titolo originale: Fatherland
Lingua originale: Inglese
Editore: Mondadori
Anno di pubblicazione: 1992
Codice EAN: 9788804361091
Traduttore: R. Rambelli,


Recensione e Intervista a Massimo Rainer

Massimo Rainer, la sorpresa più bella. Sarebbe troppo semplice dire che “Rosso italiano” è un bel romanzo solo e soltanto perché scritto da un nostro connazionale; ma non posso e non voglio limitarmi a questo, e il mio cuore che me lo impone. Quest’opera l’ho sognata per anni interi, sin da quando cominciai ad appassionarmi di thriller, noir e pulp, nella letteratura e nella cinematografia. Ho sperato, sperato e sperato ancora, e poi… ecco il sogno che diventa realtà.
“Rosso italiano” è un capolavoro con la “c” maiuscola, non c’è altro da dire, e Rainer – sebbene sia un esordiente – già ai massimi livelli del mio gradimento. Tutti coloro che amano la letteratura nera sono chiamati a leggere questo libro, e quindi evitare di perdere quello che sarà poi uno dei gioielli più belli della propria collezione. Provare per credere…

Rainer riesce a mettere insieme un’opera davvero esaltante, impossibile da non amare, e per farlo si spinge “oltre”, laddove il buio prende corpo e anima. Il romanzo trasuda cattiveria, depravazione, orrore, violenza e malattia. Il tutto viene sapientemente mixato dall’autore e “vomitato” senza misericordia su queste pagine maledette (e vi garantisco che da queste maledette pagine non ci si riesce a staccare). La tensione è sempre mantenuta ai massimi livelli, così come il senso dell’umano orrore; ma è proprio qui che Rainer sfodera l’ennesima arma vincente, ovvero l’ironia. Tutto il romanzo è pervaso da uno humour nero, diabolico, che fa sorridere e rabbrividire al tempo stesso. Uno humour dosato sapientemente, e che mai riesce a zittire l’eco brutale degli eventi che si susseguono nel romanzo. Insomma, sangue e follia, follia e risate deliranti, risate deliranti e ancora litri di sangue. L’oscurità umana viene manipolata da Rainer e stampata su pagine che ben presto assumeranno l’aspetto di un gorgo dal quale non è facile fuggire.
Ora dovrei parlare dei personaggi… Già! Individui fuori dalle righe, deliranti, assetati di sangue e vendetta, incapaci di inquadrare il confine tra il “buio” e la “luce”; ma anche estremamente divertenti, unici, e magnificamente descritti dalla penna dell’autore. Sono proprio questi, a mio avviso, la più gustosa sorpresa di questo capolavoro, e non è mia intenzione rovinarvi la festa. C’è ben poco da dire perché parlano da soli, e so che vi faranno sussultare, tremare, ridere e degenerare assieme a loro. Fidatevi, amiche e amici, i protagonisti di “Rosso italiano” sono vere e proprie perle letterarie, soggetti ineguagliabili, magici, uomini e donne che sin dalle prime pagine imparerete ad amare nonostante le loro folli gesta.
“Rosso italiano” – lo ripeto a costo di risultare noioso – è un capolavoro e deve essere letto. È la vera rivelazione, il macabro regalino che non ci aspettavamo di ricevere. Fatelo vostro, e vedrete che, proprio come al sottoscritto, finita l’ultima pagina vi verrà voglia di leggerne ancora, e ancora, e ancora…
Grazie Massimo!



Intervista a Massimo Rainer


Corpifreddi
: Massimo Rainer, da avvocato a scrittore il passo è stato breve?

Massimo Rainer: Brevissimo, visto che ho preso a piene mani dalle mie esperienze professionali, romanzandole, of course...

CF: quanto c'è del tuo lavoro d' avvocato in ciò che scrivi?

MR: Molto, detesto le idiozie procedurali e investigative che mi tocca leggere in parecchi noir, anche di qualità. Lo scrittore ha un dovere verso il lettore: essere credibile.

CF: come nasce un libro? Ovvero una mattina ci si sveglia e si pensa "da oggi scriverò un mio libro"?!

MR: Nel mio caso si è trattata dell'eruzione improvvisa di qualcosa che era sedimentato in me. Chiaro che serve un'idea base su cui lavorare. Io l'ho lasciata crescere piano piano, senza buttare giù niente prima della stesura del manoscritto. Questo sia perchè non avrei mai pensato di poter essere pubblicato, sia perchè non avevo il tempo per mettere giù delle idee preliminari. Quando tutta la vicenda mi è apparsa chiara in mente è stato semplice e veloce scriverla.

CF: Quanto mette uno scrittore delle proprie paure all' interno del suo libro durante la stesura?

MR: Uno scrittore, specie un esordiente, mette moltissimo di se. Quindi non solo paure ma anche passioni, curiosità...

CF: L' Italia è un paese pieno di paradossi, siamo tra gli stati europei col minor numero di persone che comprano libri ma il mercato è inflazionato da numerosi "piccoli" scrittori. Perché secondo te?

MR: Perchè si scrive per vanità. E' una soddisfazione indescrivibile vedere il proprio libro in vetrina, firmare una dedica, ricevere complimenti, rispondere a interviste...

CF: Jeffery Deaver, disse in un'intervista che un buon scrittore deve innanzitutto essere un ottimo lettore. Quali sono state le tue recenti letture e quali sono gli autori che ti hanno formato e influenzato?

MR: Leggo solo esclusivamente gialli e noir, ormai, italiani e non. Gli scrittori che mi hanno maggiormente influenzato sono Altieri e Grangè. La trilogia di "Magdeburg", del primo, e "L'impero dei lupi", del secondo, dovrebbero essere in prima fila nelle librerie di chiunque. Attualmente sono alle prese con "Naviglio blues", di Adele Marini. Recentemente ho letto con gran gusto "Diario pulp", di Strumm e "Balkan Bang!", di Custerlina.

CF: Ritengo "Rosso Italiano" uno dei migliori prodotti del 2008. Negli Awards dei Corpi Freddi sei arrivato secondo alle spalle di Larsson e davanti a Lansdale nella categoria "Miglior Romanzo del 2008" e addirittura nella categoria "Miglior Autore 2008" sei arrivato terzo in compagnia di Stephen King e Daever. Chiaramente i nostri Awards non sono alla stregua del "Premio Strega", ma è sintomatico del fatto che comunque, Massimo Rainer è un autore seguitissimo dagli internauti. Come te lo spieghi? E il tuo romanzo come è andato nel settore vendite?

MR: Le vendite sono state discrete, non straordinarie. i motivi sono vari: scrivo sotto pseudonimo, appaio poco, la casa editrice è piccola... Trovo che internet sia uno strumento promozionale straordinario, che permette un contatto in tempo reale anche con persone lontanissime. Sono grato alla rete, anche se il fascino delle librerie è unico.

CF: In un'altra intervista, hai definito il tuo romanzo come "liberatorio". Perché?

MR: Perchè mi ha permesso di esprimermi in un modo diverso da quello che uso nelle aule dei tribunali e perchè mi sono tolto dei sassolini dalle scarpe.

CF: In un'intervista su Booksweb, dici di scrivere sotto pseudonimo perché potrebbe dar fastidio per le cose che tratti e nel modo in cui lo fai, nel tuo ambiente di lavoro. Ma è davvero tanto simile al libro l'ambiente del Palazzaccio?

MR: Ho volutamente calcato la mano su alcuni aspetti del mondo che frequento professionalmente, caricaturizzandoli. Chi di dovere saprà riconoscersi di certo.

CF: Il tutto si svolge in una Milano torrida e corrotta dove flussi migratori vengono descritti come ingestibili e tutto gira intorno ad un ambiente malavitoso sotto lo sguardo di un'attenta Madunnina. Anche i due agenti Vallesi e Annibale, non sono il massimo del clichè come poliziotti. E' tutta fantasia oppure ogni riferimento a cosa e persone non è puramente casuale?

MR: I clichè mi hanno stufato. Nessun riferimento è casuale, solo romanzato.

CF: Qual è stato l'iter che hai seguito per arrivare alla distribuzione del libro?

MR: Ero un absolute beginner, senza nessuna conoscenza o contatto. Ho spedito il manoscritto tramite raccomandata all'editore e lui mi ha risposto 3 giorni dopo proponendomi un contratto. Un mezzo miracolo.

CF: Come detto prima, i giovani autori sono molti in Italia. Vorresti dare loro qualche consiglio su come e cosa fare per arrivare quantomeno a far leggere il proprio testo ad una casa editrice?

MR: Fate come ho fatto io.

CF: Da fonti non propriamente ufficiali, ho saputo che stai lavorando a un secondo prodotto. Vorresti anticiparci qualcosa?

MR: Sono in attesa di una risposta per un racconto a cui tengo molto e sto considerando di ampliarlo, facendone un romanzo vero e proprio. Per il seguito di "Rosso italiano" c'è tempo...


Recensione di Deathline
Intervista di BodyCold


Altri dati del libro

Formato: Brossura
Pagine: 253
Lingua: Italiano
Editore: Barbera
Anno di pubblicazione 2007
Codice EAN: 9788878991934

giovedì 29 gennaio 2009

Il caso sbagliato - James Crumley


"Il caso sbagliato" di James Crumley entra di diritto nella galleria dei capolavori assoluti di un genere che, da qualche tempo, non sta godendo di buona salute, ovvero l’hard-boiled. Crumley mette in piedi il suo circo utilizzando tutti gli strumenti che la sua cultura e tale stile mettono a disposizione: personaggi al limite dell’umana comprensione, ridicoli nella loro tragicità, viziosi, degeneri ma sempre molto, molto realistici; donne scollacciate e amori frustranti; locali improbabili, bettole della peggior specie, nelle quali si assiepano i loschi individui che ruotano attorno al protagonista della storia; armi, lame, litri di sangue e una cattiveria inaudita.

Insomma, in “Il caso sbagliato”, James Crumley inserisce tutti gli elementi che hanno fatto grande questo genere letterario, dando vita ad un romanzo che non ti molla, che diverte, che terrorizza e indigna al tempo stesso. L’autore, sfruttando il suo benemerito lavoro (peraltro apprezzato e osannato da scrittori del calibro di Dennis Lehane e Elmore Leonard, e imparato a memoria dal ben più famoso Quentin Tarantino), non cerca scappatoie dalla realtà, ma si nutre di questa per stupire il lettore e trasportarlo nei luoghi che fanno da sfondo alla vicenda.

Crumley dà vita ad un protagonista unico e impossibile da dimenticare, tal’ Milton Milodragovitch (detto Milo), il quale si muove all’interno di una trama gravida di colpi di scena, mai noiosa o scontata, ove il mix tra umorismo e brutalità la fa da padrone e costringe il lettore a divorare le pagine senza mai averne abbastanza. Vecchie rivalità, droga e alcol, quartieri malfamati, assassinii, vendette atroci e una donna che mozza il fiato…
“Il caso sbagliato” è una fluente e inarrestabile colata di eventi paradossali, un fiume impetuoso di violenza e perversione nel quale Milo è costretto ad immergersi per riportare a galla le radici del male che annienta la sua infima realtà.
Questo romanzo è un capolavoro che vi brucerà nella gola, proprio come un bicchiere di whisky bevuto a stomaco vuoto.

Articolo di Deathline

Dettagli del libro

Titolo: Il caso sbagliato
Autore: Crumley James
Traduttore: Conti L.
Editore: Einaudi
Data di Pubblicazione: 2009
Collana: Einaudi. Stile libero. Noir
ISBN: 8806192256
ISBN-13: 9788806192259
Pagine: 363


mercoledì 28 gennaio 2009

L' inglesina in soffitta - Luca Masali


Nel 1938 a Cadenabbia, sul lago di Como, un gruppo di ragazzini si trova al centro di una intricata spy story. Tra barcaioli assassinati, scienziati scomparsi e agenti segreti i tre protagonisti del libro, Raffaele, Poldo e Anne, aiutati dal Marchion, attempato “mastrod'ascia che ha fatto più barche di quanti capelli abbia ancora in testa” e da una tenace bambinaia riescono a risolvere l' intricata faccenda tra colpi di scena a ripetizione. Danno un tocco in più alla narrazione l'uso dell'idioma lagheè e le dettagliate descrizioni di barche e battelli dell'epoca.
Masali costruisce dei personaggi a tutto tondo a cui ci si affeziona immediatamente, e non solo i protagonisti ma anche tutti i comprimari restano nel cuore del lettore a lungo.
Vincitore del premio Azzeccagarbugli 2005

Luca Masali è anche auotore della bella saga di Matteo Campini, un misto di avventura e fantascienza, composta da “I Biplani di d'annunzio”, “La perla alla fine del mondo” e “La balena del cielo” da poco ristampate da Sironi (pubblicate in origine su Urania) e che sono state tradotte con successo anche all'estero, vincendo diversi concorsi letterari.

Articolo di Valer

Altri dati
Formato:
Rilegato
Pagine: 416
Lingua: Italiano
Editore: Sironi
Anno di pubblicazione: 2004
Codice EAN: 9788851800376


Il vangelo secondo Satana - Patrick Graham

Strano libro a cui è difficile dare una reale valutazione, dipende infatti da sotto quale aspetto si vuole vedere....Considerato che in Francia (l'autore vive tra Parigi, Roma e New York) ha avuto moltissimo successo ed ha vinto anche un premio prestigioso, il "Prix Maison de la Presse", la curiosità di leggerlo c'era...

Devo dire che se parliamo della tensione che trasmettono alcune scene, del mantenere vivo l'interesse del lettore, sicuramente bisogna riconoscere che il romanzo merita , alcuni paragrafi trasmettono la stessa ansia che si prova a volta vedendo un film, ma senza l'aiuto di immagini e musica, con un grosso impatto emotivo, ti fanno star lì a chiederti preoccupato "ed ora, cosa succederà?"

Se vogliamo parlare però della credibilità, della costruzione della trama, del realismo... beh, allora direi che lì c'è un brusco calo, perchè ti rendi subito conto che le cose non tornano!!
Posso capire che piaccia al pubblico, ma scoprire che ha vinto anche un premio mi ha stupito parecchio, perchè se in un libro così - visto il tema - si accettano il prete esorcista che riconosce i demoni dall'odore, il demone che attraversa i secoli e che tutti vedono, sentono e toccano con tranquillità, gli sparano, muore e poi ritorna ed altre cose simili, alcune risultano però davvero poco realistiche! Per dirne solo qualcuna:

- difficile credere che una persona possa strangolarsi con le proprie mani, direi che non esiste questa possibilità!

- un po' complicato pensare che una donna, dopo essere stata crocifissa, con tanto di descrizione dettagliata sui chiodi che trapassano muscoli e litri di sangue dappertutto (alcune scene sono al limite dello splatter) va in ospedale per un paio di giorni, quindi esce e riprende la caccia al demone da sola, in foreste sperdute, come se niente fosse....

- la stessa donna, oltre che parlare con i morti arriva a identificarsi con loro e rivivere parti della loro vita, fino al punto di invecchiare se rivive la vita di una persona anziana, diventare un uomo se invece entra in contatto con un uomo, il tutto con tanto di descrizione dei cambiamenti fisici in atto e fino al veder comparire improvvisamente sul proprio corpo le ferite che gli altri si sono procurate nei secoli precedenti, per poi veder tornare tutto come prima appena il "contatto" con l'anima del defunto è cessata!

Ah... dimenticavo, per concludere, poichè "i buoni" da soli non ce la fanno a risolvere i problimi, che c'è anche l'accordo della Chiesa con la mafia per far fuori i cattivi :)

Che posso dire di più, carino ed avvincente lo è, ma anche poco credibile, però si legge con facilità.


Articolo di Sharmas

ALTRI DATI
Formato: copertina rigida
Pagine: 530
Editore: Editrice Nord
Anno di pubblicazione 2008
Traduttore:
88Mara Dompè
Codice ISBN-10:
8842915327
Codice ISBN-13:
9788842915324

Il Collezionista - John Fowles


Frederick Clegg è un tranquillo impiegato comunale, con alle spalle una situazione familiare complicata e con una grande passione per la fotografia e per la sua collezione di farfalle. Ha anche un'altra passione... Miranda, una graziosissima studentessa incontrata per sbaglio, che esercita su di lui una fatale attrazione. Fred non può fare a meno di seguirla e di cercare di scoprire qualcosa in più su di lei, ma si rende conto di non avere alcuna possibilità di entrare nella cerchia delle sue amicizie.

Un fatto insperato cambia improvvisamente la sua vita: vince una considerevole somma di denaro al lotto. Da quel giorno si fa strada un malato e sempre più persistente progetto nella sua mente. Lui adora collezionare farfalle, catturare gli esemplari più belli e più rari, conservarli con amore... E inizia a considerare la ragazza di cui si è invaghito come una splendida farfalla che diventerà il pezzo principale della sua collezione.
Acquista una villetta molto isolata, situata nel cuore della campagna inglese, e inizia ad arredarla in modo che sia confortevole per la sua futura "ospite". Dopo aver studiato un piano, semplice ma efficace la rapisce senza incontrare difficoltà.

Ma è un sequestro molto particolare: lui la ama e non ha nessuna intenzione di farle del male. Vorrebbe semplicemente farsi conoscere e amare da lei e per ottenere ciò realizza ogni suo desiderio, a parte quello di concederle la libertà.

Il romanzo è diviso in tre parti. Nella prima, a parlare è il rapitore. Frederick spiega il suo punto di vista di uomo molto solo, travolto da una strana passione per la giovane donna e il bisogno di averla con lui, di vederla ogni giorno, di farle regali, di tenerla sotto costante controllo, di farsi amare. Dimostra di essere un uomo semplice, ma molto preciso e attentissimo a impedirle ogni possibilità di fuga.

La parte centrale è costituita invece dal diario di Miranda e mostra chiaramente come i pensieri dei due protagonisti siano totalmente diversi e inconciliabili. Lei parla del suo smarrimento, della paura, della rabbia per essere stata catturata come un animale, dello stupore per il comportamento di questo strano carceriere, disposto ad esaudire ogni suo desiderio, ma deciso a trattenerla con sé. E' convinta che il suo rapitore sia matto e che per lui, lei rappresenta solo un altro pezzo per la collezione. Si ritira nella sua camera-cella scrivendo, disegnando, ricordando la vita di prima, però comincia anche ad accettare la presenza del suo aggressore e cerca di superare il disprezzo che prova per lui e per la sua piccolezza.. Miranda finisce quasi per provare pietà per Frederick. Egli in fondo è prezioso per lei, essendo l'unico essere umano con cui ha la possibilità di comunicare.

Nell'ultima parte torna a parlare il rapitore in prima persona, accompagnando il lettore verso il finale, che personalmente ho trovato perfetto!

La vicenda è sconcertante, tanto più che è raccontata con toni pacati, senza cattivo gusto o morbosità, senza sfoggio inutile di violenza.
"Il collezionista" purtroppo è un romanzo poco conosciuto, anche se lo meriterebbe pienamente. Non è un classico romanzo thriller, noir o poliziesco, è piuttosto una lucida analisi psicologica del rapporto tra una ragazza sfortunata, strappata alla sua vita normale e il suo implacabile, ma insolito carceriere, dove spesso i ruoli di vittima e aggressore sono invertiti.

Articolo di Carol

Dettagli del Libro
Autore: Fowles John
Editore: BUR Biblioteca Univ. Rizzoli
Collana: La Scala
Traduttore: Abrate V.
Pagine: 336
ISBN: 8817106240
ISBN-13: 9788817106245
Data pubblicazione: 1998


martedì 27 gennaio 2009

La lunga marcia - Stephen King



Scrivo questa recensione con il cuore, perchè quello di cui parlerò è uno dei miei libri preferiti in assoluto. E' stato uno dei primi che ho letto di Stephen King (e uno dei primissimi romanzi dello scrittore, pubblicato con lo pseudonimo di Richard Bachman), per questo mi scuso se sarò troppo "vaga", ma mi è rimasto dentro e ci tenevo a scrivere qualcosa su questo gioiello della letteratura "horror".
Definirlo horror è azzardato, ma non rientra pienamente in nessuna categoria. Penso sia un romanzo fantascientifico, tremendamente reale, tanto da sfociare nell'orrore. Niente mostri, attacchi alieni o ambientazione futuristica, narra semplicemente lo svolgimento di una gara annuale, dall'inizio alla fine.

Detta così può sembrare estremamente noioso, ma se vi dicessi che dei cento partecipanti (tutti volontari) ne debba rimanere solamente uno?
Sì, perchè le regole sono poche e semplici: camminare senza sosta, dai confini con il Canada fino a Boston, a una velocità minima di 6 chilometri all'ora. Se per qualsiasi motivo, i partecipanti scendono sotto questa soglia vengono ammoniti. Il massimo concesso è di tre infrazioni, dopodichè si viene fucilati sul posto, da guardie che, a bordo di un carro armato, seguono la gara. L'evento è infatti gestito dal Maggiore, un alto ufficiale dell'esercito.
Quando ne sarà rimasto soltanto uno, la gara potrà dirsi finita e il vincitore avrà diritto ad avere tutto ciò che desidera.

Ognuno è spinto a partecipare a questa folle gara da motivi differenti, spiegati dagli stessi personaggi bisbigliando tra di loro durante le lunghe notti insonni. King è un maestro a far percepire ogni emozione dei suoi protagonisti, sembra di sentire il dolore ai piedi, il sangue che scorre dalle ferite aperte, la stanchezza, la disperazione, la sensazione di non farcela più e la forte tentazione di lasciarsi andare per mettere fine a questa crudelissima tortura a cui sono stati sottoposti per loro stessa volontà. Su tutto c'è un forte senso di precarietà: nessuno può sapere quando può presentarsi avvenimento, come un malore o una caduta, che causerà il rallentamento fatale.

Molto interessanti le "trasformazioni" di alcuni dei concorrenti nel corso della gara e i rapporti che si instaurano tra loro: l'amicizia, la solidarietà, il farsi forza a vicenda, il sentirsi nonostante tutto parte di una sola cosa in opposizione a un terribile destino, la maturità dei suoi personaggi che anche di fronte alla disperazione riescono a usare la testa, per quanto loro possibile.

La Lunga Marcia è un'illuminata metafora della vita, non si sa mai quanto lunga o corta possa essere per ciascuno di noi, non si sa cosa possa riservarci, è una continua illusione dove ostacoli di ogni tipo, imprevedibili e imprevisti il piu' delle volte, ti possono mettere al tappeto. Un'opera che scava negli angusti meandri della mente e dall'animo umano evidenziandone la follia, il rancore, i rimpianti, il desiderio di morte.
Come dicevo prima non ci sono mostri nel senso abituale del termine, il Mostro che pervade ogni pagina di questo libro è la mente diabolica e cinica dell'essere umano.

Articolo di Carol

Altri dati

Formato: Tascabile
Pagine: 278
Lingua: Italiano
Titolo originale: The Long Walk
Lingua originale: Inglese
Editore: Sperling & Kupfer
Anno di pubblicazione 2004
Codice EAN: 9788882744823
Traduttore: Beata della Frattina



L’ultimo vero bacio - James Crumley



Definito come il capolavoro di Crumley certamente non ha tradisce le aspettative.

Ma veniamo alla trama
Il detective Sughrue viene ingaggiato dalla moglie di un vecchio scrittore , che non ancora deve rientrare da una delle sue solite fughe alcoliche.
In pochi giorni riesce a prendere le tracce del fuggitivo e lo individua in un bar , ubriaco fino al midollo , in ottima compagnia di un bulldog alcolizzato.
Sughrue completata la sua missione cerca in qualche modo di ritardare il rientro del vecchio portandolo con se nella lunga ricerca di Betty Sue , figlia della proprietaria del bar, che è scomparsa da più di dieci anni.

Da qui parte il lungo viaggio di Sughrue , Trahearne e di Fireball Roberts. L’alcol scorre a fiume e pochi sono i momenti in cui perfino il cane sembra sobrio!
L’autore racchiude in quest’opera tutti gli elementi di un classico hard boiler americano: Whisky, droga, sesso, violenza, perdono, fuga, ritorno, polvere da sparo ,viaggio, donne, amore e pazzia.
Crumley utilizza una prosa semplice e stupenda. Una scrittura che ti prende alla gola e soprattutto ha una caratterizzazione dei personaggi davvero eccezionale a partire dal detective Sughrue e a finire al bulldog ubriacone Fireball Roberts.
Tantissime sono le metafore e similitudini presenti nel libro , palesando quanto sia stato importate il suo stile per le generazione di futuri scrittori che si sono cimentati nel genere (Lansdale di sicuro :P ).

Dunque “L’ultimo vero bacio ” è un libro che davvero può essere apprezzato da qualsiasi tipo lettore, chi ama solo intrattenersi con una buona lettura, chi invece cerca un libro che possa in qualche modo trasmettere qualcosa e chi ama un linguaggio anche a volte cinico e duro.
Accattataville!!!! :D

Articolo di Tommy

Altri dati

Formato: Brossura
Pagine: 309
Lingua: Italiano
Titolo originale: The Last Good Kiss
Lingua originale: Inglese
Editore: Einaudi
Anno di pubblicazione: 2004
Codice EAN: 9788806172008
Traduttore: Luca Conti

lunedì 26 gennaio 2009

NebbiaGialla 09 - Suzzara Noir Festival

Il NebbiaGialla Suzzara Noir Festival, ideato e diretto dallo scrittore Paolo Roversi, nasce con l'obiettivo di concilare la passione per la letteratura di genere (il giallo, il noir, la letteratura del mistero in generale che in questi anni gode di una straordinaria attenzione) con la Bassa. La terra di Guareschi e Zavattini, del Po, la città del Premio e le sue tradizioni, la sua gastronomia e le sue caratteristiche ambientali come la nebbia da cui appunto il nome alla rassegna. Il primo weekend di febbraio sarà per tutti gli appassionati e non solo un'occasione per incontrare molti fra gli scrittori più interessanti del panorama noir italiano. Un modo per parlare di libri valorizzando il territorio, i ristoranti, le osterie della città.

La terza edizione del Nebbia Gialla Suzzara Noir Festival si terrà il 31 gennaio e 1 febbraio 2009 e sarà caratterizzata da una nutrita schiera d'ospiti d’eccezione fra cui Francesco Abate, Massimo Carlotto, Margherita Oggero, Andrea Vitali, Valerio Varesi, Bruno Morchio, Paolo Grugni, Jacopo De Michelis, Luigi Bernardi, Luigi Guicciardi, Alfredo Colitto, Patrick Fogli e molti altri.


Massimo Carlotto, uno fra gli scrittori più importanti di noir in Italia, spiega in questo video perché il NebbiaGialla Suzzara Noir Festival è destinato a diventare il più importante festival di genere in Italia




QUESTO è IL PROGRAMMA DELL' EVENTO

Orario

Evento - Ospiti

Luogo

Sabato 31 gennaio 2009

10.30

Inaugurazione

Cinema Politeama

10.45

Emilia Felix?

Alfredo Colitto, Roberto Valentini, Barbara Baraldi

Cinema Politeama

11.30

I talent scout del giallo
Jacopo de Michelis e Luigi Bernardi

Cinema Politeama

12.45

Diretta Rai

Tutti i colori del giallo

On the air

15.00

Spara la storia
Workshop di scrittura gialla con Macademia di Fabio Fracas

Biblioteca comunale

16.30

Assaggi gratuiti di torte per tutti in biblioteca

Gli autori presenti firmeranno le copie dei loro libri

Biblioteca comunale

17.30

Commissari e investigatori seriali
Luigi Guicciardi e Bruno Morchio

Cinema Politeama

18.30

Giallisti mantovani
Nosari, Canova, Oliani, Bonbarda, Giacomini

Cinema Politeama

19.30

Non solo noir
Aperitivo con Paolo Grugni e Paolo Roversi

Ristorante Cavour

21.00

Scrivere gialli a quattro mani
Massimo Carlotto e Francesco Abate

Cinema Politeama

Domenica 1 febbraio

9.45

Inchieste in nero
Cristina Zagaria e Patrizia Debicke

Dolce Salato

10.30

Scritture d'indagine
Patrick Fogli, Antonella Beccaria e Simona Mammano

Cinema Politeama

11.30

Dal giallo alla TV
Margherita Oggero e Valerio Varesi

Cinema Politeama

13.00

Pranzo con l'autore

Andrea Vitali

Cavallino Bianco

La notte eterna del coniglio - Gardumi Giacomo




"L'ULTIMO UOMO SULLA TERRA SENTI' BUSSARE ALLA PORTA"

America, 2010.
Un'inaspettata apocalisse distrugge la razza umana e trasforma la terra in un pianeta morto. Sopravvivono quattro piccoli nuclei familiari, rinchiusi in minirifugi anti-atomici nella città di San Francisco. Sono salvi, devono solo attendere che le radiazioni scendano sotto la soglia tossica. Nel frattempo i superstiti possono comunicare tra loro grazie a un trasmettitore satellitare.

Improvvisamente gli occupanti di uno dei rifugi cominciano a sentire dei colpi battuti sulla porta, come se qualcuno volesse entrare, benché la telecamera che inquadra la superficie riveli chiaramente che nessuno si è avvicinato.

Ma se fuori sono tutti morti e i rifugi sono circondati da cenere e macerie, chi o che cosa sta bussando alla porta d'acciaio?

Gli avvenimenti misteriosi si moltiplicano, finché una strana creatuta dalle sembianze di un coniglio rosa penetra in uno dei rifugi..........

Ma perchè questa creatura non lascia traccia del suo passaggio sulla polvere?

E soprattutto, come fa ad introdursi nei rifugi chiusi e sigillati?

Un romanzo da brivido, claustrofobico ed inquietante dove è impossibile non immedesimarsi con i protagonisti, grazie alla magistrale descrizione delle loro diverse reazioni, al trauma della catastrofe. Chi si rassegna a un destino che prevedeva da tempo, chi viene preso dall'isteria e chi cerca disperatamente di mantenere il controllo e di continuare a desiderare di vivere, nonostante la consapevolezza di aver perso tutto.
Un libro che provoca dipendenza e che si divora in pochi giorni.

Pur essendo ambientato in America, questo è il romanzo d'esordio di un autore italiano: Giacomo Gardumi. Milanese d'origine, in seguito trasferito a Shangai dove vive tuttora.
L'anno successivo alla pubblicazione di "La notte eterna del coniglio", è uscito il secondo romanzo di Gardumi: "L'eredità di Bric", dalla trama interessante (ha a che fare con il paranormale) ma molto meno amato dal pubblico rispetto al precedente.

Articolo di Carol

Titolo: La notte eterna del coniglio
Autore: Gardumi Giacomo
Editore: Marsilio
Data di Pubblicazione: 2003
Collana: I tascabili Marsilio
ISBN: 8831790390
ISBN-13: 9788831790390
Pagine: 417
Reparto: Narrativa italiana

domenica 25 gennaio 2009

A che punto è la notte - Fruttero e Lucentini

Giallo uscito alla fine degli anni settanta (alcune parole ed alcune situazioni sembrano infatti un po' anacronistiche, a leggerlo oggi), ambientato in una Torino coperta di neve, è un romanzo ricco di personaggi initeressanti, ciascuno diverso e particolare a proprio modo, dal parrocco "strano" che fa prediche e messe dedicate a soggetti decisamente fuori dal comune (dal "fratello travestito" alla "sorella immondiazia") all'ingegnere della Fiat che nasconde tutta una serie di vizi, paure ed oscuri segreti; dal commissario, uomo all'apparenza semplice ma profondo pensatore e che non si lascia allontanare facilmente dalla sua strada, alla Pietrobono, il cui diario personale - su cui scrive di tutto, dalla vita privata agli appunti dei casi in corso - si rivela una vera chicca, a tutti gli altri protagonisti presenti, i due fratelli Bortolon, l'agente appena arrivato che spunta solo verso la fine del romanzo ma che si ritaglia il suo piccolo spazio, la coppia Graziano e Thea, la professoressa Caldani e così via... piccoli mondi descritti con chiarezza, con semplicità ma mai in modo scontato, sembra quasi di vederli lì, impegnati nelle loro attività, persi nei loro pensieri....

La storia è complessa e ricca di avvenimenti, parte dalla morte di un prete e subito dopo da quella di un carabiniere per finire a parlare di gnosi, eresia, pneuma, eoni e così via, termini poco noti ma subito chiariti con semplicità, il tutto legato in un intreccio avvincente che si chiarisce solo alla fine del romanzo, mantenendo quindi vivo l'interesse e la curiosità fino in fondo.

Le ultime pagine regalano inoltre non pochi sorrisi, perchè raccontate dal punto di vista del Boss (l'Eterno Presunto) che guarda che cosa succede quaggiù senza intervenire più di tanto, delle pagine forse inaspettate ma che risultano però perfettamente integrate con il romanzo.

Articolo di Sharmas

Altri dati
Formato: Brossura
Pagine: 608
Lingua: Italiano
Editore: Mondadori
Anno di pubblicazione 1981
Codice EAN:9788804303008

Una Stagione Selvaggia - Joe R. Lansdale


Lo confesso subito: secondo alcuni non è il capolavoro di Lansdale. Secondo me è invece una lettura consigliabilissima e godibilissima (giuro che coi superlativi la smetto qui). Se si considera poi che questo è il primo episodio della serie di romanzi dedicati alla coppia di amici-in-cerca-di-guai Hap Collins e Leonard Pine, la lettura è un obbligo per ogni amante di noir ed hard-boiled che si rispetti.Hap Collins, che è colui che ci racconta le avventure in cui viene coinvolto insieme all’amico Leonard Pine, è un texano “illuminato”, ha partecipato al sessantotto e per questo si è fatto pure un po’ di carcere, ha l’animo del buon samaritano ed è sempre pronto ad aiutare chi si trova in difficoltà. Ma è pur sempre un texano. Chi prova a fargli saltare la mosca al naso si ritrova, in men che non si dica, in guai seri, serissimi.Leonard Pine è invece un Texano dalla punta dei piedi alla cima del cappello. Al contrario di Hap, ama le armi e ama usarle. È quasi certamente un repubblicano convinto e se gli parlate di sessantotto gli avete, con ogni probabilità, rovinato la giornata. Come Hap, però, detesta i soprusi e se c’è da menare le mani, potete stare certi, che non sarà quello che si becca l’ultima sberla. Ah, dimenticavo, Leonard è nero ed è gay.In questa loro prima avventura Trudy, la ex-moglie di Hap, propone all’ex-marito un lavoretto per recuperare un bel malloppo di bigliettoni da...Buona lettura

Articolo di Jimbose

Formato: Brossura
Pagine: 192
Lingua: Italiano
Editore: Einaudi
Anno di pubblicazione: 2006
Codice EAN: 9788806169541
Traduttore: C. Prinetti


sabato 24 gennaio 2009

Harry Potter e i doni della morte



“Dove si trova il Tuo Tesoro, lì sarà il Tuo Cuore”

Ed eccoci arrivati alla fine di questa saga straordinaria, magica, fantastica; gli aggettivi per descrivere questo nuovo capitolo della storia di Harry Potter sembrano non bastare mai perché percorrendo, o meglio, vivendo pagina per pagina, ancora una volta non viene difficile provare sentimenti contrastanti come la gioia e il dolore o la tristezza e la felicità, che talvolta si fondono in maniera paradossale e coinvolgente per chi legge. Questa nuova tappa di Harry con gli altri protagonisti pare porre fine a qualsiasi fatto o discorso che risultava irrisolto dagli episodi precedenti; i misteri che tanto appassionavano noi lettori vengono a capo, le sorprese non mancano mai ed ovviamente ogni personaggio del racconto è parte delle fondamenta di tutta la storia. La strada di Harry sembra dunque avvicinarsi ad un epilogo, epilogo che il giovane mago affronta, come già dimostrato in passato, col solito coraggio da eroe, ma anche con l’indispensabile aiuto dei suoi inseparabili compagni. Harry dunque non cede al male, male che gli ha portato via persone a lui vicine, anzi, i momenti negativi descritti negli episodi precedenti lo spingono ancor di più nel combattere con tutte le sue qualità i nemici più agguerriti. Il mondo creato dalla Rowling si conferma dunque meraviglioso, sorprendente, surreale e coinvolgente, il tutto condito da un finale che di certo lascerà a bocca aperta i più fedeli lettori delle avventure di Harry. Si giunge così alla fine, pienamente soddisfatti di quanto letto, ma innegabile la tristezza del lettore nell’abbandonare un mondo lontano ma mai così vicino, e degli amici che per anni hanno accompagnato ognuno di noi, pagina dopo pagina, capitolo dopo capitolo.

Articolo di Babydreams

Altri dati
Formato: Rilegato
Pagine: 701
Lingua: Italiano
Editore: Salani
Anno di pubblicazione 2008
Codice EAN: 9788884518781
Traduttore: Beatrice Masini



Millenium Trilogy


Parlare della trilogia di Larsson non è facile, per vari motivi. Principalmente per la mole totale del tomo, 2200 pagine circa, ancora più difficile è parlarne senza rovinare la lettura a chi si appresta ad iniziarla o a chi non l’ha ancora finita. Proviamoci.

Per prima cosa teniamo a mente che parliamo di uno scrittore svedese, e che come già altri suoi compatrioti, ad esempio Mankell, mette nei suoi romanzi molto dell’attualità e della società svedese con i suoi spaccati del vivere: dalle abitudini alimentari a quelle dell’arredamento della casa, così come riferimenti a paesaggi, strade, negozi.
Torniamo ai libri!!!

Superata pag. 120 del primo volume si procede spediti come un treno ad alta velocità è difficilissimo posare “il tomo”, la capacità di racconto di Larsson tiene avvinghiati, costringe, obbliga, a proseguire, a voltar pagina ancora e ancora, ancora…
Con ciò non voglio affermare che non ci siano difetti, ma che ci si può tranquillamente passar sopra.

Detto ciò mi sento di dire che i tre volumi hanno un unico filo conduttore e che, a mio giudizio, dovrebbero esser letti di seguito per goderseli appieno.
Nonostante tutto mi sento di catalogarli in tre generi diversi:

Il primo “Uomini che odiano le donne” lo assimilerei ad un giallo dell’isola chiusa, cosa per altro che fa lo stesso Larsson nel llibro.
Il secondo “La ragazza che giocava con il fuoco” è molto più dinamico, avventuroso un giallo-poliziesco con un picchio fantascientifico
Il terzo “La regina dei castelli di carta” vira decisamente verso il genere spionaggio. ISono comunque accomunati dalll’inchiesta giornalistica che fa da padrone per tutti e tre i volumi.
Su tutti il personaggio di Lisabeth Salander, perfetta nella sua imperfezione, indimenticabile nella serie delle donne combattenti. Così come altamente irritante è Kalle Dannatissimo Blomkvist.

Mi sento, alla fine, di soffermarmi sul terzo volume della trilogia che, a mio modesto giudizio, contiene troppe mini-storie nella storia, tanto da dilatare e sfrangiare la storia stessa; probabilmente la prematura scomparsa di Larsson ha impedito un editing accurato.
Resta il rimpianto e la curiosità di conoscere Camilla, chissà forse nel presunto 4 volume scovato???

Grazie Stieg Larsson per le belle e godibili ore passate leggendo i tuoi tre tomi.

Articolo di Marta



venerdì 23 gennaio 2009

Carlos Ruiz Zafón - L’ombra del vento





L’ombra del vento - un caso nato per caso
Quinto romanzo dello scrittore spagnolo Carlos Ruiz Zafón (Barcellona, 1964), autore di libri per ragazzi, che con questo lavoro esordisce nel mondo degli “adulti”.
Uscito in Spagna con il titolo originale “La sombra del viento” nel 2001, è riuscito in poco tempo a scalare le vette delle classifiche di tutta Europa grazie al passaparola dei lettori che lo hanno fatto diventare un caso letterario, dal 2001 ad oggi ha venduto più di otto milioni di copie.
Possiamo definire il libro come una “matrioška” in quanto la storia contiene tante altre storie intrecciate tra di loro ed ognuna di un genere diverso , abbiamo nel contempo del thriller, del sentimentale (due bellissime intense storie d’amore), del poliziesco, della commedia, della tragedia il tutto sparso negli ultimi 60 anni della storia spagnola.
Ambientato in una Barcellona brumosa , nel periodo storico dalla guerra civile al franchismo, la storia centra la sua attenzione su un giovane ragazzo undicenne figlio di un libraio, che è condotto nel giorno del suo compleanno in un luogo “magico”, sconosciuto ai più dove sono conservai tutti i libri dimenticati dagli uomini.
Il ragazzo passando tra gli alti scaffali è “adottato” appunto dal libro “L’ombra del vento” dello scrittore Juliàn Carax.
Libro che stregherà la vita del ragazzo portandolo sulle tracce dell’autore e sulla sua storia e lo metterà in serio pericolo di vita in quanto forze oscure tenderanno a voler tener nell’oblio quanto accadde tanti anni prima.
Un libro speciale che parla di libri e di scrittori, e soprattutto del potere della parola, di chi la scrive e di chi la legge.
Terminato il libro sarà impossibile non pensare ai personaggi de L’ombra del vento e vi rammaricherete di non poter essere ancora partecipi alle vicende della loro vita.


Formato: Rilegato
Pagine: 439
Lingua: Italiano
Titolo originale: La sombra del viento
Lingua originale: Spagnolo
Editore: Mondadori
Anno di pubblicazione: 2008
Codice EAN: 9788804586401
Traduttore: Lia Sezzi

Dean Koontz - Intensity



Ripreso Koontz dopo alcuni libri che non avevo gradito, ecco invece una storia agghiacciante, angosciante al punto giusto, dove le fobie e le paure si amalgamano agli orrori generati da uno psicopatico dalla vita irreprensibile.

Dopo un avvio lento la storia prende corpo riuscendo a catturare l'attenzione del lettore, facendo si che riesca solo con difficoltà ad abbandonarne la lettura.

Scritto senza indugiare troppo nei particolari, rende il racconto veloce, intenso, da togliere il respiro.
La parte finale, colma di tensione, si chiude in modo inaspettato facendo tirare un sospiro al lettore.

Unico neo dell'edizione dei "Miti" Mondadori che ho letto sono stati i diversi errori ortografici presenti nella traduzione forse un controllo più attento avrebbe sicuramente permesso di avere un prodotto migliore; gli errori in questione hanno spezzato il ritmo della storia facendomi deconcentrare.

Articolo di Mottino**Massimo**



Formato: Tascabile
Pagine: 377
Lingua: Italiano
Titolo originale: Intensity
Lingua originale: Inglese
Editore: Sperling & Kupfer
Codice EAN: 9788882747411
Traduttore: Annabella Caminiti

23/01/08 - 23/01/09 Un anno in famiglia




Dopo giorni di sbattimento sono lieto di condividere con tutti voi Corpicini Freddi, il regalo che tanto avete atteso. Questo blog è un omaggio a chi mi ha dato modo di conoscere una realtà a me nascosta, una famiglia vera con cui ho condiviso mesi di lettura e sano cazzeggio, una famiglia che a dispetto della società che ci circonda non mi ha fatto vergognare di rappresentare quella fantastica minoranza di italiani (aimè) che leggono tanto e ovunque.
Grazie a tutti voi, grazie a Stefania per aver creato questo leggendario gruppo su Anobii e per aver fatto in modo che tutti noi avessimo un posto dove incontrarci, una sorta di pub virtuale dove non vediamo l' ora di finire di pranzare/studiare/lavorare per andare a incontrare gli amici.
Amici... già... perchè questo siete. Diffido di chi continua a dire che sul web non possano nascere amicizie vere o veri amori. Diffido di chi storce il naso o mi chiama nerd solo perchè mi diverto a condividere ore con tutti voi davanti a un monitor. Quasi mi spiace per loro che non riescono a provare tutto questo....


Questo blog non è altro che un raccoglitore di recensioni di pura natura letteraria, di interviste a chi in Italia è riuscito a fare un mestiere della nostra passione. Chiunque abbia voglia di collaborare può tranquilamente contattarmi e tutti ne avranno modo. Ringrazio Sillpiv che è stato il primo con cui ho condiviso tutto questo, ringrazio Ariock74 per il banner grafico dei "Corpi Freddi" in alto, ringrazio a chi ha gia iniziato a collaborare scrivendo le recensioni che metteremo online da domani perchè oggi è il giorno del nostro compleanno e non si lavora durante le feste ;),
Marta, Jimbose, Babydreams, Allanon, Dolceluna, Mottino**Massimo** e Sharmas (grazie rigaz). La lista volevo fosse + lunga ma avrei rovinato la sorpresa a molti eheheheh.
Se tutto andrà bene spero di riuscire a trasformare il tutto entro breve in un vero e proprio sito un pò + "professionale" investendoci anche. Chi volesse commentare e ne sarei felicissimo, può farlo cliccando in basso sul tasto commenti e scrivendo quel che vuole :°)
e mi raccomando, iscrivetevi nella mailinglist del blog in modo da esser informati ogni qualvolta esca un nuovo articolo :)


Vi voglio troppo bene e tutto questo è per voi e tutto questo siete voi. Corpi Freddi per sempre.



giovedì 15 gennaio 2009

1° CORPI FREDDI AWARDS TM 2008

ho l' onore e il piacere di annunciarvi i vincitori del 1° Corpi Freddi Awards TM anno 2008.
Qui di seguito trovate riportate le prime tre posizioni per ogni categoria mentre in fondo è invece riportato il link dove potete visionare tutte le votazioni in maniera analitica.
Per il vincitore assoluto della categoria MIGLIOR ROMANZO è stata aggiunta nella scheda ufficiale Anobiiana, la dicitura "vincitore 1° edizione Corpi Freddi Awards TM 2008"

Ecco i vincitori:

CATEGORIA MIGLIOR ROMANZO

  1. Uomini che odiano le donne di Stieg Larsson- p.ti 10
  2. Rosso Italiano di Massimo Rainer - p.ti 9
  3. In fondo alla palude di Joe Lansdale - p.ti 6

CATEGORIA PEGGIOR ROMANZO

  1. Il libro dei morti di Patricia Cornwell - p.ti 6
  2. ex equo) Il terzo segreto di Steve Berry - p.ti 6
  3. Sweeney Todd - p.ti 5

CATEGORIA MENZIONE SPECIALE CORPI FREDDI

  1. Harry Potter e i doni della morte di J.K. Rowling - p.ti 2
  2. ex equo) Rosso Italiano di Massimo Rainer - p.ti 2
  3. Atto d'amore di Joe Lansdale - p.ti 1

CATEGORIA MIGLIOR AUTORE

  1. Joe Lansdale - p.ti 15
  2. Stieg Larsson - p.ti 12
  3. ex equo) Jeffery Deaver, Massimo Rainer, Stephen King

Qui di seguito tutte le votazioni analitiche per le varie categoria nella tabella predisposta on line al seguente indirizzo:

http://www.editgrid.com/user/corpi_freddi/CORPI_FREDDI_AWARDS_TM_2008

Rinnovando i ringraziamenti a tutti i partecipanti, con la speranza che abbiate gradito l'iniziativa, vi diamo appuntamento alla prox 2°edizione degli awards anno 2009

mercoledì 14 gennaio 2009

Stieg Larsson - storia di un genio scandinavo



"Uomini che odiano le donne" è stato un vero e proprio caso letterario mondiale. Larsson, è un autore, che per quanto conosciuto in Nord Europa, direttore di un settimanale d' inchiesta sociale, ma nessuno avrebbe mai scommesso sul successo tanto coinvolgente. Basti pensare che la Svezia (paese dove nacque e visse Larsson) conta una popolazione di 10 milioni di abitanti e nella sola terra scandinava, le copie vendute del suo primo romanzo sono state 4 milioni! conti alla mano, significa che 1 persona su 2,5 era in possesso di questo libro. Il testo è il primo di una trilogia (Millenium Trilogy), che inizialmente doveva essere composta da ben 10 volumi, e narra le vicessitudini da investigatore privato di un giornalista un pò fuori dal comune ma per certi versi vicino alla figura stessa dell' autore. Mikael Blomkvist, integgerrimo reporter della rivista Millenium si vede incaricato, suo malgrado, a investigare sulla scomparsa di Harriet Vanger, scomparsa nel 1966. Aiutato dalla strana figura di Lisbeth Salander, abilissima hacker e esperta nello scoprire le notizie e segreti di chiunque tant'è che lavora per un’agenzia che si occupa di sicurezza. L' infanzia molto turbolenta di Lisbeth ed un adolescenza ancor più traumatica, fa si che questo personaggio borderline, sia uno dei azzeccati dell' intera trilogia.
Giornalista-investigatore,
Donna scomparsa,
Personaggio spalla (Lisbeth) che poi tanto spalla non è, sono dei clichè del giallo giornalistico a cui Larsson non ha voluto rinunciare rincarando la dose con intrecci familiari al limite del paradosso con una sorta di cane-mangia-cane a cui l' autore ha saputo delineare tutte le figure legate alla famiglia Vanger.
Proprio la capacità descrittiva dei personaggi e dei luoghi (inventati con tanto di mappa all' interno del libro stesso) fa si, che questo libro sia uscito fuori dal circuito nazionale eabbia avuto un successo mondiale fuori dal normale. Film in proiezione in Svezia, diritti cinematografici comprati daipiù ricchi Stati Uniti per un lungmetraggio Hollywodiano con attori più blasonati, fans club in ogni angolo di mondo, eccecc.
Un libro da avere e da diffondere senz'ombra di dubbio...