sabato 30 maggio 2009

Speciale: Intervista a Brian Freeman pt.2




INTERVISTA

CorpiFreddi: Caro Brian, per prima cosa ti vogliamo ringraziare pubblicamente per avere concesso a “Corpi Freddi” questa importante possibilità. E’ per noi un immenso onore poterti intervistare e portare la tua voce in Italia; ci hai particolarmente colpito per la tua estrema disponibilità e gentilezza e sarà per noi un vanto supportarti e pubblicizzare a tutti gli amanti del thriller d’autore il tuo prestigioso nome. Partiamo dalle origini: corrisponde a verità la notizia che hai iniziato a dedicarti alla scrittura incoraggiato dalla nonna che fin da tenera età ti ha trasmesso la passione per il mystery? Quali sono gli scrittori che ti hanno influenzato maggiormente?

Brian Freeman: Sì, è vero, mia nonna era una grande appassionata di gialli. Mi diceva spesso, ‘Sto leggendo un bellissimo libro… ci sono un sacco di morti!’ Perciò era inevitabile che la “suspense” sarebbe diventata il mio genere preferito. Tuttavia, sono cresciuto leggendo autori di vari generi, tra cui scrittori famosi come James Michener e Irving Wallace.
I miei libri sono completamente diversi dai loro, ma ho imparato molto su come creare personaggi e storie. Credo che questo sia uno dei motivi per cui i miei libri sono più gialli psicologici che polizieschi e perchè preferisco storie portate avanti dalle emozioni e dai segreti dei personaggi.

CF: Sei un esperto di marketing e sicuramente il tuo importante lavoro assorbirà molto del tuo tempo. Con l’inizio della tua parallela carriera di scrittore che sta avendo sempre più riscontri e successo, come riesci a conciliare le due cose? Quando scrivi? Spiegaci una giornata tipo di Brian Freeman.

BF: Sono molto fortunato ora a poter scrivere a tempo pieno. Ho sempre sognato di avere questa opportunità, perciò sono felice che ciò sia finalmente successo. Ma ho trascorso così tanto tempo nel lavoro tradizionale che continuo a scrivere seguendo una routine: da lunedì a venerdì, mattina e pomeriggio. Mi occupo ancora molto di marketing ma, fortunatamente, ora posso farlo per quanta riguarda i miei libri! Ciò significa comunicare con i lettori in tutto il mondo, che è uno dei più grandi vantaggi del mio lavoro

CF: Siamo lieti di constatare che l’opinione nei tuoi confronti di critica e pubblico è in linea generale decisamente positiva; addirittura nomi altisonanti del calibro di Michael Connelly e Jeffery Deaver si sono espressi in sperticate lodi; resta il fatto che in America gli autori che si cimentano nel nostro amato genere sono tantissimi e la situazione ci sembra molto frammentaria e confusionaria. Come vedi lo stato di salute della narrativa thriller nel tuo paese e quanto è difficile emergere?

BF: Sì, ho avuto l’onore di essere stato sostenuto da grandi scrittori come Michael Connelly, Jeffery Deaver, Nelson DeMille – e il grande scrittore italiano Giorgio Faletti.
Penso che questi apprezzamenti facciano sì che il pubblico si accorga di te, e questo è molto importante di questi tempi. Pubblicare è molto competitivo – in particolare nel genere thriller – e di conseguenza è sempre più difficile per gli scrittori costruirsi una reputazione. Ma devo confessare che non passo molto tempo a guardare quello che fanno gli altri scrittori.
Mi concentro sul mio settore e cerco di sviluppare personaggi convincenti e trame che ti tengano inchiodati alle pagine. Per me ciò che conta è il rapporto tra i miei libri e i miei lettori - non la competizione con altri scrittori

CF: Il protagonista delle tue storie è il tenente Jonathan Stride, una figura carismatica, molto tormentata e consumato sciupa femmine. Quanto c’è di Jonathan Stride in Brian Freeman?

BF: Ah, povero Stride. Gli ho fatto passare le pene dell’inferno, non è vero? Mi piacerebbe dirti che la vita diventerà più facile per lui, ma penso che sia uno di quei personaggi complessi e conflittuali che devono sempre combattere. Stride è come me? Beh, c’è una parte di me in tutti i miei personaggi, la qual cosa può essere un po’ fastidiosa per chi conosce bene i miei libri! Ma, ironicamente c’è meno di me in Stride che in molti altri dei miei personaggi. Tranne che la parte carismatica. No, penso che la parte cupa di Stride rifletta in qualche modo certi aspetti della mia anima, ma non penso di essere tormentato come lui. Inoltre, lui ha sperimentato molte perdite nella sua vita

CF: Siamo molto affezionati alle vicende del tenente Stride che tornerà in questi giorni in Italia con la sua nuova indagine (Polvere e sanguePiemme). Non credi che la creazione di una saga con personaggio fisso possa limitare la tua creatività e con il tempo rischi paradossalmente di essere quasi un ostacolo?

BF: Penso che scrivere libri in serie mi dia molta flessibilità come scrittore. I personaggi costanti come Stride, Serena e Maggie sono il collante che unisce i libri. Con loro come eroi, posso affrontare molti temi nuovi e introdurre nuovi personaggi e nuove storie. Quando leggi i miei libri, vedi che non mi occupo solo dei protagonisti principali. Metto il lettore nella testa degli altri personaggi del libro. Ecco perché chiamo i miei romanzi gialli psicologici – perché tu arrivi veramente a capire the emozioni e le motivazioni di tutti i personaggi del libro.



CF: A tal proposito uscirà quest’anno il tuo nuovo romanzo “The burying place”. E’ vero che sarà il primo romanzo senza personaggio fisso? Ci puoi dare , in esclusiva per Corpi Freddi, qualche anticipazione sulla trama?

BF: Il mio quarto libro, POLVERE E SANGUE, deve uscire il 14 luglio in Italia. E’ stato preceduto da IMMORAL, LAS VEGAS BABY, e LA DANZA DELLE FALENE. Tutti hanno come protagonista Stride, ma sono stato molto attento a scriverli in modo che un lettore possa iniziare da qualunque libro della serie e godersi pienamente la storia. In effetti POLVERE E SANGUE è davvero ottimo per iniziare a conoscermi, perché scava profondamente nel passato di Stride.
Il mio quinto libro dovrebbe uscire in Italia l’anno prossimo. Il titolo inglese è THE BURYING PLACE , ma sono certo che in italiano sarà diverso. Anche questo ha come eroe Stride – ed è un libro emozionante ed intenso, come gli altri. Ma sto iniziando a scrivere il mio sesto romanzo, che avrà nuovi personaggi. Si tratterà sempre di giallo psicologico come è nel mio stile, ma manderò Stride in vacanza per un anno!

CF: Riteniamo che le vicende Jonathan Stride ben si prestino ad una trasposizione cinematografica. Quale è il rapporto di Brian Freeman con il cinema? Hai avuto proposte in questo senso? Chi vedresti bene nel ruolo di Stride e della sexy morettona Serena Dial?

BF: Siamo ancora alla ricerca di un accordo per fare una trasposizione cinematografica, perciò se conosci qualcuno nel cinema italiano, sentiti pure libero di mandargli i miei libri! Probabilmente niente genera più discussioni tra i miei lettori su chi dovrebbe interpretare il ruolo di Stride e Serena nei film. E’ molto interessante per me vedere come i lettori si raffigurino i diversi personaggi nelle loro menti. Per quanto mi riguarda, penso che Russell Crowe potrebbe interpretare Stride – è duro e al tempo stesso sensibile come lui. Oppure Hugh Jackman? Dylan McDermott? Per quanto riguarda Serena devo confessare che ho sempre avuto in mente Catherine Zeta-Jones quando descrivevo il personaggio. Puoi biasimarmi? (Nota del killer Mantovano: assolutamente d’accordo caro Brian…tu si che sei un vero intenditore in fatto di femmine…..)

CF: Domanda scottante ma allo stesso tempo scherzosa: un tema che tratti in maniera molto esplicita nei tuoi romanzi è il sesso. Nei tuoi romanzi il sesso è molto presente, non solo come puro atto fisico ma soprattutto come movente molto attinente ai crimini commessi. Non mancano donne bellissime, vere e proprie femme fatale. Ci sembra di capire che hai un debole per le belle donne, una vera e propria ossessione….cosa dice Marcia (la moglie)? Scherzi a parte…come si pone in linea generale il tuo pubblico relativamente a questo tema? Ti critica o ti sprona in tal senso…?

BF: Non ho mai amato la violenza esplicita nei libri, ma hai ragione. Non ho problemi con la sessualità. Ciò in parte deriva dalla nature dei libri che scrivo. Se l’azione si costruisce grazie alla forza dei personaggi, non penso che si possano ignorare i loro segreti sessuali. Il sesso è una forza talmente importante nel comportamento umano. Non includo scene di sesso in modo gratuito – lo faccio in modo che il lettore capisca il personaggio in modo completo. Se leggi il mio primo libro, IMMORAL, ad esempio, c’è una scena di sesso tra Stride e Andrea che è fondamentale per consolidare il suo (di Andrea) personaggio. Senza quella scena, non penso che si possa capire veramente chi è lei. In generale, i miei lettori sembrano apprezzare la sessualità nei miei libri per ciò che essa è: erotica e rivelatrice. Naturalmente ho alcuni lettori conservatori che pensavo che talvolta io mi spinga troppo in là! Per quanto riguarda mia moglie, beh, mi conosce da molto tempo. Niente di me la sorprende più!

CF: Domanda secca e diretta che adoriamo fare: un autore del nostro amato che adori e uno che ritieni sopravvalutato? Non devi essere diplomatico…..vogliamo solo la fottuta verità.

BF: Non ho più molto tempo per leggere altri autori, perché scrivere thriller è un’occupazione che richiede moltissimo tempo. Ma ero un grande lettore di questo genere e un grande ammiratore di Peter Robinson. Il suo libro IN A DRY SEASON è uno dei gialli più raffinati degli ultimi 20 anni.
Per quanto riguarda gli scrittori sopravvalutati ….. sinceramente, non amo parlare male degli altri scrittori. Non perché non ci siano scrittori la cui popolarità mi lascia perplesso. E’ perché so quanta fatica ci vuole per scrivere un libro, e so che i lettori cercano cose diverse nei gialli.
Solo perché a me non piace un particolare libro non significa che molti altri lettori non possano amarlo. Perciò non amo consigliare a dei lettori di non leggere un libro, perché a loro potrebbe veramente piacere.

CF: Una cosa che ci ha molto colpito è la tua estrema cordialità e disponibilità e l’approccio fisico e diretto con i lettori; inutile dire che questa cosa te ne fa onore. In un colloquio avuto con il sottoscritto, hai detto che sei già stato in Italia e hai promesso che intendi tornare. Che ricordi hai dell’Italia? Rinnova questa tua promessa di tornare e noi Corpi Freddi saremo in prima fila fieri a supportarti, magari proprio al Festivaletteratura di Mantova che ha ospitato in questi anni tantissimi scrittori del catalogo Piemme (Lehane, Connelly, Crais, Pelecanos, Nesbo, ecc.)..

BF: Passo molto tempo a comunicare coi miei lettori e mi diverto sempre. Li incoraggio a scrivermi a brian@bfreemanbooks.com o a cercarmi su Facebook tramite il link sul mio sito www.bfreemanbooks.com. Rispondo veramente a tutti.
Italia, Italia ….non vedo l’ora di tornarci. E’ passato molto tempo da quando l’ho visitata. Ero studente alle superiori nel 1972 e poi di nuovo nell’82 quando ero al college. Ho visitato Roma, Firenze, Venezia e alcune belle aree della campagna. Ho ricordi molto vivi del paese – compreso quanto sia delizioso il “gelato”! Mi ricordo anche di aver visitato Firenze e di aver scritto a Marcia, mia moglie, in una cartolina che l’avrei portata in Italia un giorno o l’altro e le avrei comprato un anello in una gioielleria sul Ponte Vecchio. Non ha dimenticato quella promessa! Perciò sono preoccupato all’idea di tornare – ma stai tranquillo, lo farò in ogni caso!

CF: L’intervista è conclusa, ti ringraziamo tantissimo per il tempo che hai voluto dedicarci, conserveremo sempre questa fantastica esperienza .


Il killer Mantovano desidera ringraziare nell’ordine:
- Mr.
Brian Freeman, per l’impegno e la dedizione che ha messo in questa avventura. Brian sei una bella persona e mi hai arricchito moltissimo. Grazie amico mio, ti supporterò sempre.
-
Embla: per il pregevole e professionale lavoro in fase di traduzione delle domande.
- La Prof.ssa
Romana Recusani di Mantova: per il pregevole, professionale e velocissimo lavoro di traduzione delle risposte dello scrittore. Grazie amica mia, sono sempre in debito con te.
-
Giulia (Principessa): Il mio motore e la mia forza. Grazie per il tuo supporto.

venerdì 29 maggio 2009

Speciale su: Brian Freeman - pt. 1




Brian Freeman nasce a Chicago ma attualmente vive in Minnesota con la simpatica moglie Marcia. E’ esperto di marketing presso un importante azienda internazionale con sedi nelle principali capitali Europee.
Arriva relativamente tardi anagraficamente parlando a scrivere romanzi; sembra che la molla che l’ha spinto alla lettura e poi alla scrittura sia la nonna a cui Brian era particolarmente legato.
A tutt’oggi Brian Freeman ha pubblicato 4 romanzi (di cui tre già usciti in Italia e uno di prossima uscita sempre per Piemme) aventi protagonista il tenente Jonathan Stride. Quest’anno uscirà in America il suo nuovo romanzo dal titolo “The burying place”.
Ecco nel dettaglio i titoli:
  1. Immoral (Immoral)
  2. Las vegas Baby (Stripped)
  3. La danza delle falene (Stalked)
  4. Polvere e sangue (The watcher)
In questa prima parte dello speciale (alla quale seguirà l’attesa intervista con lo scrittore), ripercorriamo la carriera di Brian con le tre recensioni dei suoi romanzi più una breve anteprima dell’atteso nuovo romanzo.

IMMORAL (recensione del "Killer Mantovano")

Duluth, piccola città nello Stato del Minnesota. Rachel, conturbante adolescente, scompare improvvisamente senza lasciare tracce; l'episodio getta la comunità nel panico perchè la vicenda sembra avere inquietanti collegamenti con la sparizione di un'altra ragazza avvenuta l'anno precedente; al tenente Jonathan Stride il compito di dipanare la matassa.
Prende il via da questa affascinante premessa l'esordio letterario dello scrittore Americano Brian Freeman, autore che sta già facendo davvero ben parlare di se, addirittura scomodando nomi illustri del calibro di Michael Connelly e Jeffery Deaver.
E "Immoral" si conferma un ottimo thriller contemporaneo dotato di tutte le caratteristiche vincenti per far presa sul lettore; trama ben congegnata, meccaniche ben oliate con zero tempi morti, viziosa spruzzata di sesso che getta ulteriore pepe alla vicenda e una deliziosa bastardizzazione con il legal thriller che per il sottoscritto è come cacio sui maccheroni.
Il talentuoso Freeman pesca a piene mani dai maestri di genere (Connelly su tutti) ma ne miscela la materia con abilità e con carismatica impronta personale; davvero facile prevedere una saga di sicuro successo per il tenente Jonathan Stride, problematico e tormentato sciupafemmine, contorniato da un cast di personaggi (Maggie, Serena) interessanti e davvero curiosi.
Rimane qualche ingenuità a livello narrativo e un po' di debolezza relativamente alla caratterizzazione di qualche personaggio ma tenuto conto che stiamo parlando di un'opera prima ci può sicuramente stare.
Particolare plauso alla Piemme che negli ultimi anni sta facendo un'ottimo lavoro da talent-scout portando nel nostro territorio autori validi che sanno donare nuova linfa al nostro amato genere.

Las Vegas Baby (recensione di Mottino)

Las Vegas città del peccato, a detta di molti, affonda le sue radici su sesso, droga ed alcool.
Assistiamo subito "all'esecuzione" di un figlio di papà il cui unico scopo nella vita è di spendere i soldi accumulati dal genitore; a molte miglia di distanza un bambino che gioca nei pressi di casa è investito da un'auto pirata e muore.
Niente sembra accomunare questi due fatti se non la presenza di un piccolissimo dettaglio, una impronta digitale lasciata in bella evidenza su ogni luogo del delitto come per sfidare la polizia.
Una coppia di detective si mettono sulle tracce dell'assassino.
Qui prende il via la storia in un crescendo di sorprese che rendono piacevolissima la lettura di questo thriller.
I personaggi sono molto interessanti anche se un poco "strani", l'improbabile coppia di detective che segue il caso ha degli spunti di comicità non disprezzabili, certo in alcuni punti l'autore esagera un poco con azioni poco credibili da supereroe ma nel complesso la storia regge; alcuni punti sono come dire "un po' hard" ma sono così ben incastrati nella trama del racconto che non disturbano più di tanto.
I continui cambi di prospettiva con cui l'autore ci mostra il suo "colpevole" sono per me la cosa più azzeccata del libro

La danza delle falene (recensione di "Linda80")

Terza indagine per il Tenente Jonathan Stride che, abbandonato la calda e arida Las Vegas, ha fatto ritorno a Duluth, in Minnesota. E' il mese di gennaio, fa molto freddo, nevica e il paesaggio sembra una fotografia in bianco e nero. Ma dietro l'apparente tranquillità, si nasconde una scia di violenza, perversione, ricatti e omicidi che nulla ha da invidiare alla città del peccato.
Non voglio svelare troppo della trama per non cadere in spoiler che possano rovinare la lettura a coloro che ancora non sono arrivati a questo punto della storia. Posso dire però che anche questa volta Freeman non delude, e ci regala una storia ad alta tensione (e ad alto tasso erotico) molto coinvolgente. I personaggi sono descritti in modo accurato, con i loro caratteri, pensieri, emozioni, paure e storie passate. I paesaggi e le atmosfere appaiono nitidi nella mente, tanto che sembra quasi di viverci.
Attendo con impazienza il prossimo capitolo della saga già uscito oltre oceano e che abbiamo la fortuna di recensire in anteprima!

Polvere e sangue (in uscita il 14 luglio per Piemme – Anteprima)

Quella notte d'estate, l'aria sembrava trattenere il respiro. Tutto era immobile, come in attesa del temporale che di lì a poco si sarebbe abbattuto sui boschi e sul lago. Come se anche il mondo circostante si preparasse all'inevitabile, alla tragedia che avrebbe cancellato un'esistenza e, con lei, la spensieratezza dell'adolescenza. Una notte in cui nel fango si sarebbero mescolati dolore e desiderio, sangue e sudore. Quel 4 luglio del 1977, Laura Starr fu picchiata a morte con una mazza da baseball. Forse non sarebbe successo se Laura avesse dato più peso alle lettere anonime, piene di minacce oscene, che riceveva da più di due mesi. Forse sua sorella Cindy avrebbe potuto proteggerla, se non l'avesse lasciata sola per appartarsi con il fidanzato, Jonathan Stride. E forse il caso sarebbe stato risolto se quest'ultimo, all'epoca diciassettenne, non si fosse lasciato sfuggire il principale indiziato, con il quale si era ritrovato faccia a faccia. Invece la morte di Laura è rimasta un mistero. E a distanza di trent'anni Stride, ormai affermato detective, se la porta ancora dentro come un peso sulla coscienza. Una ferita che si riapre quando in città compare una giornalista che sostiene di essere stata la migliore amica di Laura ai tempi del liceo e di voler scrivere un libro sulla vicenda. Perché è entrata in possesso di una nuova prova. La riapertura del caso spaventerà qualcuno che farà di tutto pur di tenere sepolti i propri segreti.

Articolo di Mottino, Killer Mantovano, Linda80

Questa è solo la prima parte dello speciale dedicato a BRIAN FREEMAN!!!
Domani IN ESCLUSIVA PER CORPI FREDDI L’INTERVISTA CON L’AUTORE!!!!
Restate sintonizzati.

giovedì 28 maggio 2009

La bellezza e l’inferno - Roberto Saviano



La bellezza e l’inferno: fra questi poli opposti che richiamano il pensiero di Albert Camus si estende il campo di forze frequentato da Roberto Saviano, il luogo che genera la sua visione della vita, dell’impegno e dell’arte.
Introdotti da una prefazione dell’autore, gli scritti raccolti in questo volume tracciano un percorso tanto ricco e vario quanto riconoscibile e coerente. Dal ragazzo che muove i primi già maturi passi nell’ambito della letteratura e della militanza antimafia fino allo scrittore affermato che viene invitato all’Accademia dei Nobel di Stoccolma e abbracciato dai terremotati in Abruzzo, Roberto Saviano resta se stesso.
Ci racconta di un campione come Lionel Messi, che ha vinto la sfida più grande, quella contro il suo stesso corpo; di Anna Politkovskaja, uccisa perché non c’era altro modo per tapparle la bocca; dei pugili di Marcianise, per cui il sudore del ring odora di rabbia e di riscatto; di Miriam Makeba, venuta a Castel Volturno per portare il suo saluto a sei fratelli africani caduti per mano camorrista; di Enzo Biagi, che lo intervistò nella sua ultima trasmissione; di Felicia, la madre di Peppino Impastato, che per vent’anni ha dovuto guardare in faccia l’assassino di suo figlio prima di ottenere giustizia; e di tanti altri personaggi incontrati nella vita o tra le pagine dei libri, nelle terre sofferenti e inquinate degli uomini o in quelle libere e vaste della letteratura.
Pagina per pagina, Saviano ribadisce la sua fiducia in una parola che sappia scardinare la realtà, opporsi a qualunque forma di potere, farsi testimone della certezza che “la verità, nonostante tutto, esiste”.

Articolo di BodyCold

Dettagli del libro
  • Formato: Libro
  • Pagine: 264
  • Lingua: Italiano
  • Editore: Mondadori
  • Anno di pubblicazione: 2009
  • Codice EAN: 9788804594130

MilanoNera Eventi - New Project


tratto da: un articolo di MilanoNera

Può una passione diventare un progetto comune? In un caldo ed emozionante venerdì di primavera è nata la MilanoNera Eventi. Dodici storici collaboratori del web press noir si sono uniti in società per promuovere e divulgare la cultura gialla attraverso la promozione artistica e l’organizzazione di eventi, quali “a titolo esemplificativo ma non esaustivo” (detta in gergo notarile): presentazioni e anteprime di libri, corsi di scrittura creativa, incontri con i più importanti autori nazionali e internazionali, festival letterari, come in NebbiaGialla l’evento che da ormai tre anni è l’imperdibile appuntamento per gli appassionati della letteratura di genere in Italia.

“Sono molto contento che un semplice blog, nato in sordina, ma considerato dagli addetti ai lavori come un punto di riferimento del giallo italiano, si sia trasformato in soli tre anni in un progetto più grande”, afferma Paolo Roversi, già fondatore del web press e amministratore unico della MilanoNera Eventi. Con prospettive e motivazioni diverse, ma che di questa diversità hanno fatto punto di forza, hanno creduto nell’evento i redattori, storici e non, del webzine Alessandra Anzivino, Cristina Balzanelli, Francesca Colletti, Eva Massari, Fabio Spaterna e Andrea Zannini. E ancora le giornaliste e scrittrici Adele Marini e Antonella Beccaria, l’editore Marco Ghezzi, l’autrice Patrizia Debicke Van der Noot e il regista e attore teatrale Sergio Scorzillo .

E per la serie “le grandi strategie hanno l’anima semplice”, i prossimi passi della MilanoNera Eventi saranno la gestione di una libreria dedicata al giallo e noir e la ripresa della pubblicazione, stavolta mensile, del free press. Prossimamente sarà online anche il sito della società a disposizione dei lettori e degli enti pubblici e privati: news, prossimi appuntamenti, eventi, resoconti fotografici e contatti di tutti i soci della MilanoNera Eventi.

Appena nata, ma già attiva: “Inizieremo a breve, il 20 giugno alla Libreria Del Corso con il secondo appuntamento del Milano In Bionda, il festival in collaborazione con la Birra Menabrea”, conclude Roversi. La formula è semplice ma collaudata: 15 autori di noir e gialli avranno cinque minuti a disposizione per raccontare la loro ultima fatica e bersi una birra in diretta. E per tutti coloro che non potranno essere presenti a Milano la serata si replicherà anche l’11 luglio a Bergamo.

mercoledì 27 maggio 2009

Cattive storie di provincia - Gordiano Lupi



"La provincia toscana è lo scenario devo sono ambientati oscuri fatti di cronaca, storie di vita che si concatenato e danno vita a finali sorprendenti, omicidi atroci, delitti in famiglia, esplosioni di violenza incomprensibili"

"Cattive storie di provincia" è un libro di racconti horror scritto da Gordiano Lupi ed edito per la Acar Edizioni e sin dal retro copertina si capisce che all' interno ci troveremo di fronte a un mare di sangue. Devo ammettere che il racconto non è mai stato sulle mie corde e questo è forse il mio secondo o terzo libro di racconti che leggo in vita mia.
Beh, devo ammettere che inizialmente ero partito un pò prevenuto ma quando ho finito il primo racconto "Il palazzo", francamente ho pensato bene di rileggerlo con uno spirito nuovo e devo ammettere che Gordiano Lupi è davvero autore che sa come tenere incollati sulle pagine di un libro. Ha una dialettica molto accattivante e il sangue che scorre nei suoi racconto non è mai fine a se stesso se non addirittura assente in alcuni racconti ma che comunque tengono alta la soglia d' ansia.
I temi trattati sono accomunati dal luogo dove avvengono gli episodi dei racconti stessi. Piombino e zone limitrofe sono rappresetate con maestria e posti come il bosco di Belagaio rimarrano nei miei incubi per un bel pò.
I 13 racconti toccano parecchie corde delle paure umane. Si va dall' horror puro de "La casa scomparsa nel bosco", "La chiesa maledetta" o "La Villa dei lamenti" passando dal thriller psicologico basato sui drammi esistenziali delle persone più comuni, come in "Il Palazzo", "Un ragazzo di nome Simone". L' unico racconto che proprio ho fatto fatica a finire di leggere (avevo previsto il finale appena ho iniziato a leggere) è "La ragazza dal vestito rosso" che tanto ricorda la famosa leggenda metropolitana della ragazza a cui si da il passaggio in auto, che dimetica la borsa e che il giorno riportandola all' indirizzo trovato in borsa, ci rendiamo conto che invece la ragazza è morta da molti anni...
"Cattive storie di provincia" rimane comunque un buon libro da portare in borsa o in vacanza per una lettura semplice e veloce.

Articolo di BodyCold

Dettagli del libro

Autore: Gordiano Lupi
Editore: A.Car.
Studio di copertina: Sasha Naspini
Collana: Brividi & Emozioni
Pagg:. 175
ISBN: 9788889079799
Prezzo: € 15,00


martedì 26 maggio 2009

Ipotesi per un delitto - Clifford Witting



Il libro che recensiremo oggi esce per una casa editrice che è stimatissima dai cultori del giallo classico, la Polillo Editore che grazie ad una collana in particolare, I Bassotti, sta tirando fuori dei libri amatissimi da chi del giallo ha fatto il proprio passatempo letterario. A tal proposito, proponiamo la recensione di un bellissimo classico britannico, "Ipotesi per un delitto" di Clifford Witting ("Let X Be the Murderer") uscito originariamente nel 1947.
Il protagonista poliziesco in quasi tutta la bibliografia di Witting è l' ispettore Chariton che ci ripropone anche in questo libro ed è coaudiuvato come sempre dai sergenti Martin e Bradfield. Il caso in questione è al quanto bizzarro. L' ispettore di Lulverton, si ritrova ad investigare su un tentato omicidio ai danni di un facoltoso magnate dell' industria dell' auto che stava per essere strangolato da due mani fosforescenti.
Il ritmo letterario è molto anglosassone anche in questo libro. Non ci sono schizzi di sangue sulle mura della villa, non ci sono teste mozzate o altro materiale pulp a cui oramai la letteratura thriller ci ha quasi abituati in questi anni. Quà si viaggia sul velluto, anche quando l' omidio viene davvero commesso e quindi il nostro commissario dovrà sciogliere una matassa di intrighi fatta di parenti assetati di eredità e persone che vogliono davvero bene a Sir Victor.
Per gli amanti del giallo classico e non... una piacevolissima lettura da spiaggia che ha anche il merito di essere ben confezionata dalla nostra Polillo.

L’autore
Clifford Witting (1907-1968) nacque a Londra, nel distretto di Lewisham. Terminati gli studi all’Eltham College, s’impiegò presso la Lloyd Bank dove rimase per quasi vent’anni fino al 1942. Durante la seconda guerra mondiale prestò servizio nei Royal Artillery and Ordinance Corps da dove si congedò con il grado di maresciallo. Il suo primo mystery, Murder in Blue, fu pubblicato nel 1937 e fu seguito da altri quindici romanzi, quasi tutti con l’ispettore Charlton nei panni del protagonista. Direttore onorario dal 1947 dell’Old Elthamian, il giornale del suo vecchio college, nel 1958 Witting venne accolto tra i membri del prestigioso Detection Club di Londra. Molto stimato da alcuni critici, tra i quali spiccano gli americani Jacques Barzun e Wendell Hertig Taylor, l’autore è morto nel 1968.

Articolo di BodyCold

Dettagli del libro

  • Paperback 316 Pages
  • Edizione: 1
  • codice ISBN-10: 888154329X
  • codice ISBN-13: 9788881543298
  • Editore: Polillo (I bassotti n. 67)
  • Data di pubblicazione: Apr, 2009
  • Traduttore: Pratesi D.

lunedì 25 maggio 2009

VideoIntervista a Cristiano Armati




Esiste un’altra città nella città chiamata Roma. Una città che adora monumenti di rabbia e dove la violenza traccia sentieri che pochi hanno il coraggio di esplorare. Succede, in questo mondo sotterraneo e clandestino, che le storie raccontate ai passanti dai più vecchi tra tutti i pendolari si trasformino in leggende dai confini incerti. È in questo momento che i peggiori incubi della metropoli sono pronti a invadere il centro della città, dando vita a mostri armati di pistola e di coltello: presenze inquiete ma reali, destinate a sconvolgere l’ordine apparente delle cose con l’omicidio, lo stupro, lo spaccio di stupefacenti, la truffa e la rapina. È un’altra Roma quella a cui questo libro dedica le sue pagine più dure: una Roma dove le caserme della polizia possono essere prese d’assalto da orde di hooligan assetati di vendetta e dove, malamente soffocati dalle acque del Tevere, affiorano i cadaveri di donne decapitate. È inutile sfogliare le pagine dei giornali: nessuno avrà il coraggio di scrivere la vita dell’uomo-lupo avvistato nelle baracche costruite sotto i cavalcavia del raccordo anulare. In cronaca finiscono le ultime parole del tossicodipendente trovato morto nei bagni pubblici della stazione o le lacrime del turista malmenato. Nera come le anime che popolano i bassifondi, anche questa è Roma: una megalopoli che ha smarrito la speranza tra i senzatetto che affollano le vie meno battute e dove, ammainato il vessillo capitolino, il teppismo sventola la sua ultima bandiera.

Incontro ed intervista con l' autore

Arrivati sul posto, io e Lotgirl, abbiamo atteso un'oretta prima che iniziasse la presentazione di Roma Noir. L' associazione che ospita il tutto, è un associazione per il Sud e dal Sud e si chiama DaSud. Quindi tutto pronto per iniziare e il simpaticissimo Cristiano Armati inizia con la presentazione del libro rapendo i presenti con aneddoti su come sono sorte le storie del suo libro.




Armati ci ha anche regalato una piccola perla in rima e dialetto romano :)



Articolo, Intervista, Riprese, Montaggio e Musica di BodyCold

Dettagli del Libro
  • Autore: Armati Cristiano
  • Editore: Newton & Compton
  • Genere: letteratura italiana: testi
  • Collana: Noir
  • Volume n.: 1
  • ISBN: 8854114308
  • ISBN-13: 9788854114302
  • Data pubblicazione: 2009

Morte di un gigolò - Claudio Paccagnini




Morte di un Gigolò è un piccolo romanzo di circa 80 pagine che si legge tranquillamente in una giornata e la cosa che fa riflettere è che spesso non c'è bisogno di scrivere romanzi da 400 pagine per farsì che un giallo classico, senza fronzoli, senza pause nella narrazione che risultano noisi, senza troppe descrizioni psicologiche o riflessioni dei personaggi, riesca ad intrattenere il lettore senza annoiarlo.
Uno sparo in pieno petto ad un giovane gigolò del paese (Salsomaggiore Terme) ex tossicodipendente e comunque stimato da tutti, Dario. Un maresciallo, Di Bella, che si batterà per riuscire a trovare il colpevole con tanto di sorpresona finale.
Davvero piacevole, da portare sulla spiaggia e passare un pomeriggio in compagnia di un bel giallo. Spero di leggere altro di questo giovane autore, Claudio Paccagnini...
Un altra nota positiva di questo romanzo è l' ottima fattura editoriale che è comune a tutti i libri editi dalla Il Filo Editore.

Quarta di copertina


Salsomaggiore Terme. Uno spietato omicidio durante lo spettacolo pirotecnico di Ferragosto scuote la sonnolenta cittadina. Un colpo di pistola uccide Dario, un tossicodipendente che in passato era riuscito a liberarsi dalla dipendenza ma che era ricaduto nel tunnel per ragioni oscure. Noto anche per la sua sensibilità e discrezione, si prostituiva occasionalmente soprattutto per clienti di sesso maschile. Il maresciallo Di Bella indaga sul caso, passando in rassegna una serie di personaggi che a vario titolo conoscevano e frequentavano la vittima. Ma procedendo verso la soluzione dell’enigma, che in un primo momento sembrava evidente, si svelano intrecci morbosi per i quali il maresciallo stesso comincerà a dubitare di comprendere a pieno la differenza tra il “male” e il “bene”. Con una scrittura semplice e affilata, Claudio Paccagnini ci introduce nei misteri e negli intrighi sotterranei di una città di provincia solo apparentemente limpida e tranquilla.

Articolo di BodyCold


Dettagli del Libro
  • Autore: Paccagnini Claudio
  • Editore: Il Filo
  • Genere: letteratura italiana: testi
  • Collana: Nuove voci
  • Pagine: 81
  • ISBN: 885670577X
  • ISBN-13: 9788856705775
  • Data pubblicazione: 2008



domenica 24 maggio 2009

L'estate dei morti viventi - John Ajvide Lindqvist




"rimase immobile a lungo osservando i morti viventi che continuavano il loro movimento circolare senza interruzioni o variazioni. Se in quel momento qualcuno le avesse detto che era quella loro danza a permettere alla terra di continuare a ruotare, Flora avrebbe annuito e detto: sì, lo so.."

All’apparenza i defunti sono inoffensivi, ma giacciono in uno stato quasi catatonico, senza una chiara coscienza di sé stessi o di coloro che li circondano.
I parenti che avevano iniziato a scendere a patti con il loro lutto si ritrovano di fronte a cadaveri viventi che conservano forse deboli tracce di quello che furono, ma che ora sembrano essere inevitabilmente… altro.

Libro di grandi suggestioni .
Molto bello il ritratto dei morti viventi: esseri che nessuno vuole, che nessuno riesce ad amare in quanto capaci di dire solo la verità ( leggendo nel pensiero ed inducendo che gli sta accanto a fare lo stesso) e per questo motivo di una solitudine abissale.
Lindqvist ha un talento straordinario nel descrivere la diversità. I suoi mostri reietti provocano nel lettore dei veri e propri tumulti empatici.

Personalmente ho trovato "Lasciami entrare" piu' bello, forse perche' parla di vampiri bambini e di una storia d' amore che non si conclude certo con un lieto fine!

Non definirei Lindqvist lo Stephen King scandinavo.....King, piaccia o non piaccia ha delle visioni molto piu' "malate" e strettamente legate a fenomeni umani, cose di cui tutti possono avere paura.

Articolo di Skunkie

Dettagli del Libro
  • Autore: Lindqvist John A.
  • Editore: Marsilio
  • Genere: letterature straniere: testi
  • Collana: Farfalle
  • Traduttore: Puleo G.
  • Pagine: 380
  • ISBN: 883179454X
  • ISBN-13: 9788831794541
  • Data pubblicazione: May 2008


sabato 23 maggio 2009

Il libro dei morti - Douglas Preston & Lincoln Child



La sufficenza sta un poco stretta a quest' ultimo libro della trilogia di Diogenes Pendergast fratello minore del mitico agente dell'FBI Aloysius Pendergast.
Trilogia da leggere partendo da"Dossier Brimstone" seguito da "La Danza della Morte" e conclusa appunto con "Il libro dei morti".
La storia si svolge nel super collaudato museo di New York tanto caro agli autori per avervi ambientato molte delle loro storie (chi non ricorda Relic?).
Questa volta le misteriosi morti avvengono mentre è in allestimento l'apertura di una vera tomba dell'antico Egitto.
Su questa tomba la legenda narra di potenti maledizioni su chi la profana, le iscrizioni dipinte descrivono i capitoli più bui del "Libro dei morti".
Lettura appassionante che non permette di staccare la spina, occorre sapere come va a finire; il colpo di scena finale sorprende anche se prima di leggere le ultime righe avevo intuito qualcosa.
Segnalo la singolare l'omonimia del titolo con un libro della Cornwell.

Descrizione del libro

Al Museo di Storia naturale di New York viene recapitato un pacco pieno di frammenti di diamanti, ovvero l'intera collezione del museo. Quando i media lo scoprono e fanno scoppiare lo scandalo, i responsabili del museo decidono di riaprire al pubblico la Tomba di Senef, perfetta ricostruzione di un tempio egizio sigillato a causa di una presunta maledizione. Grazie alla donazione di un anonimo finanziatore, allestiscono uno spettacolo che ricrei dal vivo il saccheggio della tomba a opera di sacerdoti profanatori, sorpresi dalla resurrezione della mummia. Ma alcuni addetti ai lavori impazziscono e sviluppano comportamenti violenti che portano addirittura all'omicidio. Nessuno però sospetta di essere una semplice pedina in mano a un vero e proprio genio del male: Diogenes Pendergast, il killer psicopatico che vuole lanciare l'ennesima sfida contro la città e soprattutto contro il fratello, l'agente dell'FBI Aloysius Pendergast.

Articolo di Massimo **Mottino**

Dettagli del libro

  • Formato: Rilegato
  • Pagine: 502
  • Lingua: Italiano
  • Titolo originale: The Book of the Dead
  • Lingua originale: Inglese
  • Editore: Sonzogno
  • Anno di pubblicazione: 2007
  • Codice EAN: 9788845413834
  • Traduttore: A. C. Cappi Andrea Carlo Cappi
  • Generi: Gialli e Fantasy , Gialli e Thriller

venerdì 22 maggio 2009

Nella casa del diavolo - Alec Covin



"«Oh, mio Dio, che mi sta succedendo?» si domandò in preda a un’incredibile confusione. Il suo sguardo fu attratto da un’altra cosa poco distante. Era caduta con il pugnale. Sbatté le palpebre, stupefatta. Era un pezzo di carne sanguinolenta. Un pezzo di seno con il capezzolo. Sotto shock, Grace Austin perse conoscenza."

Grafica della cover accattivante ed ancor più accattivante è senza dubbio la frase del quotidiano francese "Le Monde" impressa sulla copertina: "Lo Stephen King francese." riferito chiaramente all' autore Alec Covin.
Dopo aver letto il libro in 3 giorni, del King americano ho trovato solo la dicitura nella sovracopertina...

"Nella casa del Diavolo" di Alec Covin, non è un brutto libro, sia ben chiaro, ma è un libro che francamente non consiglierei a nessuno a meno che uno non voglia spendere 17,50 euro per un libro di facile lettura che dopo averlo finito e deposto in libreria non ci si ricorderà nemmeno di aver mai avuto o letto.. Un altro elemento di disturbo leggendo le trame horrorifiche del libro è stata la traduzione, vi elenco in seguito alcuni errori assurdi che ho trovato man mano che leggevo:

[...] vide il cursore risalire verso la colonna delle icone nella parte sinistra dello schermo per fare un doppio click sul file Barbarian State [...]
bhe col portatile, senza un mouse, non si fa doppio click per aprire un file, bensì lo si selezione e si preme ENTER e cmq non doppio click

[...] No Kate, ti prego non c'è nessuno a parte noi [...] Kate riprenditi!! [...] No Kate No !! [...] eccecc lungo discorso per poi:
Urlò ma il nastro adesivo sulle labbra soffocò le grida [...]
come potè allora parlare fino ad allora se aveva la bocca chiusa dal nastro adesivo!? bho
più altre piccole imperfezioni nel testo che non elenco per non essere prolisso.

Posso accettare la piccola imperfezione nel romanzo di un giovane autore, ma non da uno che in Francia viene osannato come l' erede francese di Stephen King e che ha gia alle spalle altri due romanzi per altro.
La storia non è nemmeno malvagia. Racconta di una villa faraonica che i proprietari affittano ad artisti di ogni ogni estrazione (pittori, musicisti, scrittori, eccetera) i quali si rifugiano dalla civiltà e dal suo trambusto e nella calma quasi desolante del lusso di questa villa, riescono a trovare ispirazione per le loro opere. Ma dietro tutto questo c'è il male pure che gronda da ogni angolo delle pareti. Vecchie tragedie che si ripetono e si rinnovano, sangue e pulp all' ennessima potenza ma in alcuni casi un pò troppo gratuito.
Grace, scrittrice che si ritrova nella villa insieme alla sua compagna, per ritrovare l' ispirazione e scrivere quindi il romanzo della sua vita, si ritrova a fronteggiare innanzitutto se stessa e le sue paure amplificate dalla presenza del maligno nella casa e deve anche cercare di non farsi intrappolare nelle trame del romanzo che sta scrivendo.
Mi incuriosirebbe poterne vedere una trasposizione filmica visto che l' autore è anche laureato in cimena.

Articolo di BodyCold

Dettagli del Libro
  • Autore: Covin Alec
  • Editore: Fanucci
  • Genere: letterature straniere: testi
  • Collana: Gli aceri
  • ISBN: 8834714962
  • ISBN-13: 9788834714966
  • Data pubblicazione: 2009

Informazioni sull'autore

Alec Covin nasce nel 1970. Laurato in cinema. Autore di Etats Primitifs (2006) e La setta dei lupi sanguinari (Newton Compton, 2007), è considerato uno dei migliori autori di suspense, e da alcuni critici è definito lo ‘Stephen King francese’, da altri il "Matheson Richard".

giovedì 21 maggio 2009

Presentazione Io sono DIO - Giorgio Faletti




Alle 18.30 eravamo già sul posto. Troppo presto direbbe qualcuno, bhe avrebbe avuto ragione. In effetti alla galleria Sordi eravamo io (BodyCold), lei (Lotgirl) e lui (il fonico, Marco)...
Ogni tanto passava qualcuno a veniva da me a chiedere di chi era la presentazione, io mi giravo di spalle e guardavo con lo sguardo vuoto i 4 metri di cartonato raffigurante la copertina del libro di Faletti, indicandolo al passante che mi riguardava con aria smarrita e mi rispondeva "Ma c'è lui?!" e io "No signore, c'è proprio il libro che viene a parlare, Faletti è al mare..."

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Una carriera da responsabile pubbliche relazioni distrutta, ma va bene così.
Passo la prima mezz'ora a cercare Chiara (simpaticissima addetta ufficio stampa della Baldini Castoldi Dalai) anche se poi ricordo di non averla mai vista in vita mia e quindi cercarla non avrebbe avuto senso, quindi mi dirigo dentro la Feltrinelli e mi danno un nome da cercare, Stefano, il responsabile degli eventi (ma esiste davvero come lavoro? boh). Dopo un altra mezz'ora a cercare Stefano, riesco finalmente a sapere che forse, ma dico forse, non riesco a fare l' intervista perchè Faletti è molto stanco. Non riesco a dargli torto visto che alla Fiera di Torino il giorno prima gli avevano fatto firmare 5 miliardi di libri.
Mi accuccio desolato al mio posto e chiamo Shana, "Dove sei?", "A piazza di Spagna" e io "Ancora? quanto ti manca? a breve LUI sarà quà", e lei "Tranquillo ce la farò"...
Dopo due minuti era arrivata O_O , nemmeno Carl Lewis e nemmeno una goccia di sudore!!
Secondo me è dopata.

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"E' arrivato! si sta fumando una sigaretta fuori ed entra" riesco a percepire queste parole da un addetto Feltrinelli e finalmente caccio fuori, macchina fotografica e videocamera. Passano 20 minuti -_-' e rifletto su quanto possa esser enorme una sigaretta di 20 minuti.
Eccolo, entra avvolto dai flash dei fotografi, flash e ancora flash, ma cazzarola anch'io ho una macchina fotografica e la sguaino con notevole ritardo, lui è gia sul palco e inizia la sua presentazione con una battuta già riproposta alla Fiera Internazionale del Libro di Torino il giorno prima, "Il titolo del libro non è riferito ad una autobiografia di Berlusconi..." (risate)



Dopo la presentazione, parte timidamente l' intervista fatta dal pubblico in sala, che inizia con una piccola polemica scaturita da un ultrà pro-America-in-Vietnam tra il pubblico che fortunatamente Faletti è riuscito a placare prima che scoppiase una rivolta tra figli dei fiori e il vecchietto reduce.



Ringrazio Lotgirl che mi ha supportato con le riprese mentre io mi dilettavo nella professione di fotografo.
A breve la recensione di "Io sono Dio".

Articolo Montaggio Musica e Foto di BodyCold
Riprese di Lotgirl

mercoledì 20 maggio 2009

Assassino senza volto - Henning Mankell




Trovo davvero veramente poco da salvare in questa mia prima incursione nell'universo dello scrittore scandinavo Henning Mankell, qui alle prese con la sua opera d'esordio avente come protagonista il commissario Wallander.
La storia prende il via dal brutale omicidio di una coppia di anziani senza particolari apparenti moventi; nonostante l'affascinante inizio che mi aveva illuso positivamente, la trama sderaglia pericolosamente e si ammoscia prematuramente nei soliti triti e ritriti riciclati contesti politici e razziali che francamente al sottoscritto hanno davvero massacrato gli attributi.
Curioso comunque notare quanto nella letteratura mystery e noir scandinava siano molto sentite le problematiche razziali portate pure all'attenzione dal compianto Stieg Larsson e dal giovane talentuoso Jo Nesbo (seppur con risultati di ben più elevato spessore qualitativo).
Altro particolare che mi ha fatto storcere il naso è la figura di Wallander: il classico personaggio sterotipato del detective sfigato tormentato dai soliti problemi personali e famigliari (divorzio, alcool, figlia problematica e soliti luoghi comuni).
A dire il vero mi ha molto sorpreso negativamente in molte circostanze pure l'estrema ingenuità e grossolanità delle tecniche narrative, spesso arretrate, tediose e inutilmente ridondanti.
Infine la soluzione del caso è la mazzata finale che uccide definitivamente le mie aspettative già ridotte al lumicino: davvero irritabile e fastidiosa la casualità e la pochezza d'idee con la quale si porta a termine questa vicenda.
Alla fine dei conti davvero una grande delusione per un esordio, a parere del sottoscritto, scialbo e di scarsa qualità, vedremo se con le prossime opere lo scrittore saprà ribaltare queste mie ferme convinzioni che per ora fanno presagire grigi e nefasti nuvoloni all'orizzonte.

Articolo de Il Killer Mantovano

Dettagli del Libro
  • Autore: Mankell Henning
  • Editore: Marsilio
  • Genere: letterature straniere: testi
  • Collana: I tascabili Marsilio
  • Traduttore: Puleo G.
  • Volume n.: 1
  • Pagine: 366
  • ISBN: 8831792873
  • ISBN-13: 9788831792875
  • Data pubblicazione: 2007

martedì 19 maggio 2009

Fiera del Libro 2009 - Tiriamo le somme



La quiete dopo la tempesta...
Si respira aria sudata nei pressi della struttura che ospita la Fiera del Libro, aria pregna di soddisfazioni, di stress, di paure perchè è la "prima volta", di finta strafottenza perchè tanto "non è la prima volta. io sono un autore affermato...".
Ci si ritrova oggi che ognuno dei presenti, dalle piccole case editrici alle multinazionali del libro, dai piccoli autori coi loro sogni e dagli autori che di libro vivono, tutti tirano le somme di questa 4 giorni, ma un fattore è comune, la stanchezza.
Sentendo stamattina alcuni "uffici stampa amici" ci si rende conto che la crisi economica è sbarcata al lingotto ma si è persa tra gli stand che quest' anno hanno fatto registrare il record di visitatori superando di gran lunga anche i concorrenti europei con i suoi 307 mila visitatori.
  1. La Buchmesse di Francoforte - 299 mila presenze
  2. Il Salon du livre di Parigi - 192 mila presenze
  3. La Fiera del libro di Torino - 307 mila visitatori
e se si considera che, il governo, voleva tramutare questa fantastica fiera in biennale per far fronte alla crisi economica, ci si rende conto che questi numeri abbiano spiattellato in faccia ai nostri/vostri governanti che di cultura in Italia c'è bisogno ed è un bene di cui noi lettori non abbiamo intenzione di privarci anche in periodo di crisi!



"GIU LE MANI DALLA FIERA" sembrano gridare gli 850 incontri con gli autori e le oltre 2000 fra relatori e ospiti.
L' Egitto, paese ospite del 2009 torna a casa al di là del Mediterraneo con ottimi riscontri e l' India, possibile futuro paese ospite nel 2010, si sfrega le mani al solo pensiero del 4% di aumento di visite del 2009 e l' aumento del 10% delle vendite!
Il Presidentissimo della fiera, Rolando Picchioni nella conferenza stampa finale, dichiara <<L’edizione 2009 ha soddisfatto pressoché tutti editori, organizzatori e visitatori>>

Peccato solo che un intervento del rappresentante politico di turno che è venuto a far visita alla Fiera probabilmente solo perchè qualcuno ha scritto un libro a suo nome, Bondi Sandro, che si è prestato a un inutile quanto sterile polemica con l' assessore piemontese alla cultura, Gianni Oliva, attribuendo alle istituzioni regionali una politicizzata gestione della cultura.
A voi lascio le riflessioni su questa fantastica sortita governativa....bha......



In Italia, la lettura di libri, è la madre di tutte le incongruenze che caratterizzano questo Paese. Se si considera che in scala europea solo il 44% degli italiani legge libri (media bassa rispetto ad altri paesi del continente...), ma la vera forza di questo popolino sta in quei 3 milioni di italiani che rappresenta lo zoccolo duro, gli assatanati del libro, quei lettori come noi corpi freddi, che pur di avere un libro appena uscito si venderebbero un rene, anche se poi magari lo lasciano scaffalato per mesi. Siamo noi che manteniamo le multinazionali e le piccole dell' editoria. Questo piccolissimo numero che meriterrebbe forse anche più rispetto per chi mette in vendita libri a 23 euro, ma noi ce ne fottiamo perchè diciamocila verità, siamo dei malati di carta, dei cultori dell' inchiostro che magari stringono la cinghia pur di spendere quei 23 euro, ma attenzione signori delle multinazionali, che non siamo tanto pirla e la corda prima o poi si spezza ;)

Tornando alla fiera, a contendersi la palma del libro più venduto in assoluto della Fiera 2009, sono stati due autori italiani (e gia questo è un bene...), Giorgio Faletti che con "Io sono Dio" edito da Baldini Castoldi Dalai Editore con un numero allucinante di copie vendute, circa 1.600 copie e il libro di Mario Calabresi con "La fortuna non esiste", che ha venduto 850 copie. Lo straniero più prolifico è stato il solito Dan Brown con il suo libro "Angeli e Demoni" che anche dopo anni dall' uscita riesce a cavalcare l' onda dell' uscita del film omonimo nuovo di zecca nelle sale cinematografiche italiane.



Tutto questo è la fiera di Torino e adesso siamo in trepida attesa per il Festival della Letteratura di Mantova. Noi Corpi Freddi c'eravamo e ci saremo.
SeeYa!

Articolo di BodyCold

Quello che ti meriti - Anne Holt



Thriller molto avvincente che lascia il lettore con il fiato sospeso fino alla fine; infatti è solo nelle ultime pagine che si riesce a chiudere il cerchio dei fatti e a collegare il tutto.
Trama
Un'ondata di crimini colpisce la Norvegia; alcuni bambini vengono rapiti e, dopo qualche giorno, il loro cadavere viene riconsegnato alle rispettive madri, accompagnato da un biglietto con scritto “Adesso hai quello che ti meriti”. L'omicida è attento, non lascia tracce e soprattutto sembra colpire in maniera del tutto casuale. A indagare è un' umanissima coppia di detective: l'investigatore Stubo e la criminologa Vik. Lui, che ha da poco perso moglie e figlia in un incidente assurdo, sa che l'unico modo per venire a capo del caso dei bambini scomparsi è convincere Vik a partecipare alle indagini. Lei non ne ha proprio voglia, ma non può restare indifferente di fronte al crescente orrore, e alla fine accetta.

Anche se la storia può apparire poco originale (il killer psicopatico di bambini è già stato sfruttato nella letteratura di genere), non per questo risulta meno inquietante. E comunque l'intreccio intelligente dei fatti, è generosamente supportato da suspense, sentimenti e da una scrittura più che convincente.
Inoltre Anne Holt sa scavare in profondità per far emergere i lati più oscuri degli esseri umani; sembra che ricerchi non tanto l’essenza del crimine quanto l’essenza del criminale.

Articolo di Vivara

Dettagli del Libro
  • Autore: Anne Holt
  • Editore: Einaudi
  • Genere: letterature straniere: testi
  • Collana: Einaudi. Stile libero big
  • Traduttore: Lamberti L.
  • Pagine: 422
  • ISBN: 8806192477
  • ISBN-13: 9788806192471
  • Data pubblicazione: Jun 2008


lunedì 18 maggio 2009

Il villaggio degli innocenti - Kathy Reichs



Quinto romanzo della riuscita saga dell'antropologa forense Temperance Brennan, in pratica l'alter-ego della brava Kathy Reichs.
Ci troviamo probabilmente davanti, secondo il mio parere, al picco qualitativo più alto raggiunto dalla scrittrice.
Questa volta Tempe va in trasferta in Guatemala ad aiutare una spedizione umanitaria nel recupero dei resti di civili trucidati durante l'eccidio avvenuto realmente in quelle terre nel trentennio che va dal 1962 al 1996.
Ma subito la sua attenzione sarà sviata dalla misteriosa scomparsa di 4 giovani adolescenti che la condurranno, tra depistaggi e pericolosi attentati, in una tesissima e cupa indagine fino all'atroce scoperta di una realtà scottante e molto attuale ai giorni nostri; un tema molto delicato che pone al lettore più di una profonda riflessione.
Per quel che mi riguarda questo libro raggiunge uno "speciale" record: mai in 25 anni di onorata carriera di lettore di thriller ho assistito a scene così macabre, rivoltanti e putrescenti; la scena delle fosse biologiche è davvero ai limiti dell'umana sopportazione.
Grande merito dalla Reichs è di condurre la storia in maniera esemplare, senza mai momenti morti, dosando con sapienza colpi di scena magistrali e svolte davvero inaspettate, soprattutto senza appesantire il plot con delle soporifere telenovele soap che hanno decretato il crollo vertiginoso nelle quotazioni e di credibilità della sua collega-rivale Patricia Cornwell oramai davvero imbarazzante nelle sue ultime opere.
Concludo consigliando caldamente quest'opera a tutti gli appassionati del thriller contemporaneo con una sola raccomandazione: da assumere lontano dai pasti!!!

Articolo de Il Killer Mantovano

Dettagli del Libro
  • Autore: Kathy Reichs
  • Editore: Rizzoli
  • Genere: narrativa straniera
  • Collana: La Scala
  • Traduttore: Giagheddu A. E.
  • Pagine: 468
  • ISBN: 8817870234
  • ISBN-13: 9788817870238
  • Data pubblicazione: Jun 2002
Descrizione:
Nel suo nuovo thriller, Kathy Reichs ci conduce nelle profondità della giungla del Guatemala. E' uno scenario che l'autrice conosce bene: ha fatto parte di un gruppo internazionale di antropologi forensi convocato per identificare le vittime di trent'anni di guerra civile. Anche il suo formidabile alter ego romanzesco, Tempe Brennan, deve studiare i resti delle vittime di un atroce massacro del 1982, quando i soldati circondarono un villaggio, violentarono e trucidarono donne e bambini e gettarono i cadaveri in un pozzo. Ma gli orrori non appartengono solo al passato: nella capitale sono scomparse quattro bambine...

domenica 17 maggio 2009

Cane mangia Cane - Edward Bunker



Bello perchè descrive la delinquenza dall'interno e ne fa una rappresentazione molto potente. Inoltre non si può leggere questo libro, senza prendere in considerazione la vita stessa dello scrittore.
Edward Bunker nasce nel 1933 da padre direttore di scena alcolizzato e da madre ballerina incapace di allevarlo; dopo 5 anni viene abbondonato in una casa di accoglienza, a 7 in un collegio e a 11 in un riformatorio per aver tentato più volte la fuga dal collegio. Cresce tra ragazzi delinquenti e si forma tra anni di carcere e brevi periodi di libertà. La sua salvezza sono proprio i libri: legge tutto quello che riesce a procurarsi nelle biblioteche delle carceri, e inizia anche a scrivere.
In "Cane mangia cane", romanzo decisamente forte e violento, Bunker racconta la storia di tre criminali (Diesel, Mad Dog e Troy), tre personaggi difficili che fanno inorridire il lettore tra rapine a mano armata, sparatorie, pestaggi e omicidi; il tutto è narrato con uno stile talmente forte e preciso, che penso possa essere usato solo da coloro che certe cose le hanno vissute realmente, e che hanno imparato a non abbassare mai la guardia in un mondo governato da crudeltà, egoismo e vendetta.
Sembra che non ci sia possibilità di reinserimento per le persone uscite dal carcere e che non ci siano alternative migliori per i bambini cresciuti in un riformatorio...che sia un'accusa nei confronti di una società che chiude le porte agli individui con un certo "marchio"??

Articolo di Vivara

Dettagli del libro

  • Autore: Bunker Edward
  • Editore: Einaudi
  • Genere: letterature straniere: testi
  • Collana: Einaudi. Stile libero
  • Traduttore: Turchetti E.
  • Pagine: 330
  • ISBN: 8806147218
  • ISBN-13: 9788806147211
  • Data pubblicazione: 1999